Stima e condivisione: il nostro 5×1000

Care Amiche ed Amici,

anche quest’anno Vi chiedo un gesto gratuito, ma carico dei sentimenti più profondi del nostro generoso animo serrano. Vi chiedo di partecipare con un Vostro gesto concreto alla parte attiva della nostra missione: il sostegno. La fiducia che poniamo nella sua efficacia è fondamentale per guardare con speranza al lungo cammino che dobbiamo ancora compiere sulle orme di Chi ci ha indicato la strada. E’ un impegno, che entrando nel Serra, ci siamo presi uniti nella fratellanza, nel bene comune, nella volontà di esprimere un cuore solo.

Care Amiche ed Amici, la nostra cultura va difesa, è un patrimonio di fede e di civiltà infinitamente grande e prezioso: siamone custodi coscienti ed attivi.

Vi giunga il mio grande e fraterno abbraccio,

Marco Crovara

Online il numero della rivista Vocazioni

IN QUESTO NUMERO

Claudia Di Cave

Federico De Rosa

Michele Gianola

Teresa Scantamburlo

Mario Aversano

Alberto Gastaldi

Marika Guercio

Giulia Bovassi

News – La Redazione

Massimo Pampaloni

Vincenzo De Gregorio

Sergio Perugini

Lodovica M. Zanet

Silvia Luraschi

Silvia Luraschi

Stefania Baneschi

Stefania Baneschi

Francesco di Assisi

Silvio Grasselli

S.Grasselli – M. Mascheretti

Emanuela Vinai

A. Porzi – G. De Marco

Sorelle Povere di S. Chiara

Sorelle Povere di S. Chiara

XVI Concorso Scolastico Nazionale “Serra International Italia”: i vincitori.

Pubblichiamo i vincitori del XVI Concorso Scolastico Nazionale “Serra International Italia”, ispirato al tema “LA FEDE E’ … COME SE VEDESSIMO L’INVISIBILE”.

SCUOLA PRIMARIA

1° – Classi 3E e 3F (lavoro di gruppo), C.D. “G. Garibaldi”, ALTAMURA.

2° – Gabriele Alberto Pio Ciotta, Classe 5B, Istituto “G. Marconi”, PATERNO’- RAGALNA.

3° – Berakat Al Ariri, Classe 1C, I.C. «Giovanni XXIII», REGGIO CALABRIA.

 

SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO

1° – Dinisi  Aurora, Classe 1A, Scuola “Dante Alighieri”, L’AQUILA.

2° – Davide Campodonico, Classe 2A, Istituto “G.B. Della Torre”, CHIAVARI.

3° – Classe 2B (lavoro di gruppo), Scuola “S. Maria degli Angeli”, UDINE.

 

SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO

1° – Francesco Pio De Monte, Classe 4B, Liceo Agrario «Pavoncelli», CERIGNOLA

2° – Livia Meucci, Classe 3A, Liceo Scientifico “S.Gallo”, S.QUIRICO D’ORCIA MONTEPULCIANO.

3° – Flaminia  Fichera – Classe 5A,  Liceo Scientifico “M. Amari ”, sez.  LINGUAGLOSSA.

Speranza vocazionale senza marketing ecclesiale

Quella parola “vocazione”; il  Vescovo della Diocesi di Lucera-Troia  ci invita ad usarla con parsimonia, una parola preziosa e spesso abusata. Una parola “di peso” anche nell’ultima lettera pastorale che ci è stata consegnata. Siamo invitati, come Chiesa in cammino, a sostenere quella “speranza di vocazioni” che Mons. Giuseppe Giuliano ritiene possibile solo dove la Comunità si costituisce come generosa, impavida dinanzi ai calcoli che – spesso e volentieri – rasentano il marketing dominante. 

Le logiche dell’economia e della finanza, fatte di calcoli ma anche si subdole proposte, bussano così facilmente alla porta della nostra pastorale: bisogna essere “di più”, bisogna fare “di più”. Ne viene fuori un subbuglio meschino, proprio lì dove dovrebbe regnare la logica della carità. Meschino perché calcolato, interessato e in qualche modo manovrato. Si finisce facilmente per distruggere quella speranza vocazionale che rinuncia alle seduzioni e diventa proposta di orizzonti grandi ma concreti. Di tutto questo – evidenzia mons. Giuliano – i giovani se ne accorgono. Trovare l’alternativa a modalità che riscontrano già al di fuori  dei nostri contesti ecclesiali: è questa la possibilità onesta che può diventare, appunto, “speranza” per i chiamati (per tutti i giovani, per tutti i battezzati). Serve il coraggio di una verità che si propone senza imporsi, di una bellezza che si mostri ma senza ammaliare. Serve fare la differenza perché Dio si mostri, oltre i pensieri e le umane volontà. Perché la sua volontà valichi le piccolezze di piccoli uomini che vogliono imporsi sul Suo progetto. 

