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Club di Acqui Terme. La serata degli auguri natalizi.

ACQUI TERME. Venerdì 16 dicembre nell’accogliente e raccolto santuario della Madonnina, i soci del Serra club della Diocesi si sono ritrovati per il tradizionale appuntamento dedicato allo scambio degli auguri natalizi.

La serata si è aperta con la concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Luigi Testore, affiancato dal serrano don Giambattista Giacchero e dal parroco padre Winston Carrera; messa accompagnata da alcuni canti con la voce solista di Michela Gaviglio, mentre Angela Olivieri ha preparato le letture e le intenzioni dei fedeli lette da Elisabetta Ghiglia e Gian Carlo Callegaro. Nella sua omelia il Vescovo ha ricordato come in questo periodo che precede il S. Natale la liturgia ricordi due figure che hanno assunto un ruolo emblematico nella storia della Salvezza: Maria, ricordata da poco nella festa dell’Immacolata, e Giovanni, il Precursore, venuto a preparare la strada al Messia dando testimonianza alla verità. Ma Gesù, nel brano del vangelo di Giovanni, ci ricorda che la sua testimonianza è superiore a quella di Giovanni Battista per le opere che il padre gli ha dato da compiere”. In conclusione si è soffermato sul significato delle parole del profeta Isaia “osservate il diritto e praticate la giustizia”, due indicazioni che ciascuno di noi deve seguire perché possono garantire un futuro migliore.

Al termine della celebrazione, i partecipanti, dopo aver brevemente sostato per ammirare il bel presepe realizzato in alcuni locali attigui alla chiesa, si sono trasferiti nella mensa mons. Giovanni Galliano per la conviviale. Nel corso della serata, il presidente Marco Pestarino ha ricordato il Concorso scolastico, riservato agli alunni della Scuola primaria e ai Gruppi di Catechismo, che ha come tema “In un mondo che ha bisogno di amore non si può vivere senza il perdono”. Ha ringraziato la Banca di Asti che anche quest’anno ha dato il suo sostegno economico alla nostra iniziativa e questo ci permetterà di far crescere ulteriormente il numero dei premi destinati ai partecipanti. Sui vari aspetti organizzativi si sono anche soffermati il responsabile del concorso Gian Carlo Callegaro e il segretario del club Michele Giugliano Il presidente Pestarino ha inoltre preso spunto da una delle intenzioni di preghiera lette in chiesa “ Per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti e i Diaconi: perché il Signore li illumini e sostenga nel far crescere la comunità cristiana nella lettura orante della parola, nell’accoglienza, nel servizio e nell’impegno sociale “ricordando come in poche settimane la nostra Diocesi abbia avuto il grande dono di due nuovi diaconi permanenti. Ha ricordato, quindi, come sia sempre importante la “mission” del Serra club per “favorire e sostenere le vocazioni al sacerdozio ministeriale nella Chiesa cattolica, sostenere i sacerdoti nel loro sacro ministero; incoraggiare e valorizzare le vocazioni alla vita consacrata nella Chiesa cattolica; aiutare i propri membri a riconoscere e rispondere, ciascuno nella propria vita, alla chiamata di Dio alla santità in Gesù Cristo per mezzo dello Spirito Santo”.

Il vescovo Testore si è brevemente soffermato sulla sua lettera pastorale “I Giovani avranno visioni” ricordando come nella stessa emerga forte “l’invito ai giovani ad avere una visione di quale mondo, di quale Chiesa pensano. Noi vecchi possiamo solo avere dei sogni: pensare a un mondo migliore dove non ci siano più ingiustizie e diseguaglianze, ma se i vecchi possono sognare il mondo e la Chiesa che vorrebbero, i giovani devono avere una visione chiara di come vogliono che sia il mondo di domani e come vogliono edificare la loro Chiesa, immaginando i passaggi e le riforme necessarie nel futuro che verrà. Ma per arrivare a questo, per realizzare concretamente la loro visione, sono necessarie la loro volontà e la loro disponibilità ad impegnarsi”.

