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IL SERRA CLUB MONTEPULCIANO 770 HA COMPIUTO 30 ANNI!!

Emozione e riconoscimento, sabato 15 ottobre 2022, si sono uniti ai ringraziamenti per la cerimonia del 30° anniversario della Charter del Serra Club Montepulciano 770.
Tutti i partecipanti, sono stati ricevuti ed accolti alle ore 17:30, presso lo splendido tempio di San Biagio, in Montepulciano, dalla Presidente del Club di Montepulciano Angela Barbetti che ha salutato e ringraziato con affetto tutti gli intervenuti.
Erano presenti a questo gioioso appuntamento, in modo amichevole e fraterno, la Presidente del Serra International Italia Paola Poli, il Presidente Nazionale Eletto Giuliano Faralli, il Past Presidente e Coordinatore della Commissione Nomine Enrico Mori, Il Trustee
e Coordinatore per la Programmazione a lungo termine Emanuel Costa, il Coordinatore Nazionale Commissione Formazione Antonio Giovanni Ciacci, il Presidente della Fondazione Italiana Beato Junipero Serra Marco Crovara, il Governatore del Distretto 171 Luciano Neri, il Governatore Eletto del Distretto 171 Giovanni Di Maggio e diversi amici Serrani.
Si sono uniti a noi il Cappellano del Serra Club di Montepulciano Don Manlio Sodi, il Parroco Don Domenico Zafarana che, con la consueta disponibilità, ci ha ospitato presso la Canonica. Padre Raffaele Mennitti, Past Rettore del Seminario di Arezzo, ha presenziato, alle ore 18.00, la Santa Messa, concelebrando con Don Domenico e Don Kishore.
Più tardi, presso la bella Canonica di San Biagio, il Governatore del Distretto 171 Luciano Neri, dopo i saluti, ha condiviso, con tutti i presenti ed ha messo in risalto, la funzione “obbligatoria” della preghiera vocazionale, che ci interpella tutti, perché le vocazioni sono
“cosa” di tutti e soprattutto nascono dalla testimonianza concreta, dal vissuto quotidiano e che poi la Provvidenza ci mette accanto quali compagni di viaggio.


Ha fatto poi seguito il saluto di un Assessore Rappresentante il Comune di Montepulciano ed una breve introduzione del Cappellano del Club Don Manlio Sodi. Ha preso poi la parola Don Alessandro Andreini, della Comunità di San Leolino, che ci ha interessato con una
stimolante conferenza su “Le vocazioni ieri ed oggi”.
Successivamente si è tenuta una bella Conviviale presso la Canonica di San Biagio con la partecipazione di tutti i presenti che hanno apprezzato la convivialità, il buon cibo, il buon vino, ma soprattutto la vera amicizia tra i soci.
La serata si è conclusa con l’augurio che tutti i Serrani proseguano con fermezza il cammino avviato, seguendo l’incoraggiamento di San Junipero Serra, “siempre adelante” sempre avanti!!

Festa per i 40 anni del Serra Club di Siena

Festeggiare il compleanno dei 40 anni di vita ha significato per il Serra club di Siena celebrare un lungo e ricco passato, ricordare i soci fondatori molti dei quali nelle mani della misericordia di Dio, salutare i soci attivi e le loro famiglie, fare il bilancio delle attività  svolte in questi quattro decenni e soprattutto ricaricare le pile per affrontare il futuro. Per il credente – come dice il cardinale Zuppi – la prospettiva è il futuro perché con la nostra esistenza quotidianamente gettiamo il seme, come fa il contadino, con la speranza che domani arrivino i frutti.

Poi, come in tutte le feste, ci sono le formalità, nel nostro mondo sempre abbondanti, che fanno parte di antiche tradizioni e di solidali incontri tra amici, programmati  dal nuovo Presidente del Club dr. Alberto Papi e dal suo comitato direttivo nella sala San Ansano del complesso museale del Santa Maria della Scala. Qui hanno portato i loro saluti la Presidente Nazionale dr. Paola Poli, il Vice-presidente del Serra International dr. Manuel Costa e il Presidente del Distretto 171 dr. Luciano Neri.

