Club di Livorno. Cena degli auguri del Santo Natale

La cena degli auguri del Santo Natale della locale sezione del Serra Club del 12 dicembre si è svolta presso lo Yacht Club di Livorno. Quali ospiti del Club erano presenti Mons. I. Costa, Vicario Generale di Livorno, in rappresentanza di S. E. S. Giusti, Vescovo di Livorno, il Dott. M. Guidi, Governatore del Distretto 71 di SERRA International Italia e due dei sacerdoti recentemente ordinati: Don M. Giavazzi e Don A. Merlino. Graditi ospiti del Club anche il Dott. F. Mascitelli, Presidente del Lions Livorno Host, il Dott. M. Giusti, Presidente Lions Porto Mediceo, l’Avv. L. Barsotti, Presidente Rotary Livorno. Hanno altresì partecipato numerosi familiari ed amici dei soci.

Dopo l’introduzione del Presidente Ing. Luigi Casale, Mons. Ivano Costa ha rivolto ai presenti il saluto e l’augurio di buon Natale. Il cappellano del Serra Club labronico, P. Gabriele Bezzi, ha sottolineato come il Natale non debba essere una logora abitudine legata al consumismo ma un evento che chiede a tutti di farne parte con responsabilità e impegno, divenendo in tal modo una vera festa della condivisione e della solidarietà, festa dell’amicizia con Dio e con i fratelli.

Come ogni anno, i tavoli preparati per la cena sono stati contraddistinti non da numeri ma da personalità di rilievo nell’ambito della storia della fede. Quest’anno il tema -scelto dalla moglie del Presidente, Giovanna Loprencipe Casale- è stato quello de “I Grandi Educatori”. Occorre ricordare che l’educazione, che oggi ci sembra una cosa scontata, in passato era privilegio di pochi abbienti e per lo più non era rivolta alle donne. I Grandi Educatori che sono stati ricordati nel corso della cena, volutamente scelti fra quelli forse meno noti (Santa Angela Merici, San Giovanni Battista de La Salle, San Marcellino Champagnat, la Serva Di Dio Victorine Le Dieu De La Raudière, San Leonardo Murialdo e il Venerabile Giovan Battista Quilici) hanno invece portato nell’ambito dell’istruzione una ventata di novità. Il loro obiettivo era infatti quello di acculturare le persone più umili, non lasciando indietro le donne. In particolare Don G. B. Quilici si spese nelle strade della sua Livorno alla ricerca dei reietti della società: prostitute, carcerati, orfani, impegnandosi a renderli donne ed uomini liberi e dignitosi.

L’impegno alla solidarietà tipica della Cena per il Santo Natale, dopo la consegna al Vicario dell’offerta per il Seminario livornese, è stato rafforzato da una piccola lotteria per raccogliere fondi per il Caritas Baby Hospital di Betlemme; il clima natalizio della serata è stato sottolineato con la consegna, a tutti i presenti, di piccoli presepi in legno di ulivo, realizzati da un artigiano cristiano di Betlemme.

 

Cristina Brigiotti Mastrosimone

CONVEGNO NAZIONALE VOCAZIONI: DATEVI AL MEGLIO DELLA VITA

 

Dal 3 al 5 gennaio si è svolto a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, il Convegno Nazionale Vocazioni 2020, presieduto dal Direttore UNPV-CEI, don Michele Gianola. Tema del Convegno: “Datevi al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). Un tema che prende spunto dall’invito che Papa Francesco ha rivolto ai giovani con un incoraggiamento a cercare, scegliere, perseverare sulle mete alte dell’esistenza. Un invito del Papa rivolto ai giovani affinché ognuno di essi possa avere una vita felice. Vocazione e felicità non sono, infatti, termini in contrapposizione: ascoltare e seguire il Signore non è promessa di una vita tiepida, triste e sofferente, ma di un futuro carico di promessa, di vita piena.

Un Convegno Nazionale al quale don Michele Gianola, con una lettera a loro indirizzata, ha invitato i serrani a partecipare, ringraziandoli per il prezioso sostegno che il Serra Italia puntualmente non fa mancare. Anche quest’anno, infatti, il Serra Italia si è fatto carico del contributo versato per potere fare accedere i seminaristi al Convegno, senza il pagamento della quota d’iscrizione.

