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La Cerimonia di Premiazione del Concorso Scolastico Nazionale

Sabato 28 maggio 2022, dalla Casa di Spiritualità Sant’Anna di Matera  e’ stato trasmesso l’appuntamento con la  XVII edizione del Concorso scolastico nazionale del Serra Club Italia  in collegamento  on line, presieduto dalla presidente  nazionale del Serra Club Italia  Paola Poli. Ha moderato   l’evento  la coordinatrice nazionale del concorso scolastico Margherita Lopergolo .

Sono intervenuti Sua Eccellenza monsignor Antonio Caiazzo , Salvatore Milanese presidente del Serra  club di Matera, don Francesco Gallipoli cappellano del Serra club di Matera e la governatrice del Distretto 73 di Puglia e Basilicata Filly Franchino.

Il Serra club Italia bandisce il concorso scolastico  da ben 17 anni  per stimolare i giovani a riflettere e a discutere sui valori importanti dell’uomo e della società e per promuovere la cultura della vita intesa come vocazione al servizio.

Il tema del concorso proposto quest’anno e’ ‘La Cura’: ‘ Prendersi  cura di se  stessi e  degli altri per un mondo migliore’.

Gli elaborati presentati al concorso e valutati dalla commissione composta  da Piergiorgio aquilino , Lucrezia Carlucci, Elena Muraco, Daniela Musumeci, Vera Pulvirenti costituiscono uno spaccato interessante che mette in luce le dinamiche relazionali dei giovani, la loro affettività, il loro pensiero sui modelli educativi ed in particolare quello scolastico, la condizione della famiglia contemporanea e le difficoltà dipendenti da questo momento storico .  Tante le riflessioni dei ragazzi e le idee per rendere possibile il sogno di tutti, ovvero un mondo in cui siano rispettati gli uomini e le cose, l’ambiente, la Terra che ci ospita, le nostre case, le persone a noi più vicine, ma, anche, chi viene da lontano a causa della guerra, della poverta’, come ha affermato il vescovo di Matera monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo .

Per migliorare il mondo  è necessario rispondere all’appello che ci viene dalla sofferenza, dalla solitudine, dalla povertà, dalla malattia.  Il nostro compito è quello di aiutare il prossimo e prendercene cura riconoscendo  la sua necessità di conforto e la sua sollecitazione della nostra capacità di tradurre concretamente l’idea universale di amore in azione affinché nessuno resti mai solo.

I 20 club  che hanno partecipato , con più di 4000  alunni  della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, dal Nord al Sud, dalle grandi città o dai piccoli paesi, attraverso un ‘ laboratorio della cura’ , come lo ha definito Don Francesco Gallipoli, cappellano del Serra club di Matera , hanno evidenziato una caratteristica che li accomuna tutti : la grande qualità del lavoro, il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi nel percorso progettuale, dalla fase di formazione  alla realizzazione del prodotto finale, la voglia e la curiosità di inventare dei docenti .  La presidente del Serra Club Italia Paola Poli si e’ detta soddisfatta del risultato del  concorso scolastico che  è risultato, ancora una volta,  la prova di una grande ricchezza  , quella custodita  nell’unicità di ogni individuo , fatto di spirito e corpo, intelligenza, sensibilità, senso estetico, responsabilità personale e valori spirituali.

Il collegamento con le scuole di  tutta Italia e con i club che hanno partecipato al concorso e’ stato un momento molto intenso che ha emozionato tutti e ha reso tutti uniti  in un unico pensiero: la cura come unica salvezza e speranza , come ha affermato la governatrice distretto 73 di Puglia e Basilicata Filly Franchino.

Il significato dell’impegno dei Serrani nella ‘cura’ del concorso scolastico, il cui tema  è dato al fatto di essere convinti che l’entusiasmo che abbiamo respirato,  anche quest’anno , contribuisca ad arricchire la  missione  di sostegno alle vocazioni , ovvero alla situazione antropologica fondamentale per cui l’uomo è chiamato a vivere una vita fatta di donazione di sé.

