Un tempo opportuno per ritrovare se stessi e gli altri

Un tempo opportuno per ritrovare se stessi e gli altri

di Domenico Zafarana

Come un prete ha vissuto queste lunghissime settimane di pandemia? Come ha trascorso le giornate un prete – o il parroco di uno dei nostri tanti paesi – se non ha potuto nemmeno celebrare l’Eucaristia con la propria comunità cristiana o amministrare i Sacramenti come ha sempre fatto lungo l’arco del suo ministero? L’Italia – in questi ultimi mesi – si è fermata! Ha cambiato passo! E forse – è l’auspicio e l’augurio – ha riscoperto se stessa e le cose più care. ... Continua a leggere

Giovanni Paolo II, eroe della Chiesa

Il 18 maggio scorso, nella ricorrenza del centenario della sua nascita, la Chiesa ha voluto ricordare Giovanni Paolo II con una Santa Messa presieduta da Papa Francesco nella Cappella dove è ubicata la tomba con le spoglie del Santo. Una celebrazione eucaristica che Papa Francesco avrebbe preferito svolgere in Piazza San Pietro, con la partecipazione del popolo cristiano, e di quello polacco in particolare, per rendere un atto di devozione a un grande Pontefice che ha lasciato un ricordo indelebile nella storia della Chiesa, ma che non è stato possibile realizzare per le limitazioni imposte dalla pandemia.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Online il numero della rivista Vocazioni

IN QUESTO NUMERO

Fino all’orlo (Gv 2,7b)

di Gianluca Carrega

Il vangelo dice così, che i servi riempirono le anfore fino all’orlo, con una espressione che non solo non si trova altrove nei vangeli, ma neppure in tutta la Scrittura. Dovrà pure voler dire qualcosa. Perché è un fatto che il riempimento serve, a livello narrativo, a prevenire i dubbi…

COPERTINA

L’abbraccio tra l’uomo e Dio

di Federico De Rosa

EDITORIALE

Limiti

di Michele Gianola

DOSSIER

Voglio o forse non voglio

di Cesare Vaiani

DOSSIER

Dagli occhi alle mani

di Maria Grazia Borgese

DOSSIER

Barriera o chiamata

di Lucio Rossi

DOSSIER

Accompagnamento

di Angelo Stella

DOSSIER

Educazione finanziaria per la crescita delle persone e della società

di Pietro Gaudenzi

INSERTI

La speranza fiorirà all’improvviso

di Michele Gianola

RUBRICHE

Parola di Dio, fontana inesauribile

di Massimo Pampaloni

FONTI

Il buon pastore

di Donato Ogliari

INSERTI

Fare verità e memoria

di Massimo Giraldi, Sergio Perugini

RUBRICHE

Dietrich von Hildebrand

di Lodovica Maria Zanet

INSERTI

Incontri, luoghi, persone

di Raffaella Bencivenga, Daniele Wlderk

INSERTI

Incontri, luoghi, persone – Attività laboratoriali

di Raffaella Bencivenga, Maria Grazia Vergari, Daniele Wlderk

RUBRICHE

Gioia piena alla Tua presenza (Sal 15,11)

di Emanuele Marigliano

RUBRICHE

Antologia di testi

di Emanuele Marigliano

RUBRICHE

La televisione

di Silvio Grasselli

MEDIA

La televisione – Approfondimenti

di Maria Mascheretti, Silvio Grasselli

INSERTI

Pro-vocati all’amore

di Emanuela Vinai

RUBRICHE

La Via Micaelica

di Gionatan De Marco, Gaia Martina Ferrara

MEDIA

05. Maria, la ragazza di Nazareth

di Sorelle Clarisse di Bergamo

MEDIA

06. Lo Spirito dà la vita

di Sorelle Clarisse di Bergamo

Limiti

di don Michele Gianola

«Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero al limite delle acque – il Giordano infatti è colmo fino alle sponde durante tutto il tempo della mietitura –, le acque che scorrevano da monte si fermarono e si levarono come un solo argine molto lungo […]. Le acque che scorrevano verso il mare dell’Araba, Mar Morto, si staccarono completamente. Così il popolo attraversò di fronte a Gerico» (Gs 3,14-16).

