Sospensione delle Messe nelle Chiese: il messaggio di un Vescovo

Tra i tanti messaggi che i nostri Vescovi ci hanno inviati, proponiamo il messaggio ai fedeli del vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzeri, di eccezionale completezza e profondità.

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Carissimi,

Quello che da alcuni giorni temevamo è diventato un’ineludibile realtà. Allo scopo di arginare il più possibile la diffusione del coronavirus, e considerata l’oggettiva difficoltà di garantire, nelle diverse situazioni celebrative, l’osservanza di tutte le precauzioni richieste, sentite le competenti Autorità civili, mi vedo obbligato a sospendere già dalla mezzanotte di oggi, ogni forma di raduno in ambito ecclesiale.

È una situazione del tutto inedita, che comporterà la rinuncia a ogni manifestazione comunitaria della fede. Non si tratta soltanto di adeguarsi a disposizioni civili imposte, ma di prendere coscienza del rischio grave di favorire, sia pure involontariamente, la diffusione di un’epidemia di cui nessuno è in grado oggi di misurare fino in fondo le conseguenze ultime per la vita di tutti.... Continua a leggere

Fonte: Catt.ch

RAVASI: Il timore genera impegno, sapremo uscirne migliori

 

L’errore più grave che si rischia di commettere in questo tempo di timore e paura è “quello di entrare subito in un atteggiamento di autodifesa istintiva brutale e non di essere consapevoli che dobbiamo fare delle scelte precise, anzi, che dobbiamo non spegnere del tutto la vita”. Lo ha detto il presidente del Pontificio Consiglio della cultura, il card. Gianfranco Ravasi ospite di ‘Bel Tempo si spera’ su Tv2000.
Il card. Ravasi ha inoltre sottolineato il fatto di “avere rapporti, contatti, dialoghi che siano il più possibile controllati ma non cancellare tutto. Dall’altra parte però l’insegnamento è anche quello di non essere così arroganti, ottusi da immaginare che comunque te la caverai. Questo è l’atteggiamento certe volte dei giovani. La voce di un vecchio ecclesiastico qualche volta viene ascoltata dai giovani ma non è mai così incisiva come quella che possono rivolgere personalità dello sport, della musica, dello spettacolo. Ai giovani bisogna far comprendere l’ idea che tutti noi non siamo assolutamente invincibili”.
“In situazioni come queste – ha aggiunto il card. Ravasi a Tv2000 – ci accorgiamo quanto sia grandiosa e meravigliosa la normalità”.
“Oggi non avere la messa – ha concluso il card. Ravasi a Tv2000 – per molti fedeli la fa diventare più rilevante. Ci sono persino dei non credenti che dicono paradossalmente che un conto che certi luoghi di divertimento siano vuoti ma che sia vuoto il Duomo di Milano è qualcosa di impressionante e dissacrante”.

Fonte Ufficio Stampa TV 2000

Il digiuno dell’Eucarestia

Siamo in tempo di Quaresima, uno dei tempi forti della Chiesa, caratterizzato dall’invito insistente alla conversione a Dio.

Nella Liturgia cattolica, la Quaresima è la memoria dei 40 giorni di digiuno trascorsi da Gesù nel deserto, dopo il battesimo nel fiume Giordano, e rappresenta il cammino di preparazione a celebrare la Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane. Inizia con il Mercoledì delle Ceneri e si prolunga per quasi sei settimane terminando il Giovedì Santo, quando comincia il Triduo pasquale.

All’interno della seconda domenica di Quaresima, la Liturgia propone anche il mistero della Trasfigurazione: il volto trasfigurato di Gesù non è altro che la rivelazione e l’immagine di quella che sarà la nostra rinascita dopo la resurrezione.

La Quaresima “mediante la penitenza, dispone i fedeli alla celebrazione del mistero pasquale con l’ascolto più frequente della parola di Dio e la preghiera più intensa”: così leggiamo nel documento del Concilio Vaticano II sulla Sacra Liturgia.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Emergenza corona virus. Lettera del Presidente ai serrani.

Serra International
Consiglio Nazionale Italiano

 

 

Il Presidente

Pontremoli, 8 marzo 2020

Amici carissimi,

stiamo vivendo un momento mai verificatosi nella nostra storia recente, siamo chiamati ad adottare misure che mai avremmo pensato di dover attuare , non potersi dare la mano, abbracciarsi, baciarsi, ma tutto questo non può e non deve distoglierci dall’essere amanti della vita, dell’amore verso il prossimo.

Come tutti abbiamo appreso dall’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono state imposte misure drastiche per ridurre l’avanzata di questo nemico invisibile che è il corona virus.

