Al CNIS , il ricordo di Peppino Savino, alla presenza della famiglia.

Non si è mai pronti ad accettare che un carissimo amico, un fratello, all’improvviso arresti il passo e debba abbandonare questa vita terrena, soprattutto quando un lungo tratto di cammino è stato percorso insieme; si avverte smarrimento e si resta sgomenti per un grande senso di vuoto, quello che il nostro amato Peppino Savino, con la sua improvvisa, prematura scomparsa, ha lasciato in tutti noi, nei suoi cari, nelle persone che lo hanno accompagnato nella vita.

Per me, per tutti noi Peppino ha rappresentato da sempre un punto di riferimento, una persona cara che aggiungeva valore e piacere nel confermare, rinnovare l’impegno a partecipare ai nostri incontri istituzionali i quali, sempre più, negli anni, hanno offerto l’occasione di poter consolidare amicizie profonde perché incardinate a una comune visione della vita.

A rafforzare quanto sopra espresso, desidero ricordare ciò che Papa benedetto XVI riporta nell’Enciclica “Spe salvi” proprio in merito a quelle persone che a diverso titolo hanno fatto parte della nostra esistenza (amici, familiari…) diventando per noi dei punti fermi: «Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza». Luci di Speranza, proprio così, perché rappresentano modelli di rettitudine, di serietà, di spirito di abnegazione, tutti valori che Peppino ha espresso e trasmesso nel Serra International Italia, accrescendolo di un club che oggi compie 26 anni, e servendolo nel ruolo di tesoriere nazionale, con grande senso di responsabilità ed irreprensibile integrità.

Tutti noi abbiamo ammirato e amato il suo elegante garbo, e quella ‘r’ alla francese appena accennata, sfumata, che accentuava la gentilezza dell’eloquio, la ricorderemo come un tratto distintivo della sua personalità. Porteremo nel cuore anche i tanti momenti di ilarità, di simpatia che sapeva regalarci per alleggerire il ritmo spesso serrato delle nostre intense giornate di lavoro, quando ci stringevamo intorno a lui, pregandolo di raccontarci alcuni dei suoi aneddoti, come vecchi amici che si ritrovano intorno al focolare, e vorrebbero che quella magia, la bellezza dello stare insieme, non si esaurisse mai!

Ecco, anche questo è il messaggio che tu oggi ci consegni: quello di considerare l’amicizia come un dono, saperlo cogliere, in questo nostro Serra, nell’opportunità di viverci in verità e semplicità, scegliendo di sostare nella dimensione della relazione con l’altro; essere aperti all’ascolto e alla comprensione, condividere battute, aneddoti, ma anche perplessità, preoccupazioni, riflessioni, come tu hai fatto per il bene di ciò in cui hai creduto, nella franchezza, nella sincerità, nella fede.

 Grazie Peppino, e grazie ai tuoi cari che hanno scelto di condividere con noi questo momento del ricordo per riconoscerci e accoglierci a pieno titolo come famiglia, per tergere le nostre lacrime in un solo grande, caloroso abbraccio!