Un brindisi e lo scambio degli auguri per le prossime festività hanno chiuso in amicizia la serata. (O P)

LA SERATA DI CHIUSURA DEL SERRA CLUB E IL PREMIO S. GUIDO ACQUI TERME

Nell’accogliente salone mons. Principe venerdì 17 giugno si è svolta la serata di chiusura dell’anno sociale 2021/2022 del Serra Club della Diocesi, con la presenza di oltre 50 serrani famigliari ed amici e del direttore della Caritas don Giovanni Falchero.

L’incontro si è aperto con il saluto del vescovo Luigi Testore che ha voluto rimarcare la sua soddisfazione per ritrovarsi in presenza e che sia anche possibile riprendere la consegna del Premio S. Guido che il Serra ha voluto anni fa istituire. Il serrano don Giambattista Giacchero ha quindi svolto la sua brillante ed  esauriente relazione su “Alla scuola di Luca per rafforzare la nostra fede di discepoli in Gesù di Nazaret, Salvatore e Messia”. Presentando il Vangelo di Luca come quello “ del discepolo” ha concluso così le sue riflessioni: “Il discepolato è un cammino di alti e bassi, non è una linea retta. Ci sono momenti in cui si vacilla, tante occasioni di sofferenza e di dubbio, istanti
numerosi di incertezza, vuoto ed in certi momenti di solitudine. La sequela di Gesù si dà nella complessità incarnata della storia che ci mette a dura prova. Dobbiamo accettare l’esistenza, anche per quanto riguarda la fede,di stagioni differenti in noi: coniugheremo primavere e inverni interiori, trasparenze e opacità, folgorazioni e spazi vuoti, tempi di consolazione e tempi di desolazione.

L’importante è restare fedeli, ben sapendo che la nostra fedeltà non è garantita da noi stessi, bensì dall’immensità dell’amore di Dio per noi. Pertanto, è necessario abbandonarci a Lui, per affrontare insieme a Lui le prove della vita e non essere tristi, così, come quelli che sono senza speranza, per dirla con San Paolo. A questo mirava il nostro breve viaggio alla scuola di Luca. L’augurio è che il suo lieto annuncio, la sua buona notizia (Gesù) raggiunga noi, le nostre famiglie, le nostre comunità. Gesù, Salvatore e Messia, è venuto a salvarci, a fugare le nostre paure, è venuto ad abitare le nostre solitudini, ad esaudire il nostro desiderio di infinito!”.

Il presidente Oldrado Poggio ha quindi introdotto la premiazione del can. Angelo Galliano. “Come voi sapete da molti anni il Serra club assegna alternativamente ad un sacerdote e ad un laico il premio S. Guido destinato a chi si è particolarmente distinto per il suo impegno nel campo professionale, culturale, sociale e del volontariato. Per il 2022 la nostra scelta, su indicazione del nostro Vescovo e cappellano, è quella di assegnare il premio S. Guido al can. Angelo Galliano, attuale parroco di Strevi.

Il vescovo Testore ha quindi consegnato il premio S. Guido, realizzato dalla gioielleria Negrini, che consiste in tre medaglie risalenti all’epoca in cui è vissuto il patrono della nostra diocesi, al canonico Angelo Galliano. Il premiato sorridente ma emozionato ha prima ringraziato il Vescovo e dopo i Serrani per la gradita sorpresa ricordando “di aver sempre agito nel rispetto dei suoi superiori e per il bene delle comunità in cui ho operato”.
Si è soffermato in particolare sul lavoro svolto per molti anni come assistente nell’Azione Cattolica ed ha concluso “su questa strada spero ancora di poter continuare”. Il sindaco di Strevi Alessio Monti da parte sua, dopo essersi congratulato a nome di tutta la comunità parrocchiale con don Angelo per il premio ricevuto, ha ricordato: “Sono nato pochi mesi prima che don Angelo arrivasse a Strevi come parroco. Posso affermare che sia stato lui a farmi crescere con il suo insegnamento incoraggiandomi nel mio impegno nel sociale e dandomi anche tanti buoni consigli”.

