Apre il Sinodo dedicato ai giovani

Roma, 3 ottobre 2018. Prende il via, con il discorso del Santo Padre, la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani ed al discernimento.

Papa Francesco ha ringraziato i giovani che partecipano ai lavori sinodali per aver voluto scommettere che vale la pena di sentirsi parte della Chiesa o di entrare in dialogo con essa ed ha sottolineato che è responsabilità del Sinodo di non smentirli, anzi, di dimostrare che hanno ragione a scommettere.

Il Santo Padre, nel suo discorso, ha invitato tutti a considerare il Sinodo come momento di condivisione, nel quale tutti sono invitati a parlare con coraggio e parresia, cioè integrando libertà, verità e carità. Al coraggio del parlare deve corrispondere anche l’umiltà dell’ascoltare. Il Sinodo, quindi, dev’essere un esercizio di dialogo, anzitutto tra quanti vi partecipano. E il primo frutto di questo dialogo è che ciascuno si apra alla novità, a modificare la propria opinione grazie a quanto ha ascoltato dagli altri segno di grande maturità umana e spirituale.

Affinché possa davvero nascere un autentico ascolto e dialogo, ha ricordato il papa, è necessario liberare le menti ed i cuori da pregiudizi e stereotipi, che purtroppo da sempre caratterizzano i rapporti tra le generazioni. I giovani sono tentati di considerare gli adulti sorpassati; gli adulti sono tentati di ritenere i giovani inesperti, di sapere come sono e soprattutto come dovrebbero essere e comportarsi. Tutto questo può costituire un forte ostacolo al dialogo e all’incontro tra le generazioni.

L’ascolto e l’uscita dagli stereotipi sono un potente antidoto contro il rischio del clericalismo, una piaga in seno alla Chiesa, che nasce da una visione elitaria ed escludente della vocazione, che interpreta il ministero ricevuto come un potere da esercitare piuttosto che come un servizio gratuito e generoso da offrire; e ciò conduce a ritenere di appartenere a un gruppo che possiede tutte le risposte e non ha più bisogno di ascoltare e di imparare nulla, o fa finta di ascoltare. Il clericalismo è una perversione ed è radice di tanti mali nella Chiesa.

Se da un lato, occorre superare la piaga del clericalismo, dall’altro occorre curare il virus dell’autosufficienza e delle affrettate conclusioni di molti giovani. Il Santo Padre ha ricordato un proverbio egiziano che dice: “Se nella tua casa non c’è l’anziano, compralo, perché ti servirà”. Ripudiare e rigettare tutto ciò che è stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanità; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni.

Nella convinzione che l’incontro tra le generazioni può essere estremamente fecondo in ordine a generare speranza, papa Francesco ha concluso esortando tutti a far uscire dal Sinodo non solo un documento, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo.

A questo link il discorso di apertura di Papa Francesco:

“DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALL’INIZIO DEL SINODO DEDICATO AI GIOVANI”

Molfetta – “Amici speciali” in parrocchia

Per sviluppare la realtà associativa

Come superare la crisi generazionale che coinvolge i nostri club? Come raccogliere l’attenzione se non dei ‘giovani’ almeno dei meno anziani per ridare slancio e vitalità al Serra?

Questi gli interrogativi intorno ai quali si è sviluppata la relazione del Governatore del Distretto 73, Arturo Monaco, nel consueto incontro, presso il Seminario Regionale di Molfetta, che segna l’inizio dell’anno sociale.

Una relazione coinvolgente e costruttiva con un “excursus” operativo di attività e prospettive che, partendo dal primo incontro distrettuale del settembre 2017, ha “chiuso il cerchio” fino al prossimo mese di giugno 2019. “Il completamento delle iniziative assunte, in uno agli obiettivi prefissati nell’attuale programmazione, – ha detto il Governatore – consiste nella capacità di iniziare qualcosa e arrivare in ogni caso alla conclusione, facendo  tutto quanto possibile per il conseguimento del risultato,  anche quando le circostanze lo impediscono”. Fra le circostanze negative particolarmente grave è il quadro “demografico” di fragilità correlato all’indice di anzianità degli associati. Su questo punto, ormai cruciale, occorre riflettere e pregare perché la missione del Serra è una vocazione che sta nel cuore della Chiesa.

Diventa essenziale rendere tangibile, nello straordinario quotidiano, il quadro valoriale dei nostri Club, sostenendo“una testimonianza associativa coerente che si rende visibile anche al di fuori del nostro spazio”. Due sono i luoghi in cui è più facile assumere visibilità: la parrocchia ed il volontariato.

Sono le nostre parrocchie il primo habitat in cui diffondere, con iniziative di formazione o di preghiera, il messaggio di San Junipero Serra. Con i parroci della Diocesi dobbiamo avere un rapporto diretto per ottenere il risultato ipotizzato. Sono loro che possono concretizzare i nostri obiettivi e per fare questo è necessario essere o diventare “amici speciali”, come ci ha definiti il Santo Padre Francesco. Il Sinodo dei Giovani offre lo spunto per partecipare ai momenti formativi e spirituali delle parrocchie e delle Diocesi che non può che arricchire il bellissimo e cordialissimo rapporto relazionale con i Vescovi, con il  Centro Diocesano Vocazioni e con i Seminaristi, facendo percepire in maniera viva la sinergia tra il nostro Movimento Serra e la Chiesa Locale.

Ma dobbiamo essere “amici speciali” anche per gli altri. “Sono fermamente convinto – ha sottolineato Arturo Monaco – che, partecipando ai bisogni della società, nongruppo 2 possiamo restare estranei al tema del volontariato che si riconosce particolarmente nella dimensione dell’agire per fini di solidarietà e nella gratuità del dono. Esso sposa una causa perché, con gli occhi dell’amore, vede “l’altro” in difficoltà e gli corre incontro “sporcandosi le mani”. Provare, almeno una volta nella vita, l’esperienza del volontariato, soprattutto per i giovani, è importante per la propria crescita spirituale. Ecco perché ritengo che nel carisma serrano debba essere dato risalto anche a questa fonte di amore autorevole, per rendere protagonisti i vari Club dei disagi del prossimo, con tempi e azioni – a loro scelta – ben definiti.

Il Serra non può essere un Movimento basato soltanto su uno spontaneismo di tipo emozionale, serve costanza e dedizione”.

Il dilagare dell’individualismo, gli attacchi che la nostra Chiesa deve sostenere, possono essere contrastati solo attraverso azioni concrete. Tutto il mondo dell’associazionismo è in crisi perché si è sempre più stanchi di distintivi e chiacchiere, occorrono testimonianze che dicano la nostra missione di operai nella vigna del Signore. Nel frastuono che ci circonda, anche nelle nostre parrocchie, si è perso il senso della necessità di nuovi sacerdoti santi e capaci. Come “amici speciali” facciamo sentire la nostra voce con umiltà e fermezza perché se ne parli e si preghi.

L’incontro si è concluso con l’individuazione del nuovo Governatore per il prossimo biennio, la carissima amica Filly Franchino ed un ringraziamento particolare al Rettore del Seminario Regionale di Molfetta don Giovanni Caliandro.

Maria Silvestrini