Club Oppido Mamertina-Palmi. Vocazione, dono di Dio: don Vincenzo Tripodi.

 

Con un interessante convegno sul tema “Vocazione, dono di Dio: don Vincenzo Tripodi”, il Serra Club Oppido Mamertina Palmi ha celebrato, domenica 27 novembre, la “Giornata della Fondazione Beato Junipero Serra” nella Chiesa Maria SS. Assunta in Delianuova.

L’evento, svolto in collaborazione con l’Associazione Culturale “Mesogaia”, si è aperto con i saluti del Parroco don Emanuele Leuzzi, anche Vicario Episcopale per la Pastorale della nuova Evangelizzazione, che ha manifestato vivo apprezzamento al Club per aver scelto di porre al centro di un tema così importante, quale è quello della vocazione religiosa, le figure del tropeano don Francesco Mottola e del deliese don Vincenzo Tripodi.

Il Sindaco Domenico Licastro, nel suo saluto, ha reso nota la decisione dell’Amministrazione Comunale, presente al convegno anche con il Vice Sindaco Giuseppe Federico e l’Assessore Maria Rosa De Marte, di intitolare a don Vincenzo Tripodi la piazzetta antistante al complesso ecclesiale di Sant’Elia, dove egli aveva vissuto ed operato; la notizia è stata accolta da tutti con gioia e caloroso consenso.

A sua volta, la presidente Antonietta Bonarrigo, nel porgere il saluto a nome del Serra club e dell’Associazione Mesogaia, ha sottolineato come “don Vincenzo Tripodi sia stata una figura importante per aver contribuito in modo significativo, con il pensiero e l’impegno, l’operato e la testimonianza di vita, ad elevare e a migliorare il territorio; determinante per la crescita religiosa, morale e civile soprattutto della comunità deliese, avendo proposto ed attuato scelte innovative e coraggiose, quasi profetiche, tese a riscoprire un modo diverso di vivere la Fede, aiutando le famiglie, gli adulti ed intere generazioni di giovani a guardare e volare alto.

Un uomo e un prete moderno che, anche con il trascorrere degli anni, si è posto sempre alla ricerca di una dimensione religiosa che fosse coerente con la sua visione di un cristianesimo incarnato nel Vangelo e nel mistero eucaristico”.

Si è quindi soffermata ad illustrare “Gli scopi e le attività della Fondazione J. Serra” dopo aver brevemente ripercorso la storia del Serra International e la sua espansione nei vari Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

La Fondazione, ente ecclesiastico dotato di personalità giuridica, si occupa di svolgere, in tutto il territorio italiano, attività dirette a: favorire l’istruzione religiosa dei giovani che abbiano avvertito la vocazione religiosa, con attenzione per i meritevoli e per coloro che hanno difficoltà economiche, attraverso l’erogazione di borse di studio a favore di Seminari e Noviziati; dare assistenza logistica e offerta di supporti didattici a corsi di aggiornamento sul problema vocazionale, organizzati dalle Diocesi Italiane; fornire aiuto ai sacerdoti e ai religiosi che per ragioni di età, salute o altro incontrino difficoltà nello svolgimento del proprio ministero.

E’ seguito l’intervento di don Francesco Sicari, Fratello Maggiore degli Oblati del Sacro Cuore, che ha trattato il tema de “La vocazione religiosa nel pensiero del Beato don Francesco Mottola”, nato nel 1901 a Tropea (RC), dove visse e morì nel 1969, beatificato il 10 ottobre 2021 nella Concattedrale della stessa città in cui oggi riposano i suoi resti mortali.

Il relatore, nel tratteggiare la profonda spiritualità di don Mottola, tra l’altro, docente, conferenziere, predicatore, fondatore e direttore della rivista “Parva favilla”, ha riportato quanto Egli scriveva sulla vocazione: “ E’ la voce di 20 secoli or sono, la voce di ieri, di oggi e sempre. Sulle rive del lago una voce dolcissima e tremenda chiama. E’ dolcissima ed è tremenda, perché esige tutto da coloro che chiama alla verginità apostolica, “è una voce che non dà scampo”. “Sogno per la mia terra di Calabria e la sogno come la terra sperimentale del cristianesimo perfetto, e l’avremo quando qui in Calabria, ci sarà una vampa sacerdotale coronata da un alone bianco e ardente di vergini”.

