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La Congregazione delle Suore Collegine della S. Famiglia

NEL CUORE DELLA SOCIETÀ COL CUORE DI DIO

La Congregazione delle Suore Collegine della S. Famiglia viene fondata a Sezze nel Lazio l’11 giugno del 1717 con l’approvazione del breve Ad Apostolicae dignitatis da parte di papa Clemente XI, perché il compassionevole cuore del Servo di Dio, il Card. Pietro Marcellino Corradini (1658-1743), la cui veste cardinalizia è intrisa di carità, legge il bisogno – urgenza di educare le figlie del popolo nelle arti femminili, nel far di conto e nella formazione cristiana… al fine di rinnovare e riedificare la società a partire dal modello di famiglia umana e cristiana, il cui fulcro è la donna, con la sua dignità, la sua formazione umana, culturale, morale e spirituale.

Il Corradini affida quest’opera d’arte alle Convittrici della S. Famiglia, oggi Suore collegine, perché, implicate dal basso, assumendo il profilo di consacrate madri, maestre e sorelle, diventassero per le figlie del popolo custodi del gran tesoro che sono le persone.

La fisionomia stabilita per il nuovo Istituto vuole che le religiose uniscano la dimensione spirituale contemplativa del modello monastico a quella pastorale di vita attiva degli Istituti di vita attiva per giungere così ad una felice sintesi di azione e contemplazione, vita attiva e contemplativa. Tale modello, voluto fortemente dal Corradini, comporta la non adozione della clausura, dal momento che l’impegno a favore della popolazione femminile richiede il servizio anche fuori del monastero.

Presto la fama dell’opera del Corradini si diffonde oltre il Lazio: infatti, Don Stefano Compagnone, secondo Confessore del Conservatorio setino, casa madre della Congregazione delle Suore Collegine, tornato in Sicilia, insieme a don Carlo Loi e Vasquez e mons. Carlo Vanni, anch’essi attenti alla formazione delle giovani palermitane, fa conoscere all’allora Arcivescovo di Palermo Mons. Giuseppe Gasch la bontà dell’opera corradiniana sì da ottenere il via per la fondazione della prima casa collegina a Palermo nel quartiere Olivella; correva l’anno 1721.

La Congregazione si diffonde in poco tempo a macchia d’olio nei vari centri dell’isola e le sue case da subito vengono chiamate “Collegi di Maria”. Quest’ultimi attraverseranno tutte le vicissitudini di un sud che ha sofferto, ma anche lottato, per la sua identità e per il riscatto dalla sua marginalità rispetto ad uno Stato sentito lontano ed estraneo. La storia dei Collegi di Maria vive dunque le alterne vicende storiche, sociali, morali e spirituali dell’Italia post-unitaria, e non solo, a fianco della gente, istruendo, educando e testimoniando l’attenzione ai piccoli, che sono i prediletti del Signore.

Le Collegine pertanto, nel corso di tre secoli, entrano a pieno titolo nei processi formativi avendo preceduto quello che sarà, rispetto alla sua fondazione, un provvedimento successivo dello Stato: istituire cioè la scuola pubblica. Le consacrate, gravide del carisma educativo, che portano dentro al loro DNA e che esprimono nella missione educativa e di evangelizzazione, (consapevoli o no, nel piano misterioso di Dio tutto è grazia, anche l’inconsapevolezza del bene), possono dunque penetrare nei tessuti formativi a buon titolo e facendo “la parte migliore”. Le ragazze del popolo, ma anche tutte le altre, dono della Provvidenza alla loro missione, sono fatte oggetto e destinatarie di una formazione globale, progressiva … ne sono testimoni le pennellate ispirative e pedagogiche, che si evincono dal primo testo delle Costituzioni.

In trecento anni di storia, la Congregazione è stata in frontiera a difendere e promuovere il diritto dei bambini ad essere riconosciuti nella propria dignità e a potere godere del diritto alla cura, alla custodia, allo studio, all’autonomia… in Italia come all’estero.

