Le giornate mondiali della Chiesa

 

Le Giornate Mondiali sono ricorrenze che si celebrano annualmente su scala internazionale per la sensibilizzazione di temi o argomenti di particolare interesse. Sono normalmente promosse dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) oppure dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). A queste si aggiungono quelle proclamate dalla Chiesa Cattolica a seguito di istituzione del Sommo Pontefice.

Di seguito, in breve sintesi, le Giornate Mondiali della Chiesa e sui motivi dell’istituzione.

Giornata Mondiale della Pace. Istituita da Papa Paolo VI l’8 dicembre 1967, fu celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968, giorno dedicato dalla Chiesa alla solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, “come augurio e come promessa, all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo, che sia la pace, con il suo giusto e benefico equilibrio, a dominare lo svolgimento della storia avvenire”. Indica poi che la pace vera, la pace giusta ed equilibrata suppone il riconoscimento sincero dei diritti della persona umana e dell’indipendenza delle singole Nazioni. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 gennaio.

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria. Istituita da Papa Pio XII il 4 dicembre 1950, fu celebrata per la prima volta il 6 gennaio 1951, giorno liturgico dell’Epifania, come giornata di preghiera e di raccolta fondi a sostegno dell’infanzia nel mondo. Occasione speciale, inoltre, per aiutare i ragazzi a scoprire il particolare aspetto dell’identità missionaria e a viverlo in prima persona come veri e propri annunciatori del Vangelo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 6 gennaio.

Giornata della Vita Consacrata. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1997, fu celebrata per la prima volta il 2 febbraio  1997, giorno liturgico della presentazione di Gesù al Tempio, con il triplice scopo di rispondere all’intimo bisogno di lodare più solennemente il Signore e ringraziarlo per il grande dono della vita consacrata, di promuovere la conoscenza e la stima per la vita consacrata da parte dell’intero popolo di Dio, di prendere viva conoscenza della consapevolezza dell’insostituibile missione dei consacrati nella Chiesa e nel mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 2 febbraio.

Giornata Mondiale del Malato. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 1992, fu celebrata per la prima volta l’11 febbraio 1993, giorno  liturgico della Madonna di Lourdes, come momento di riflessione sulle tematiche legate alla salute e alla cura. Giornata speciale di preghiera e di condivisione da dedicare a quanti soffrono nella malattia, di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti degli operatori sanitari che li assistono, di sostegno ai familiari e a quanti condividono la sofferenza. Da rinnovare ogni anno alla stessa data dell’11 febbraio.

Giornata Mondiale della Gioventù. Istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1985 in occasione della celebrazione dell’Anno Santo della Redenzione, fu celebrata per la prima volta a Roma il 23 marzo 1986. Ha lo scopo di manifestare l’attenzione della Chiesa verso le nuove generazioni per ritrovarsi insieme, condividere le loro esperienze, ascoltare una parola di fede, guardare a un futuro migliore e confermare il loro impegno spirituale e culturale al servizio della Chiesa stessa. Da rinnovare, a carattere biennale o triennale, nella Domenica delle Palme, settimana precedente la Pasqua.

Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Istituita da Papa Paolo VI il 23 gennaio 1964, fu celebrata per la prima volta il 12 aprile 1964 con lo scopo di risvegliare nel popolo di Dio l’importanza di pregare per il dono delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata perché “ove numerose sbocciano le vocazioni allo stato ecclesiastico e religioso, là si vive generosamente secondo il Vangelo”. Occasione di riflessione affinché la Chiesa si unisca per invocare il Padre a suscitare nei giovani il desiderio di vivere al servizio del Signore. Da rinnovare ogni anno la IV domenica di Pasqua, nota come “domenica del Buon Pastore”.

Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali. Istituita con decreto conciliare nel 1963, al fine di rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa nel settore delle comunicazioni, fu celebrata per la prima volta da Papa Paolo VI il 7 maggio 1967. Occasione per avere non soltanto una stampa cattolica, ma per attuare una presenza della Chiesa nella grande informazione affinché “con l’aiuto di Dio e della Vergine Santissima, possano essere conseguiti quei frutti che la Giornata si ripromette”. Da rinnovare ogni anno la domenica che precede la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Santificazione Sacerdotale. Istituita da Papa Giovanni Paolo II 25 marzo 1995 fu celebrata per la prima volta nel giorno della festività del Sacro Cuore. Una correlazione con la quale s’intende richiamare i presbiteri alla riscoperta del dono ricevuto e della gioia della missione loro affidata e per ricordare agli uomini di Dio di coltivare nel proprio cuore “un grande anelito di santità” per percorrere le vie di chi si è fatto simile a Cristo perché “allora il nostro sacerdozio sarà fecondo e salvifico in ogni sua dimensione”. Da rinnovare ogni anno il terzo venerdì dopo la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Istituita da Papa Francesco nel 2015 quando divulgò l’Enciclica “Laudato Sì”, fu celebrata la prima volta il 1 settembre 2015 con le finalità di riflettere sulla casa comune, rispettare il creato perché volere di Dio, porre riparo ai danni creati al pianeta. Occasione per meditare su quanto il pianeta sia in pericolo e su quanto le disuguaglianze sociali siano aumentate a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse, che hanno causato alterazioni degli ecosistemi e sacche di povertà in tante parti del mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 settembre.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Istituita da Papa Benedetto XV il 6 dicembre 1914 in segno di sollecitudine pastorale nei confronti di tantissimi profughi che cercavano scampo dalla devastazione della grande Guerra, fu celebrata la prima volta in concomitanza con la prima domenica di Quaresima 2015. Occasione per la Chiesa di dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, pregare per il superamento dei pericoli ai quali vanno incontro, aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalle migrazioni. Da rinnovare ogni anno nell’ultima domenica di settembre.

Giornata Mondiale Missionaria. Istituita da Papa Pio XI nel 1926 come giornata di preghiera e di propaganda missionaria nel mondo per richiamare l’attenzione sui numerosi bisogni della Chiesa, fu celebrata la prima volta il 17 ottobre 1926. Occasione per la costituzione di un “fondo di solidarietà”, da ripartire tra le cosiddette “Chiese di missione” secondo le necessità di ognuna. Organizzazione e cura del “fondo di solidarietà” affidate alle Pontificie Opere Missionarie al fine di assicurare che tutte le Comunità, anche le più piccole, possano ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. Da rinnovare ogni anno nella penultima domenica di ottobre.

Giornata Mondiale dei Poveri. Istituita da Papa Francesco il 13 giugno 2017, al termine del Giubileo della Misericordia, con la Lettera Apostolica “Misericordia et misera” fu celebrata per la prima volta il 19 novembre 2017. Invito alla Chiesa e agli uomini e donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo su quanti tendono la mano gridando aiuto e chiedendo solidarietà. Appello a non restare indifferenti a fronte del dolore, dell’emarginazione, del sopruso, della violenza e di quanti sono privati della dignità perché i poveri sono “una risorsa a cui attingere e vivere l’essenza del Vangelo”. Da rinnovare ogni anno nella XXXIII domenica del tempo ordinario.

Giornata Mondiale delle Claustrali. Istituita da Papa Pio XII nel 1953 e dedicata a tutte le comunità claustrali per far conoscere la vera essenza della vita di clausura e contemplativa, fu celebrata per la prima volta il 21 novembre 1953, festività della Presentazione della Beata Vergine Maria. Momento di preghiera e di condivisione per quante, sull’esempio di Maria, Madre di Dio, si dedicano alla vita contemplativa attraverso l’obbedienza, la castità e la povertà. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 21 novembre.

 

Cosimo Lasorsa

 

 

I tre regali del Signore per la Pasqua

Condividiamo il video, in spagnolo, pubblicato da Mons. Patron Wong con una riflessione pasquale.

Auguri di Santa Pasqua dal Presidente della Fondazione BJS

Care Amiche ed Amici Serrani,

ho voluto aprire questo mio breve pensiero in occasione della Santa Pasqua con un’immagine della nostra tradizione: il dipinto “Ultima cena” (G.C. Procaccini) che si trova nella Basilica della SS. Annunziata a Genova e che costituiva il soggetto della copertina di una confezione di biglietti augurali distribuiti dalla Fondazione a tutti i soci del Serra. Primi anni della nostra FIBJS.  Tanto entusiasmo e speranza per un impegno comune e concreto. Dobbiamo esserne attivi custodi e coscienti di aver ricevuto dai fondatori un dono meraviglioso.