Don Sicari nell’intervento ha ricordato come “nel suo cuore si facesse strada quella che poi diventerà concretamente la famiglia del Beato, gli Oblati e le Oblate del Sacro Cuore chiamate a realizzare la particolare vocazione di certosini e carmelitane della strada. Questa intuizione vocazionale del Beato tropeano voleva affermare e sottolineare con forza che nella Chiesa non ci può essere azione senza contemplazione, essendo la contemplazione la sorgente autentica di ogni azione sacerdotale e di ogni anima consacrata”. Scriveva infatti don Mottola: “Mi pare assurdo l’apostolato senza la vita interiore. Un corso d’acqua, quando si stacca dalla sorgente non feconda più, diviene palude”.

Don Sicari, al termine, ha donato alla parrocchia una reliquia del Beato don Mottola, gesto che ha visibilmente commosso tutti.

Il dr. Raffaele Leuzzi, oculista e scrittore, autore della biografia “Don Vincenzo Tripodi”, per le Edizioni Diocesane Oppido Mamertina-Palmi, con la prefazione del Vescovo Mons. Francesco Milito, ha relazionato sulla figura del sacerdote deliese nel decennale della scomparsa, sulla formazione avviata presso il Seminario Vescovile di Oppido Mamertina e proseguita nel Seminario San Pio X di Catanzaro dove ebbe modo di incontrare grandi personalità, soprattutto don Francesco Mottola, guida costante per il suo sacerdozio, di cui rimangono numerose lettere, in parte riportate nel libro.

La sua ansia pastorale lo portò negli anni a ricercare esperienze ecclesiali nuove da trasferire nella sua parrocchia, quali la Comunità di Nomadelfia di Don Zeno, l’Isolotto di Don Mazzi, che tuttavia non ebbero modo di attecchire, come invece poi avvenne con il Cammino Neocatecumenale di Kiko Arguello; infatti, nel 1972, nacque a Delianuova la prima Comunità Neocatecumenale della Calabria, da cui partì un intenso lavoro di divulgazione in varie altre realtà parrocchiali.

Don Tripodi morì quasi centenario nel rimpianto generale, ma rimanendo vivo nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e avuto come guida spirituale.

Il Vescovo Mons. Milito, prefattore del libro di Leuzzi, nel suo intervento ha ricordato l’unico toccante incontro avuto con don Vincenzo Tripodi pochi giorni prima della morte e le esequie da lui celebrate di fronte ad una moltitudine di persone; ha quindi proposto un ampio contributo di riflessioni sull’importanza delle vocazioni oggi, quelle che illuminano la Chiesa ed aiutano a crescere nella fede, invitando tutti a lasciarsi ispirare dai grandi sacerdoti come don Francesco Mottola, faro della Chiesa di Calabria, e don Vincenzo Tripodi, suo figlio spirituale, esempio permanente della Chiesa diocesana.

Il Vescovo, rilevando inoltre l’attuale periodo come povero di vocazioni sacerdotali, ha chiesto di pregare perché il Signore mandi santi sacerdoti nella sua Chiesa e, soprattutto in questo periodo di Avvento, ha invitato i fedeli a prepararsi, in operoso silenzio e vigilante attesa, alla venuta del Signore nell’attuale quotidiana dolente umanità.

Al termine, la solenne concelebrazione liturgica, presieduta dal Vescovo, ha visto tutti raccolti nella preghiera comunitaria con la quale si è chiuso l’importante convegno.

 

Antonietta Bonarrigo

Club di Taranto. Perdono e misericordia nella Divina Commedia.

La relatrice Josè Minervini con Amalia Zinzi vicepresidente AMMI e M.Cristina Scapati presidente Serra Taranto

Il Perdono e la Misericordia infinita di Dio sono stati al centro della conversazione che la poetessa e giornalista Josè Minervini ha tenuto il 25 novembre scorso per i soci del Serra Club e dell’AMMI. Profonda conoscitrice di Dante e della sua Commedia la relatrice ci ha letteralmente emozionato nel dipingere le figure di Manfredi, Pia de’ Tolomei, Bonconte di Montefeltro, ma ancor di più nel rivelare l’intima essenza della Commedia come storia di vita e di purificazione.