Il carisma della Congregazione è la carità educativa di Gesù Maestro, che si esprime in primis nella missione della Scuola e dell’evangelizzazione. Le icone bibliche che lo ispirano sono quelle di Gesù che accoglie i bambini secondo l’adagio evangelico: “Lasciate che i bambini vengano a me!”(Mc 10,14) e la compassione che Gesù prova davanti alle folle che lo seguono da giorni (Mc 6,34 ss.); compassione che si fa pane e parola, evangelizzazione e nutrimento. Mai, infatti, per le suore collegine è venuto meno il binomio promuovere – educare, consapevoli che prima viene la dignità della persona, riconosciuta in tutte le sue dimensioni, e poi la formazione. Ancora oggi, in Italia come nelle missioni in terra d’Europa, d’Africa e Messico, le suore collegine animano scuole di ogni ordine e grado, orfanotrofi e case famiglia, e curano la formazione dei giovani e la catechesi.

La passione educativa, sollecitata dall’urgenza del “prendersi cura” delle giovani generazioni col cuore stesso di Dio, pone le suore collegine in frontiera, lì dove, la fame della dignità, della conoscenza, della giustizia e della libertà, le sfida alla continua necessità di “educare educandosi ed evangelizzare evangelizzandosi”.

Suor Paolina Mastrandrea

Suora collegina della s. Famiglia

 

 

Online il numero della rivista Vocazioni

IN QUESTO NUMERO

Fino all’orlo (Gv 2,7b)

di Gianluca Carrega

Il vangelo dice così, che i servi riempirono le anfore fino all’orlo, con una espressione che non solo non si trova altrove nei vangeli, ma neppure in tutta la Scrittura. Dovrà pure voler dire qualcosa. Perché è un fatto che il riempimento serve, a livello narrativo, a prevenire i dubbi…

COPERTINA

L’abbraccio tra l’uomo e Dio

di Federico De Rosa

EDITORIALE

Limiti

di Michele Gianola

DOSSIER

Voglio o forse non voglio

di Cesare Vaiani

DOSSIER

Dagli occhi alle mani

di Maria Grazia Borgese

DOSSIER

Barriera o chiamata

di Lucio Rossi

DOSSIER

Accompagnamento

di Angelo Stella

DOSSIER

Educazione finanziaria per la crescita delle persone e della società

di Pietro Gaudenzi

INSERTI

La speranza fiorirà all’improvviso

di Michele Gianola

RUBRICHE

Parola di Dio, fontana inesauribile

di Massimo Pampaloni

FONTI

Il buon pastore

di Donato Ogliari

INSERTI

Fare verità e memoria

di Massimo Giraldi, Sergio Perugini

RUBRICHE

Dietrich von Hildebrand

di Lodovica Maria Zanet

INSERTI

Incontri, luoghi, persone

di Raffaella Bencivenga, Daniele Wlderk

INSERTI

Incontri, luoghi, persone – Attività laboratoriali

di Raffaella Bencivenga, Maria Grazia Vergari, Daniele Wlderk

RUBRICHE

Gioia piena alla Tua presenza (Sal 15,11)

di Emanuele Marigliano

RUBRICHE

Antologia di testi

di Emanuele Marigliano

RUBRICHE

La televisione

di Silvio Grasselli

MEDIA

La televisione – Approfondimenti

di Maria Mascheretti, Silvio Grasselli

INSERTI

Pro-vocati all’amore

di Emanuela Vinai

RUBRICHE

La Via Micaelica

di Gionatan De Marco, Gaia Martina Ferrara

MEDIA

05. Maria, la ragazza di Nazareth

di Sorelle Clarisse di Bergamo

MEDIA

06. Lo Spirito dà la vita

di Sorelle Clarisse di Bergamo

Limiti

di don Michele Gianola

«Appena i portatori dell’arca furono arrivati al Giordano e i piedi dei sacerdoti che portavano l’arca si immersero al limite delle acque – il Giordano infatti è colmo fino alle sponde durante tutto il tempo della mietitura –, le acque che scorrevano da monte si fermarono e si levarono come un solo argine molto lungo […]. Le acque che scorrevano verso il mare dell’Araba, Mar Morto, si staccarono completamente. Così il popolo attraversò di fronte a Gerico» (Gs 3,14-16).