La Speranza. La Santa Pasqua di questo 2021 più che mai non può che essere nella luce della speranza ispirata dalla Verità. Lo scorso anno scrivevo che… i nostri occhi oggi guardano alla “Verità” del Cristo che si concretizza nel dramma umano che stiamo vivendo…………..gli animi sono messi a nudo al cospetto della verità che ci circonda che, necessariamente, dovrà diventare la “Verità” della fratellanza…..

Ancora oggi è cosi. La prova è diventata ancora più dura, immensa nella sua dimensione. Ed il Suo esempio ci aiuterà a superare la rassegnazione, talvolta l’egoismo o l’indifferenza, pensando che anche questo sia per noi un Passaggio. Un Passaggio da vivere con intensa interiorità e da comunicare in maniera esemplare al mondo che ci circonda.

Questo è il mio augurio per la Santa Pasqua: che noi tutti si possa essere testimoni di misericordia portando sempre nel cuore il Santo Crocifisso.

Una buona Santa Pasqua,

Marco Crovara

Tigullio. Pubblicazione del periodico del Club

A nome del Presidente del Serra Club Tigullio e del Socio Fondatore Francesco Baratta ho il piacere comunicare la pubblicazione del numero di marzo 2021 del periodico del club Tigullio il cui direttore è il Comm. Francesco Baratta.

La rivista è disponibile sul sito del Club: http://www.serratigullio.it/index.htm

 

Club di Latina. “Torneremo (diversamente) normali grazie anche al Serra Club”

Nella primavera del 2020, proprio durante la fase più acuta e drammatica della pandemia da covid-19, quando gli italiani ascoltavano allarmati e spauriti le notizie su quanto stava avvenendo soprattutto nella parte settentrionale del Paese e guardavano al futuro con paura e preoccupazione, una emittente radiofonica privata, ascoltata nell’intero territorio nazionale, fece passare con frequenza uno spot pubblicitario, che, volendo essere rassicurante e positivo, diffondeva il seguente slogan: “Presto tutto tornerà come prima”.... Continua a leggere

 

Adolfo Gente

Club Pontremoli Lunigiana. Incontri online in preparazione della Pasqua

Il Serra Club Pontremoli-Lunigiana, ha organizzato, in remoto, nello stile di fraternità che caratterizza l’Associazione, due significativi incontri nella settimana che precede la Santa Pasqua.

Il primo incontro ha avuto come relatore il cappellano del Club Mons. Antonio Costantino Pietrocola con una catechesi sulla Settimana Santa.

Il secondo incontro ha visto partecipare i seminaristi della Diocesi con il rettore Don Marco Baleani.

Partendo da quanto si svolgeva già nell’antichità durante la Settimana Santa, Don Antonio ha ricordato ai serrani che la liturgia pasquale è una liturgia battesimale e che ognuno deve accogliere Cristo e vivere con Lui la Pasqua soprattutto nel proprio cuore.

Il triduo pasquale è costituito dal giorno della morte il venerdì, dal giorno dell’attesa o sepoltura il sabato e dal giorno della risurrezione a partire dalla sera prima della Domenica di Pasqua. La veglia di Pasqua ha inizio con il buio e nell’oscurità si svolge il rito dell’accensione del fuoco che, di fatto, accende la grande luce della notte della speranza. La grande Luce è costituita dal cero pasquale, dal quale, prima il sacerdote e poi tutta l’assemblea accendono le loro candele, illuminando la chiesa, a testimonianza del Cristo Risorto.

Don Antonio ha rammentato che quando parliamo di luce, d’illuminazione, non possiamo non pensare all’illuminismo, alla ragione, ma rimarcando che “illuminazione” è anche uno dei nomi del battesimo perché mediante la luce del Cristo risorto viene dato il senso della nostra vita, che è la forza della Pasqua, e che la morte e il dolore non hanno l’ultima parola, la dimensione dell’eternità è lo specifico del cristianesimo.