È strano come il concetto del limite abbia per noi un’accezione negativa con la quale non amiamo avere a che fare. Eppure, molto spesso, nella Scrittura il limite porta con sé la possibilità di vedere compiersi la promessa dell’agire di Dio. È il mistero contenuto in quella frazione di secondo che passa tra il sollevarsi del piede del primo sacerdote e il suo immergersi nelle acque del Giordano. Un intervallo lungo il tempo di un passo ma carico di quel composto unico e vitale fatto del mischiarsi della volontà di Dio e della nostra; fatto di quella fede reciproca – paradossalmente, la nostra e quella di Dio – che brilla in quel gesto nel quale risuona, da entrambe le parti, il desiderio misto alla trepidazione: «Coraggio, mi fido di te!». È questa la parola nascosta nell’intimo di chi compie ogni passo e silenziosamente rivolta a Dio, senza parole; è la medesima parola nascosta nel cuore di Dio che osserva trepidante il sollevarsi di quel piede, l’intuire di Eli (1Sam 3,8), l’ornarsi di Giuditta (Gdt 10,3-5), il socchiudersi delle labbra di Maria (Lc 1,38). È la parola nascosta nel passo possibile – non importa quanto grande o piccolo sia – che ciascuno di noi può fare.

«Quando alcuni [che si credono cristiani] si rivolgono ai deboli dicendo che con la grazia di Dio tutto è possibile, in fondo sono soliti trasmettere l’idea che tutto si può fare con la volontà umana, come se essa fosse qualcosa di puro, perfetto, onnipotente, a cui si aggiunge la grazia. Si pretende di ignorare che non tutti possono tutto e che in questa vita le fragilità umane non sono guarite completamente e una volta per tutte dalla grazia. In qualsiasi caso, come insegnava sant’Agostino, Dio ti invita a fare quello che puoi […]» (Francesco, Gaudete et exsultate, 49).

Così è della vocazione: l’esigenza di riconoscere il bene possibile che posso compiere (cf. Francesco, Christus vivit, 285) il passo che posso fare, l’acqua con la quale posso riempire le mie giare «fino all’orlo» (Gv 2,7) per vederla trasformata in opera di Dio. Nella vocazione tutto segue questa logica offertoriale, perché è la medesima dell’agire di Dio, sempre in sinergia con l’uomo: viene al battesimo un uomo vecchio e diventa nuovo, giunge un peccatore e ritorna guarito, arrivano un uomo e una donna e si forma una carne sola, si portano all’altare il pane, il vino e la vita e ci viene donato il Corpo di Cristo.

Giornata di preghiera e digiuno per la fine dell’epidemia

Una giornata di preghiera, di digiuno e di invocazione per l’umanità. E’ stato questo l’invito dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, diramato in tredici lingue diverse, dal persiano allo swahili, per la giornata di giovedì 14 maggio. “Invitiamo tutte le persone, in tutto il mondo – si legge nel comunicato del 2 maggio – a rivolgersi a Dio pregando, supplicando e facendo digiuno, ogni persona, in ogni parte del mondo, a seconda della sua religione, fede o dottrina, perché Egli elimini questa epidemia, ci salvi da questa afflizione, aiuti gli scienziati a trovare una medicina che la sconfigga, e perché Egli liberi il mondo dalle conseguenze sanitarie, economiche e umanitarie della diffusione di tale grave contagio”.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Vita del Serra al tempo del coronavirus. Lettera del Presidente.

Serra International
Consiglio Nazionale Italiano

 

 

Il Presidente

Pontremoli, 10 maggio 2020 – V Domenica di Pasqua 

Carissimi serrani,

dall’ultimo incontro avuto ad inizio febbraio a Napoli tutto è cambiato, le nostre abitudini, i nostri tempi e volenti o nolenti la nostra vita sia privata che sociale.