Filly Franchino – Direttrice Ufficio Vocazioni Diocesi Lucera-Troia

Domenica 25 Aprile, Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni. Celebriamo insieme il nostro SERRA DAY, online.

Domenica 25 Aprile 2021, alle ore 16:00, in occasione della 58a Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni,  il Presidente Enrico Mori ci invita ad unirsi, online (link accessibile a partire dalle ore 15:30 del 25 aprile), per un momento di preghiera e riflessione insieme a Don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni.

Cari amici Serrani,

viviamo ancora un tempo “sospeso”, un tempo di sofferenza ma anche di speranza, un tempo in cui la fede in Dio deve essere messa al primo posto di questa nostra vita.
Il presupposto affinché la nostra vita sia soddisfacente e piena è la capacità di attribuirgli un significato forte e l’impatto che questa pandemia ha avuto sulla nostra vita, ne è la prova.
La tragedia della pandemia che ci ha colpito, ha arricchito il senso delle nostre vite, ci siamo sentiti e ci sentiamo ancora adesso tutti parte di una comunità unita, che sa, che soltanto affrontando questa “guerra” tutti insieme la si può vincere. In particolare noi credenti, ben sappiamo che, come ci dice S. Paolo “la fede viene dall’ascolto, non dalla visione, e la parola riguarda la parola di Cristo che fa sorgere la fede nel cristiano, che fa sorgere la fede nel credente”.

Ci apprestiamo domenica 25 aprile a celebrare la Giornata Mondiale per le Vocazioni, il “Serra Day”.

Papa Francesco ha intitolato il messaggio inviato per la celebrazione “San Giuseppe: il sogno della vocazione”, prendiamolo, anche noi serrani, come esempio di fede.

Giuseppe dimostra una superiore giustizia nel scegliere la “via segreta” cioè non ripudia Maria, ben sapendo che così facendo l’avrebbe condannata alla lapidazione ma la prende con sé “fidandosi” di quanto l’Arcangelo Gabriele gli rivela in sogno. Un uomo che non ha vendetta ma amore.

Nei Vangeli non troviamo nessuna parola di Giuseppe, abbiamo solo quest’atteggiamento di “affidamento” nel fare quanto gli dice Gabriele e lo fa nella maternità di Maria, lo fa tornando dall’Egitto, lo fa tornando a Nazareth e questo diventa davvero il modello del discepolo, dell’obbedienza di colui che crede, l’esempio di fede, incondizionata, alla parola di Dio a cui tutti noi dobbiamo guardare e uniformarci.

Vi abbraccio nella certezza che Maria, Madre delle vocazioni e San Junipero, pregano per noi.

Enrico Mori

Misericordiati e misericordiosi. Festa della Divina Misericordia

Domenica 11 aprile molti di noi hanno avuto la possibilità di seguire, in diretta televisiva, la Santa Messa presieduta da Papa Francesco nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma per la ricorrenza delle Festa della Divina Misericordia, che il calendario liturgico celebra la prima domenica dopo Pasqua. Presenti alla celebrazione eucaristica una rappresentanza dei missionari della Misericordia, di detenuti e detenute, migrati e rifugiati, infermieri e suore ospedaliere.

Fino all’anno 2000 la prima domenica dopo Pasqua, detta anche “Ottava di Pasqua”, era celebrata, dalla Chiesa cattolica, con il nome di “Domenica in Albis” che, tradotto letteralmente, vuol dire “domenica in cui le vesti bianche vengono deposte”. Giorno particolare collegato con il rito del Battesimo che, nei primi anni della Chiesa, era somministrato nella notte di Pasqua, in cui i battezzandi indossavano una veste bianca che mantenevano fino alla domenica successiva.

Il 30 aprile 2000, anno dell’ultimo Giubileo, Papa Giovanni Paolo II, durante la cerimonia di canonizzazione della Suora polacca Faustina Kowalska, ha proclamato che la prima domenica dopo Pasqua sarebbe stata celebrata anche come la “Festa della Divina Misericordia”.