Un invito al quale i serrani d’Italia hanno risposto prontamente con le presenze autorevoli di Enrico Mori, Presidente Nazionale del Serra Italia, di Paola Poli Storelli, Presidente Nazionale eletta, di Gianni Fiocchi, Vice Presidente Nazionale Commissione Estensioni, di Giovanni Sapia, Coordinatore della Commissione Congressi e Convention e Presidente del Serra Club di Roma, di Maria Madiai, Presidente del Serra Club di Arezzo, di Roberto Razzano, Presidente eletto del Serra Club di Roma. Un saluto e un ringraziamento sono stati rivolti, inoltre, dal nostro Presidente Nazionale, Enrico Mori, agli organizzatori e ai convenuti, con l’aggiunta di una sintesi sulle finalità del movimento Serra.

Oltre ai seminaristi, cospicua anche la partecipazione di sacerdoti, consacrati e consacrate, animatori e animatrici vocazionali, catechisti e operatori pastorali, coppie laiche impegnate nella pastorale familiare.

Il Convegno si è aperto con un’introduzione di don Michele Gianola. “Le parole di fede in questo tempo, ha esordito don Michele, hanno bisogno di un’opera di restauro capace di coniugare uno splendore antico e nuovo. Spesso annunciamo la vocazione alla vita nuova come una vita felice. Il rischio, però, è di pensare ad essa come una esistenza altra, luminosa, senza difficoltà. La felicità del Vangelo è, invece, la presenza del Signore che attraversa il quotidiano e che è fatta di esperienze buone, faticose, che sono ciò che sostiene tutta l’armonia della vita”. Riferendosi poi alle difficoltà che incontra la Chiesa per le vocazioni, don Michele ha così continuato: “Le vocazioni sono calate negli ultimi dieci anni del 18% contro un calo della popolazione giovanile dell’8%. Però se intrecciamo vocazioni e felicità forse nel cuore di ciascuno di noi c’è una sorta di vocazione, che è la chiamata alla vita, a spenderla insieme a qualcuno, per amore di qualcuno. Ciascuno di noi, ha concluso don Michele, ha uno spazio, qualcosa di buono da fare, una vita bella da spendere. In questo senso ciascuno ha quindi una vocazione”

Hanno fatto seguito gli interventi dei relatori:

-Simona Atzori, pittrice e ballerina, su: “Cosa ti manca per essere felici”

-S. Em.za Mons. Jean Claude Hollerich, Arcivescovo di Lussemburgo, Commissione Giovani della Conferenza Episcopale, su: “Una Chiesa dinamica perché i giovani possano abitarla”

-Stefano Nava, pittore, su: “Datevi al meglio della vita”

-Robert Cheaib, scrittore e docente di Teologia, Pontificia Università Gregoriana, su: “Sorpresi e chiamati dalla gioia”

Gli interventi dei relatori sono stati intervallati da:

-Dialogo e musica su: “La strada del Sole”

-Esercizi sulla vocazione e percorsi di discernimento, a cura di Assunta Staccanella, docente di Teologia Pastorale, Facoltà Teologica del Triveneto, e di Giovanni Grandi, docente di Filosofia Morale, Università degli Studi di Padova

-Conversazioni sull’educare, a cura di Johnny Dotti, Pedagogista, Università Cattolica di Milano.

Particolarmente interessante lo spazio dedicato agli esercizi sulla vocazione con tavoli di lavoro che hanno impegnato ogni singolo partecipante a un confronto comunitario con risposte e riflessioni a domande riportate su appositi questionari per offrire il frutto del proprio ascolto interiore a una successiva discussione di approfondimento e di sintesi.

Non sono mancati nei tre giorni del Convegno i momenti dedicati alla celebrazione eucaristica e alla meditazione.

Un Convegno nel complesso ben riuscito con al centro il ruolo dei giovani nel rapporto con la Chiesa e la morale cattolica, il senso di appartenenza nel discernimento alla chiamata divina, la risposta alla vocazione come dono della propria vita per la glorificazione di Dio.