 

Classifica vincitori

 

SCUOLA PRIMARIA

PRIMO CLASSIFICATO

ISTITUTO COMPRENSIVO ‘G.SEMERIA’

CLASSI I A e II A PLESSO ‘A. MANZI ‘

MATERA

 

SECONDO CLASSIFICATO

ISTITUTO COMPRENSIVO ‘RIZZICONI’

CLASSE 5 B

OPPIDO PALMI   RG

 

TERZO CLASSIFICATO

CLASSE III A

ISTITUTO COMPRENSIVO ‘ G. MAZZINI’ PILE

L’AQUILA

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

 

PRIMO CLASSIFICATO

ANTONIO TANCREDI CADILI

CONVITTO NAZIONALE ‘G. FALCONE’

CLASSE IA

PALERMO

 

SECONDA CLASSIFICATA

MEZZETTI IRMA

ISTITUTO COMPRENSIVO POGGIBONSI

CLASSE IB

SIENA

 

TERZO CLASSIFICATO

FRANCESCO ATTANASIO

ISTITUTO COMPRENSIVO PARITARIO ‘G.MERLINI’

CLASSE 2A

VITERBO

 

SECONDARIA DI SECONDO GRADO

 

PRIMA CLASSIFICATA

PLATI LETIZIA

LICEO SCIENZE APPLICATE I.I.S.

CLASSE 3D

BERNALDA- MATERA

 

SECONDA CLASSIFICATA

DURANTE FEDERICA

CLASSE 3C

LICEO SCIENTIFICO ‘DECARLO GIULIANO’

AVERSA

 

TERZA CLASSIFICATA

ANNAZOE LACAVA

LICEO CLASSICO ’ BONGHI- ROSMINI’

LUCERA

II Contest Fotografico Nazionale: la speranza nella bellezza. I vincitori

In tempi di crisi la speranza non deve mai mancare, ma non deve essere un facile ottimismo: la bellezza e la gratuità del creato la rendono concreta. La contemplazione ci rende sensibili e senza parole. Profondamente consci che stiamo vivendo un attimo di spiritualità difronte alla realtà di ciò che è stato creato per bello o brutto che sia. Si, certo, perché il brutto non è messo per caso, ma ci fa capire che potrà cambiare, potrà diventare il bello davanti al quale i nostri semplici occhi si sono caricati di fiducia. Fiducia anche in noi stessi, nelle nostre forze interiori che ci aiutano a capire quale coraggio occorra per conservare Quello che abbiamo avuto in dono e ci circonda: la natura e i sentimenti. Infatti, la speranza nel creato è rivolgersi a Lui con gratitudine…..senza parole!

Il tema, La ricchezza delle parole non dette. Contemplare la bellezza del creato è gratuito, ha suscitato una varietà di contributi, sia tra gli Under 21 (65 foto pervenute) sia tra gli Over 21 (76 foto pervenute), le due categorie entro le quali si sono svolte le selezioni. Le foto sono state inviate da partecipanti che hanno indicato le seguenti città:

Acerra (NA), Acireale (CT), Albenga (SV), Aliano (MT), Altamura (BA), Arezzo, Aversa (CE), Bari, Bernalda (MT), Bologna, Bolzano, Campoformido (UD), Ceriale (SV), Cerignola (FG), Cilavegna (PV), Foggia, Genova, Giarre (CT), Gorizia, Grumo Nevano (NA), L’Aquila,  Lignano Sabbiadoro (UD), Livorno, Lucera (FG), Matera, Malo (VI), Montescaglioso (MT), Napoli, Oppido Mamertina (RC), Padova, Palermo, Pietramontecorvino (FG), Pisa, Policoro (MT), Pontremoli (MS), Potenza,  Prato (FI), Roma, Reggio Calabria, Sacile (PN), San Miniato (PI), San Paolo di Civitate (FG), Sanremo (IM), Sciacca (AG), Scillichenti (CT), Torreglia (PD), Torremaggiore (FG), Trieste, Viterbo, Udine, Venezia, Vigevano (PV), Zafferana Etnea (CT).

Sono inoltre pervenute fotografie dalla Residenza Universitaria Monterone di Napoli,  dai Seminari di Pozzuoli,  di Potenza e di Napoli. Dagli USA sono pervenute foto da Saint Louis, città del Missouri,  e da  Little Bay Durham situata nel New Hamshire, mentre dalla Francia sono pervenute  dalla città di  Caluire situata nella metropoli di Lione. Si tratta di amici che sono in contatto con i club italiani ed in particolare con quelli pugliesi. Dalla Francia è stata rappresentata l’immagine di una ragazza della popolazione Bishnoi, comunità che si trova ai confini con il Pakistan  e che è considerata come i pionieri dei moderni ecologisti. Dagli USA sono pervenute più foto che hanno rappresentato la grande scultura di un cervo, la neve che dipinge una baia ed il sentiero di una chiesa. Una foto proveniente dall’Italia rappresenta il Nepal.