È strano come il concetto del limite abbia per noi un’accezione negativa con la quale non amiamo avere a che fare. Eppure, molto spesso, nella Scrittura il limite porta con sé la possibilità di vedere compiersi la promessa dell’agire di Dio. È il mistero contenuto in quella frazione di secondo che passa tra il sollevarsi del piede del primo sacerdote e il suo immergersi nelle acque del Giordano. Un intervallo lungo il tempo di un passo ma carico di quel composto unico e vitale fatto del mischiarsi della volontà di Dio e della nostra; fatto di quella fede reciproca – paradossalmente, la nostra e quella di Dio – che brilla in quel gesto nel quale risuona, da entrambe le parti, il desiderio misto alla trepidazione: «Coraggio, mi fido di te!». È questa la parola nascosta nell’intimo di chi compie ogni passo e silenziosamente rivolta a Dio, senza parole; è la medesima parola nascosta nel cuore di Dio che osserva trepidante il sollevarsi di quel piede, l’intuire di Eli (1Sam 3,8), l’ornarsi di Giuditta (Gdt 10,3-5), il socchiudersi delle labbra di Maria (Lc 1,38). È la parola nascosta nel passo possibile – non importa quanto grande o piccolo sia – che ciascuno di noi può fare.

«Quando alcuni [che si credono cristiani] si rivolgono ai deboli dicendo che con la grazia di Dio tutto è possibile, in fondo sono soliti trasmettere l’idea che tutto si può fare con la volontà umana, come se essa fosse qualcosa di puro, perfetto, onnipotente, a cui si aggiunge la grazia. Si pretende di ignorare che non tutti possono tutto e che in questa vita le fragilità umane non sono guarite completamente e una volta per tutte dalla grazia. In qualsiasi caso, come insegnava sant’Agostino, Dio ti invita a fare quello che puoi […]» (Francesco, Gaudete et exsultate, 49).

Così è della vocazione: l’esigenza di riconoscere il bene possibile che posso compiere (cf. Francesco, Christus vivit, 285) il passo che posso fare, l’acqua con la quale posso riempire le mie giare «fino all’orlo» (Gv 2,7) per vederla trasformata in opera di Dio. Nella vocazione tutto segue questa logica offertoriale, perché è la medesima dell’agire di Dio, sempre in sinergia con l’uomo: viene al battesimo un uomo vecchio e diventa nuovo, giunge un peccatore e ritorna guarito, arrivano un uomo e una donna e si forma una carne sola, si portano all’altare il pane, il vino e la vita e ci viene donato il Corpo di Cristo.

Serrani in preghiera nella giornata delle vocazioni

IV domenica dopo Pasqua, il Vangelo del buon pastore: ” Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.” 57* giornata mondiale delle vocazioni, il Serra day sostiene le vocazioni, la Bellezza pura di ogni chiamata, il servizio alla Chiesa universale e particolare, l’ amicizia con i giovani innamorati di Cristo…una giornata piena di luce, di speranza, di coraggio per amare ogni dono donato dalla Vita! In questo drammatico periodo storico, questa giornata assume una valenza particolare, con la gratitudine al Maestro- buon pastore che guida i nostri passi incerti per uscire dal tunnel delle paure, della sofferenza, verso il mondo nuovo che vorremmo costruire. ” Sempre avanti, con gioia ed entusiasmo ”  san Junipero proteggi il Serra international ed i serrani che in tutto il mondo pregano per le vocazioni! Auguri, cari serrani, sebbene a distanza, festeggiamo il nostro Serra day!
Maria Luisa Coppola  –  Past President
Carissimi,
in questa quarta domenica del tempo pasquale, detta del Buon Pastore e tradizionalmente dedicata alla preghiera per le vocazioni di speciale consacrazione, ci sostiene ancora una volta la consapevolezza che nelle mani del Signore tutto assume una dimensione nuova, unica e originale. Entrando per questa porta e abitando il recinto della comunione ecclesiale abbiamo la certezza di vivere appieno e ripetere col salmista la nostra fede: “Il Signore è il mio pastore non manco di nulla” (Sal 22).
*Propongo che oggi alle ore 12:00 tutti i Serrani d’Italia si uniscano in preghiera, recitando un Ave Maria e la preghiera del Serrano per le Vocazioni*
Giuliano Faralli, Vice Presidente alle Comunicazioni

Veglia di preghiera per le vocazioni. Sabato 2 maggio.