Ha quindi preso la parola il prof. Vittorio Rapetti già presidente diocesano e regionale dell’Azione Cattolica che ha detto: “Volentieri porto il saluto della presidente diocesana dell’Azione Cattolica Barbara Grillo e dell’intera AC, grati per questo premio assegnato a Don Angelo Galliano.
Riprendo un punto espresso dal relatore di oggi, don Giacchero, applicandolo a don Angelo: narrare la storia di una persona alla luce della fede, di chi si è fatto discepolo alla sequela di Gesù. E’ questa la cifra di alcuni brevi ricordi. Don Angelo è stato assistente diocesano AC dal 1968 al 1979 e assistente regionale degli adulti di AC dal 1976 al 1980.

Era una fase molto difficile, finiva un mondo e si trattava di fare una nuova semina, come il Concilio aveva indicato e come l’AC cercava di fare, rinnovandosi nelle strutture e nella proposta formativa. Don Angelo, chiamato dal vescovo Dell’Omo, si è inserito in questo percorso indicato da Vittorio Bachelet e condotto avanti in diocesi da Luigi Merlo e da alcuni giovani guidati da Domenico Borgatta e Maria Bottero. Certo, il passaggio da vice parroco di Ovada al lavoro in centro diocesi non dev’essergli stato semplice: pochi onori e la fatica di ricominciare un percorso associativo (risparmiando sul riscaldamento e la luce in centro diocesano).

Una sfida anche rispetto al clero, in buona parte poco attratto dalla proposta associativa. “Non scoraggiatevi” era la sua frequente raccomandazione … preoccupato perché noi giovani appena affacciati al centro diocesano non si perdesse la fede (lavorando dentro la Chiesa il rischio è piuttosto alto), perché – come ci ha ripetuto in continuazione – la fede è la cosa più importante nella vita. Il nuovo corso associativo implicava di girare per la Diocesi nelle parrocchie e nelle zone, e donAngelo ad accompagnare e tenere i contatti con i parroci, a fare da ponte tra generazioni diverse, a partecipare alle iniziative regionali e nazionali, introducendo altri sacerdoti nel lavoro associativo (come fu per don Pavìn e don Bisio).

E poi i nuovi campi per giovani e ragazzi a Castelrocchero e poi a Garbaoli. Anni difficili, ma anche di rilancio e di fiducia, grazie anche alla sintonia con quel grande vescovo che fu mons. Giuseppe Moizo, senza dimenticare l’impegno di don Angelo a costruire unione tra i preti come segretario del consigli presbiterale e a collaborare con il consiglio pastorale. Ci ha insegnato a essere discepoli più che a mirare al successo umano, come ha confermato in tanti anni di parrocchia a Strevi. Insomma tanti motivi quindi per essere  grati per la sua presenza e il suo servizio tra noi, augurandogli buona continuazione (in fondo è più giovane del Papa!)”. Avviandosi alla conclusione il presidente Poggio si è rivolto ai soci: “Questi due anni non sono stati facili per tutti noi. La pandemia ci ha infatti costretto a rivedere molte delle iniziative in programma. ma speriamo che il peggio sia ormai alle nostre spalle. Ciò nonostante alcune iniziative come il concorso scolastico sono state felicemente organizzate. e quest’anno, grazie alla disponibilità di Monica Cavino che ci ha dato una mano con gli insegnanti di religione, abbiamo avuto la partecipazione di 28 classi. Con il vostro contributo personale, unito a quello della Banca d’Asti, è stato possibile dare un riconoscimento a tutti. E’ stato inoltre istituito il premio mons. Livio Maritano, vescovo e fondatore del nostro club. Quattro altri premi speciali sono stati possibili grazie al contributo del distretto del Piemonte del Serra club, per questo ringrazio il governatore Mauro Leporati. E’ inoltre continuato il nostro sostegno al giovane seminarista ed ora presbitero Nicolò Ferrari con l’assegnazione a lui della borsa di studio della nostra Fondazione”. Infine, il passaggio del distintivo al nuovo presidente Marco Pestarino, le sue parole di ringraziamento e la conviviale nei locali della mensa mons. Giovanni Galliano hanno concluso la serata.