 

Cosimo Lasorsa

 

 

 

 

 

 

 

Santo Natale. Gli auguri del Presidente

Natale

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

(Salvatore Quasimodo)

Auguri di pace e serenità a tutti voi e alle vostre famiglie.

Enrico Mori

Il Papa invita al cambiamento

Nel tradizionale discorso di auguri natalizi rivolto alla Curia Romana, il papa ha parlato delle trasformazioni in atto nelle istituzioni vaticane, invitando tutti – anche noi serrani – al cambiamento. Riportiamo qui di seguito il discorso in versione integrale.

(Fonte: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2019/12/21/curia-romana.html)

***

«E il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi» (Gv 1,14).

Cari fratelli e sorelle,

a tutti voi il mio cordiale benvenuto. Ringrazio il Cardinale Angelo Sodano per le parole che mi ha rivolto, e soprattutto desidero esprimergli la mia gratitudine, anche a nome dei Membri del Collegio Cardinalizio, per il prezioso e puntuale servizio che Egli ha svolto quale Decano, per lunghi anni, con disponibilità, dedizione, efficienza e grande capacità organizzativa e di coordinamento. Con quel modo di agire della “rassa nostrana”, come direbbe Nino Costa [scrittore piemontese]. Grazie di cuore, Eminenza! Adesso tocca ai Cardinali Vescovi eleggere un nuovo Decano; spero che scelgano qualcuno che si occupi a tempo pieno di questa carica tanto importante. Grazie.

A voi qui presenti, ai vostri collaboratori, a tutte le persone che prestano servizio nella Curia, come pure ai Rappresentanti Pontifici e a quanti li affiancano, auguro un santo e lieto Natale. Ed agli auguri aggiungo la riconoscenza per la dedizione quotidiana che offrite al servizio della Chiesa. Grazie tante! ... Continua a leggere

La Congregazione Benedettina Silvestrina

Con la presentazione della Congregazione Benedettina Silvestrina ha inizio il progetto, presentato al CNIS svoltosi a Torino lo scorso ottobre, finalizzato a fare conoscere la ricchezza della spiritualità della vita consacrata, nella radicalità di un incontro d’amore con il Signore. Papa Benedetto XVI ha definito i consacrati sentinelle di luce all’interno del popolo di Dio, che scorgono e annunciano la vita nuova  già presente nella nostra storia. Invitiamo pertanto i Serra Club a voler dare voce agli Istituti Religiosi presenti nei propri territori condividendone, attraverso il portale, la storia, la specificità del carisma, la missione ed anche qualche dato statistico circa la loro diffusione.

Attendiamo il contributo di tutti!!!

***

La Congregazione Benedettina Silvestrina, in origine denominata Ordine di San Benedetto di Montefano, è sorta a Fabriano nelle Marche nel secolo XIII a opera di San Silvestro abate, la cui memoria liturgica si celebra il 26 novembre (il 31 dicembre si festeggia San Silvestro papa). Attualmente opera in cinque continenti.

Fondatore

Silvestro nacque a Osimo, una città a metà strada tra Ancona e Loreto, nel 1177. Secondo la tradizione apparteneva alla nobile famiglia dei Guzzolini.

Ancora adolescente Silvestro fu inviato dal padre Gislerio a Bologna per addottorarsi in legge. Dopo breve tempo, però, sentendo la chiamata del Signore, all’insaputa del genitore si applicò allo studio della teologia e della sacra scrittura. Ritornato a Osimo, dovette superare l’ostilità del padre –  che per dieci anni non gli rivolse la parola – prima di poter abbracciare lo stato ecclesiastico e di essere assunto tra i canonici della cattedrale di Osimo.

Ben presto, tuttavia, Silvestro ebbe dei contrasti con il proprio vescovo, che teneva un comportamento non del tutto esemplare e cercava ogni pretesto per privarlo del beneficio canonicale.

Un giorno Silvestro rimase particolarmente colpito dal passo evangelico: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Matteo 16,24) e comprese che tali parole erano dette proprio per lui.