 

“Datevi al meglio della vita”

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. DOMENICA 3 MAGGIO

In occasione della 57a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, avrà luogo sabato 2 maggio la veglia di preghiera alla quale siamo invitati tutti a partecipare.

Riportiamo il link con il  materiale per l’animazione messo a disposizione dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, nonché il programma della giornata.

Ti suggeriamo:
il video con la preghiera: https://youtu.be/ qjl2Vw4kA_4
La diretta sul canale YouTube: https://youtu.be/ 3uVezr_wJWE 
Il flipbook della rivista vocazioni: https:// rivistavocazioni. chiesacattolica.it/2020/04/06/ flipbook/

Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. UN VIDEO DI SERRA ITALIA.

“Datevi al meglio della vita”

GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI. DOMENICA 3 MAGGIO

Il Presidente Nazionale, nell’intento di promuovere la partecipazione di tutti i Serrani alla Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni, e in particolare alla VEGLIA DI PREGHIERA di Sabato 2 Maggio, ha voluto la realizzazione di un video che possa stimolare la riflessione e la preghiera.

Ringraziamo il nostro Consulente Episcopale Sua Eccellenza Jorge Carlos Patron Wong, don Michele Gianola direttore dell’Ufficio Nazionale per le Vocazioni della CEI, Enrico Mori presidente di Serra International Italia e Paola Poli presidente eletto, i Governatori dei Distretti, il Seminario Regionale di Molfetta, e il direttore responsabile de “Il Serrano”, per aver contribuito alla realizzazione di questo video.

Nell’augurare una buona visione, invitiamo tutti a sentirsi particolarmente uniti in questo difficile momento di sospensione delle attività della nostra associazione.

Online il numero della rivista Vocazioni

IN QUESTO NUMERO

Chi è come il Signore, nostro Dio? (Sal 113,5)

di Laura Invernizzi

È una domanda retorica: chi può essere come Dio? Eppure, questa domanda, che tra lode e meraviglia affiora, in varie forme, dalle pagine bibliche e che costella il dialogo della preghiera di coloro che fanno esperienza di Dio, racchiude un paradosso. Da un lato essa è espressione dell’incomparabilità e della…

Copertina

Perché giudicarmi?

di Federico De Rosa

Editoriale

Humor

di Michele Gianola

Dossier

Coltivare la terra dell’esistenza

di Gaia De Vecchi

Inserti

«Datevi al meglio della vita» (ChV 143)

di La Redazione

Dossier

La storia è maestra di vita

di Lorenzo Mancini

Dossier

Umiltà e umorismo

di Umberto Folena

Dossier

I colori dell’umiltà

di Maria Francesca Righi

Dossier

Dal fango alla creta

di Luca Buccheri

Rubriche

Sempre e solo Gesù Cristo

di Massimo Pampaloni

Fonti

La tomba vuota

di Donato Ogliari

Inserti

L’affanno degli ultimi

di Sergio Perugini, Eliana Ariola

Rubriche

Margherita Catez

di Lodovica Maria Zanet

Inserti

La memoria

di Raffaella Bencivenga, Daniele Wlderk

Inserti

La memoria – Attività laboratoriali

di Raffaella Bencivenga, Maria Grazia Vergari, Daniele Wlderk

Rubriche

Monaci, preti, sagrestani e missionari al seguito di Charles de Foucauld

di Oswaldo Curuchich

Fonti

La vocazione del Geraseno

di Charles De Foucauld

Rubriche

Il fumetto

di Silvio Grasselli

Media

Il fumetto – Approfondimenti

di Maria Mascheretti, Silvio Grasselli

Inserti

Speranza, fondamento di vocazione

di Emanuela Vinai

Rubriche

Cammino del Volto Santo

di Gaia Martina Ferrara, Gionatan De Marco

Media

04. Egli vive

di Sorelle Clarisse di Bergamo

Media

03. In amicizia con Cristo

di Sorelle Clarisse di Bergamo

Humor

di don Michele Gianola

«Sapete perché gli angeli volano? Perché si prendono alla leggera!» (G. Chesterton). Intrecciare umorismo e vocazione, a prima vista può apparire decisamente bizzarro. Eppure, la parola latina humor porta con sé il significato di succo, liquido, liquore e deriva da humere, essere bagnato, umido. In fondo, la medesima radice di humus, quel miscuglio di sostanze organiche che impregnano il terreno rendendolo fecondo.