“Perdonare” è un verbo coniato nel Medioevo , è stato il suo incipit, sottolineando la profonda religiosità del periodo storico in cui Dante scrisse il suo capolavoro poetico e teologico insieme. Ma se la Divina Commedia resiste al tempo in tutta la sua profonda bellezza è perché non parla solo dell’aldilà, ma della nostra vita nella concretezza dei giorni. L’Inferno è affrontare tutto il male di cui l’uomo è impastato, rendersi consapevoli della durezza dei cuori, della stupidità dell’orgoglio, della superbia, dell’accidia, e di tutti quei mali che appesantiscono e deturpano la coscienza. L’Inferno nella sua fissità è stabile, lì nulla può cambiare, nulla di nuovo può accadere. Il simbolo della morte è il ghiaccio in cui nulla può nascere, tutto è fisso per l’eternità, terribilmente. Ma al pellegrino che cerca la Verità e la Luce si apre la visione del monte dove il perdono di Dio si fa concreto. Il Purgatorio è la possibilità di dare una svolta alla propria vita perché è la cantica della misericordia. È un lungo percorso in cui il nostro animo malato, annebbiato dal peccato, viene redento, sciolto. Liberato dal male, cornice dopo cornice, l’uomo trova quello che era il suo desiderio più profondo, quella verità, bellezza e bene, che rendono la vita grande. Il Purgatorio è la cantica di noi che siamo sulla terra, è la cantica della battaglia per risorgere, è la cantica di un perdono ricevuto continuamente e che continuamente ci rinnova partendo dalla consapevolezza dei nostri peccati.

Dante parla degli uomini e delle donne del suo tempo, e parla ancora a noi oggi. I Personaggi pennellati da Josè Minervini sottolineano come il perdono non segue la giustizia degli uomini ma è possibile per l’infinita misericordia di Dio come sa solo chi viene perdonato. Lo sa Manfredi, il re di Svevia, nemico di Dante ma già perdonato, che racconta la propria morte in battaglia a Benevento, e si confessa: “Orribil furon li peccati miei, ma la bontà infinita ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolge a lei”. Dante attraverso la figura di Manfredi mostra con un esempio clamoroso ed inatteso, come la giustizia divina segua vie imperscrutabili e possa concedere la salvezza anche ad un personaggio “scandaloso” come il re siciliano, morto di morte violenta, più volte scomunicato da ben tre papi e considerato pubblico peccatore.

Anche Bonconte di Montefeltro, considerato un peccatore impenitente, viene perdonato. Lo troviamo nel canto V del Purgatorio, il ghibellino sta morendo, trafitto da una freccia in gola nella battaglia di Campaldino, ma prima di morire invoca “Maria…” Il suo corpo dopo la battaglia non viene ritrovato perché disperso in una tempesta di acqua e fango dall’ira di un diavolo a cui un angelo ha sottratto la sua anima. “Per una lacrimuccia mi avete fregato un’anima” dirà il diavolo, ignaro della potenza dell’intercessione della Vergine.

Ancora un personaggio, questa volta una donna e sempre nel V canto. La straordinaria figura di Pia de’ Tolomei, senese, si mostra con semplicità e umiltà: “ricordati di me che son la Pia” dice a Dante. Anch’essa morì di morte violenta a causa del marito ma in lei non c’è alcun rimpianto per la vita terrena, né odio verso il suo uccisore. Il suo desiderio non è quello di ricordare la sua tragica vicenda, ma di sollecitare le preghiere in Terra per accelerare il suo cammino verso Dio. La semplicità unita alla brevità della dolce preghiera fa di Pia una delle figure maggiori della Divina Commedia e Dante cela la sua emozione ammutolendo mentre il canto si chiude nel vuoto di questo suo silenzio.

Nel XV canto appare l’angelo della misericordia, è il canto in cui il perdono viene chiesto dal protomartire Stefano, morente, per coloro che lo lapidavano. Il vero testimone si comporta come Lui: prega, ama, ma soprattutto perdona, perché il perdono è l’espressione più alta del dono.

Il Poeta ci ricorda che noi nasciamo dal perdono di Dio e ogni volta che siamo perdonati il nostro cuore rinasce, viene rigenerato affinchè attraverso il perdono sappiamo vincere il male con il bene e trasformare l’odio in amore. Amore è perdono, sempre, e la Divina Commedia, nel Purgatorio è il grandissimo affresco che ben lo rappresenta.

 

Maria Silvestrini

Club di Catania. La Fede incontra la scienza: l’attualità della Fides et Ratio.