L’istituzione della “Festa della Divina Misericordia” trae origine dalla visione di Gesù che Santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nel Convento di Plock. L’apparizione è descritta dettagliatamente nel diario segreto della mistica polacca, trovato dopo la sua morte, nel quale è riportato che Gesù, vestito di una bianca veste, si rivolse a lei con queste parole: “Desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la Festa della Misericordia”.

Nata il 25 agosto 1905 a Glogowiec in Polonia, Faustina Kowalska avvertì sin da piccola la vocazione per la vita religiosa. A 16 anni, dopo la prima apparizione di Gesù, chiese il permesso ai genitori di entrare in convento. Al rifiuto dei genitori, che non volevano distaccarsi dalla figlia prediletta, seguì la seconda visione di Gesù che le consigliò di andare a Varsavia dove, il 1 agosto 1925, entrò nel convento di clausura della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Dalla lettura del suo diario si ricava tutta la profondità della sua vita spirituale, dedicata totalmente alla contemplazione, alla preghiera e alla parola del Signore. Morì il 5 ottobre 1938, a soli 33 anni, e il suo corpo è stato deposto nel Santuario della Misericordia Divina di Lagiewniki, nei pressi di Cracovia.

La Festa pasquale della Resurrezione e quella della Divina Misericordia hanno un profondo significato teologico per l’intimo rapporto che lega questi due solenni avvenimenti. Lo rivela la stessa Suor Faustina sempre nel suo diario: “ Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore”. La Festa della Divina Misericordia contempla una novena, che inizia il Venerdì Santo, con la recita della coroncina alla Divina Misericordia, alla quale farà  seguito l’adorazione del quadro della Misericordia e la grazia particolare della “remissione totale delle colpe e dei castighi”, che sarà ricevuta con il Sacramento della Comunione.

Nella sua omelia Papa Francesco ha più volte ripetuto le parole “misericordiati e misericordiosi” riferendosi ai discepoli di Gesù che l’hanno abbandonato e da Lui “misericordiati” attraverso i tre doni della pace, dello Spirito Santo e delle piaghe.

In primo luogo la pace, che non è una pace esteriore ma la pace del cuore che fa passare i discepoli dal rimorso alla nuova missione loro affidata.

In secondo luogo lo Spirito Santo, per la remissione dei peccati, dono pasquale per risorgere dentro attraverso la Confessione, che è il Sacramento del perdono.

In terzo luogo le piaghe, quelle di Gesù, canali aperti tra Lui e noi, che riversano misericordia sulle nostre miserie.

Ed è così che i discepoli hanno visto l’uno nell’altro quella stessa misericordia che ha trasformato le loro vite e da “misericordiati” sono diventati “misericordiosi”, avendo in comune la missione, il perdono e il Corpo di Gesù.

“Oggi è il giorno, ha concluso Papa Francesco nella sua omelia, in cui chiederci: io, che tante volte ho ricevuto la pace di Dio, il suo perdono, la sua misericordia, sono misericordioso con gli altri? Siamo stati misericordiati, diventiamo misericordiosi. Perché se l’amore finisce con noi stessi, la fede si prosciuga in un intimismo sterile”

 

Cosimo Lasorsa

XV edizione del Premio “Penna dello Spirito”: il libro vincitore

La Biblioteca Nazionale J. Serra ha il piacere di comunicare che dai risultati delle votazioni effettuate dai Clubs partecipanti sulla terzina finalista, risulta vincitore il libro “Credevo di credere, Con la fede, per navigare nella vita” di Bruno Pennacchini.

Grazie a tutti i Clubs partecipanti anche se quest’anno purtroppo ridotti. Seguirà quanto prima comunicazione di come e quando sarà organizzata la consegna del premio.

Un saluto serrano

Patrizia Rossi

Le giornate mondiali della Chiesa

 

Le Giornate Mondiali sono ricorrenze che si celebrano annualmente su scala internazionale per la sensibilizzazione di temi o argomenti di particolare interesse. Sono normalmente promosse dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) oppure dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). A queste si aggiungono quelle proclamate dalla Chiesa Cattolica a seguito di istituzione del Sommo Pontefice.

Di seguito, in breve sintesi, le Giornate Mondiali della Chiesa e sui motivi dell’istituzione.