La giuria, composta da Maria Lo Presti (Sicilia), Gabriella Mase (Liguria) e Giuseppe Miccoli (Emilia Romagna), ha scelto le immagini senza sapere a quale partecipante  appartenessero né da quale città o regione provenissero. E difatti gli organizzatori hanno fornito ai giudici solo ed esclusivamente le fotografie con le didascalie senza le schede di partecipazione. Così si è pronunciata: ”..un plauso va a tutti i concorrenti che hanno espresso grande sensibilità, ed hanno posto in difficoltà la Commissione che ha dovuto fare la selezione.

La Commissione ha lavorato in grande concordia ed alla fine ha selezionato le due foto.

Per la categoria Under 21 è stata scelta la foto inviata da Aisha Castria (23/06/2009) nata a  Castellaneta (TA) e che  ha partecipato per il Club di Matera, città nella quale vive. La foto centra perfettamente quanto proposto dal tema del concorso con uno sguardo al creato. Viene scelta una prospettiva: i fiori di mandorlo come occhi che fanno guardare alla bellezza di un tramonto. Emerge l’aspetto contemplativo.

Per la categoria Over 21 è stata scelta la foto inviata da Rosa Maria Buda (17/08/1959) di Oppido Mamertina (RC) che ha partecipato per il Club di Oppido Mamertina-Palmi. La foto, in un gioco di buio e luce, riflette un momento che apre alla preghiera: una preghiera che continua dall’aula di culto all’ambiente circostante, che rimanda all’opera del creato, e al Creatore”………..Le vincitrici, oltre ad aver convinto per le foto particolarmente aderenti alla tematica proposta, sembrano, secondo i dati poi raccolti, essere meritevoli anche dal punto di vista umano. La over, particolarmente impegnata in campo associativo e parrocchiale, aperta a nuove esperienze, ha saputo trasportare un frammento di vita, attraverso il suo afflato artistico, in una foto davvero entusiasmante. La under coglie la bellezza del tramonto visto attraverso i fiori del mandorlo e ci trasmette tutta la sua emozione  pronunciando le parole:  “Osservando il creato mi sento fortunata”….

La concorrente più giovane d’Italia è nata il 3 maggio 2011 ed ha quindi 12 anni. Si chiama Sofia ed ha inviato due foto: in una ha rappresentato il suo Parroco: “il sorriso del mio parroco è una benedizione che viene da Dio”, nell’altra ha rappresentato una bimba che bacia la pancia della mamma in attesa del fratellino che dovrà nascere.  Segue Giuseppe nato il 26 luglio 2010 che ha rappresentato, con la sua foto, l’unione tra il cielo e il mare, due mondi molto lontani che abbracciandosi si fondono.  Il concorrente più over è nato il 7.10.1940. Si chiama Paolo ed ha rappresentato la natura che ci invita a guardare oltre.

In ordine cronologico, i Club partecipanti sono stati Livorno, Lucera, Prato, Oppido-Mamertina, Napoli, Venezia, Reggio Calabria, Viterbo, Pisa, Prato, Udine, Sanremo, Matera, Potenza, Genova, Aversa, Albenga, Bologna, Palermo, San Miniato, Vigevano-Lomellina,  Acireale, Genova Nervi, Cerignola, Pontremoli, Roma, Genova 184, L’Aquila, Altamura, Arezzo.

La premiazione si terrà on line  da Assisi che si collegherà con le città di Matera e di  Oppido il 4 giugno alle 12.30.

In copertina foto vincitrice settore under

 

Qui di lato foto vincitrice settore over

 

 

Il Card. Zuppi è il nuovo presidente della CEI

Il cardinale Zuppi con papa Francesco in una foto d’archivio – Osservatore Romano

 

Ieri papa Francesco ha nominato il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A dare l’annuncio ai vescovi è stato il cardinale Gualtiero Bassetti che ha dato lettura della comunicazione del Santo Padre, avvenuta sulla base del voto espresso dai vescovi durante l’Assemblea Generale della CEI.

Per maggiori dettagli, vi invitiamo a leggere l’articolo dell’Avvenire (clicca qui).

Il cardinale Bassetti legge la nomina di Matteo Maria Zuppi a presidente della Cei
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Il cardinale Bassetti legge la nomina di Matteo Maria Zuppi a presidente della Cei