Silvestro rimase anche turbato davanti al sepolcro aperto di un giovane parente da poco defunto, già di bellissimo aspetto e ora in decomposizione, e pensò: «Quello che lui era, io lo sono; quello che lui è, io lo sarò». E presa coscienza della vanità del mondo, nel 1227 lasciò il canonicato e la città natale, ritirandosi a vita solitaria fra i dirupi della gola della Rossa nel territorio di Serra San Quirico in una grotta denominata Grottafucile, dove condusse vita di aspra penitenza e di assidua preghiera, cibandosi spesso soltanto di erbe crude.

A Grottafucile Silvestro accolse i primi discepoli e costituì una comunità monastica sotto la Regola di San Benedetto. Intitolò il suo primo monastero alla Vergine Maria.

Nel 1231 Silvestro fondò un secondo monastero presso Fabriano, in prossimità della cima di Monte Fano, dedicandolo a San Benedetto. Questo cenobio fu scelto dal fondatore come Casa Madre della sua famiglia monastica, che ottenne l’approvazione canonica da Innocenzo IV nel 1248 con la denominazione di «Ordine di San Benedetto di Montefano».

Alla morte, avvenuta il 26 novembre 1267, Silvestro lasciava 12 monasteri e 120  monaci. Le sacre spoglie di Silvestro furono riposte nella chiesa di Montefano, dove tuttora sono conservate in un’urna di bronzo e cristallo.

Subito dopo la morte Silvestro godette di culto a livello popolare, ma il riconoscimento ufficiale della sua santità avvenne dopo più di tre secoli. Fu nel 1598 che, per espressa volontà di Clemente VIII,  il nome di Silvestro venne inserito nel martirologio romano al 26 novembre, dies natalis del Santo, cioè giorno della sua nascita al cielo, alla vera vita, a cui tutti siamo chiamati e verso cui tendiamo: l’incontro definitivo con il Signore.

Con la bolla Sanctorum virorum del 23 settembre 1617 Paolo V riconobbe ufficialmente la santità di Silvestro Guzzolini, fondatore della Congregazione dei monaci silvestrini, insigne per virtù e miracoli, arricchito da Dio di grandi doni spirituali e in particolare favorito del privilegio di ricevere la comunione dalle mani della Beata Vergine.

L’importante riconoscimento segnò il passaggio del titolo del monastero di Montefano da «San Benedetto» a «San Silvestro» e dell’Ordine da «Ordine di San Benedetto di Montefano» a «Congregazione Silvestrina».

Nel 1890 Leone XIII inserì il nome di San Silvestro nel calendario universale della Chiesa.

San Silvestro è compatrono della città di Fabriano insieme con San Romualdo, fondatore dei monaci camaldolesi.

Storia

Dopo la morte del fondatore la Congregazione Silvestrina si sviluppò soprattutto nell’Italia centrale con molti monasteri, non più fondati in luoghi solitari come al tempo di Silvestro, ma prevalentemente in aree urbane o suburbane.

Sotto il governo dei priori generali Bartolo da Cingoli (1273-1298) e Andrea di Giacomo da Fabriano (1298-1325) vennero fondati dodici monasteri e furono acquisite due parrocchie (San Marco di Firenze e San Benedetto di Fabriano).

Con il successore di Andrea di Giacomo ebbe inizio la serie dei tredici priori generali commendatari nominati direttamente dai papi. Sotto il regime commendatario la Congregazione Silvestrina conobbe un lungo periodo di stasi e di contenimento, imputabile anche all’instabilità politica dello Stato Pontificio, alle pestilenze (terribile la peste nera del 1348), alle ricorrenti carestie e ai terremoti.

Nel 1544 Paolo III abolì la commenda nella Congregazione Silvestrina e ridusse a tre anni la durata del mandato del priore generale, fino allora a vita.

La ripresa della Congregazione Silvestrina ebbe inizio durante il concilio di Trento (1545-1563) con la visita apostolica del gesuita Nicolò Bobadilla (1555-1556), uno dei primi compagni di sant’Ignazio di Loyola, e proseguì per tutto il Cinquecento.

