Serra Club di Prato. La Bibbia e gli Artisti nei Lezionari Attuali

Dopo l’interessante serata con Don Giuseppe Billi che ci ha intrattenuti sull’arte sacra contemporanea presente nei Lezionari attuali e ci prepariamo a vivere la prossima conviviale che si terrà MARTEDI’ 19 Marzo 2019, sempre presso il Seminario Vescovile di Prato con inizio alle ore 20,00.
Relatore della serata sarà Don Giovanni CHITI, parroco della Sacra
Famiglia fin dal 2014, il quale ci parlerà sul tema:

“I Giovani e la Chiesa”

Come di consueto, prima della conviviale sosteremo in Chiesa per la preghiera e riflessione.

Per maggiori dettagli clicca qui sotto.

GMV 2019. Il Messaggio di Papa Francesco

Messaggio per la 56ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2019

Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio

Cari fratelli e sorelle,

dopo aver vissuto, nell’ottobre scorso, l’esperienza vivace e feconda del Sinodo dedicato ai giovani, abbiamo da poco celebrato a Panamá la 34ª Giornata Mondiale della Gioventù. Due grandi appuntamenti, che hanno permesso alla Chiesa di porgere l’orecchio alla voce dello Spirito e anche alla vita dei giovani, ai loro interrogativi, alle stanchezze che li appesantiscono e alle speranze che li abitano.

Proprio riprendendo quanto ho avuto modo di condividere con i giovani a Panamá, in questa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni vorrei riflettere su come la chiamata del Signore ci rende portatori di una promessa e, nello stesso tempo, ci chiede il coraggio di rischiare con Lui e per Lui. […]

 

Messaggio di Papa Francesco per la quaresima

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2019 sul tema:

«L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19).

Messaggio del Santo Padre

 «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19)

Cari fratelli e sorelle,

ogni anno, mediante la Madre Chiesa, Dio «dona ai suoi fedeli di prepararsi con gioia, purificati nello spirito, alla celebrazione della Pasqua, perché […] attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova in Cristo» (Prefazio di Quaresima 1). In questo modo possiamo camminare, di Pasqua in Pasqua, verso il compimento di quella salvezza che già abbiamo ricevuto grazie al mistero pasquale di Cristo: «nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8,24). Questo mistero di salvezza, già operante in noi durante la vita terrena, è un processo dinamico che include anche la storia e tutto il creato. San Paolo arriva a dire: «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8,19). In tale prospettiva vorrei offrire qualche spunto di riflessione, che accompagni il nostro cammino di conversione nella prossima Quaresima

  1. La redenzione del creato

La celebrazione del Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo, culmine dell’anno liturgico, ci chiama ogni volta a vivere un itinerario di preparazione, consapevoli che il nostro diventare conformi a Cristo (cfr Rm 8,29) è un dono inestimabile della misericordia di Dio.

Se l’uomo vive da figlio di Dio, se vive da persona redenta, che si lascia guidare dallo Spirito Santo (cfr Rm 8,14) e sa riconoscere e mettere in pratica la legge di Dio, cominciando da quella inscritta nel suo cuore e nella natura, egli fa del bene anche al creato, cooperando alla sua redenzione. Per questo il creato – dice san Paolo – ha come un desiderio intensissimo che si manifestino i figli di Dio, che cioè quanti godono della grazia del mistero pasquale di Gesù ne vivano pienamente i frutti, destinati a raggiungere la loro compiuta maturazione nella redenzione dello stesso corpo umano. Quando la carità di Cristo trasfigura la vita dei santi – spirito, anima e corpo –, questi danno lode a Dio e, con la preghiera, la contemplazione, l’arte coinvolgono in questo anche le creature, come dimostra mirabilmente il “Cantico di frate sole” di San Francesco d’Assisi (cfr Enc. Laudato si’, 87). Ma in questo mondo l’armonia generata dalla redenzione è ancora e sempre minacciata dalla forza negativa del peccato e della morte.

2. La forza distruttiva del peccato

Infatti, quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature – ma anche verso noi stessi – ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento. L’intemperanza prende allora il sopravvento, conducendo a uno stile di vita che vìola i limiti che la nostra condizione umana e la natura ci chiedono di rispettare, seguendo quei desideri incontrollati che nel libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi, ovvero a coloro che non hanno Dio come punto di riferimento delle loro azioni, né una speranza per il futuro (cfr 2,1-11). Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l’orizzonte della Risurrezione, è chiaro che la logica del tutto e subito, dell’avere sempre di più finisce per imporsi.

La causa di ogni male, lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, con gli altri e con il creato, al quale siamo legati anzitutto attraverso il nostro corpo.

Rompendosi la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l’armonioso rapporto degli esseri umani con l’ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto (cfr Gen 3,17-18). Si tratta di quel peccato che porta l’uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsene il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri.

Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell’amore, finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole. Il peccato che abita nel cuore dell’uomo (cfr Mc 7,20-23) – e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio – porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne è dominato.

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17). Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione. Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.

Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità.

Cari fratelli e sorelle, la “quaresima” del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini (cfr Mc 1,12-13; Is 51,3).

La nostra Quaresima sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che «sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice.