Il Club di Acqui Terme ricorda l’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo

Con una larga partecipazione di serrani, dei loro famigliari e  di una rappresentanza degli insegnanti di religione della scuola Primaria, per i quali la presenza è stata consi­derata dall’Ufficio scolastico della Dio­cesi valida per il rilascio di un atte­stato idoneo  per l’aggiornamento scola­stico, venerdì 25 marzo negli accoglienti locali del salone mons. Pietro Prin­cipe si è svolto un incontro sulla figura del vescovo diocesano  Giuseppe dell’Omo con relatore il prof. Vittorio Rapetti. Per i serrani e tanti loro amici è stata un’occasione per ri­trovarsi dopo il lungo periodo in cui  il persistere della pandemia ha di molto ridotta l’attività del Club.

Tra gli altri, presenti anche il vicario dioce­sano mons. Paolo Parodi, il par­roco di Visone don Luciano Cavatore, il sindaco di Spigno Monferrato An­tonio Visconti, per L’Ancora  (settimanale della Diocesi)  il direttore Mario Pi­roddi e il presidente Giovanni Smorgon e Giorgio Penna della “ Crescere insieme” che ha messo a disposizione i locali e organizzato il sobrio rinfre­sco finale. L’ incontro si è aperto con il saluto del vescovo e cappellano del Club  Luigi Testore che ha messo in evidenza come l’occasione fosse utile anche per Lui per riscoprire la figura di un suo predecessore che per un lungo periodo aveva guidato la Diocesi dal 1943 al 1976),  “Un periodo si­curamente molto diverso da quello che viviamo oggi: ho ben presente la fotografia di mons. Dell’Omo ritratto con i comandanti delle forze Alleate e i capi delle varie formazioni partigiane sul balcone dell’Hotel Nuove Terme, nel momento in cui si festeggia l’avvenuta libera­zione della città.  Un ricordo che spiega molto bene il ruolo importante svolto da mons. Dell’omo in quei difficili momenti”.

Nel presentare il tema del convegno, il presidente del Serra club Oldrado Poggio ha voluto ricordare come il vescovo Dell’Omo facesse ritornare, quelli che oggi hanno i capelli bianchi alla loro giovinezza: “ E’ stato il Ve­scovo che ci ha cresimati, ma anche quello al quale molti di noi hanno fat­to da chierichetti durante le sue visite alle nostre parrocchie”, ricordando in­fine la sua figura minuta ed austera e lo sguardo distaccato con il quale si presentava. Insomma una figura che “procurava subito a tutti noi una certa agitazione che ci portava a sbagliare. Per nostra fortuna con lui c’era sem­pre mons. Giovanni Galliano che con una carezza e un sorriso riusciva sem­pre a sdrammatizzare”.

E’ seguita la relazione del prof. Vittorio Rapetti su “L’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo nella vicenda acquese” che ha presentato un grande lavoro di ricerca basandosi su quanto è custodito nell’archivio vescovile di atti, corrispondenza, lettere pastorali e circolari ma anche su testimonianze scritte e orali. Insomma uno studio molto ben articolato che è stato pre­sentato in anteprima all’incontro dei serrani.   

Al termine, un lungo applauso ha subito testimoniato quanto la precisa e meticolosa relazione avesse incontrato il gradimento dei presenti.

Nel corso dell’incontro Gian Carlo Callegaro, che ha coordinato i lavori della commissione che ha valutato gli elaborati dei ragazzi che hanno par­teci­pato al concorso scolastico, ha presentato i risultati. “Vi hanno parteci­pato ben 29 scuole primarie di Acqui Terme, Canelli, San Marzano Oliveto, Nizza Monf, Ovada , Rossiglione e Visone. Il giorno 21 febbraio 2022 si è riunita in Acqui la commissione esaminatrice del Con­corso, composta da Lucia Barbarino, Gioconda Forgetti, Luigina Tardito e dal sottoscritto Gian Carlo Callegaro. Molto arduo è stato il lavoro nel va­lutare tutte le classi meritevoli e da pre­miare. Poi si è deciso di aumentare il numero dei premi ed assegnarli come segue:

PREMI SERRA CLUB DI ACQUI

PRIMO PREMIO AL GRUPPO CATECHISTICO della classe 5 ° della PAR­ROC­CHIA N. S. ASSUNTA E S. CATERINA V.M.- ROSSIGLIONE (GE) inse­gnante: Eugenia Travo

SECONDO PREMIO SCUOLA PRIMARIA DAMILANO – Classe 3° A – OVADA. Insegnante Anna Maria Nervo.

TERZO PREMIO SCUOLA PRIMARIA BOSCA – classe 1° D– CANELLI. Inse­gnanti Manuela Zappa, Daiana Sorgon e Maria Enrica Cavallero

Club di Acqui Terme. La serata degli auguri

Nell’ accogliente e raccolto Santuario della Madonnina,  tanto caro agli acquesi, lunedì 20 dicembre il Serra  Club ha organizzato, nell’approssimarsi del S. Natale, la serata che tradizionalmente viene dedicata allo scambio degli auguri  alla presenza di famigliari e di amici. Una serata che si è  svolta nel più assoluto rispetto dell’attuale normativa sanitaria per il persistere del Covid 19.

L’incontro si è aperto con la concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo e cappellano del Club Luigi Testore affiancato dal parroco don Winston Carrera,  dal vice cappellano del Serra club don Domenico Pi­sano, dal direttore della Caritas don Giovanni Falchero, da don Giambatti­sta Giacchero.  Concelebrazione impreziosita dai canti curati da Monica Cavino e dalla figlia Michela, mentre le letture e le intenzioni di preghiera, preparate da Angioletta Olivieri,  sono state lette  da Gian Carlo Callegaro e Elisabetta Ghiglia. Nell’omelia il Vescovo, prendendo  spunto dalla let­tura dal libro di Isaia e dal brano del Vangelo di Luca  è tornato sul senso più profondo dell’annuncio dell’imminente nascita di Gesù  e sul si­gnificato  della parola Emmanuele.

Nel suo breve saluto il presidente Oldrado Poggio ha voluto ringraziare i presenti, rammaricandosi per le poche occasioni di incontro che si sono potute organizzare, annunciando, però, le possibili future iniziative da at­tuare quando la situazione sanitaria lo consentirà. Ha infine parlato del concorso scolastico che è in pieno svolgimento, la scadenza per la conse­gna degli elaborati è confermata per il 31 gennaio prossimo,   comuni­cando che lo stesso ha ricevuto, grazie alla disponibilità di Marco Bruno, una sponsorizzazione da parte della Banca di Asti che consentirà così di incrementare i premi. Efisio Chiavegato ha poi distribuito ai soci il nuovo Bellringers che presenta tutta la struttura organizzativa del Serra Italia, con i vari club.

Infine Giuseppe Lanero ha consegnato i distintivi di appartenenza al vescovo  Luigi Testore, il quale li ha assegnati ai nuovi soci: Gioconda Forgetti di Cairo Montenotte, presentata da  Gian Carlo Callegaro;  Alfredo Roveta di Monastero Bor­mida, presentato da Marco Bruno. Massimo Pivotti di Acqui Terme  e Antonio Olivieri di Casaleggio Borio,  impossibilitati ad intervenire, sono stati presentati rispettivamente da  Giuseppe Baldizzone e  Giam­battista Giacchero che consegneranno  loro il distintivo appena possibile.

La serata si è conclusa  con il saluto e il ringraziamento del parroco don      Winston Carrera che ha invitato tutti a visitare la chiesa e i due Presepi,  veramente suggestivi , che un gruppo di giovani  volontari ha allestito con tanta passione nei locali attigui al Santuario. ( O P )

Incisa Scapaccino. Il Serra Club di Acqui ha aperto il nuovo anno sociale

 

INCISA SCAPACCINO. Venerdì 10 settembre i soci del Serra Club della Dio­cesi di Acqui si sono ritrovati per l’apertura del nuovo anno sociale 2021/2022.  L’incontro  nel pieno rispetto delle attuali disposizioni sanita­rie si è svolto nel santuario della Virgo Fidelis a Borgo Villa di Incisa Sca­paccino alla presenza anche di una significativa delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri, custode del Santuario.