Il 26 novembre 2022 il Serra Club Catania ha tenuto l’incontro dal titolo “La Fede incontra la scienza: l’attualità della Fides et Ratio”, per riflettere e dialogare su un tema molto delicato e fortemente sentito, quale quello del testamento biologico e della buona morte.
La riunione, svoltasi dopo la celebrazione eucaristica, ha visto l’intervento di due relatori, portatori di due approcci alternativi al tema dell’eutanasia: Camilla Malatino dell’Associazione “Luca Coscioni” e Aldo Rocco Vitale, docente a contratto presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Dopo un’ampia introduzione, svolta dal presidente del Club Catania, dott. Massimo Martino, sviluppata a partire dalla pratica clinica delle terapie palliative, si è trattato delle motivazioni per cui la convivenza con la sofferenza terminale sia o meno una battaglia da vivere, ragionando sul cruciale usque tandem. La prima relatrice ha ripercorso l’iter della richiesta referendaria sul tema, dalla raccolta firme al pronunciamento della Corte Costituzionale ed ha riportato le principali motivazioni per cui l’esercizio del suicidio assistito andrebbe interpretato come scelta di libertà, affinché sia l’uomo stesso a poter disporre della propria esistenza. Il secondo relatore ha prospettato una conclusione opposta, a partire da spunti di due encicliche di Giovanni Paolo II, la Fides et Ratio e la Veritatis Splendor, sviluppando l’analisi con elementi giuridici e morali.
Hanno poi ulteriormente allargato la discussione alcuni interventi da parte dei partecipanti, fra i quali il Governatore del Distretto 77, avv. Michele Montalto, e i soci del club Catania, dott. Antonio Signorello e prof. Alessio Emanuele Biondo. L’incontro si è concluso nel vivo compiacimento di tutti per la gradita occasione di riflessione su un tema estremamente importante e nella profonda consapevolezza che la fede, vissuta, fin dove possibile, nel pieno riconoscimento della ragione, sia punto di partenza e di arrivo dell’esperienza umana.

Alessio Emanuele BiondoVice Presidente per le Comunicazioni – Serra Club Catania

Club di Prato. Incontro di novembre.

Giorno 8 novembre 2022 noi soci serrani ci siamo ritrovati presso la Chiesa di San Fabiano (all’interno del Seminario Vescovile) per la Santa Messa che è stata celebrata dal nostro Cappellano Monsignor Daniele Scaccini e concelebrata da Monsignor Basilio Petrà. All’inizio della Messa il Tesoriere ha letto i nomi dei soci serrani defunti e quest’anno sono stati ricordati Monsignor Virginio Fogliazza(1933-2012) , che contribuì alla nascita del Serra Club a Prato nel 1981, il vescovo emerito Monsignor Gastone Simoni (1937-2012) e Monsignor Pietro Fiordelli(1916-2004) che ha guidato la diocesi per 38 anni dal 1954 fino al 1992.
La memoria dei serrani defunti ci fa capire che seppure hanno lasciato questa vita terrena sono in Comunione con Dio e sono vivi in mezzo a noi spiritualmente. Ma da vivi sono stati veri testimoni, dimostrando e custodendo il dono serrano ovvero la preghiera ed il sostegno delle vocazioni sacerdotali.
Dopo la Messa ci siano spostati nel refettorio per la cena e dopo è stata riconfermata all’unanimità la presidente in carica Alessandra Pagnini per il prossimo l’Anno Sociale 2023-2024 oltre a quello presente con l’attuale Governatrice del Distretto 71 del Serra Club Elena Baroncelli. Lavoriamo bene per un buon club con la speranza di un ricambio generazionale così il nostro Serra Club possa andare sempre avanti.
Marco Giraldi-Vicepresidente delle Rispettive Comunicazioni Sociali del Serra Club di Prato 534 che appartiene al Distretto 71 ovvero la Regione Toscana Nord/Sardegna

Club di Caltagirone. Festa di Maria Bambina presentata al Tempio Patrona del Seminario diocesano.

Domenica 20 Novembre u.s. festa di Cristo Re, nella Chiesa di San Bartolomeo annessa al Seminario, in occasione del triduo in preparazione della festa di Maria Bambina presentata al Tempio, patrona del Seminario diocesano di Caltagirone, i soci del Serra Club hanno partecipato, assieme ai familiari dei seminaristi, alle zelatrici ed ai zelatori del seminario alla celebrazione eucaristica presieduta da S. Em.za Il Cardinale Gianfranco Ghirlanda Rettore Emerito della Pontificia Università Gregoriana di Roma. Il porporato nell’omelia ha evidenziato che il vangelo ci presenta Cristo Re non assiso su un trono, bensì su una croce.
Staccarlo dalla croce, come vorrebbero fare tanti, significherebbe trasformarlo in uno dei tanti idoli di cui è popolata la nostra esistenza. La regalità di Cristo non sta nel farsi servire, ma nel servire. Gesù con il sacrificio della croce ha manifestato il suo amore per tutti, per ciascuno di noi, per le nostre storie di gioie e di sofferenze. Concludendo l’omelia il porporato ha spronato i seminaristi all’impegno costante in modo da divenire sacerdoti secondo il cuore di Cristo. Al termine della celebrazione il Rettore del Seminario Don Salvo Luca ha espresso ringraziamenti e gratitudine al Cardinale Ghirlanda per la sua presenza ed inoltre ha ringraziato il Serra Club, le zelatrici, i zelatori ed i familiari dei seminaristi per il sostegno, soprattutto con la
preghiera, ai nostri giovani che si preparano al sacerdozio ministeriale.