A seguire le relazioni di Marco Crovara, Presidente della Fondazione Junipero Serra e di don Michele Gianola, segretario dell’Ufficio Nazionale della Pastorale per le Vocazioni. Il Cardinale Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino e Vescovo di Montepulciano, Chiusi e Pienza ha infine celebrato la Santa messa nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, funzione alla quale hanno assistito anche numerosi giovani dell’Agesci.

Infine, come tutti i salmi che finiscono in gloria,il Club ha organizzato un ricco e ottimo pranzo consumato nei locali della Contrada della Selva e un’apprezzata visita alla mostra delle opere della banca Monte dei Paschi di Siena, esposte nel Museo del Santa Maria della Scala.

E.M.

Tema dell’anno sociale 2022/2023

Col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra (Col. 1, 20).

Il perdono e la pace a partire dal cuore dell’uomo.

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Un meraviglioso poliedro (ChV 207). L’ UNPV pubblica il tema del prossimo anno pastorale

Quando lo sguardo amorevole e creativo di Dio ci raggiunge in modo del tutto singolare in Gesù la nostra vita cambia. E nella misura in cui lo accogliamo «tutto diventa un dialogo vocazionale, tra noi e il Signore ma anche tra noi e gli altri. Un dialogo che, vissuto in profondità, ci fa diventare sempre più quelli che siamo: nella vocazione al sacerdozio ordinato, per essere strumento della grazia e della misericordia di Cristo; nella vocazione alla vita consacrata, per essere lode di Dio e profezia di una nuova umanità; nella vocazione al matrimonio, per essere dono reciproco e generatori ed educatori della vita» (Francesco, Messaggio per la 59a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, Roma 8 maggio 2022).

La tematica che l’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni ha pensato di proporre per il prossimo anno pastorale (2022-2023) vuole cogliere l’invito di papa Francesco e richiamare l’attenzione sulla reciprocità delle diverse vocazioni nella Chiesa. È l’orizzonte proposto anche dalla Esortazione Apostolica post-sinodale rivolta ai giovani e a tutto il popolo di Dio quando insegna: «La pastorale [giovanile] non può che essere sinodale, vale a dire capace di dar forma a un ‘camminare insieme’ che implica una valorizzazione dei carismi che lo Spirito don secondo la vocazione e il ruolo di ciascuno dei membri della Chiesa attraverso un dinamismo di corresponsabilità […]. In questo modo, imparando gli uni dagli altri, potremo riflettere meglio quel meraviglioso poliedro che dev’essere la Chiesa di Gesù Cristo. Essa può attrarre i giovani proprio perché non è un’unità monolitica, ma una rete di svariati doni che lo Spirito riceve incessantemente in essa, rendendola sempre nuova nonostante le sue miserie» (Francesco, Christus vivit, 206-207).

Non è un discorso ecclesiologico quello che vogliamo suggerire quanto piuttosto promuovere l’esercizio di affinare lo sguardo e di maturare nelle nostre comunità stili e prassi nuove per riconoscere «la ricchezza della varietà delle vocazioni di cui la Chiesa si compone» (ChV 207). In questa prospettiva, diventa interessante approfondire la vocazione non soltanto per ricomprendere la sua essenziale caratteristica comunitaria – già lo abbiamo sottolineato nell’anno 2021 – ma soprattutto per mettersi alla ricerca di quel singolare annuncio di vita evangelica affidato a ognuna delle vocazioni, che sono a servizio le une delle altre. In altre parole, se esiste una vocazione dell’intero corpo ecclesiale che è la missione di annunciare il Vangelo e portare a tutte le genti la Salvezza che viene dal Signore, se esiste la vocazione personale di ciascuno dei suoi membri che rende carne e fa prendere corpo alla chiamata universale della Chiesa stessa, esiste anche una parola che risuona nel reciproco e complementare annuncio tra le forme della vocazione, a servizio di tutti coloro che lo vogliono ascoltare.

Le vocazioni nella Chiesa, infatti – la vita consacrata, il ministero ordinato, il matrimonio e il laicato vissuto a servizio del Vangelo – non demarcano territori esclusivi ma sottolineano aspetti complementari dell’unica vita cristiana che è la vita di Cristo donata per il mondo (cf. Gv 6,51). Cristo, infatti, è forse diviso? (cf. 1Cor 1,13). «L’intima vocazione della Chiesa» (Lumen gentium, 51) e la sua opera a servizio del mondo non si realizza attraverso una distinzione di compiti ma ciascuna vocazione, occupandosi di un aspetto particolare della vita cristiana senza tralasciare l’insieme, ne richiama l’importanza e la bellezza alle altre vocazioni e porta un annuncio di salvezza ad ogni uomo, come in un meraviglioso poliedro.