Giornata Mondiale della Pace. Istituita da Papa Paolo VI l’8 dicembre 1967, fu celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968, giorno dedicato dalla Chiesa alla solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, “come augurio e come promessa, all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo, che sia la pace, con il suo giusto e benefico equilibrio, a dominare lo svolgimento della storia avvenire”. Indica poi che la pace vera, la pace giusta ed equilibrata suppone il riconoscimento sincero dei diritti della persona umana e dell’indipendenza delle singole Nazioni. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 gennaio.

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria. Istituita da Papa Pio XII il 4 dicembre 1950, fu celebrata per la prima volta il 6 gennaio 1951, giorno liturgico dell’Epifania, come giornata di preghiera e di raccolta fondi a sostegno dell’infanzia nel mondo. Occasione speciale, inoltre, per aiutare i ragazzi a scoprire il particolare aspetto dell’identità missionaria e a viverlo in prima persona come veri e propri annunciatori del Vangelo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 6 gennaio.

Giornata della Vita Consacrata. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1997, fu celebrata per la prima volta il 2 febbraio  1997, giorno liturgico della presentazione di Gesù al Tempio, con il triplice scopo di rispondere all’intimo bisogno di lodare più solennemente il Signore e ringraziarlo per il grande dono della vita consacrata, di promuovere la conoscenza e la stima per la vita consacrata da parte dell’intero popolo di Dio, di prendere viva conoscenza della consapevolezza dell’insostituibile missione dei consacrati nella Chiesa e nel mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 2 febbraio.

Giornata Mondiale del Malato. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 1992, fu celebrata per la prima volta l’11 febbraio 1993, giorno  liturgico della Madonna di Lourdes, come momento di riflessione sulle tematiche legate alla salute e alla cura. Giornata speciale di preghiera e di condivisione da dedicare a quanti soffrono nella malattia, di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti degli operatori sanitari che li assistono, di sostegno ai familiari e a quanti condividono la sofferenza. Da rinnovare ogni anno alla stessa data dell’11 febbraio.

Giornata Mondiale della Gioventù. Istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1985 in occasione della celebrazione dell’Anno Santo della Redenzione, fu celebrata per la prima volta a Roma il 23 marzo 1986. Ha lo scopo di manifestare l’attenzione della Chiesa verso le nuove generazioni per ritrovarsi insieme, condividere le loro esperienze, ascoltare una parola di fede, guardare a un futuro migliore e confermare il loro impegno spirituale e culturale al servizio della Chiesa stessa. Da rinnovare, a carattere biennale o triennale, nella Domenica delle Palme, settimana precedente la Pasqua.

Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Istituita da Papa Paolo VI il 23 gennaio 1964, fu celebrata per la prima volta il 12 aprile 1964 con lo scopo di risvegliare nel popolo di Dio l’importanza di pregare per il dono delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata perché “ove numerose sbocciano le vocazioni allo stato ecclesiastico e religioso, là si vive generosamente secondo il Vangelo”. Occasione di riflessione affinché la Chiesa si unisca per invocare il Padre a suscitare nei giovani il desiderio di vivere al servizio del Signore. Da rinnovare ogni anno la IV domenica di Pasqua, nota come “domenica del Buon Pastore”.

Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali. Istituita con decreto conciliare nel 1963, al fine di rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa nel settore delle comunicazioni, fu celebrata per la prima volta da Papa Paolo VI il 7 maggio 1967. Occasione per avere non soltanto una stampa cattolica, ma per attuare una presenza della Chiesa nella grande informazione affinché “con l’aiuto di Dio e della Vergine Santissima, possano essere conseguiti quei frutti che la Giornata si ripromette”. Da rinnovare ogni anno la domenica che precede la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Santificazione Sacerdotale. Istituita da Papa Giovanni Paolo II 25 marzo 1995 fu celebrata per la prima volta nel giorno della festività del Sacro Cuore. Una correlazione con la quale s’intende richiamare i presbiteri alla riscoperta del dono ricevuto e della gioia della missione loro affidata e per ricordare agli uomini di Dio di coltivare nel proprio cuore “un grande anelito di santità” per percorrere le vie di chi si è fatto simile a Cristo perché “allora il nostro sacerdozio sarà fecondo e salvifico in ogni sua dimensione”. Da rinnovare ogni anno il terzo venerdì dopo la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Istituita da Papa Francesco nel 2015 quando divulgò l’Enciclica “Laudato Sì”, fu celebrata la prima volta il 1 settembre 2015 con le finalità di riflettere sulla casa comune, rispettare il creato perché volere di Dio, porre riparo ai danni creati al pianeta. Occasione per meditare su quanto il pianeta sia in pericolo e su quanto le disuguaglianze sociali siano aumentate a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse, che hanno causato alterazioni degli ecosistemi e sacche di povertà in tante parti del mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 settembre.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Istituita da Papa Benedetto XV il 6 dicembre 1914 in segno di sollecitudine pastorale nei confronti di tantissimi profughi che cercavano scampo dalla devastazione della grande Guerra, fu celebrata la prima volta in concomitanza con la prima domenica di Quaresima 2015. Occasione per la Chiesa di dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, pregare per il superamento dei pericoli ai quali vanno incontro, aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalle migrazioni. Da rinnovare ogni anno nell’ultima domenica di settembre.