Come non pensare all’acqua nella quale siamo stati immersi il giorno del nostro Battesimo e nella quale la nostra terra polverosa – la nostra ‘adama – si è inzuppata dello Spirito di Dio come un biscotto per colazione. Come non ricordare quello sputo divino (Gv 9,6) che ha guarito gli occhi al cieco impastando il fango di una nuova creazione; come non immaginare quel vento caldo e umido – così il sapore del termine ebraico – soffiato nelle radici del primo fantoccio di uomo (Gen 2,7) per renderlo vivente.

Anche umiltà viene dalla stessa radice: rimanda alla terra. Proprio scoprendosi terra, mischiandosi nella comune pasta del mondo, sentendosi «intimamente uniti a tutto ciò che esiste» (cf. Francesco, Laudato si’, 11) riconosceremo la nostra vocazione: il contributo originale che ciascuno di noi può dare, la missione che siamo, il piccolo o grande tassello che nella storia va a comporre – insieme agli altri – il grande mosaico dell’opera di Dio.

Sentirsi parte del tutto – fatti di terra – ci permette di guadagnare la giusta misura di noi stessi: un’idea né troppo grande, né troppo piccola di sé, per imparare a non presumere di se stessi ma anche a non esimerci dall’assunzione delle nostre responsabilità, dalla nostra vocazione. «Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con spirito positivo e ricco di speranza. Essere cristiani è gioia nello Spirito Santo (Rm 14,17) […] per cui alla carità segue la gioia» (Francesco, Gaudete et exsultate, 122).

Coraggio, allora! La giusta misura di se stessi è anzitutto quella del riconoscersi figli. La scoperta che da soli o gli uni contro gli altri la vita torna ad essere fatta di polvere soltanto, si secca, si inaridisce, muore. Si tratta di coltivare il Buon Umore, lasciarsi versare nel grembo (Lc 6,38) della nostra persona e delle nostre comunità l’acqua buona dello Spirito senza avvelenarla o renderla nuovamente stantia con il peccato, l’ambizione, la solitudine, la divisione.

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 57ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI (3 maggio 2020)

Le parole della vocazione

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 4 agosto dello scorso anno, nel 160° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, ho voluto offrire una Lettera ai sacerdoti, che ogni giorno spendono la vita per la chiamata che il Signore ha rivolto loro, al servizio del Popolo di Dio.

In quell’occasione, ho scelto quattro parole-chiave – dolore, gratitudine, coraggio e lode – per ringraziare i sacerdoti e sostenere il loro ministero. Ritengo che oggi, in questa 57ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quelle parole si possano riprendere e rivolgere a tutto il Popolo di Dio, sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (cfr Mt 14,22-33).... Continua a leggere

Club di Ferrara. Il messaggio di don Salvoldi ai serrani per il 50° di sacerdozio

Don Valentino Salvoldi è stato nostro ospite Lunedì 20 Novembre 2017 in occasione di un Incontro Conviviale che il Serra Club Ferrara ha organizzato presso la Sala della Musica in città.. In qualità di oratore, ha tenuto una conversazione dal titolo ‘Giovani, preziosi perché fragili’. Il Serra Club Ferrara ha vissuto un momento veramente molto bello ed importante, anche perché mai si erano visti ai nostri incontri tanti giovani, fra cui molti seminaristi. Questo, nell’anno in cui il Serra ha dedicato proprio a loro il tema: “Nuovi linguaggi e nuovi gesti, credibili, concreti, per chiamanti e chiamati: il servizio del Serra a favore delle vocazioni”.

Questa conferenza/lezione ha destato grande interesse soprattutto per la capacità di trasmettere il pensiero del relatore. Don Valentino Salvoldi è stato missionario per più di quaranta anni in oltre trenta paesi del mondo ed incaricato, dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ed in qualità di “professore visitatore”, di formare i formatori del clero delle giovani Chiese (Africa e Asia). Ha creato attorno a sé un vasto movimento di solidarietà con i popoli del sud del mondo ed ha fondato “Shalom”, un’organizzazione non lucrativa avente come finalità la crescita morale e culturale dei giovani in Italia e nei paesi impoveriti. E’ autore di numerosi libri, scritti con stile semplice e tradotti in molte lingue, che nascono dalla vita e tornano tra la gente per dare speranza, per rendere il mondo più giusto e fraterno, più vicino al regno del Dio fatto Uomo.