Dal 1565 fino ai primi anni del Seicento la Congregazione Silvestrina ebbe stretti rapporti con il monachesimo portoghese e brasiliano. I contatti sono confermati anche dalla presenza nel coro della chiesa del monastero di San Benedetto a Rio de Janeiro di una tela della seconda metà del Seicento raffigurante San Silvestro che riceve la comunione dalle mani della Vergine Maria.

Nel 1610 il titolo di «priore generale» fu sostituito con quello di «abate generale», la cui sede nel 1925 venne trasferita a Roma (in precedenza era a Fabriano). Il mandato dell’abate generale fu prolungato a quattro anni nel 1683 e a sei nel 1764, come è al presente.

Nella prima metà del Seicento la Congregazione Silvestrina conobbe un forte incremento numerico e una notevole diffusione geografica, anche se limitata ai confini nazionali. Nel 1650 i monasteri silvestrini erano 29 e i monaci 150.

La soppressione dei piccoli conventi (con meno di 6 religiosi), attuata dal papa Innocenzo X nel 1652, fu una vera bufera che si abbatté sulla Congregazione Silvestrina: vennero forzatamente chiusi ben quindici monasteri, i cui beni furono in gran parte incamerati dai vescovi diocesani per la costruzione dei seminari.

Nel Settecento non si ebbero nuove fondazioni fra i Silvestrini: all’inizio del secolo i monaci erano 145, distribuiti in 15 monasteri: dieci nelle Marche, due in Umbria, due nel Lazio e uno in Abruzzo (S. Antonio di Pescina, fondato nel 1660 dopo la soppressione innocenziana).

Valore episodico, anche se il fatto riveste notevole interesse per il monachesimo benedettino italiano che nel Settecento rimase estraneo al vasto fenomeno di evangelizzazione di continenti extraeuropei, ebbe l’iniziativa missionaria del silvestrino Giuseppe Marziali in Cocincina (oggi Vietnam meridionale) negli anni 1732-1740.

L’Ottocento è il secolo delle soppressioni (1810, 1861, 1866), ma per la Congregazione Silvestrina è anche l’inizio di un processo di espansione all’estero, che è proseguito fino ai nostri giorni: nel 1845 fu aperta una missione in Sri Lanka (il primo vescovo europeo di Colombo fu il silvestrino Giuseppe Bravi), cui seguirono le fondazioni negli Stati Uniti d’America (1910), in Australia (1949), in India (1962), nelle Filippine (1999) e, da ultimo, nella Repubblica Democratica del Congo (2006).

Attualmente i monasteri silvestrini sono 23 e i monaci 210.

La Congregazione Silvestrina fa parte della Confederazione Benedettina – istituita da papa Leone XIII nel 1893 – che comprende 19 Congregazioni monastiche.

Ora et labora

Il motto ora et labora ha da sempre delineato l’immagine del monaco e del monastero benedettino. La giornata del monaco è scandita dalla preghiera e dal lavoro.

La comunità monastica si riunisce a ore fisse durante il giorno, cominciando dal mattino presto, per i vari momenti della «Liturgia delle Ore» e per la celebrazione eucaristica. Ci sono poi i tempi della preghiera personale e della lettura orante della Parola di Dio (lectio divina). L’ufficio divino in coro (opus Dei) fa parte integrante della vita monastica, consacrata al culto di Dio.

La vita comune è concepita come vita di famiglia, nello spirito di Cristo, di cui l’abate/priore fa le veci, senza distinzione tra sacerdoti e fratelli, nella comunione dei beni.

Il monaco emette i voti di stabilità (stabilitas), di obbedienza (obedientia) e di conversione dei costumi (conversio morum), che comprende anche i voti di castità e povertà.

Sono aggregati spiritualmente alla comunità monastica gli oblati secolari, cioè singoli o coppie che ispirano il proprio cammino di fede ai valori della Regola di San Benedetto in un rapporto equilibrato tra tensione verso Dio e impegno nelle responsabilità quotidiane.