I Vincitori del Concorso Scolastico Nazionale: il 28 Maggio la Premiazione

La partecipazione delle scuole alla XVII edizione del Concorso Scolastico del Serra Club è risultata estremamente significativa ed è stata un’occasione veramente straordinaria di vedere le idee prendere forma e trasformarsi in suggestioni. E quello che è stato più significativo è stato il poter aver prova di una ricchezza fatta fantasia , creatività, innovazione che non hanno né latitudine né longitudine. I 20 clubs che hanno partecipato , con più di 2000 alunni della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, dal Nord al Sud, dalle grandi città o dai piccoli paesi, hanno evidenziato una caratteristica che li accomuna tutti : la grande qualità del lavoro, il coinvolgimento dei bambini e dei ragazzi nel percorso progettuale, dalla fase di formazione alla realizzazione del prodotto finale, la voglia e la curiosità di inventare dei docenti . Il concorso scolastico è risultato, ancora una volta, la prova di una grande ricchezza , quella custodita nell’unicità di ogni individuo , fatto di spirito e corpo, intelligenza, sensibilità, senso estetico, responsabilità personale e valori spirituali. Il significato dell’impegno dei Serrani nella ‘cura’ del concorso scolastico, il cui tema è ‘ Prendersi cura di se stessi e degli altri per un mondo migliore’, è dato al fatto di essere convinti che l’entusiasmo che abbiamo respirato, anche quest’anno , contribuisca ad arricchire la missione di sostegno alle vocazioni , ovvero alla situazione antropologica fondamentale per cui l’uomo è chiamato a vivere una vita fatta di donazione di sé. . Siempre adelante.

 

 

 

SI RIPORTA DI SEGUITO LA CLASSIFICA DEI VINCITORI DEL CONCORSO SCOLASTICO NAZIONALE

SCUOLA PRIMARIA
PRIMO CLASSIFICATO
ISTITUTO COMPRENSIVO ‘G.SEMERIA’
CLASSI I A e II A PLESSO ‘A. MANZI ‘
MATERA

SECONDO CLASSIFICATO
ISTITUTO COMPRENSIVO ‘RIZZICONI’
CLASSE 5 C
OPPIDO PALMI

TERZO CLASSIFICATO
CLASSE III A
ISTITUTO COMPRENSIVO ‘ G. MAZZINI’
L’AQUILA

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

PRIMO CLASSIFICATO
ANTONIO TANCREDI CADILI
CONVITTO NAZIONALE ‘G. FALCONE’
CLASSE IA
PALERMO

SECONDA CLASSIFICATA
MEZZETTI IRMA
ISTITUTO COMPRENSIVO POGGIBONSI
CLASSE IB
SIENA

TERZO CLASSIFICATO
FRANCESCO ATTANASIO
ISTITUTO COMPRENSIVO PARITARIO ‘G.MERLINI’
CLASSE 2A
VITERBO

SECONDARIA DI SECONDO GRADO:
PRIMA CLASSIFICATA
PLATI LETIZIA
LICEO SCIENZE APPLICATE I.I.S.
CLASSE 3D
BERNALDA- MATERA

SECONDA CLASSIFICATA
DURANTE FEDERICA
CLASSE 3C
LICEO SCIENTIFICO ‘DECARLO GIULIANO’
AVERSA

TERZA CLASSIFICATA
ANNAZOE LACAVA
LICEO CLASSICO ’ BONGHI- ROSMINI’                                                                                                                                                                  LUCERA 

Si è  deciso per la premiazione in modalità on line allo scopo di consentire una partecipazione più allargata di intere classi, genitori e insegnanti che vorranno partecipare, ma anche per evitare disagi di spostamenti in tempo di pandemia.

Lì 18/05/2022

IL PRESIDENTE DEL CONCORSO SCOLASTICO NAZIONALE
MARGHERITA LOPERGOLO

Il Seminario di Oppido Mamertina-Palmi si racconta.