In occasione della sua visita a Ferrara ed a seguito della sua Conferenza, fra noi serrani e Don Valentino Salvoldi è nata una sincera amicizia, grazie alla quale ci manteniamo in contatto. In occasione del cinquantesimo della sua ordinazione sacerdotale (18 marzo 2020) e in considerazione dei tempi difficili in cui tutti noi ci troviamo a vivere, ha voluto inviarci un breve messaggio ricco di riflessioni teologiche-spirituali, frutto della sua esperienza missionaria così complessa ed importante. Come Serrani, abbiamo voluto condividerlo con voi e lo trovate qui di seguito. ... Continua a leggere

“Il Signore chiama a tutte le ore”. Testimonianza di don Giovanni Toldo.

Da molti anni Direttore della Caritas Diocesana di Siena, don Giovanni Tondo è stato precedentemente impegnato nella Pastorale giovanile Foraniale, nella Pastorale vocazionale, nel servizio dei poveri, nel catechismo presso la Parrocchia di S.Spirito in Siena fino all’ordinazione diaconale ed a quella presbiterale, avvenuta nella Cattedrale di Siena, la notte di Pentecoste 2019, per imposizione delle mani di S.E.R. Monsignor Antonio Buoncristiani, allora Arcivescovo Metropolita di Siena – Colle di Val d’Elsa Montalcino. ... Continua a leggere

Vocazione e vocazioni: la riflessione di padre Pino Puglisi

di Maria Lo Presti

P. Puglisi è stato conosciuto dai più a partire dal suo martirio (15/9/93), per cui spesso si guarda alla sua persona fermandosi ai tre anni a Brancaccio. In realtà, anche mentre p. Puglisi era parroco di San Gaetano a Brancaccio, ricopriva diversi ruoli e svolgeva una attività vasta in vari ambiti: padre spirituale del Seminario, seguiva le donne in difficoltà della Casa dell’Accoglienza, coordinava la pastorale giovanile e vocazionale, collaborava con il movimento Presenza del Vangelo, era docente di religione presso un liceo classico… e non si risparmiava in tutte le occasioni in cui poteva essere di aiuto. Molteplice è stata anche la sua attività prima dell’incarico come parroco di San Gaetano.
Qui vogliamo ricordare l’esperienza di p. Puglisi a partire dal CDV (Centro Diocesano Vocazioni). Infatti, p. Puglisi partecipò alla stesura del Piano Diocesano Vocazioni: un direttorio che per la sua valenza e ricchezza è balzato all’evidenza nel panorama nazionale. Il Piano Diocesano Vocazioni fu presentato il 2 febbraio 1980, mentre p. Puglisi era già divenuto direttore del CDV (1979). P. Pino Puglisi dal 1980 fu anche vice-delegato del Centro Regionale Vocazioni (CRV) e poi direttore del CRV dal 1986; ha quindi partecipato agli incontri del Centro Nazionale Vocazioni (CNV) dal 1986 al 1990.
Tra le attività collegate all’animazione vocazionale, ricordiamo l’aver portato a Palermo e a Siracusa la mostra vocazionale itinerante “Sì, ma verso dove?”, coinvolgendo come guide migliaia di volontari, e tra questi mi sono trovata anche io, e riuscendo a portare alla mostra decine di migliaia di giovani.
P. Puglisi non ha lasciato molti testi scritti: qui ne vogliamo ricordare due, già pubblicati online, a cui rimandiamo con dei link. Li segnaliamo perché vi si tratta della vocazione dell’uomo, e delle vocazioni.

Il testo del 1 febbraio 1987 è sul senso della vocazione dell’uomo: https://www.beatopadrepinopuglisi.it/relazione-sul-tema-la-vocazione-delluomo/

Il secondo testo del 1988 guarda alla molteplicità delle vocazioni, le quali sono tutte importanti: https://rivistavocazioni.chiesacattolica.it/2019/11/02/abbiamo-bisogno-di-vocazioni/