E’ toccato al presidente Oldrado Poggio aprire la serata  rivolgendosi  ai soci “ è emozionante rivedervi e potervi salutare personalmente dopo tanto tempo”. L’ultima riunione in presenza si era  infatti svolta nel feb­braio del 2020. Un particolare grazie ha rivolto a don Giambattista Giac­chero per aver accettato di presiedere la concelebrazione eucaristica: “ perché quando ci siamo ritrovati l’ultima volta Lui era il nostro presidente eletto ….. ma dopo è cambiato tutto. Con la sua decisione di accettare l’invito del nostro vescovo Luigi Testore noi abbiamo sicuramente perso un bravo presidente, ma certamente la Diocesi ha acquistato un ottimo presbitero.”

Don Giambattista  Giacchero, dopo aver illustrato  brevemente la storia del Santuario “passato nel volgere di pochi anni da chiesa abbandonata e sconsacrata a questo accogliente Santuario grazie all’impegno di tanti volontari, all’Associazione Nazionale Carabinieri  e al  sostanzioso soste­gno di alcune Fondazioni bancarie tra le quali quella della  Cassa di Ri­sparmio di Asti” ha presieduto la concelebrazione eucaristica affiancato dal vice cappellano del Serra don Domenico Pisano, dal direttore della Ca­ritas  don Giovanni Falchero e da don Nicolò Ferrari che ha tenuto l’omelia, mentre le letture e le intenzione di preghiera sono state lette da Angela Olivieri e Elisabetta Ghiglia.

Al termine, don Giambattista  Giacchero ha tenuto una  brillante e dotta relazione su “ Alla scuola di Marco per rafforzare la nostra fede di disce­poli di Gesù di Nazaret, Cristo e figlio di Dio”. Relazione accolta da un lungo applauso sicuramente indicativo del gradimento avuto dalla mede­sima.

 

Il presidente ha quindi fatto omaggio a nome del Serra club a  don Giac­chero di una casula con l’augurio che “  lo accompagni in questo suo nuovo ampio campo di missione unitamente al nostro augurio e al nostro affetto”. Don Giacchero nel ringraziare ha voluto ricordare come “la vo­lontà di Dio, se accolta,  supera sempre le nostre stesse aspettative”.

Anche a don  Nicolò   Ferrari, fresco di ordinazione e di studi, il presidente dopo averlo ringraziato per la sua presenza e per la bella omelia,  ha con­segnato un ricordo a nome del Serra. Nel ringraziare   don Nicolò ha ri­cordato come per anni abbia sentito il sostegno del Serra, ma anche le preghiere che lo hanno accompagnato nel suo percorso di studi e di pre­parazione all’ordinazione sacerdotale”. Puntuale è arrivata anche una comunicazione del vice cappellano don Domenico Pisano: “Domenica sera accompagnerò nel seminario interdiocesano di Novara un ragazzo di que­sta Diocesi che inizia il suo percorso di preparazione al sacerdozio con la frequentazione dell’anno propedeutico”.

In conclusione, il presidente ha rivolto alcuni ringraziamenti ai sacerdoti concelebranti, al past governatore del Serra del Piemonte Paolo Rizzolio, al governatore eletto Lucia Barbarino che ha fatto omaggio dei fiori per l’altare, all’Associazione Nazionale Carabinieri di Incisa, Asti e di Acqui, ai volontari custodi del Santuario e a tutti i serrani presenti e a quelli impos­sibilitati ad intervenire. (O P )

Il presidente eletto del Serra Club di Acqui Terme si fa sacerdote

Il presidente eletto del Serra Club di Acqui Terme si fa sacerdote

Il sacerdozio non ha età.

