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CONTEST FOTOGRAFICO:……..#GuardoSenzaFiltri#

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Nell’ambito del Contest Fotografico “GuardoSenzaFiltri”, organizzato dal Distretto 73 –Puglia e Basilicatae valido a livello nazionale per tutti i Serra Club italiani, con tema

“L’altro oltre la paura”,

la  Fondazione Italiana Beato Junipero Serra(FIBJS)istituisce un premio speciale, riservato a giovani e giovanissimi under 21, ispirato alle parole del Beato CarloAcutis:

“La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi”.

Dobbiamo una particolare attenzione verso i giovani, che nelle intenzioni dei fondatori della FIBJS costituivano un fattore primario dell’agire serrano. Hanno  bisogno di avere le occasioni per conoscere l’universalità della cultura cristiana. Hanno bisogno d’iniziative rilanciate in un modo fresco e nuovo proprio dell’oggi. I giovani chiedono attenzione perché, se stimolati, sono ricchi di generosità. La FIBJS è sensibile a favorire eventi che li rendano autori ed attori del proprio vissuto, mettendoli in primo piano come protagonisti. La nostra passione di serrani, anche attraverso la Fondazione, deve diventare l’inclinazione vivissima per qualcosa che sia un motore del buon fare nella logica della missione di vicinanza e prossimità verso quel pubblico.

La migliore fotografia di questa sezione giovanile

sarà premiata con la somma di eu 300,00=.

 

Unità d’intenti del buon fare serrano.

Crovara

Il Serra Club è un laboratorio di laicità. Se riflettiamo bene, un club che nasce dalla volontà di aiutare i giovani a conoscere la profondità del cristianesimo e a diventarne protagonisti, non può che nascere ed operare dove esiste la materia prima: il mondo laico. Il nostro fare se non respira l’universalità della società laica corre il rischio di perdere l’ossigeno necessario a compiere la nostra missione.

Il Serra Club si compone di vari organismi locali ed internazionali ed uno di questi è la Fondazione Italiana Beato Junipero Serra (FIBJS), che nasce nei primi anni novanta del ‘900. Nel suo statuto si contempla il sostegno alle vocazioni, l’aiuto ai sacerdoti in difficoltà, ma, forse, quello che oggi più conta è la sensibilizzazione culturale che favorisca l’accoglienza dellachiamata alla vita religiosa. In primo luogo il settore giovanile, che nelle intenzioni dei fondatori della FIBJS costituiva il fattore primario, ha  bisogno di avere le occasioni per  conoscere questa cultura cristiana che ha creato il mondo. Ha bisogno di iniziative rilanciate in un modo fresco e nuovo per l’oggi. Di conoscenza, socialità ed esperienza affinchè la fede non venga vista come una fuga, un generico spazio sacro, ma un criterio di vita vissuta. I lontani spinti dalla curiosità riconosceranno che l’originalità di come abbiamo trasmesso il messaggio sia stata la chiave che ha aperto loro profonde riflessioni. I giovani chiedono attenzione perché, se stimolati, sono ricchi di generosità. Ecco perché la FIBJS è sensibile a favorire eventi che li rendano autori ed attori del proprio vissuto, mettendoli in primo piano come protagonisti. La collaborazione con gli enti locali e le diocesi ha portato e porterà a buoni risultati. Giovani inseriti nelle più importanti manifestazioni cittadine dove la cultura cristiana viene trattata ai massimi livelli della comunicazione sociale laica (prosa, letteratura, arte figurativa, etc), pertanto, con un vasto pubblico coinvolto. La nostra passione di serrani anche attraverso la Fondazione deve diventare l’inclinazione vivissima per qualcosa che sia un motore del buon fare nella logica della missione di vicinanza e prossimità verso quel pubblico.

Quando si radunano centinaia di ministranti per incontri a livello diocesano o studenti delle superiori di qualsiasi “credo” o “non credo” (lontani dalla Chiesa, indifferenti, etc.) per prima cosa occorre creare un interesse che provenga dai luoghi in cui si vive. La FIBJS lavorerà, anche, con questo obiettivo fondativo affinchè si possano favorire percorsi e strumenti per essere giovani laici che compongano e formino la Chiesa. Per camminare verso le responsabilità della vita senza “giovanilismi”.

La speranza è quella di riprendere una normale attività sociale per poter trattare questi argomenti di progettualità e sostegno nei prossimi incontri del Consiglio Direttivo della Fondazione, sapendo che questo è il grande aiuto che possiamo dare alla Chiesa: un viaggio di maturazione per i giovani che possa ampliare i loro orizzonti.

Pertanto, ricordiamoci che noi, serrani tutti, siamo la Fondazione e un piccolo gesto di attenzione nei suoi riguardi concretizza l’unità d’intenti che ci viene richiesta dalla missione cristiana.

Marco Crovara