La nostra Associazione, il nostro Serra, naturalmente, come tutte le altre Associazioni presenti sul territorio nazionale, è chiamata ad uniformarsi a queste regole, pertanto anche se a malincuore, dobbiamo sospendere ogni evento, conferenza, conviviale, riunione distrettuale e nazionale e quindi, anche se con grande rammarico, vi comunico che con il Comitato Esecutivo, abbiamo deciso di rinviare a data da definirsi il Congresso Nazionale che avrebbe dovuto tenersi il 5-6-7 giugno prossimo a Roma.

Qualcuno di noi, potrebbe ritenere questa misura eccessiva, ma credo sia doveroso il rispetto delle regole come unica risposta all’incertezza dovuta all’emotività che ci circonda e che bene o male suggestiona tutti noi.

Cari serrani, proprio in questo momento apprendo che anche tutte le funzioni religiose sono sospese, ma noi possiamo e dobbiamo continuare a pregare Maria ed il nostro Santo Junipero, affinché intercedano per noi presso il Signore perché passi questo momento buio.

Facciamo si che questo inizio di Quaresima, che porta alla Resurrezione di Gesù Cristo, nostro Salvatore, sia un periodo fecondo per metterci in ascolto della sua Parola e farci capire quello che è veramente importante.

Un abbraccio a tutti voi.

Enrico Mori

Online le relazioni svolte durante il Congresso Nazionale per le Vocazioni

Qui di seguito riportiamo alcune delle relazioni più significative dell’ultimo Congresso Nazionale per le Vocazioni svoltosi a Roma lo scorso 3-5 gennaio.

Jean Claude HOLLERICH, Una Chiesa dinamica perché i giovani possano abitarla.

Robert Cheaib, Sorpresi e chiamati alla gioia

Johnny Dotti, Giuseppe siamo noi

 

 

Attualità: aperto l’archivio segreto di Pio XII

Era il 4 marzo 2019 quando Papa Francesco, durante l’udienza agli Officiali dell’Archivio Segreto, tenuta nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, annunciò il suo proponimento di aprire l’archivio di Papa Pio XII. “Ho deciso, affermò il Santo Padre, che l’apertura degli archivi vaticani per il Pontificato di Pio XII avverrà il 2 marzo 2020, a un anno esatto di distanza dall’ottantesimo anniversario dell’elezione al Soglio di Pietro di Eugenio Pacelli”.... Continua a leggere

Cosimo Lasorsa

“Essere … Quindi servire!”. Il ricordo di Giuliano Rizzerio

E’ mancato Giuliano Rizzerio. Un grande serrano che dell’impegno a costruire un Serra Club sempre più presente nel “tempo” aveva fatto la sua missione.
Socio fondatore del Serra Club Genova Pegli 364, aveva vissuto in pieno la primavera serrana italiana fatta di passione, di impegno, di studio ma, principalmente, di azione.
Al cospetto del Card. Giuseppe Siri e del primo cappellano italiano, Mons. Luigi Noli, aveva intrapreso quella strada della costruzione di un significativo spirito serrano che, unitamente ai cari Castello, Casaleggio, Cerasoli, Baracchi, aveva portato il Serra italiano ad essere protagonista in Serra International.
“Essere…quindi servire”……. Essere per fare”. Nelle sue esortazioni era sempre presente quello spirito missionario che ogni laico serrano e non, deve ascoltare.

Giuliano Rizzerio, con la moglie Stefania, in visita al Serra Club di Toluquilla, Jalisco, Mexico.

“Sono un cristiano della Domenica”, diceva. E questo esprimeva pienamente come il realizzarsi nella chiamata ad essere figli di Dio passasse anche dalla chiamata ad essere “del” Serra Club. Il “Club”, considerato come un’unione di persone che si distinguono e si uniscono prima di tutto per coltivare la propria amicizia e perseguire uno scopo comune. Senza avere paura dell’aspetto mondano perché “è compito nostro tradurlo in “cristiano” e riempirlo di significati”. “La semplice appartenenza al Serra non è di per sé qualificante, non è un trofeo che aiuta a schiudere le porte del Paradiso”, diceva, “così come il servizio non è un semplice e casuale corollario all’appartenenza ma una diretta, inevitabile conseguenza del nostro “essere” serrani: riuscire ad essere discepoli di Cristo attraverso la realizzazione di una comunità”.

Giuliano divenne Governatore del Distretto 70 nel 1981, trustees internazionale nella seconda metà degli anni ‘80 e Presidente Internazionale nel 1990. Si dedicò in modo particolare a rendere operativa l’internazionalità serrana svolgendo un’opera di convincimento presso le strutture centrali e italiane: la convention di Genova nel 1995 vide presenti serrani di 25 paesi e di quattro continenti.
Il suo intenso impegno ed esempio, favorirono l’apertura di 40 nuovi clubs in tutto il mondo ed in particolare il primo club dell’Europa ex comunista: il Club di Lubiana in Slovenia.
Ognuno di noi rivolga un personale, particolare pensiero a Giuliano che, raggiungendo i “grandi” serrani che lo hanno preceduto, possa ancora parlare di Serra sperando che una parte della loro saggezza possa ancora ispirarci per continuare questo cammino oggi più che mai difficile.