Mario Amore

Club di Grosseto. Ammissione agli Ordini di Zeno, Claudio e Andrea

Quando incontriamo per la prima volta un ragazzo che risponde affermativamente alla chiamata del Signore e vuol sperimentare e vivere l’esperienza del Seminario, noi ci sentiamo il cuore pieno di gioia e attendiamo trepidanti il passare del tempo perché lui stesso verifichi che il cammino intrapreso sia quello giusto.
L’“eccomi” che Maria, gli Apostoli e prima di loro Abramo pronunciarono in risposta alla chiamata di Dio si rinnova e rivive nei nostri giovani, nel caos di un’epoca piena di disvalori e nella quale l’amore e l’altruismo sembrano scomparsi o assopiti. Con loro, al di là dei problemi inevitabili che la vita presenta, si respira un’aria diversa, una fresca ingenuità che non è sprovvedutezza ma un modo sereno di affrontare il mondo e la vita.
Così, i nostri tre seminaristi, Andrea Bussi, Zeno Bonato e Claudio Bianchi, venuti da esperienze di studi e di vita diversi, il 19 novembre 2022 nella Cappella del Seminario davanti al Vescovo Giovanni Roncari hanno chiesto l’ammissione agli Ordini. Una cerimonia semplice e dolcemente commovente.

A loro va tutto il nostro affetto e l’augurio di realizzare il bellissimo progetto che in tutta libertà e serenità hanno scelto e che è quello di dedicare la propria vita a Dio e agli altri.
Che il Signore li accompagni e Maria, che sperimentò la grandiosità della sacra maternità, sia sempre loro vicina per sostenerli nei bui momenti e nelle gioie che la vita gli offrirà.

Maria Cristina Maccherini Senatore
Presidente Club di Grosseto

A Taranto conversazione sul pensiero trinitario quale fonte di nuove relazioni

Scegliere “Il pensiero trinitario” come argomento per una conversazione non è né semplice né scontato anche se la platea è costituita da un pubblico preparato come è quello del Serra Club. La provocazione iniziale nasce dalla presentazione del “Manifesto” del teologo Piero Coda che apre un cantiere di ricerca sull’ontologia trinitaria. La riflessione offerta dalla relazione del prof. Luigi Ricciardi, docente di filosofia e teologo, ha mostrato come un’esperienza autentica di fede ritrova nel Mistero infinito dell’Amore trinitario un impatto culturale e sociale che consente di “ripensare il pensiero”. Si tratta di ripercorrere l’esperienza di camminare insieme ascoltandosi, svuotandosi dal sé per far posto all’altro ed accoglierlo nella sua interezza.

Ricciardi ci ha coinvolto in una rilettura della tradizione di pensiero maturata nella patristica, rinnovata dal Concilio Vaticano II, che ci ha consentito di approfondire il significato decisivo e generativo della Relazione. Se dal Medioevo ai giorni nostri i mistici sono stati i testimoni dell’insondabile discernimento della Verità dell’E/essere, non possiamo sottrarci all’urgenza dettata dalla complessità del reale, che ci chiede di cogliere i legami, le interazioni reciproche, i fenomeni multidimensionali , affinchè sia una visione circolare a reggere la Storia. Sostituire al rapporto dialogico che si confronta nei termini di aut…aut, un’apertura autentica in cui le parole costruiscano una trama di relazione profonda e generativa di comprensione e reciproca disponibilità è la base su cui filosofia e teologia ritrovano una sintonia dispersa nel XX secolo e capace di una nuova chiave di lettura e prospettiva metodologica.

Grande è stato l’interesse suscitato da un racconto punteggiato da episodi di storia, di poesia, di espressioni pittoriche, tutte al servizio del Mistero che si realizza nel sovrabbondante, cosmico, Amore Trinitario. Molti ed interessanti gli interventi che hanno accolto l’invito a trarre dal “Manifesto” un itinerario da vivere e condividere nella ricerca del bene comune. Un grande grazie al relatore e alla presidente Maria Cristina Scapati per l’incontro davvero speciale che ci ha coinvolti in questo mese di ottobre.