Come avrete appreso dalle comunicazioni che si sono susseguite nell’ultimo periodo è stato deliberato dal Consiglio Nazionale, tramite posta elettronica, ai sensi dell’art. 9.7 del vigente Regolamento Nazionale, di prorogare al 30 giugno 2021 tutte le cariche sociali di Club, Distretti e Nazionale.

A seguito di questa delibera, prima e unica nei nostri primi 60 anni di storia serrana, e pienamente condivisa dal Board di Serra International dato che anche i Trustee e gli Officers sono stati prorogati alla stessa data, mi preme fare alcune considerazioni su argomenti che fanno parte della nostra Associazione: tema anno sociale, concorso scolastico, Bellringers, premio “Penna dello Spirito”.

Ritengo opportuno tenere valido il tema che avevo proposto all’inizio di questo anno sociale: “La fede non è un’idea ma un incontro” infatti mai come ora ci troviamo a capire la verità di questo.

In questo periodo trascorso con i nostri cari al chiuso nelle nostre case, abbiamo avuto modo di pensare al vero significato della nostra vita non solo dal punto di vista quotidiano ma anche dal punto di vista spirituale e credo che il periodo pasquale in cui ci troviamo ancora sia propizio per riflettere su questo.

Papa Francesco ci ricorda che “Il cristianesimo non è solo una dottrina, non è un modo di comportarsi, non è una cultura. Sì, è tutto questo, ma più importante e per primo, è un incontro. Una persona è cristiana perché ha incontrato Gesù Cristo, si è lasciata incontrare da Lui”.

I discepoli di Emmaus (Luca 24:13-53) ci fanno rivivere l’incontro con uno “straniero” che riconosceranno soltanto al momento dello “spezzare il pane”, ma l’incontro non è soltanto quel “momento” è nel cammino che ognuno di noi affronta quotidianamente con le proprie paure, le proprie ansie, i propri dubbi, consapevoli che comunque c’è sempre Gesù accanto a noi per darci coraggio, sostenerci nelle difficoltà che giorno pergiorno incontriamo ma lasciandoci comunque, in ogni situazione della vita, quella libertà di scelta che è fondamento della nostra condizione umana.

Ancora, nel Vangelo di Giovanni, di questa V Domenica di Pasqua, si leggono le parole dette da Gesù ai discepoli la sera dell’addio: “Non sia turbato il vostro cuore….abbiate fede in me!”. Ogni timore, ogni fatica, ogni affanno, ogni vacillamento può essere messo nelle sue mani e questo farà sì che la nostra fede non sia soltanto un’idea ma un vero incontro con Lui.

Per quanto riguarda il concorso scolastico che per come è strutturato necessita della partecipazione attiva sia dei Club, che avrebbero dovuto bandire il concorso, sia dei ragazzi delle scuole cui è rivolto, poiché non rimarrebbe il tempo materiale per indirne un altro, a malincuore, è stato ritenuto dal Comitato Esecutivo di fare slittare di un anno l’appuntamento, lavorando perché torni ancora più bello e ricco di proposte.

La premiazione invece degli elaborati del concorso scolastico di questo anno sociale sarà svolta durante il primo Consiglio Nazionale che si terrà nei primi mesi del prossimo anno.

Vista la “prorogatio” delle cariche sociali e la riconferma del tema dell’anno, abbiamo ritenuto che il Bellringers non venga pubblicato e quindi resta in vigore quello già distribuito, consultabile anche sul portale.

Per quanto concerne il premio “Penna della Spirito” la votazione è stata prorogata al prossimo 28 febbraio 2021 per dare tempo a tutti i Club di poter scegliere uno dei libri della terzina già proposta, seguirà la premiazione entro la chiusura del prossimo anno sociale.

Cari serrani, l’amore che ci lega alla nostra associazione deve fare sì che anche se non ci possiamo incontrare fisicamente ci si possa incontrare almeno “virtualmente” .