Il Concilio di Trento (1545-1563), nel contesto della sua imponente opera di riforma, impose l’erezione dei Seminari per la preparazione dei chierici che, fino a quel momento, venivano avviati al Sacerdozio con metodi ambigui e poco efficaci, differenti da luogo a luogo.
In Oppido il Seminario sorse molto tardi.
Le ricerche scrupolose e i calcoli eruditi di don Santo Rullo hanno permesso di situare, con sicurezza, la fondazione del Pio Istituto nell’anno 1701, ad opera del Vescovo Bisanzio Fili (1698-1707). Questo primo edificio si presentava, però, piccolo, angusto, carente di adeguate strutture e semplice negli indirizzi disciplinari. Attigua al fabbricato, sorgeva la piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione che fungeva da Cappella.
Fu il Vescovo Giuseppe Maria Perrimezzi (1714-1734) a dare al nuovo Istituto un’efficace impostazione metodica, scolastica e disciplinare. Già Correttore Provinciale dell’Ordine dei Minimi, biografo di San Francesco di Paola ed illustre predicatore, il presule paolano restaurò l’edificio e dettò un’articolata serie di regole di comportamento che favorirono l’incremento degli studi e della pietà.
Il famoso e terribile terremoto del 5 febbraio 1783, distrusse, insieme all’intera città, il Seminario di Oppido che fu ricostruito, nove anni dopo, dal dinamico Vescovo Mons. Alessandro Tommasini (1792-1818) nella nuova città, sorta a pochi chilometri dalla precedente. Durante il Decennio Francese (1806-1815), l’edificio del Seminario fu trasformato in quartier generale delle truppe francesi. Sarà il catanzarese Mons. Ignazio Greco (1819-1822) a porre rimedio ai disastri causati dal ciclone napoleonico attraverso un generoso impegno portato avanti anche dal suo successore Mons. Francesco Maria Coppola (1822-1851). Questo Vescovo introdusse, tra le discipline del Seminario, lo studio della natura; Mons. Michele Maria Caputo (1852-1858) impose l’apprendimento delle lingue francese ed inglese; il Vescovo Giuseppe Teta (1859-1875) prescrisse la Sacra Liturgia e la Calligrafia.
L’epoca di Mons. Antonio Maria Curcio (1875-1898) sarà ricordata come l’età aurea del Seminario oppidese che si dotò, in quel periodo, di un Osservatorio Meteorologico e di un Gabinetto di Fisica, configurandosi come una fucina di cultura umanistica e scientifica, unica nella Piana, sotto la guida di prestigiosi docenti.
Mons. Antonio Galati (1920-1927) ebbe la gioia di ricevere una autorevole conferma dell’ottima preparazione dei suoi Seminaristi dal Visitatore Apostolico Alfredo Ildefonso Schuster, poi Cardinale Arcivescovo di Milano e Beato, che fu accolto in Seminario con espressioni augurali in lingua greca.
Sarà il giovane Vescovo Mons. Nicola Canino (1937-1951) a portare a pieno compimento l’opera dei suoi predecessori, costruendo una nuova ala e portando la capacità ricettiva dell’edificio a oltre sessanta alunni. Fu questo presule a decorare, con gli affreschi del pittore calabrese Diego Grillo, la Cappella (consacrata il 1 aprile 1951), il Seminario, la Sala delle Udienze, l’Episcopio, il salone attiguo alla Cattedrale e la Cattedrale stessa. Mons. Canino, che preferì risiedere in Seminario piuttosto che in Episcopio, offrì all’Istituto la parte migliore di sé stesso con settimanali colloqui spirituali e frequenti lezioni di canto gregoriano.
Il Vescovo Mons. Maurizio Raspini (1953-1965) completò l’ammodernamento delle strutture, promosse l’Opera delle Vocazioni Ecclesiastiche e predispose un nuovo Regolamento.
Dopo le alterne vicende vissute negli anni 1968-1978 e la chiusura negli anni 1978-1980, il Seminario oppidese si è avviato verso la sua storia attuale ad opera di Mons. Benigno Luigi Papa (1981-1990) e dei suoi successori.
Oggi il Seminario gestisce anche il Liceo Ginnasio “San Paolo”, continuando il suo secolare impegno culturale e la sua azione vocazionale, spirituale e formativa. Il Liceo è stato promosso per due anni di seguito dalla “Fondazione Agnelli” come “Miglior Liceo Classico della Calabria”. Dal 2019 il Liceo è stato Gemellato con la Provincia Italia della Società “San Paolo” fondata dal Beato Giacomo Alberione.
Il 31 luglio scorso in Seminario si è ufficialmente formalizzata la costituzione del Serra Club Oppido Mamertina – Palmi, Associazione laicale a servizio delle Vocazioni che sta già portando enorme supporto umano, spirituale ed economico al Pio Istituto.

Don Giancarlo Musicò
Rettore Seminario Diocesano di Oppido Mamertina

Condividiamo il video di presentazione del Seminario Vescovile della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, realizzato dall’Associazione Culturale “Al passo coi tempi” e trasmesso dall’emittente locale Gemma TV.

Santa Pasqua 2022. Gli auguri della Presidente.

Amiche e amici Serrani carissimi,

ci apprestiamo a vivere il mistero centrale della storia della salvezza che nella morte e risurrezione di Cristo inaugura la pienezza dei tempi e il trionfo della luce sulle tenebre.

Oggi più che mai, nel momento storico che stiamo vivendo, ci sentiamo prostrati dalla pandemia e dall’incubo minaccioso di un conflitto del quale ancora non conosciamo le proporzioni.