Maria Silvestrini

 

Club di Oppido Mamertina-Palmi. Presentato a Gioia Tauro il saggio di Antonio Leonardo Montuoro sulla Profezia del Santo Graal

La Profezia del Santo Graal di Antonio Leonardo Montuoro è un saggio di grande interesse ed estremamente intrigante.

L’opera è divisa in due parti.

Nella prima parte l’autore racconta la ricerca del Santo Graal, documentando il ritrovamento del Sacro Calice, reso possibile grazie all’intervento di papa Giovanni XXIII che, nel 1963, esortò l’archeologo Antonio Ambrosini a recarsi in Egitto presso un monastero copto, per farsi consegnare il Santo Graal, una opalina di vetro, insieme alla boccetta, sempre in opalina di vetro, che Giuseppe d’Arimatea usò sul Golgota per raccogliere il sangue di Cristo, morto sulla croce e trafitto dalla lancia di Longino.

Anche papa Giovanni Paolo II volle nelle sue mani il Santo Graal, inviando l’amico devoto, Don Luigi Verzè, presidente della fondazione San Raffaele, a ritirarlo presso l’Ordine dei Cavalieri Templari. Il papa volle il Calice nell’anno 2000, per celebrare una prova divina durante una Santa Eucaristia, in occasione del suo viaggio a Gerusalemme.

L’identico Calice è raffigurato nella più antica basilica cristiana di Roma, ulteriore segno che il calice è quello originale. Molti e convergenti fatti e circostanze, avvalorano l’autenticità del Calice. Ma la parte ancor sorprendente è l’aver intervistato l’ultimo dei Cavalieri crociati, attuale custode del Santo Graal. Un Cavaliere che risponde a domande pertinenti ed attuali, rivelando il mistero del Santo Graal e la storia di fede che attraversa il mistero del calice che rappresenta l’alleanza tra il cielo e la terra, tra Cristo e il suo popolo.

Si ricostruisce la custodia nei secoli del Santo Graal, analizzando cosa accade nell’ultima cena. Tra le leggende del Graal si racconta quella di Pietra Cappa, una storia intrigante e fantasmagorica.

Questa prima parte della Profezia del Santo Graal si conclude con l’intervista al Custode che annuncia, a breve, una esposizione universale del sacro Calice, affermando che, questi che stiamo vivendo, sono gli ultimi tempi annunciati nelle Sacre Scritture.

Nella seconda parte dell’opera, l’autore analizza , con la tecnica della Teo Intelligence, materia oggetto di tesi presso il Master di II livello in Intelligence all’Università della Calabria ,il percorso della Fine dei Tempi descritto nelle sacre scritture. La figura centrale dell’Anticristo viene analizzata in tutte le sue odiose sfaccettature.

Dalla storia della Chiesa del dopo Concilio vaticano II, si ripercorre la vita degli ultimi pontefici, attraversata da crisi e abomini, dentro e fuori le sacre mura vaticane, fino a giungere ai mea culpa degli ultimi papi. Gli scandali della chiesa nel mondo, vengono analizzati nei dettagli. Dalla denuncia del Fumo di Satana di Paolo VI alle Forze Oscure combattute dal papa Wojtyla, arrivando ad analizzare e svelare fatti e misteri ancora sconosciuti sulla morte di papa Luciani, ricostruendo, in un filo logico e documentato, le vicende che si intrecciano nella vita della Santa Sede e che si ripercuotono, inesorabilmente, nelle trame del mondo. La Mafia di San Gallo, l’olocausto dei bambini nativi canadesi, la mancata visita a Roma della regina Elisabetta II ed il ruolo di Barak Obama e Hillary Clinton sono alcune delle vicende affrontate nel libro. Tutte rientrano nelle trame vaticane, subdolamente studiate, per portare allo sfinimento fisico papa Benedetto XVI, sfociate nelle sue conseguenti dimissioni per “ingravescente Aetate”. Inoltre vengono analizzati anche, i comportamenti dei filantropi mondiali, tra questi il più discusso e discutibile, Geroge Soros, convinto sostenitore della teoria filosofica dell’Open Society Globalizzata, da lui alimentata con ingenti donazioni elargite a varie fondazioni sparse per il mondo.

Il Terrorismo, le mafie e le sette sataniche, vengono analizzate con la tecnica della Teo Intelligence per comprendere il vero e occulto disegno del Nuovo Ordine Mondiale satanico e anticristiano, conteso tra più organismi occulti, ognuno con interessi diversi, ma tutti convergenti al vertice.