ORDINAZIONE PRESBITERIALE DEL SERRANO GIAMBATTISTA GIACCHERO.

ACQUI TERME. Domenica 8 novembre sarà un giorno importante per il club acquese .

Nel corso di una celebrazione  che avrà luogo nella Cattedrale, il vescovo Luigi  Testore  e cappellano del nostro Club,  con l’imposizione delle mani ordinerà presbitero,  al servizio di questa diocesi,  Giambattista Giacchero presidente eletto di questo club per il 2020, incarico che non ha  potuto assumere a causa  del congelamento di tutte le cariche per lo scoppio della pandemia da covid – 19.

Giacchero è  diventato Serrano qualche anno fa,  dopo il suo pensionamento dall’Arma dei Carabinieri dove era entrato giovanissimo e da cui si era congedato con grado di generale di corpo d’armata.

La Stampa- edizione di Asti – ha dedicato all’avvenimento un ampio articolo (clicca qui).

Oldrado Poggio

IL SACERDOZIO NON HA ETA’

di Cosimo Lasorsa 

Diventare sacerdote a 73 anni non è una notizia di tutti i giorni, ma soltanto la conferma che la vocazione non ha età.

E’ quanto abbiamo potuto costatare a seguito della notizia riportata sulla stampa della prossima ordinazione sacerdotale del Generale dei Carabinieri, Giambattista Giacchero, che avverrà domenica 8 novembre nella Cattedrale di Acqui Terme, con l’imposizione delle mani da parte del Vescovo Luigi Testore.

Compimento di un percorso spirituale, dopo il pensionamento e il ritorno a Monastero Bormida, piccolo Comune astigiano di origine, a seguito di perfezionamento degli studi teologici ed ordinazione a Diacono permanente dal Vescovo emerito Pier Giorgio Micchiardi. Uno stato diaconale assolto come ministro di ordine immediatamente inferiore al sacerdote, con funzioni di assistenza nell’esercizio del culto e delle opere di carità, quali membro del Consiglio pastorale diocesano, responsabile del servizio per la promozione del sostegno economico della Chiesa, revisore dei conti nell’Istituto Diocesano Sostentamento del Clero (IDSC), membro del Consiglio di Amministrazione del Seminario di Acqui, collaboratore pastorale del Santuario “Virgo Fidelis” di Incisa Scapaccino (AT), collaboratore parrocchiale della Parrocchia della Comunità pastorale “San Giuseppe Marello-Langa in cammino”.

Le sue precedenti insegne della stola e della dalmata, tunica variamente ornata e di colore diverso a seconda della festività indossata nella celebrazione della Liturgia, saranno sostituite con l’abito talare e con i paramenti liturgici sacerdotali per la celebrazione dell’Eucarestia.

Un compimento spirituale che si è concluso, come da lui steso dichiarato, dopo avere accolto favorevolmente l’invito che gli ha rivolto il Vescovo Luigi Testore la scorsa estate in occasione di un colloquio avvenuto durante un ritiro spirituale dei Diaconi diocesani.

Il suo Ministero sacerdotale sarà assolto a fianco di don Claudio Barletta, Parroco della Parrocchia “S. Giulia” di Monastero Bormida”.

Entrato a far parte del Serra Club di Acqui nel 2018, era stato designato a ricoprire l’incarico di Presidente, rinviato a seguito della pandemia.

A don Giambattista Giacchero i nostri voti serrani con la preghiera che il Signore illumini il suo cammino sacerdotale, come servo e strumento di amore nella mani di Cristo Gesù.

Serra Club di Acqui Terme. Il dovere di “tirar fuori” pensieri personali dai giovani

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Il Club di Acqui Terme, in occasione della visita del governatore del Distretto 69, Dott. Paolo Rizzolio, ha approfondito il tema proposto per quest’anno sociale insieme alla Professoressa Laura Trinchero.

L’incontro si è svolto il 13 febbraio 2019 nella cornice della bellissima Chiesa parrocchiale di Mombaruzzo (AT), Diocesi di Acqui Terme.

Vi proponiamo qui di seguito la relazione completa.