Congresso dei Distretti 69 e 70. Passaggio delle consegne al nuovo Governatore

 

Nei giorni 24 e 25 Maggio, si è tenuto al Santuario di Vicoforte (Mondovì), il congresso di Serra International Italia relativo ai club dei Distretti 69 e 70: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia a Svizzera italiana. Il tema, “Serra, services, società”, ha dibattuto l‘importanza dell’azione serrana nell’oggi con un’efficace testimonianza di cultura cristiana e vocazionale. ... Continua a leggere

La Carità: incontro con Cristo

Carità, sviluppo integrale e comunione. Sono queste le parole-chiave che Papa Francesco ha declinato nell’udienza concessa ai 450 partecipanti della Caritas Internationalis nella sala Clementina, presso la Santa Sede, il 27 maggio 2019.

La carità è sempre stata sempre il cuore pulsante di Papa Francesco, che l’ha più volte evocata nel corso del suo Pontificato. ... Continua a leggere

Cosimo Lasorsa

Club di Cascina. Riflessione del vice direttore della pastorale vocazionale

Con una riflessione di don Dal Canto Bryan, vice direttore della pastorale vocazionale della diocesi di Pisa, si è praticamente conclusa l’attività del Serra Club di Cascina, ancorché la chiusura ufficiale sia rimandata a metà Giugno con la S. Messa officiata dal Cappellano del Club e con la consueta conviviale per i saluti di fine anno sociale.

Tema della riflessione di don Bryan è stato “parlare delle vocazioni oggi”: oggi, ovvero, come sostenuto dallo stesso don Bryan, non in un cambiamento di epoca ma in una epoca di cambiamento. Siamo, ormai, nell’epoca del provvisorio in cui è prassi, parafrasando il sociologo Zygmunt Bauman, vivere in maniera “liquida”, frutto di un soggettivismo che ritiene di poter fare a meno di punti di riferimento certi.

In un simile contesto diventa fisiologica la crisi delle vocazioni, di qualsiasi vocazione, da quella al matrimonio alla vocazione sacerdotale. In antitesi, per certi versi, sembrano riproporsi in maniera pressante le dottrine del pelagianesimo e dello gnosticismo: dottrine secondo le quali sono sufficienti la volontà e la conoscenza per raggiungere la “salvezza” senza la necessità della Fede.

In definitiva, siamo in una epoca che soffre una crisi di Fede. Ed è questo, secondo don Bryan, il punto focale: una crisi di fede a causa della quale la “crisi” dei chiamati diventa conseguenza e frutto della crisi dei “chiamanti”. Manca, in altre parole, la vocazione alla santità da parte di tutti i battezzati, e conseguentemente, manca chi accompagni “i chiamati” al discernimento, chi si metta in ascolto dei giovani, dei loro dubbi, delle loro crisi, dei loro combattimenti interiori. Siamo, come dicono alcuni sociologi, in una società senza Padri e senza Madri.

Ed è a causa di queste assenze, che secondo don Bryan, il Serra diventa soggetto importante: una presenza che con una prossimità affettiva e con una testimonianza di vita personale e di impegno comunitario, possa porsi come riferimento per il discernimento da parte dei chiamati.

Paolo Chiellini

Giugno mese della Chiesa

Il mese di giugno di quest’anno è ricco di festività religiose che vale la pena di ricordare.

Domenica 2 giugno ricorre la festività dell’Ascensione, che celebra l’ascesa al cielo di Nostro Signore Gesù Cristo dopo la sua morte e resurrezione. Nel Credo degli Apostoli, l’Ascensione è menzionata con queste parole: “Gesù è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine”. Con la solennità dell’Ascensione si conclude, infatti, la vita terrena di Gesù che con il suo corpo, alla presenza degli Apostoli, si unisce al Padre nell’attesa della sua seconda venuta sulla terra per il giudizio finale e la restaurazione del regno di Dio (Parusìa).

L’Ascensione è anche il preludio alla Pentecoste, la seconda festività del mese che ricorre la domenica successiva 9 giugno, che ricorda la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo e segna l’inizio della storia della Chiesa. La Chiesa vede, infatti, in questa solennità il suo vero atto di nascita di inizio missionario, e la considera, insieme alla Santa Pasqua, la festa più solenne del calendario cristiano, perché vede nello Spirito Santo la terza persona della Santissima Trinità come principio di identificazione dei fedeli, di unificazione della Chiesa, di assistenza del magistero della Chiesa stessa e di tutti i cristiani nella conoscenza della Verità.

Questo pensiero sublime si realizza e si conclude con la festa della Santissima Trinità, che segue nella terza domenica del 16 giugno. Dopo avere vissuto insieme agli Apostoli la salita al cielo di Cristo Gesù e dopo avere accolto lo Spirito Santo nella Pentecoste, la festa della Santissima Trinità ci introduce al mistero delle tre persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, in una unica natura, nell’unità perfetta, in una reciproca relazione d’amore. “Una festa per contemplare e lodare il mistero del Dio di Gesù Cristo – ha detto Papa Francesco nella recita dell’Angelus del 27 maggio 2018 – che è Uno nella comunione di tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Per celebrare con stupore sempre nuovo Dio-Amore, che ci offre gratuitamente la sua vita e ci chiede di diffonderla nel mondo”.

Il mese liturgico si conclude, infine, con la solennità del Corpus Domini di domenica 23 giugno, più propriamente chiamata “Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù Cristo”, che ha lo scopo di celebrare la reale esistenza di Cristo nell’Eucarestia. Questa Eucarestia, alla quale il Corpus Domini si ricollega è, in sintesi, il sacramento dell’Unità della Chiesa, il sacramento che ricorda la consacrazione del pane e del vino fatta da Gesù nell’ultima cena. Simboleggia la passione di Cristo e il sacrificio sulla croce nella comunione dei fedeli.

Queste solennità che ci apprestiamo a celebrare in questo mese di giugno ci invitano, come serrani sostenitori della Chiesa e delle vocazioni sacerdotali, ad immergerci più profondamente nel mistero di cui Cristo ci ha reso partecipi. Se ci fermiamo, inoltre, a riflettere più intensamente, ci accorgiamo che in questo tempo liturgico ci viene offerta anche la possibilità di vivere la dimensione più specifica del nostro essere cristiani.

 

Cosimo Lasorsa