Schiacciati dalla drammatica evidenza di morte, di dolore, di distruzione che la guerra sta infliggendo, ci apprestiamo a celebrare il memoriale della passione e morte di Cristo come umanità ferita e pellegrina sulla stessa via del dolore perché il Signore Gesù ha fatto suo il nostro percorso accidentato, le nostre cadute, i soprusi, i tradimenti, le violenze sugli innocenti!

Non possiamo fingere di non vedere coloro che cadono nella polvere accanto a noi, né distogliere lo sguardo per non riconoscervi Gesù, il suo corpo piegato sotto il peso della croce.

La sofferenza prepotentemente ci interpella e spesso ci paralizza nelle nostre paure, ci spaventa.

Scrive Alda Merini:
Gesù,
forse è per paura delle tue immonde spine
ch’io non ti credo,
per quel dorso chino sotto la croce
ch’io non voglio imitarti.
Forse, come fece San Pietro,
io ti rinnego per paura del pianto.
Però io ti percorro ad ogni ora
e sono lì in un angolo di strada
e aspetto che tu passi.
E ho un fazzoletto, amore,
che nessuno ha mai toccato,
per tergerti la faccia.
(Alda merini, da Corpo d’amore, Un incontro con Gesù).

È l’amore che ci unisce a Dio, sorgente di comunione tra gli uomini!

Auguro a tutti, alla luce gioiosa della Pasqua, di camminare nella fede e di essere rigenerati nella speranza e nella gioia.

Che la pace del Signore risorto accompagni il nostro cammino e si irradi sull’umanità intera!

Paola Poli

L’Aquila, 13 aprile 2022

Giovedì Santo, memoria dell’istituzione del sacerdozio e dell’eucarestia. Gli auguri ai Serrani di Don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio Nazionale Vocazioni

Cari amici e care amiche serrani,
nel giorno in cui facciamo memoria dell’istituzione del sacerdozio e dell’eucarestia, un ricordo caro nella preghiera per ciascuno di voi. «Non si può vivere la Pasqua – insegna Papa Francesco – senza entrare nel Mistero. Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere e leggere […]. Entrare nel mistero significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla» (Francesco, Veglia pasquale, 2015). Grato al Signore per il vostro contributo e la vostra passione a servizio delle vocazioni e in particolare quelle sacerdotali, mi unisco alla vostra preghiera perché nella luce della Pasqua molti scelgano, come presbiteri, di servire il Signore nei loro fratelli. La gioia del Risorto inondi la vita di ciascuno di voi e possiate godere la consolazione dello Spirito.
Buona Pasqua!
don Michele

Assisi 3-5 Giugno 2022: Incontro Nazionale del Serra Club

CNIS, Assemblea e Pellegrinaggio

Si terrà dal 3 al 5 Giugno, nella città di San Francesco, l’incontro Nazionale del Serra Italia.

Prevalentemente incentrato sui lavori del Consiglio Nazionale e dell’Assemblea dei Delegati dei Club, l’incontro è aperto a tutti i serrani, con previsione di escursioni per i non interessati ai lavori e momenti di fraternizzazione e riflessione comune.

In allegato vi è la Comunicazione della Presidente Paola Poli, il programma e la scheda di prenotazione.

Clicca per leggere la Comunicazione della Presidente Paola Poli

 Clicca per leggere  il  Programma Assisi

Scheda di prenotazione

 

 

 

La XVII edizione del Congresso Eucaristico a Matera : ‘torniamo al gusto del pane’

È ormai ufficiale il passaggio del testimone dalla città di Genova, sede nel 2016 dell’ultimo Congresso eucaristico nazionale (Cen), alla città dei Sassi, Matera,  che ospiterà la XXVII edizione dal 22 al 25 settembre.

L’evento  richiamerà in autunno 1500 rappresentanti di tutte le diocesi italiane, oltre a centinaia di pellegrini che potranno partecipare alle manifestazioni pubbliche in programma e incontrare il Papa che ha confermato la sua presenza.

Ma che senso ha celebrare un Congresso eucaristico in questo tempo segnato da una progressiva irrilevanza pubblica della fede, nel contesto di una cultura pluralistica e secolarizzata, cui si aggiunge l’emergenza sanitaria e pandemica e l’orrore di una guerra fratricida che sta facendo tremare l’intera umanità? Sono queste le domande sollevate da don Gianluca Bellusci, direttore dell’Istituto teologico di Basilicata, nella relazione centrale della tre giorni materana, svoltasi nella Casa di Spiritualità  Sant’Anna, alla presenza dell’ Arcivescovo della diocesi Matera – Irsina, monsignor Antonio  Giuseppe Caiazzo e i 100 delegati provenienti da tutta Italia , in cui e stato presentato il manifesto del XXVII Congresso Eucaristico Nazionale. L’arcivescovo ha accolto i delegati con le parole “Pace a voi” e benvenuti nella nostra Chiesa di Matera-Irsina : il saluto di Gesù risorto ai suoi discepoli, paurosi nel cenacolo. “Pace a voi”, è diventato il saluto liturgico, che da sempre è stato, è e rimarrà, il saluto dei credenti in Cristo. Segno di pace scambiato tra i discepoli e comunicato a tutti, quali portatori e costruttori di pace. Pace che invochiamo continuamente prima di accostarci alla mensa eucaristica , Pace che trova la sua fonte e il suo culmine nella Pasqua che viviamo nell’Eucaristia: Cristo ha distrutto la morte attraverso la sua risurrezione.

Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo  ha sottolineato che il tempo della pandemia ha implementato in noi tanti bisogni, primo fra tutti quello di ritornare al gusto del pane, del pane eucaristico. Prendendo spunto dal pane di Matera che è Trinitario e Cristologico, considerando il cammino sinodale che la Chiesa universale e, quindi quella italiana, sta facendo, è stato elaborato  il tema che  rimanda a dire : “Torniamo al gusto del pane per una Chiesa eucaristica e sinodale”.

Il momento storico che si sta  vivendo, la tristezza di questo tempo, sottolinea in maniera evidente che  bisogna tornare a spezzare il pane per condividerlo. Il pane si spezza, si condivide, non si ruba agli altri per vivere nell’ingordigia.

Questa guerra, – ogni guerra! -, frantuma la fraternità, la comunione, il crescere insieme. Nessun ricorso alle armi si può sposare con l’Eucaristia. L’Eucaristia è profumo di vita, nutrimento di vita e di vita eterna. La guerra è esattamente l’opposto: fetore di morte, semina di ingiustizia, terra e pane rubato.

Il sacrificio di Cristo che celebriamo nell’Eucaristia è realmente l’offerta della sua carne e del suo sangue per la nostra salvezza, primo fra tutti quello di ritornare al gusto del pane, del pane eucaristico.

Il segreto del successo della capitale europea della cultura, ha spiegato il direttore generale della Fondazione Matera- Basilicata 2019, Oliva, è nei  cittadini ‘con le mani in pasta’, non spettatori ma attori protagonisti degli eventi messi in cantiere .

‘Sinodo’ è una parola antica legata alla Tradizione della Chiesa, composta dalla preposizione “con” (???), e dal sostantivo “via” (????), indica il cammino fatto insieme dal Popolo di Dio.

L’esperienza del Sinodo è, dunque, quella di “camminare insieme”. I credenti sono ???o???, compagni di cammino, chiamati a testimoniare e ad annunciare la Parola di Dio.

Si tratta di superare quella “ecclesiastica burocrazia” che divide “canonicamente” clero e fedeli.

È di questa sinodalità, che parte dal Popolo, che i Pastori, dice Papa Francesco nella sua omelia del 10 ottobre 2021, debbono incontrare, ascoltare e discernere, non in uno “splendido isolamento” , ma con il laicato maschile e femminile, giovane ed adulto con il quale e dal quale cogliere quelle urgenze individuate al di fuori delle categorie “chiesastiche” alla luce dei criteri evangelici, per offrire al mondo la speranza che viene dal Vangelo.

Il Sinodo indetto da Papa Francesco non vuole essere un’occasione per stilare documenti, ma un “itinerario di sincerità” da parte di ogni Chiesa particolare, affinché questa sappia “diventare esperta nell’arte dell’incontro” sia con Dio che con i propri fratelli di ogni confessione cristiana, di ogni religione e anche per gli agnostici e gli atei. La sinodalità deve essere vissuta ricercando ed attuando lo stile di Cristo per una crescita consapevole nella comunione e nella missione.

Il criterio che può fare da primo gradino è proprio un ascolto a tutti i livelli, partendo dalla vita spirituale dell’intero Popolo di Dio che, con la guida dei Pastori e con essi, si ponga in ascolto della Parola di Dio, della Tradizione e del Magistero. I Vescovi in ascolto del Magistero del Successore di Pietro; i Vescovi in ascolto del loro presbiterio e i presbiteri con il Vescovo; i Presbiteri in ascolto dei fedeli–laici e con i Pastori; l’intera Comunità in ascolto delle fatiche, dei drammi dell’umana famiglia, perché la Chiesa non dimentichi che essa è la presenza nella storia di Cristo, che non è venuto per condannare il mondo, ma per salvarlo.