Marco Crovara

Il Club di Cerignola in ritiro spirituale

Due incontri indimenticabili per il Serra club nel mese di gennaio 2020: la riunione formativa con il Club di Lucera e gli esercizi spirituali ad Ascoli Satriano. Gli anziani del Club sono “giovani” e pronti a concentrarsi sul programma del cappellano, don Gianluca Casanova, già concordato in precedenza.  Arrivati sul posto ci dirigiamo verso la Curia Vescovile accanto alla Concattedrale; prendiamo posto in ampia sala e cominciamo a pregare. Il programma del pomeriggio prevede la visita della Struttura e del Museo archeologico. Siamo ben accolti e “custoditi” dal parroco don Sergio che si è messo a nostra completa disposizione.Don Gianluca, dopo aver fornito qualche notizia storica sulla città di Ascoli Satriano e sulla Concattedrale, ha introdotto il tema della Fede, lasciando ampio spazio ai Soci per le le loro riflessioni, considerazioni e domande. Egli risponde esaurientemente ai vari quesiti concludendo la prima parte dell’incontro con la recita della “ ora media”.  Arriva l’ora del pranzo e ci dirigiamo presso un agriturismo che ci accoglie con un’atmosfera all’”antica” e molto calda. Il cibo è casalingo e buono, ricco di tradizione e semplicità. La conviviale racconta la nostra fraternità ed amicizia nella serenità di tutti noi. Ci rechiamo quindi, come previsto, presso il Museo archeologico dove una sapiente guida ci illustra sia la storia delle varie scoperte avvenute in agro della città sia, come sempre accade, leggende e storie legate alle origini di quella terra, ricca di arte.  Subito dopo andiamo in Concattedrale per partecipare alla concelebrazione eucaristica del nostro Cappellano e del parroco don Sergio, presenti un gran numero di cittadini e fedeli a cui don Gianluca e la governatrice eletta, sig.ra Milena Caldara hanno esposto gli obiettivi laici e significativi del Serra Club augurandosi che possa nascere ad Ascoli Satriano un Club Serra.La giornata, molto feconda, si è conclusa con la consueta cortesia di don Sergio che ci ha illustrato i vari angoli della Concattedrale e fatto vedere il luogo dove sono conservate le spoglie de vescovo mons. Consigliere, ex vescovo della Diocesi insieme ad altri elementi storici. Dopo gli affettuosi e sinceri ringraziamenti , ripartiamo per il ritorno, con l’animo arricchito e pieni di buona volontà per la gloria del Signore.                                                

Anna Fortunato

Spegnere la televisione e aprire la Bibbia

 

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi, Mercoledì delle Ceneri, iniziamo il cammino quaresimale, cammino di quaranta giorni verso la Pasqua, verso il cuore dell’anno liturgico e della fede. È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal  diavolo, nel deserto. Proprio del significato spirituale del deserto vorrei parlarvi oggi. Cosa significa spiritualmente il deserto per tutti noi, anche noi che viviamo in città, cosa significa il deserto. Immaginiamo di stare in un deserto. La prima sensazione sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le “dieci parole”, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: «Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza» (Os 2,16-17). Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero. Il Libro dei Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro. Nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore. Gesù amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare (cfr Lc 5,16). Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio. E non è facile fare silenzio nel cuore, perché noi cerchiamo sempre di parlare un po’, di stare con gli altri. La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo.
Quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio. La Quaresima è deserto, è il tempo per rinunciare, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. È il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e parlare e dare del “tu” al Signore. È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore, fare pulizia lì. Viviamo in un ambiente inquinato da troppa violenza verbale, da tante parole offensive e nocive, che la rete amplifica. Oggi si insulta come se si dicesse “Buona Giornata”. Siamo sommersi di parole vuote, di pubblicità, di messaggi subdoli. Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore e non c’è bypass per guarire questo, ma soltanto il silenzio. Fatichiamo a distinguere la voce del Signore che ci parla, la voce della coscienza, la voce del bene. Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale. Al diavolo che lo tentava rispose: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve parlare con Dio: ci serve pregare. Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo
di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita. Proviamo di nuovo a pensare a un deserto. Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice.
Il deserto, infine, è il luogo della solitudine. Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto. Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole.
Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale.
Cari fratelli e sorelle, con la voce del profeta Isaia, Dio ha fatto questa promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova, aprirò nel deserto una strada» (Is 43,19). Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita. Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua,
la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, “dal nulla”, gemme e piante. Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno.

Immagine da Avvenire.it