CNIS a Palermo

Da sinistra: Roberto Tristano, Enrico Mori, Mons. Grech, Mons. Sgrò, Mariuccia Lo Presti

Dal 22 al 24 febbraio si è svolto a Palermo l’incontro del CNIS. Sono state giornate intense, vissute in amicizia, tra tempi dedicati alle riunioni, altri dedicati a visite nella città, e momenti conviviali.

I lavori si sono svolti all’Hotel Borsa, al centro, e ciò ha consentito a tutti di muoversi agevolmente per le vie del centro storico. Inoltre, è stato possibile apprezzare l’hotel, che è stato realizzato con un restauro ed adattamento di un palazzo, a suo tempo sede della Cassa di Risparmio.

Il clima di amicizia si è cominciato a viverlo già dai giorni precedenti, attraverso l’arrivo di vari membri del CNIS.

Nella mattina del 22 si è riunito il Consiglio del Distretto 77 che si è incontrato alla presenza di Enrico Mori, Presidente Nazionale. I lavori del CNIS, delle commissioni e della fondazione, si sono svolti tra il pomeriggio del 22 e la mattina del 23: tutto ben preparato attraverso le relazioni pervenute in precedenza, e con interventi puntuali e arricchenti.

Un momento festoso e coinvolgente si è svolto la sera del 22 presso il Seminario Arcivescovile di Palermo: dapprima la celebrazione eucaristica nella chiesa di Maria SS. in Monte Oliveto, annessa al Seminario, presieduta da S.Ecc. mons. Mario Grech, vescovo di Gozo; poi la conviviale con i seminaristi e con i membri del Serra club di Palermo. L’accoglienza del Rettore del Seminario, mons. Silvio Sgrò, e del Presidente del club, Roberto Tristano, hanno introdotto in un clima di famiglia, nella semplicità e nella gioia della condivisione. Alla fine della cena è arrivato da Agrigento anche il Card. Paolo Romeo, che si è unito ben volentieri ai presenti.

Belli anche i tempi dedicati alle visite, che hanno consentito di conoscere un po’ il patrimonio artistico-culturale di Palermo: la Cappella Palatina, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o Martorana), la chiesa di San Cataldo, la chiesa e il monastero di Santa Caterina – senza trascurare l’annessa dolceria!!! – e, per chi si è fermato anche domenica, la chiesa di San Francesco d’Assisi, e gli oratori di San Lorenzo, del Rosario e di Santa Cita.

Per il Distretto 77, e per il club di Palermo in particolare, è stata una esperienza bella, e si è percepito che è stata gradita da tutti i convenuti. Una bella occasione per rinsaldare i vincoli dell’amicizia serrana, che affonda le sue radici nell’amore a Cristo.

 

Maria Lo Presti

Club di Palermo. Le attività di marzo.

Le attività del Club di Palermo proseguono Venerdì 22 marzo alle ore 20:00 presso il Salone del Seminario: ascolteremo Padre Leoluca Pasqua, Direttore Spirituale del Seminario Arcivescovile di Palermo e Vicario Episcopale Territoriale, che ci parlerà del suo ultimo libro “Il pettegolezzo – tra malizia e superficialità” (edizioni Paoline).
Si tratta di una importante opportunità per riflettere su temi attualissimi e delicati come il valore delle parole ed il rispetto degli altri in una società dove diversi sono gli strumenti e gli stili di comunicazione. Seguirà il consueto momento conviviale con i Seminaristi.

Roberto Tristano

 

 

Buon cammino quaresimale!

A tutti i serrani d’Italia e della Svizzera italiana, l’augurio di un buon cammino quaresimale!

Proponiamo, nei link qui di seguito riportati, alcuni spunti di riflessione che speriamo possano aiutarci nella preparazione alla Santa Pasqua 2019.

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima

Omelia di Papa Francesco alla Messa delle Ceneri 2019

Quaresima 2019, Commento al Vangelo di Mons. Spinillo: Mercoledì delle Ceneri: parte 1, parte 2, parte 3

I Domenica di Quaresima 2019, , Commento al Vangelo di Mons. Spinillo

II Domenica di Quaresima 2019, , Commento al Vangelo di Mons. Spinillo

Aumentano i cattolici. In calo i sacerdoti, in crescita diaconi e missionari laici

Il sito VaticanNews pubblica i dati statistici emersi dall’Annuario Pontificio 2019 e l’Annnuarium statisticum ecclesiae 2017. Si evidenziano indici positivi di crescita dei cattolici nel 2017 rispetto all’anno precedente, ma anche una contrazione del numero  di sacerdoti e di candidati al sacerdozio. In aumento vescovi, diaconi, missionari laici e catechisti.

Per leggere tutto l’articolo di www.vaticannews.va clicca sotto.

 

 

“Per amore, Sentinelle e Profeti”. Lettera pastorale di Mons. Spinillo per il 25°anniversario dell’uccisione di Don Diana

Martedì 26 febbraio 2019, nel Salone della “Casa dei Figli” (Caritas Aversa), la lettera pastorale di Mons. Spinillo per il 25° anniversario dell’uccisione di Don Diana è stata presentata al Vicariato Urbano di Aversa da Padre Francesco Occhetta Sj, Gesuita e scrittore de “La Civiltà Cattolica”.

Una preziosa occasione per capire come, a 25 anni da quel tragico omicidio, possiamo rileggere nell’epoca contemporanea il sacrificio di don Peppino Diana.