Club di Prato. Celebrazione del Corpus Domini con Mons. Nerbini

Anche quest’anno si è rinnovato il secolare appuntamento della città con l’Eucarestia durante la celebrazione della festa del Corpus Domini.

Come ormai accade da alcuni anni è stato utilizzato il prezioso ostensorio del Serra per accogliere Gesù Eucaristia.

Dopo la celebrazione della S.Messa presieduta da mons. Giovanni Nerbini vescovo diocesano e concelebrata dai sacerdoti della diocesi in piazza Duomo si è tenuta l’adorazione del SS.mo Sacramento sistemato nell’ostensorio custodito nell’Oratorio di San Junipero Serra.

In seguito il Vescovo è salito con l’ostensorio sul pulpito di Donatello che si affaccia sulla piazza ed ha impartito la benedizione eucaristica ai fedeli presenti, oltre un migliaio, e a quanti erano collegati  in diretta tramite le televisioni locali.

Anche questa volta il Serra club è stato presente alla vita della Chiesa.

 

Foto: Archivio fotografico Toscana Oggi

1 commento
  1. Marco Giraldi
    Marco Giraldi dice:

    Per essere stata la Prima Celebrazione Eucaristica della ricorrenza del Corpus Domini celebrata da Monsignor Giovanni Nerbini insieme al Parroco della Cattedrale Don Luciano Pelagatti, al suo Viceparroco Don Gino Calamai, al Vicario Generale Monsignor Nedo Mannucci, al Rettore del Seminario Don Daniele Scaccini insieme ai rispettivi canonici del Capitolo della Cattedrale, ai rispettivi confratelli sacerdoti e ai seminaristi vediamo Piazza del Duomo gremita di circa ottocento fedeli fra cui seicento sono quelli che hanno trovato posto a sedere. Non sono mancate le istituzioni comunali rappresentate dal Vicesindaco della Città nonchè Assessore alle Politiche Sociali Luigi Biancalani, al Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Alberti e non è mancato il Presidente della Provincia di Prato Francesco Puggelli e le rispettiva autorità cittadine. Sono rimasto soddisfatto nel vedere la presenza dei religiosi terziari carmelitani e francescani come quella dei Cavalieri del Santo Sepolcro e del Sacro Cingolo così come i volontari della Misericordia di Prato, della Sottosezione UNITALSI locale, dell’Azione Cattolica Diocesana, gli Scout dell’AGESCI e non poteva mancare il Serra Club che è sempre presente nella vita diocesana del clero pratese. Il messaggio lasciato dal Vescovo è un forte e chiaro appello lanciato a tutti i pratesi così che ciascuno di noi possa assumersi le proprie responsabilità per costruire il “Puzzle della Città” che non è altro che il futuro del domani. I primi che devono farsi carico di tutto ciò sono le istituzioni politiche per poi arrivare al mondo del lavoro, del volontariato, dello sport, della cultura, dell’arte ecc perchè la pandemia non è ancora passata anche se siamo nella Fase 2 ma dobbiamo sempre attenersi alle norme previste dal Decreto del Governo Conte anche quando si tratta di celebrare una funzione religiosa di carattere diocesano dove si prevede l’ingresso di tante persone cattoliche o meno ma bisogna sempre rispettare le varie distanze di sicurezza. Nella sua Omelia il Presule non ha dimenticato il forte appello ai giovani in quanto sono il futuro del domani come disse il giorno della sua nomina alla guida della nostra Diocesi lo scorso Mercoledì 15 Maggio ma ha fatto riferimento al Venerabile Sindaco di Firenze Giorgio La Pira(1904-77) affermando che i giovani sono come le rondini che vanno verso la primavera. Se vogliamo che tutto resti come è bisogna che ci sia un cambiamento eliminando ogni forma di disparità sociale ma farsi solidali l’uno verso l’altro vista la situazione che stiamo vivendo. Condivido a pieno l’iniziativa promossa dalla Diocesi e dalla Caritas Diocesana di istituire il “Fondo del Buon Samaritano” in riferimento alla Parabola del Buon Samaritano che tutti conosciamo così da farsi samaritani verso i bisognosi senza voltare loro le spalle ma ricordandoci delle parole di Gesù: “Va e anche tu fa lo stesso”(Lc 10,25-37) che fu il tema della XXI Giornata Mondiale del Malato celebrata Lunedì 11 Febbraio 2013 dal Papa Emerito Benedetto XVI giorno in cui disse apertamente ai confratelli cardinali e vescovi presenti che si sarebbe dimesso perchè le forze venivano meno. Seppure questa malattia sia ancora sconosciuta in campo medico come in quello della scienza dobbiamo volgere sempre di più lo sguardo verso il Crocifisso ed avvicinarsi a ricevere il Sacramento dell’Eucaristia che esso è il pane per la vita eterna e qui mi viene in mente il ritornello del Salmo Biblico 97 che dice: “Annunzierò ai fratelli la Salvezza del Signore”. Questo non significa disconoscere i progressi compiuti in campo scientifico che devono continuare ad esserci però non possiamo sostituire l’uomo a Dio perchè una volta che verrà fuori il vaccino di prevenzione al Covid 19 dobbiamo continuare a pregare e lodare Dio per quanto è stato fatto

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *