Online il bando del Concorso nazionale di Arte e Spiritualità

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Online il bando del Concorso nazionale di Arte e Spiritualità

Il nuovo service del Serra Italia invita gli artisti a celebrare S. Francesco

Il Serra International Italia, in occasione della ricorrenza dell’ottavo centenario del pio transito di s. Francesco d’Assisi (3 ottobre 2026), bandisce il Concorso di Arte e Spiritualità riservato a tutte le Accademie di Belle Arti d’Italia del comparto AFAM, rivolgendo l’invito alle stesse a creare un’opera ispirata al detto santo.
Coerentemente con le finalità serrane, il concorso si propone di valorizzare l’impegno e il talento di giovani artisti che, guidati dai loro docenti, vogliano cimentarsi nella realizzazione di un’opera che possa esprimere la spiritualità attraverso l’arte, con l’ausilio delle diverse discipline pittoriche, scultoree e grafiche.
La città dell’Aquila, in virtù del prestigioso riconoscimento di ‘Capitale italiana della cultura 2026’, è stata individuata come promotrice del progetto sotto l’egida del Comune dell’Aquila e, per i contatti diretti con le Accademie, per tramite della sede aquilana che si è resa disponibile. Inoltre, la Porziuncola di Assisi e la Basilica di S. Maria di Collemaggio dell’Aquila rappresentano due centri di irradiazione di spiritualità universale, di elargizione della misericordia attraverso il messaggio di riconciliazione e di pace che san Francesco e san Pietro del Morrone, papa Celestino V, hanno consegnato al mondo con il dono dell’indulgenza plenaria: il Perdono di Assisi e la Perdonanza celestiniana.
Il ‘Concorso di Arte e Spiritualità’ di Serra International Italia intende esaltare il forte vincolo tra fede e arte, come è stato richiamato dal Concilio Vaticano II, che ha gettato le basi di un rinnovato rapporto fra la Chiesa e la cultura, e come ricorda papa Giovanni Paolo II: «Nella Costituzione pastorale Gaudium et spes i Padri conciliari hanno sottolineato la “grande importanza” della letteratura e delle arti nella vita dell’uomo: “Esse si sforzano, infatti, di conoscere l’indole propria dell’uomo, i suoi problemi e la sua esperienza, nello sforzo di conoscere e perfezionare se stesso e il mondo; si preoccupano di scoprire la sua situazione nella storia e nell’universo, di illustrare le sue miserie e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue capacità, e di prospettare una migliore condizione dell’uomo”. Su questa base, a conclusione del Concilio, i Padri hanno rivolto agli artisti un saluto e un appello: “Questo mondo — hanno detto — nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”».
Papa Francesco ha più volte sottolineato l’importanza dell’arte nel veicolare risonanze spirituali per rendere più accessibile la trascendenza e, con il coinvolgimento della sfera emotiva, favorire la crescita della persona umana nella sua interezza.
Il 23 giugno 2023, nella Cappella Sistina, in occasione della celebrazione dei cinquant’anni della Collezione d’Arte Moderna dei Musei Vaticani, egli si è rivolto ai numerosi artisti presenti definendoli “custodi della bellezza”, sentinelle critiche che scuotono le coscienze e il cui sguardo diventa visione profetica, perché «L’arte e la fede non possono lasciare le cose come stanno: le cambiano, le trasformano, le convertono, le muovono. L’arte non può mai essere un anestetico; dà pace, ma non addormenta le coscienze, le tiene sveglie. Spesso voi artisti provate a sondare anche gli inferi della condizione umana, gli abissi, le parti oscure. Noi non siamo solo luce, e voi ce lo ricordate; ma c’è bisogno di gettare la luce della speranza nelle tenebre dell’umano, dell’individualismo e dell’indifferenza. Aiutateci a intravedere la luce, la bellezza che salva»
(Papa Francesco, Discorso agli artisti per il 50° anniversario dell’inaugurazione della Galleria d’Arte Moderna dei Musei Vaticani, Cappella Sistina, 23 giugno 2023).