La scuola magica egizia e la scuola esoterica cabalistica, sfociate nelle sette a sfondo satanico, portano sulle tracce della Piramide rovesciata del Louvre, al mistero nascosto nelle sue viscere, alimentate da un percorso monumentale, esoterico, che, da dentro Parigi si snoda fino al mastodontico complesso di Cergy-Pontoise. Un’analisi che mette in risalto i particolari ed i dettagli delle geometrie mistiche e segrete usate e mai svelate prima.

Tre sono le domande che il mondo della Teo Intelligence risponde:

“Siamo alla fine dei tempi biblicamente descritti? Non siamo alla fine? Siamo in una artificiosa e pilotata fine?”

Un Armageddon che non è Megiddo, il luogo fisico che domina la valle di Jezreel in Israele, per lo scontro biblico tra le nazioni contro Dio, ma è, verosimilmente, la situazione mondiale che vede quelle nazioni corrotte, radunate per l’ultimo attacco contro la sovranità di Dio, per raggiungere il loro potere dittatoriale nel progetto malsano di un Nuovo Ordine Mondiale Anticristico.

Ma, la battaglia finale sarà a lieto fine, e il vincitore sarà solo ed esclusivamente Gesù Cristo.

L’intrigante saggio è stato presentato sabato pomeriggio a Gioia Tauro presso la casa Del Laicato.

L’evento è stato fortemente voluto e organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina- Palmi e si è aperto con l’intervento della presidente Antonietta Bonarrigo, la quale dopo i saluti iniziali, ha sottolineato l’importanza dell’evento per la particolarità della tematica affrontata

La dott.ssa Bonarrigo si è poi soffermata sul Serra, “Movimento laicale cattolico impegnato a promuovere la cultura cristiana e la formazione dei giovani, ma soprattutto a sostenere le vocazioni religiose, di quanti cioè hanno scelto di fare della propria vita un dono agli altri; il Serra realizza questi obiettivi attraverso un vasto programma di azioni e progetti che vengono sviluppati nel corso di ciascun anno sociale”.

Subito dopo la dott.ssa Caterina Sorbara ha tracciato il profilo dell’autore: giornalista, vaticanista, ma anche un Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e un Ministro dell’Ordine Francescano Secolare. Un esperto e conoscitore delle alte sfere vaticane, dove ha potuto attingere alle conoscenze riservate e dirette, accedendo a documenti riservati che gli hanno consentito la stesura del saggio.

A seguire il dott. Maurizio Di Profio Commendatore Ordine Equestre Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha dialogato con l’autore, soffermandosi sulle principali tematiche del saggio.

L’evento è stato intervallato dall’esecuzione di celebri brani musicali dei maestri Fedele e Serena Accurso e dalle letture di alcune pagine dell’opera, da parte delle socie del club Maria Di Giacco e RosaMaria Buda.

Numeroso il pubblico presente tra cui il vice sindaco di Gioia Tauro Carmen Moliterno, autorità dei Club Lions e Rotary presenti sul territorio, la Presidente della Fidapa di Palmi Anna Pizzimenti e rappresentanti del mondo dell’associazionismo.

Caterina Sorbara

IL SERRA CLUB MONTEPULCIANO 770 HA COMPIUTO 30 ANNI!!

Emozione e riconoscimento, sabato 15 ottobre 2022, si sono uniti ai ringraziamenti per la cerimonia del 30° anniversario della Charter del Serra Club Montepulciano 770.
Tutti i partecipanti, sono stati ricevuti ed accolti alle ore 17:30, presso lo splendido tempio di San Biagio, in Montepulciano, dalla Presidente del Club di Montepulciano Angela Barbetti che ha salutato e ringraziato con affetto tutti gli intervenuti.
Erano presenti a questo gioioso appuntamento, in modo amichevole e fraterno, la Presidente del Serra International Italia Paola Poli, il Presidente Nazionale Eletto Giuliano Faralli, il Past Presidente e Coordinatore della Commissione Nomine Enrico Mori, Il Trustee
e Coordinatore per la Programmazione a lungo termine Emanuel Costa, il Coordinatore Nazionale Commissione Formazione Antonio Giovanni Ciacci, il Presidente della Fondazione Italiana Beato Junipero Serra Marco Crovara, il Governatore del Distretto 171 Luciano Neri, il Governatore Eletto del Distretto 171 Giovanni Di Maggio e diversi amici Serrani.
Si sono uniti a noi il Cappellano del Serra Club di Montepulciano Don Manlio Sodi, il Parroco Don Domenico Zafarana che, con la consueta disponibilità, ci ha ospitato presso la Canonica. Padre Raffaele Mennitti, Past Rettore del Seminario di Arezzo, ha presenziato, alle ore 18.00, la Santa Messa, concelebrando con Don Domenico e Don Kishore.
Più tardi, presso la bella Canonica di San Biagio, il Governatore del Distretto 171 Luciano Neri, dopo i saluti, ha condiviso, con tutti i presenti ed ha messo in risalto, la funzione “obbligatoria” della preghiera vocazionale, che ci interpella tutti, perché le vocazioni sono
“cosa” di tutti e soprattutto nascono dalla testimonianza concreta, dal vissuto quotidiano e che poi la Provvidenza ci mette accanto quali compagni di viaggio.