Giornata Mondiale Missionaria. Istituita da Papa Pio XI nel 1926 come giornata di preghiera e di propaganda missionaria nel mondo per richiamare l’attenzione sui numerosi bisogni della Chiesa, fu celebrata la prima volta il 17 ottobre 1926. Occasione per la costituzione di un “fondo di solidarietà”, da ripartire tra le cosiddette “Chiese di missione” secondo le necessità di ognuna. Organizzazione e cura del “fondo di solidarietà” affidate alle Pontificie Opere Missionarie al fine di assicurare che tutte le Comunità, anche le più piccole, possano ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. Da rinnovare ogni anno nella penultima domenica di ottobre.

Giornata Mondiale dei Poveri. Istituita da Papa Francesco il 13 giugno 2017, al termine del Giubileo della Misericordia, con la Lettera Apostolica “Misericordia et misera” fu celebrata per la prima volta il 19 novembre 2017. Invito alla Chiesa e agli uomini e donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo su quanti tendono la mano gridando aiuto e chiedendo solidarietà. Appello a non restare indifferenti a fronte del dolore, dell’emarginazione, del sopruso, della violenza e di quanti sono privati della dignità perché i poveri sono “una risorsa a cui attingere e vivere l’essenza del Vangelo”. Da rinnovare ogni anno nella XXXIII domenica del tempo ordinario.

Giornata Mondiale delle Claustrali. Istituita da Papa Pio XII nel 1953 e dedicata a tutte le comunità claustrali per far conoscere la vera essenza della vita di clausura e contemplativa, fu celebrata per la prima volta il 21 novembre 1953, festività della Presentazione della Beata Vergine Maria. Momento di preghiera e di condivisione per quante, sull’esempio di Maria, Madre di Dio, si dedicano alla vita contemplativa attraverso l’obbedienza, la castità e la povertà. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 21 novembre.

 

Cosimo Lasorsa

 

 

I tre regali del Signore per la Pasqua

Condividiamo il video, in spagnolo, pubblicato da Mons. Patron Wong con una riflessione pasquale.

Auguri di Santa Pasqua dal Presidente della Fondazione BJS

Care Amiche ed Amici Serrani,

ho voluto aprire questo mio breve pensiero in occasione della Santa Pasqua con un’immagine della nostra tradizione: il dipinto “Ultima cena” (G.C. Procaccini) che si trova nella Basilica della SS. Annunziata a Genova e che costituiva il soggetto della copertina di una confezione di biglietti augurali distribuiti dalla Fondazione a tutti i soci del Serra. Primi anni della nostra FIBJS.  Tanto entusiasmo e speranza per un impegno comune e concreto. Dobbiamo esserne attivi custodi e coscienti di aver ricevuto dai fondatori un dono meraviglioso.

La Speranza. La Santa Pasqua di questo 2021 più che mai non può che essere nella luce della speranza ispirata dalla Verità. Lo scorso anno scrivevo che… i nostri occhi oggi guardano alla “Verità” del Cristo che si concretizza nel dramma umano che stiamo vivendo…………..gli animi sono messi a nudo al cospetto della verità che ci circonda che, necessariamente, dovrà diventare la “Verità” della fratellanza…..

Ancora oggi è cosi. La prova è diventata ancora più dura, immensa nella sua dimensione. Ed il Suo esempio ci aiuterà a superare la rassegnazione, talvolta l’egoismo o l’indifferenza, pensando che anche questo sia per noi un Passaggio. Un Passaggio da vivere con intensa interiorità e da comunicare in maniera esemplare al mondo che ci circonda.

Questo è il mio augurio per la Santa Pasqua: che noi tutti si possa essere testimoni di misericordia portando sempre nel cuore il Santo Crocifisso.

Una buona Santa Pasqua,

Marco Crovara