La vita consacrata, ad esempio, che fa della professione dei consigli evangelici il nodo portante che dà forma alla vita, ne annuncia la ricchezza per la vita di ciascuno: castità, povertà e obbedienza, infatti, sono il modo di vivere di Cristo, riguardano ciascun battezzato e sono annuncio di vita piena per ogni uomo (cf. Gaudium et spes, 22). L’amore sponsale che riguarda in maniera specifica la particolare vocazione matrimoniale annuncia alla vita dei celibi la gioiosa e drammatica concretezza dell’amore che dona la vita nel concreto della storia, orienta ad una fedeltà che è chiamata ad attraversare la buona e la cattiva sorte in tutti i giorni della vita e annuncia ai celibi l’esigenza di un amore concreto, che si realizza nei fatti più che nelle parole. Viceversa, la coppia riceve dal celibe l’annuncio riguardo la destinazione ultima della vita, la possibilità di affidare a Dio il frutto dei propri gesti e invita a mantenere ampio l’orizzonte dell’amore. La vita missionaria marca in maniera insistente la spinta intrinseca della Parola ad essere lasciata correre fino agli estremi confini della terra perché anche i confini più ristretti della propria casa, del proprio ambiente lavorativo, della propria quotidiana realtà possano essere riconosciuti come terreno nel quale disperdere il seme buono di Dio che attecchisce nel dialogo feriale, da persona a persona (cf. Evangelii gaudium, 169). C’è un inter-esse (qualcosa di importante, che mi preme, che conta: letteralmente ‘ciò che si trova nel mezzo’)reciproco tra le vocazioni, ancora tutto da riconoscere e da osservare attentamente per imparare ad ascoltarne il racconto, la narrazione di quel meraviglioso poliedro che la vita dello Spirito intende continuare a tessere lungo i tempi della storia e della Chiesa. Di questa conoscenza e di questo dialogo reciproci suggeriamo di occuparci nel prossimo anno pastorale; «perché la comunione della Chiesa possa essere vissuta in modo più pieno [infatti] occorre valorizzare la varietà dei carismi e delle vocazioni che convergono sempre più verso l’unità e la possono arricchire» (Giovanni Paolo II, Ecclesia in Europa, Esortazione apostolica post-sinodale, 28 giugno 2003). «Questo è il mistero della Chiesa: nella convivialità delle differenze, essa è segno e strumento di ciò a cui l’intera umanità è chiamata. Per questo la Chiesa deve diventare sempre più sinodale: capace di camminare unita nell’armonia delle diversità, in cui tutti hanno un loro apporto da dare e possono partecipare attivamente» (Francesco, Messaggio per la 59a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, Roma 8 maggio 2022).

Ministeri istituiti: un servizio aperto ai laici in forza del Battesimo.