Ha fatto poi seguito il saluto di un Assessore Rappresentante il Comune di Montepulciano ed una breve introduzione del Cappellano del Club Don Manlio Sodi. Ha preso poi la parola Don Alessandro Andreini, della Comunità di San Leolino, che ci ha interessato con una
stimolante conferenza su “Le vocazioni ieri ed oggi”.
Successivamente si è tenuta una bella Conviviale presso la Canonica di San Biagio con la partecipazione di tutti i presenti che hanno apprezzato la convivialità, il buon cibo, il buon vino, ma soprattutto la vera amicizia tra i soci.
La serata si è conclusa con l’augurio che tutti i Serrani proseguano con fermezza il cammino avviato, seguendo l’incoraggiamento di San Junipero Serra, “siempre adelante” sempre avanti!!

Club di Prato: Donne e Chiesa ieri, oggi e domani. Storia e attualità della Santa Maria Maddalena De Pazzi.

Martedì 18 ottobre 2022, il Serra Club di Prato si è incontrato presso il Seminario Vescovile con Valentina Brachi che ha trattato il tema: “Donne e Chiesa ieri, oggi e domani. Storia e attualità della Santa Maria Maddalena De Pazzi”.
L’incontro ha avuto il suo inizio col momento di preghiera nella recita del vespro guidato dal Cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, durante il quale ha illustrato brevemente sulla figura di Santa Maria Maddalena De Pazzi che ha avuto una vita breve ma ha fatto grandi cose per la comunità carmelitana nel periodo successivo al Concilio di Trento.
Dopo aver pregato ci siamo spostati nel refettorio per la cena e poi la conferenza tenuta da Valentina Brachi che ha iniziato parlando della biografia di Santa Maria Maddalena che nacque il 2 Aprile 1566 quarta di tre fratelli. Veniva da una famiglia importante. Già dalla tenera età maturava la fede nel Signore a quando aveva 12 anni nel 1578 venne rapita in estasi dal Signore mentre da Firenze si recava nella Villa a Montemurlo a piedi perché gli dava noia salire in carrozza. La mamma si preoccupò e pensava che non stesse bene visto che digiunava spesso. Una volta terminato questo momento raccontò quello che gli era successo e così decise di consacrare la sua vita al Signore dopo le lotte contrarie della famiglia e dei vicini perché intraprendesse altre strade. Alla fine tutti acconsentirono affinché lei fosse felice e decise di riportarsi in clausura nel Monastero di Santa Maria degli Angeli a soli 16 anni (era il 1582). La sua vita monastica era dedicata alla preghiera contemplando il Signore e tante volte veniva rapita in estasi vivendo attimi della vita di Gesù e a volte suonava le campane in cui invitava il popolo a venire ad amare l’Amore di Gesù. Successivamente scrisse alcune lettere a Papa Sisto V, alla Venerabile Veronica Laparelli e a Santa Caterina De Ricci perché la chiesa aveva vissuto il Concilio di Trento e si preparava ad un forte rinnovamento. Morì il 25 Maggio 1607 a soli 41 anni per problemi di salute che si portava avanti da tempo. Fu beatificata nel 1626 da Papa Urbano VIII e venne canonizzata da Papa Clemente IX . In seguito le suore si spostarono dal Convento di Oltarno per andare a quello di Borgo Pinti e grande fu la gioia quando videro dal vivo la bella Firenze illuminata che non avevano rivisto per via della vita di clausura. Da lei tanto c’è da imparare soprattutto nel rinnovare l’evangelizzazione così da cercare di lasciare un segno come è stato nella figura di tanti santi e personaggio importanti e di spicco
Marco Giraldi-Vicepresidente delle Rispettive Comunicazioni Sociali del Serra Club di Prato 534 appartenente al Distretto 71 della Toscana Nord e Sardegna