Gli oblati si incontrano periodicamente presso la comunità monastica cui sono associati, pregano con i monaci, ascoltano la Parola e tentano di coltivare con semplicità lo stile di vita spirituale che San Benedetto propone.

Il lavoro nella Congregazione Silvestrina ha avuto lungo i secoli molteplici espressioni, dovute sia al diverso rapporto con la società nelle varie epoche, sia all’ambiente in cui le comunità silvestrine operarono: dall’opus manuum (lavoro dei campi), prevalente nel secolo XIII, allo studio e all’insegnamento nei secoli successivi, dall’impegno nella trascrizione dei codici a quello dell’apostolato (cura d’anime – missioni), dall’inserimento nella vita civile ed ecclesiastica alla predicazione, dall’attività educativa a quella artistica e artigianale.

In particolare merita di essere segnalato il ruolo non irrilevante svolto dai monaci di Montefano – come studi recenti hanno ampiamente dimostrato – nelle vicende e nello sviluppo della lavorazione della carta, le cui origini a Fabriano si fanno risalire al secolo XIII. I silvestrini hanno posseduto opifici per la lavorazione della carta fino al 1725.

All’interno dei monasteri viene praticata anche l’ospitalità: nella foresteria sono accolte persone che desiderano condividere la preghiera e l’esperienza spirituale dei monaci.

Con la diffusione della Congregazione Silvestrina in Asia e in Africa, dove è concentrata la maggior parte dei suoi monasteri, il labora si concretizza soprattutto nell’attività educativa delle popolazioni locali, in massima parte non cattoliche. Migliaia sono i ragazzi, gli adolescenti e i giovani che vengono istruiti nelle scuole dirette dai monaci, frequentate soprattutto da alunni di religione induista, buddista e musulmana. Gli alunni si abituano così a praticare la tolleranza, il rispetto reciproco, la convivenza pacifica e collaborativa, che lasciano ben sperare per il futuro di quelle popolazioni.

Tolleranza, rispetto e pacifica convivenza sono i valori contenuti nella Regola consegnata da San Benedetto alle sue comunità, che il San Silvestro ha fatto propri e che i suoi monaci continuano a trasmettere per creare una società più coesa, nel rispetto delle diverse opinioni politiche, abitudini culturali e credenze religiose.

Club di Cascina. la Fede nasce dall’ascolto: come mettersi in ascolto della parola di Dio.

Ortoprassi: un concetto per superare due modi talvolta alternativi di intendere la fede. Da un lato l’ortodossia che può sfociare in un dogmatismo impermeabile alle vicende umane. Dall’altro una fede focalizzata sulla morale che però potrebbe condurre a stabilire il primato dell’azione sulla contemplazione e quindi portare ad una azione non correttamente orientata. E’ intorno a questo concetto poco praticato che si è sviluppata la “lezione” formativa che il prof. Salani ha svolto presso il Serra Club di Cascina dal titolo: la Fede nasce dall’ascolto: come mettersi in ascolto della parola di Dio.

Figura di riferimento è la Madonna: Maria che ascolta l’annuncio dell’angelo e che si affida. Ma il suo affidarsi è un modello nel coniugare fede e prassi. Maria, insieme a ciò che umanamente appare inverosimile, ossia l’annuncio del concepimento verginale, ascolta anche l’annuncio del concepimento in età avanzata da parte della cugina Elisabetta. Ed è qui che la Sua fede si manifesta con la concretezza della prassi: non solo un “avvenga di me secondo la tua parola”, ma anche la decisione di una azione: mettersi “in viaggio in tutta fretta per la montagna verso la città della Giudea” dove abitava Elisabetta. E non era un viaggio da poco: da Nazaret, per andare in Giudea, si deve attraversare tutta la Samaria!

Prima di tutto, quindi, ascoltare. E’ Dio stesso, del resto, che ce lo chiede come lo ha chiesto ai discepoli dopo la trasfigurazione: “Questi è il mio figlio prediletto; ascoltatelo!” Ma è un ascolto contestualizzato nel mondo ebraico laddove ascoltare è riferito sempre ad un “ascolto realizzante”. E’ un mettersi alla sequela di Gesù che appena disceso dal monte della trasfigurazione agisce e guarisce l’epilettico.