Con la lettera in forma di motu proprioSpiritus Domini” Papa Francesco ha disposto l’estensione del Ministero del Lettorato e dell’Accolitato alle donne: Sua Santità ha evidenziato che questi ministeri laicali sono basati sul Sacramento del Battesimo e che, pertanto, possono essere affidati con pari dignità a tutti i battezzati che risultino idonei, senza distinzione di sesso.
La Diocesi di Palermo ha dato attuazione a questa decisione di Papa Francesco e sabato 4 giugno 2022 sono stata una delle prime donne a ricevere dall’Arcivescovo Metropolita di Palermo Mons. Corrado Lorefice il ministero dell’Accolitato.
L’Accolito, dalla parola greca akoluthos, è colui che segue, che aiuta il Diacono ed il Sacerdote nel servizio all’Altare durante le Celebrazioni Liturgiche.
Nel corso del rito di istituzione ero emozionatissima e, ascoltando l’omelia dell’Arcivescovo che sottolineava che i ministeri istituiti non sono una onorificenza, ma sono servizio e disponibilità, ho ripercorso mentalmente il cammino che mi ha portato a ricevere l’accolitato.
La mia è una famiglia “normale”: io, mio marito e mia figlia siamo tutti avvocati. Abbiamo studiato presso istituti religiosi (Ancelle del Sacro Cuore di Gesù io, Gesuiti dell’Istituto Gonzaga mio marito e mia figlia) e siamo sempre stati osservanti e praticanti, ma sino ad una quindicina di anni fa il nostro impegno si limitava al sostegno delle attività caritative della nostra Parrocchia di S. Espedito a Palermo.
La svolta è avvenuta quando il nuovo Parroco, Don Piero Magro, mi chiese di aiutarlo nella preparazione dei bambini per la Prima Comunione e, quasi contemporaneamente, alcuni amici proposero a mio marito, Roberto Tristano, di diventare Socio del Serra Club di Palermo.
Da allora il nostro impegno è aumentato costantemente perché è proprio vero che il Signore ci parla e ci viene incontro, sempre, e che basta mettersi in ascolto per capire qual’è la strada che ci chiama a percorrere.
Negli anni successivi ho frequentato il corso triennale organizzato dalla “Scuola Teologica di Base San Luca Evangelista dell’Arcidiocesi di Palermo” e diversi corsi di approfondimento teologico e poi, dopo uno specifico corso, ho ricevuto dall’Arcivescovo il mandato di Ministro Straordinario della Comunione che mi ha dato la grande opportunità di avvicinarmi ai malati ed agli anziani per portare l’Eucarestia.
Intanto cercavo pure di seguire mio marito che, innamorandosi sempre di più del servizio serrano, si impegnava progressivamente, da Presidente del Serra Club di Palermo e da Consigliere della Fondazione Serra, nel promuovere e sostenere le vocazioni religiose e nel venire incontro concretamente e con spirito di amicizia alle esigenze dei Seminaristi e dei Sacerdoti.
Nel frattempo mio marito è andato in pensione ed io ho progressivamente trasferito a mia figlia l’attività legale e così abbiamo trovato ancora più tempo per dedicarci con maggiore impegno anche alle attività caritative ed assistenziali dell’Ordine di Malta aiutando i bisognosi ed accompagnando i malati nei pellegrinaggi a Lourdes ed a Loreto.
Sono stati anni molto intensi: ho seguito un percorso progressivo di studio e di servizio che, con il sostegno della mia famiglia, ho affrontato ispirandomi alle parole di Santa Teresa di Calcutta che diceva di essere una matita nelle mani di Gesù: nel mio piccolo e con tutti i miei limiti ho cercato di mettermi in ascolto della parola di Dio e di capire e fare quello che voleva da me.
E finalmente, dopo l’anno di preparazione a cura della Scuola per i Ministeri Istituiti dell’Arcidiocesi di Palermo, il culmine di questo percorso è stato il Ministero dell’Accolitato. Un ministero che, attraverso il servizio all’altare dove il Sacerdote fa memoriale del supremo atto di amore di Gesù, non può che accrescere e rafforzare la consapevolezza che bisogna essere testimoni e strumenti di Cristo a servizio della Chiesa e della comunità.

Rosellina Criscuoli Tristano

Il Club di Pomposa festeggia i 30 anni dalla fondazione

Il Serra Club di Pomposa, in occasione del 30° anniversario della sua fondazione, ha il piacere di condividere, con tutti i serrani d’Italia e della Svizzera italiana, una breve pubblicazione con la storia del Club.


30 Anni del Serra Club di Pomposa

SERRA ITALIA: IL CARD. STELLA È IL NUOVO CONSULENTE EPISCOPALE

Nel corso dell’ultimo CNIS di Assisi, è stata resa nota la nomina di Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Beniamino Stella a Consulente Episcopale di Serra International Italia. Succede così a S.E. Mons. Jorge Carlos Patrón Wong, trasferito alla sede metropolitana di Jalapa in Messico.

La nomina, dopo l’accettazione del Porporato, è stata ufficializzata dalla Presidente Nazionale, Paola Poli, ed è stata accolta con viva gioia da parte di tutto il Serra là radunato, che non ha mancato di far sentire il proprio affetto con un entusiastico applauso. A nome di tutti, poi, la Presidente Poli gli ha indirizzato la sua gratitudine e la sua riconoscenza per quanto ha già fatto e si prodigherà nel futuro.