I mezzi a nostra disposizione sono molteplici ed in questo periodo abbiamo imparato anche a conoscerli: facebook, youtube, instagram o più semplicemente whatsapp: creiamo una rete di interscambio per sentirci uniti e legati tra di noi.

Nella speranza di rivedere al più presto tutti voi, vi abbraccio.

Enrico Mori

Maria, Madre delle Vocazioni e San Junipero Serra, pregate per noi

Scarica qui la Delibera del CNIS

“Sembrava tutto molto chiaro”. Le testimonianze della Veglia di preghiera per le vocazioni

Vi proponiamo uno splendido video trasmesso in occasione della Veglia di Preghiera per la Giornata Mondiale per le Vocazioni.

Buona visione!

Grazie papa Francesco!

Alleghiamo un articolo di Andrea Tornielli pubblicato su Vatican News: Il 18 maggio Messa per Papa Wojtyla, stop alle dirette da Santa Marta   

www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-05/messa-centenario-giovanni-paolo-stor-dirette-messe-santa-marta.html

L’invito di papa Francesco: leggere il Vangelo!

La domanda è: cosa è il Vangelo? Se rimando ai miei ricordi di catechismo nella mia infanzia, il Vangelo, o meglio i Vangeli, erano definiti come testi che raccontano la vita, la predicazione, i miracoli e gli insegnamenti di Gesù, tramandati per farlo conoscere come uomo e come figura storica del Cristianesimo. Volendo risalire al significato originario, Il termine Vangelo, che è di origine greca, è formato di due parti: “eu, che significa “bene” e “anghélion”, che significa “annunzio”, e ha, quindi, il senso etimologico di “buon annunzio”. Anche in ebraico vi corrisponde il termine “besorah”, che significa “buona novella”. Nel Nuovo Testamento, infine, il Vangelo, dal latino “Evangelium”, designa la “buona novella per eccellenza” cioè l’annuncio della redenzione umana per mezzo di Gesù Cristo, nonché la sua dottrina.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Tigullio. Pubblicazione del periodico del Club

A nome del Presidente del Serra Club Tigullio e del Socio Fondatore Francesco Baratta ho il piacere comunicare la pubblicazione del numero di maggio del periodico del club Tigullio il cui direttore è il Comm. Francesco Baratta.

La rivista è disponibile sul sito del Club: http://www.serratigullio.it/index.htm

Serrani in preghiera nella giornata delle vocazioni

IV domenica dopo Pasqua, il Vangelo del buon pastore: ” Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.” 57* giornata mondiale delle vocazioni, il Serra day sostiene le vocazioni, la Bellezza pura di ogni chiamata, il servizio alla Chiesa universale e particolare, l’ amicizia con i giovani innamorati di Cristo…una giornata piena di luce, di speranza, di coraggio per amare ogni dono donato dalla Vita! In questo drammatico periodo storico, questa giornata assume una valenza particolare, con la gratitudine al Maestro- buon pastore che guida i nostri passi incerti per uscire dal tunnel delle paure, della sofferenza, verso il mondo nuovo che vorremmo costruire. ” Sempre avanti, con gioia ed entusiasmo ”  san Junipero proteggi il Serra international ed i serrani che in tutto il mondo pregano per le vocazioni! Auguri, cari serrani, sebbene a distanza, festeggiamo il nostro Serra day!
Maria Luisa Coppola  –  Past President
Carissimi,
in questa quarta domenica del tempo pasquale, detta del Buon Pastore e tradizionalmente dedicata alla preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione, ci sostiene ancora una volta la consapevolezza che nelle mani del Signore tutto assume una dimensione nuova, unica e originale. Entrando per questa porta e abitando il recinto della comunione ecclesiale abbiamo la certezza di vivere appieno e ripetere col salmista la nostra fede: “Il Signore è il mio pastore non manco di nulla” (Sal 22).
*Propongo che oggi alle ore 12:00 tutti i Serrani d’Italia si uniscano in preghiera, recitando un Ave Maria e la preghiera del Serrano per le Vocazioni*
Giuliano Faralli, Vice Presidente alle Comunicazioni