Ma se la fede nasce dall’ascolto, a noi ci si presenta intanto un primo interrogativo: dove ascoltare Dio.

Ebbene. Anche se non siamo la “religione del libro”, è nel Libro, nella Bibbia, nel Vecchio e Nuovo Testamento che incontriamo un Dio che ci parla. Gesù è il Logos, la Parola. L’altro luogo in cui ascoltare è la liturgia Eucaristica nella quale incontriamo Dio non solo realmente nel corpo eucaristico di Gesù ma anche nella Sua parola proclamata e spiegata nell’omelia. Non per nulla Papa Francesco ha dedicato ampio spazio all’interno della esortazione apostolica “Evangelii gaudium” proprio al modo di presentare la Parola di Dio.

Si pone, poi, il problema di come predisporci all’ascolto, come mettersi in ascolto della Parola di Dio. Essenziale è anzi tutto la preghiera allo Spirito Santo. Poi anche un metodo pratico che, secondo il prof. Salani, è quello di scegliere un testo, leggerlo più volte e farci interpellare. Di aiuto sarebbe certamente il silenzio: fare deserto nel caos delle mille voci che ci contornano. E’ nel silenzio che Dio più facilmente ci parla: nel 1° libro dei Re si legge di Elia che ascolta e riconosce Dio in una brezza leggera.

Ed infine: come dimostrare la nostra fede nata dall’ascolto della Parola di Dio? Perché qui il rischio è quello di scadere in uno sterile dogmatismo, in una religiosità farisaica, in una mera osservanza di regole e precetti. Qui ritorna il concetto di ortoprassi. Il prof. Salani ha citato l’esempio di Zaccheo. Lui sale sul sicomoro incuriosito ma poi ascolta Gesù: “Zaccheo, scendi perché stasera devo fermarmi a casa tua”. Da quella parola nasce la sua fede che si concretizza col fare: “da oggi do ai poveri la metà dei miei beni e se a qualcuno ho rubato restituisco quattro volte tanto”. Ma è Gesù stesso che ci invita all’azione come modo essenziale per dare ragione della nostra fede: “se dunque v’ho lavato i piedi io, il Signore e il Maestro, dovete anche voi lavarvi i piedi l’un l’altro”. E’ l’agire che deve dare ragione della nostra fede, un agire ad essa conforme per non essere frutto di un moralismo essenzialmente laico; un agire che si esplicherà nei tanti modi a secondo delle capacità, delle vocazioni e dei “talenti” di ciascuno. Ma anche attraverso la testimonianza resa dall’attività delle associazioni cattoliche e quindi, anche dall’attività del “Serra Club”.

Paolo Chiellini

Convocazione del CNIS e dell’Assemblea Straordinaria dei Delegati dei Club a Napoli, 7-9 febbraio 2020

Carissimi amici,

il Presidente Nazionale ha convocato la quinta riunione del CNIS, seconda del corrente anno sociale, e l’Assemblea Straordinaria dei Delegati dei Club che si terranno a Napoli dal 07 al 09 febbraio 2020 presso l’Hotel NH Napoli Panorama in via Medina, 70 (tel. 081 410 5111).

In linea di massima i lavori avranno il seguente svolgimento:

Venerdì 07 febbraio:

  • Comitato Esecutivo ore 14,30-16,30;
  • C.d.A. della Fondazione ore 16,00-18,00;
  • CNIS ore 17,00-20,00.

Sabato 08 febbraio:

  • Accreditamento Delegati dei Club ore 9,00-10,00;
  • Assemblea straordinaria dei Delegati dei Club ore 10,00-13,00;
  • Prosecuzione CNIS ore 14,30 –17,30

Si allegano pertanto qui di seguito:

  • lettera del Presidente di convocazione dell’Assemblea;
  • comunicazione dello scrivente di convocazione dell’Assemblea contenente le informazioni logistiche;
  • credenziale di accreditamento per l’Assemblea del delegato/rappresentante del Club da inviare in formato pdf alla Segreteria Nazionale entro il 18 gennaio 2020 e da consegnare in originale dal delegato/rappresentante all’ufficio accreditamento operante presso la sede della riunione;
  • scheda di prenotazione alberghiera da consegnare al delegato/rappresentante per la compilazione ed inoltro alla Segreteria Nazionale entro il 10 gennaio 2020 per l’eventuale  prenotazione del/dei pernottamenti e/o del/dei pasti.
  • scheda di prenotazione alberghiera per i componenti del CNIS.
Raccomando il rispetto dei tempi di prenotazione per evitare spiacevoli inconvenienti con la struttura ospitante.
Fraterni saluti
Luigi Ferro

The Serran, il numero di dicembre della rivista di Serra International

E’ uscito il numero di dicembre della rivista The Serran, organo ufficiale di Serra International. In questo numero vengono presentati alcuni dei tangibili risultati ottenuti dalle donazioni che Serra International Foundation ha elargito negli ultimi due anni ad organizzazioni di tutto il mondo che promuovono e sostengono le vocazioni alla vita consacrata.

Convegno nazionale vocazioni 2020

Nelle date 3-5 Gennaio 2020 a Roma,  presso l’Ergife Palace Hotel, si svolgerà il Convegno nazionale vocazioni dal tema: “Datevi  al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). 
Come di consueto, il Serra International Italia ha voluto promuovere la più ampia partecipazione dei seminaristi, facendosi carico delle quote di iscrizione.
Riportiamo qui di seguito la lettera con cui don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, rivolge a noi serrani l’invito a partecipare ai lavori del Convegno.
***
Carissimi amici Serrani,... Continua a leggere
Vi invito, inoltre, a visitare il nostro servizio di ecommerce www.vocazioni.store aperto al fine di rendere più accessibili i sussidi e il materiale prodotto dall’Ufficio a servizio degli operatori di pastorale vocazionale.
Colgo l’occasione per invitarvi anche al Seminario 35° Seminario sulla Direzione Spirituale che si svolgerà ad Assisi dal 14 al 17 aprile 2020 sul tema: «“È questo il tempo”. Accompagnare la vocazione tra esperienze puntuali e cammini ordinari».
Ringraziandovi del prezioso sostegno, vi invito a promuovere l’abbonamento alla Rivista Vocazioni che abbiamo rinnovato non soltanto nella grafica ma anche in una significativa apertura al web così da diventare ancora di più strumento utile per la diffusione della cultura vocazionale. Sul sito www.rivistavocazioni.chiesacattolica.it sul quale, oltre ai nuovi contributi, stiamo caricando tutto l’archivio storico della Rivista.
A tutti un buon cammino d’Avvento e un santo Natale,
don Michele Gianola
Direttore UNPV-CEI
***
E’ possibile effettuare la prenotazione on line collegandosi direttamente al sito delle iscrizioni del Convegno Nazionale  o inviando via mail la scheda d’iscrizione.
E’ possibile scaricare qui di seguito il depliant e la scheda d’iscrizione del prossimo Convegno Nazionale Vocazionale.

 

Lettera ai Serrani di Sua Ecc. Mons. Patron Wong, consulente Episcopale di Serra Italia

Pubblichiamo la Lettera che Sua Ecc.Mons. Jorge Carlos Patron Wong, consulente Episcopale di Serra Italia, rivolge a tutti i soci dei Serra Club d’Italia e della Svizzera Italiana nella quale ci introduce al Tema nazionale per l’anno sociale ‘La fede non è un’idea: è un incontro con Gesù”. Il testo della lettera che è anche disponibile sul Bellringers recentemente distribuito.

Cari amici serrani,

nell’ultimo Documento del Magistero, che Papa Francesco ci ha offerto a margine del Sinodo sui Giovani, viene messa a fuoco la necessità e l’importanza di non procedere all’annuncio della fede con formule e risposte pre-confezionate, bensì seguendo la logica del Vangelo, che fa leva sulla bellezza di una chiamata e di un’amicizia personale che Gesù stesso stabilisce con coloro che invita a partecipare alla missione del Regno di Dio. ... Continua a leggere