Il Card. Stella, fino all’11 giugno 2021 prefetto della Congregazione per il clero, ha da sempre creduto e sostenuto l’azione a favore delle vocazioni promossa dal Serra. Anche nel suo indirizzo di saluto ha voluto sottolineare: «Vorrei che ciascuno di noi assumesse davanti al Signore la missione spirituale di accompagnare un Sacerdote nel cammino quotidiano del ministero sacerdotale, implorandone la perseveranza, e con essa il dono della gioia che il Signore riserva ai suoi servi fedeli». «Da parte mia – ha chiosato il Porporato – assicuro a tutti i soci la mia preghiera affinché insieme possiamo assolvere la missione che il Signore della messe, attraverso la Chiesa, ci ha affidato. Essere Serrani è una vocazione di cui dobbiamo essere ogni giorno grati al Signore. Sentiamola come un dono dello Spirito Santo e un singolare suo privilegio di grazia».

San Junipero Serra lo accompagni nel suo ministero e interceda nel suo operato.

Serra Italia: al CNIS di Assisi, il card. Bassetti e fra Gelmi intervengono su “pace e perdono”

Si è svolto presso la Domus Pacis di Assisi, dal 3 al 5 giugno scorso, l’ultimo Consiglio Nazionale del Serra International Italia. I lavori del CNIS, coordinati dalla Presidente nazionale Paola Poli, hanno condotto, tra gli altri, alla elezione del Presidente eletto, Giuliano Faralli, che entrerà in carica per un biennio dal 1 luglio 2023.

Nel corso della tregiorni non sono mancati momenti di formazione e di spiritualità. Incontro focale è stato quello che ha visto la relazione di Sua Eminenza il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve ed ultimo presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Con lui, anche fra Emanuele Gelmi ofm, vicario parrocchiale della Basilica assisana di Santa Maria degli Angeli.

Il tema scelto dalla Presidente Poli per la tavola rotonda è stato quello previsto per il prossimo anno sociale 2022-2023: “Col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra (Col 1,20). Il perdono e la pace a partire dal cuore dell’uomo”. A fare da sfondo un’immagine focale: la bellissima “Croce dell’Apocalisse”, famosa opera dell’artista aquilano Franco Angelosante.

Pace e perdono, dunque. Per giunta in un contesto del tutto significativo: l’Assisi di san Francesco.

Sul primo termine si è soffermato il card. Bassetti, offrendo spunti di riflessione sulla settima beatitudine matteana: “Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”. “La pace inaugurata dall’ebraismo e dalla Bibbia, quella che viene da Dio – ha dichiarato Bassetti –, non è la pax romana, né quella cantata dalla letteratura. Non è neppure quella del ‘quieto vivere’ o della semplice ‘assenza di guerra’, quanto quella del ‘fare la pace’: la pace va fatta, costruita, edificata”. “Essere operatori di pace – ha chiosato il porporato – significa applicare quella beatitudine della shalom ebraica, sempre aperti alla reciprocità e alla relazionalità, pronti a ricostruire la pace in ogni contesto: così come hanno fatto due grandi testimoni, Francesco di Assisi e Tonino Bello”.

“Ad Assisi – luogo del ‘Grande Perdono’ – il Poverello è stato l’uomo che è riuscito ad incarnare la pace vera nel perdono”: così fra Gelmi, nel suo intervento. “Attraverso la sua vita, Francesco ha dato testimonianza della pace come prossimità: si tratta di qualcosa da costruire e da testimoniare attraverso il perdono ai fratelli, così come ha fatto ha fatto Cristo Signore sulla Croce”.

Col Suo sangue, infatti, ha pacificato “il cielo e la terra” (Col 1,20).

 

Piergiorgio Aquilino

Giuliano Faralli è il nuovo Presidente eletto

Durante i lavori del CNIS di Assisi, sabato 4 giugno 2022, l’Assemblea dei Delegati ha provveduto alla nomina del Presidente eletto di Serra Italia, nella persona di Giuliano Faralli, attuale Vicepresidente alle estensioni.

Dopo lo spoglio delle schede, Giuliano Faralli, affiancato dalla presidente, Paola Poli, dal Past Presidente, Enrico Mori, e dal segretario nazionale Luigi Ferro (in collegamento online), ha tenuto un primo breve discorso all’Assemblea, ringraziando i presenti.