Il saluto del Club di Genova Pegli a Giuliano Rizzerio

Arrivederci Giuliano

La notizia della conclusione della giornata terrena di Giuliano Rizzerio, seppur paventata da tempo, coglie impreparati.

E’ il segno dell’inesorabile trascorrere del tempo che non lascia scampo ai Protagonisti pur salvando le loro opere.

Ho conosciuto Giuliano al mio ingresso nel Serra Club Pegli ( lui ne era stato uno dei Fondatori), nel 1971.

Da subito egli spiccava per la concreta visione delle cose, sia negli scopi che nei mezzi da usare per raggiungerli: era stato così naturale che, dopo le presidenze dei due promotori principali del Club, Di Bella e Spandonari, fosse lui a farsi carico di portare avanti la vita e la diffusione dell’idea serrana.

E lo fece con le caratteristiche migliori proprie del manager con visione umanistica e cristiana del mondo che ispira in ogni momento il rapporto con gli altri: fermo nelle convinzioni, ma attento alle inclinazioni e sensibilità altrui e rispettoso delle stesse.

La sua impronta è rimasta nel Club, ispirando il modo di presentarsi e di agire, ed ha dato frutti evidenti nelle personalità che il Club ha poi espresso anche a livello distrettuale, quali Licciardello e Robustelli.

Ma le sue qualità sono state riconosciute ed apprezzate anche nei più ampi contesti, portandolo ad incarichi sempre più impegnativi sino alla Presidenza Internazionale.

Una delle sue iniziative di successo, di cui era particolarmente “orgoglioso”, fu l’ammissione delle donne, e del resto solo chi non ha conosciuto la dolce Stefania ( tra l’altro già insegnante di catechismo di uno dei miei figli), stenta a comprenderne le motivazioni, nate dall’esperienza.

Giuliano non ha mai tralasciato di seguire il Club, sia quando era ai vertici mondiali, sia quando, ormai solo ed in età avanzata, impedito a muoversi troppo, ospitava volentieri e quasi grato le riunioni di Consiglio, largo di consigli che, provenendo da lui, erano davvero consigli e non diktat.

La malinconia che la Sua dipartita comporta, non può far venir meno la gratitudine verso Chi ce lo ha messo accanto, nella speranza che anche questa ricchezza non vada dispersa o trascurata, e nella certezza che il suo esser stato “ servo inutile” trovi ora giusto premio.

Paolo Aiachini

Serra Club Pegli 364

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