Fare Sinodo – dice Papa Francesco – è porsi sulla stessa via del Verbo fatto uomo: è seguire le sue tracce ascoltando la sua Parola insieme alle parole degli altri. È scoprire con stupore che lo Spirito Santo soffia in modo sempre sorprendente per suggerire percorsi e linguaggi nuovi. Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni popolo e nazione. E anche in ascolto del mondo, delle sfide e dei cambiamenti che ci mette davanti.

Una chiesa aperta  che è in movimento e rifugge la tentazione di chiudersi  in un recinto superando  ogni barriera che possa delimitare un dentro e un fuori. Una Chiesa che convoca, e se è davvero cattolica, non conosce  centro né periferia, ma è in ogni dove. Molte scelte di Papa Francesco  indicano una volontà di decentramento, di inversione di vertici e gerarchie; quando  come prima parrocchia di Roma ha voluto visitare una parrocchia di periferia ha suggerito che la realtà’ si legge  meglio dalla periferia che dal centro. Ci sono due tentazioni opposte dalle quali la Chiesa si deve guardare: quella di andare indietro e  o di restare immobili , bloccati  dalla paura, o dall’opposto quella di ‘ un progressismo adolescente’ che rischia di portare fuori strada.  Nelle indicazioni di Papa Francesco ci sono le indicazioni per le riforme; adesso tocca alla Chiesa, nelle sue componenti, cogliere l’occasione e la necessità storica che le si stanno presentando per diventare una Chiesa rinnovata.

 

Margherita Lopergolo

Il papa consacra Russia ed Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

In questo periodo triste, in cui le ombre e gli spettri della guerra tornano ad affacciarsi in Europa, papa Francesco ci invita ad affidare tutto a Cristo per mezzo di Maria, consacrando in modo speciale al suo Cuore Immacolato la Russia e l’Ucraina.

Riportiamo il testo integrale che Francesco pronuncerà nel pomeriggio del 25 marzo, durante la liturgia penitenziale nella Basilica vaticana. Siamo tutti invitati unirci al Santo Padre in questa supplica.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.

Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!

Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.

Ricorriamo dunque a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione. In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci. Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?” Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.

Così hai fatto a Cana di Galilea, quando hai affrettato l’ora dell’intervento di Gesù e hai introdotto il suo primo segno nel mondo. Quando la festa si era tramutata in tristezza gli hai detto: «Non hanno vino» (Gv 2,3). Ripetilo ancora a Dio, o Madre, perché oggi abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia, si è annacquata la fraternità. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione. Abbiamo urgente bisogno del tuo intervento materno.

Accogli dunque, o Madre, questa nostra supplica.

Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra.

Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione.

Tu, “terra del Cielo”, riporta la concordia di Dio nel mondo.

Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono.

Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare.

Regina del Rosario, ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare.

Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità.

Regina della pace, ottieni al mondo la pace.

Il tuo pianto, o Madre, smuova i nostri cuori induriti. Le lacrime che per noi hai versato facciano rifiorire questa valle che il nostro odio ha prosciugato. E mentre il rumore delle armi non tace, la tua preghiera ci disponga alla pace. Le tue mani materne accarezzino quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe. Il tuo abbraccio materno consoli quanti sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese. Il tuo Cuore addolorato ci muova a compassione e ci sospinga ad aprire le porte e a prenderci cura dell’umanità ferita e scartata.

Santa Madre di Dio, mentre stavi sotto la croce, Gesù, vedendo il discepolo accanto a te, ti ha detto: «Ecco tuo figlio» (Gv 19,26): così ti ha affidato ciascuno di noi. Poi al discepolo, a ognuno di noi, ha detto: «Ecco tua madre» (v. 27). Madre, desideriamo adesso accoglierti nella nostra vita e nella nostra storia. In quest’ora l’umanità, sfinita e stravolta, sta sotto la croce con te. E ha bisogno di affidarsi a te, di consacrarsi a Cristo attraverso di te. Il popolo ucraino e il popolo russo, che ti venerano con amore, ricorrono a te, mentre il tuo Cuore palpita per loro e per tutti i popoli falcidiati dalla guerra, dalla fame, dall’ingiustizia e dalla miseria.

Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà. A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo.

Attraverso di te si riversi sulla Terra la divina Misericordia e il dolce battito della pace torni a scandire le nostre giornate. Donna del sì, su cui è disceso lo Spirito Santo, riporta tra noi l’armonia di Dio. Disseta l’aridità del nostro cuore, tu che “sei di speranza fontana vivace”. Hai tessuto l’umanità a Gesù, fa’ di noi degli artigiani di comunione. Hai camminato sulle nostre strade, guidaci sui sentieri della pace. Amen.