Non ci possiamo accontenare di qualcosa che allunghi la vita e non risponda alla domanda del senso della mia vita, del mio invecchiare, del mio morire se non c’è la speranza di “andare a stare meglio”. Come poter vivere la propria esistenza in compagnia di Gesù, senza mettersi nella dimensione di fede e se non mi metto nell’amicizia con il Signore?

Uno degli scopi del movimento serrano è la diffusione della cultura cristiana e per questo si impegna a promuovere nella società civile una cultura favorevole alle vocazioni fondamentali della vita, in particolare a quelle del sacerdozio e della vita consacrata ed è proprio basandosi sull’amicizia che si è tenuto l’incontro con i seminaristi della Diocesi e con il rettore Don Marco Baleani.

Con il contributo di immagini e brevi meditazioni, proposte dai seminaristi, i partecipanti, hanno avuto modo di ripercorrere le 14 stazioni della Via Crucis vissuta da Nostro Signore Gesù, in maniera semplice ma con intensità di condivisione e preghiera.

Entrambi gli incontri si sono svolti con la speranza che a breve ci si possa incontrare in presenza e, nel segno del Cristo Risorto, con l’augurio di vivere in letizia ed amore la Santa Pasqua. – e.m

Santa Pasqua 2021. Gli auguri del Presidente.

 

Cari amici serrani,

anche quest’anno sarà una Santa Pasqua differente da come ogni credente vorrebbe.

La pandemia che ci ha colpito, pare non concedere tregua e quindi dovremo, volenti o nolenti, adeguarci alle restrizioni previste per il contenimento dell’infezione.

Tutte queste restrizioni, necessarie per la tutela della nostra salute, ci hanno resi più apprensivi, meno portati ad ascoltare il nostro prossimo, ci siamo chiusi in noi stessi, soltanto gli affetti a noi più cari danno sicurezza, tuttavia dobbiamo riflettere sul vero senso della nostra vita cristiana e su che cosa il Signore ci chiede.

Molto spesso ci aspettiamo di ricevere una ricompensa per quanto facciamo, ma proprio qui sta l’errore, giacché non abbiamo capito che il premio è già in quanto facciamo: se amiamo, già il nostro amore è la ricompensa, il paradiso, altrimenti vuole dire che non abbiamo imparato a “gustare” quello che stiamo mangiando.

Il Signore, ci ha consegnato una “vigna” preziosa da coltivare perché dia frutto, non è altro che la nostra vita, la comunità dei credenti e l’umanità tutta, ma molto spesso ce ne approfittiamo come se fosse soltanto una cosa di nostra proprietà, dimenticandoci che poi “Lui” ce ne chiederà di conto e, questo, non lo accettiamo, ma così facendo diamo inizio a tutti i nostri mali.

Durante questa prima parte di Quaresima, diverse volte mi sono chiesto del come faccio le cose, le faccio perché le “devo” fare o perché “amo” farle?

La risposta non può che essere una.

Se faccio le cose perché le “devo” fare alla fine della giornata sarò stanco e finirò per scrollarmele di dosso, se invece le faccio perché “amo” farle, perché è bello farle, allora la giornata sarà leggera come una piuma e avrò realizzato qualcosa di buono.

Come posso desiderare di ospitare Dio nella mia vita se la mia vita è piena di cianfrusaglie (invidia, gelosia, avarizia, pigrizia, aggressività)?

Dio, che conosce il profondo della nostra vita, non si lascia ingannare dalle apparenze, ma mi chiede di cambiare passo, di gettarmi dietro le spalle tutte le mie paure, le mie perplessità, di amare il mio prossimo come Lui mi ama e mi ama talmente tanto da avere mandato Gesù a morire per me.

Cari amici, questo breve tempo che ci separa dalla Settimana Santa sia per tutti un tempo di vento che ci trascini in cammini, magari disordinati, ma liberi e, soprattutto, vivi.

Buona Pasqua nel Cristo Risorto!

Enrico Mori

Cammino quaresimale di incontri online. Domenica delle Palme con padre Luigi Mezzadri.

Pubblichiamo il video con cui padre Luigi Mezzadri C.M., storico della Chiesa e Rettore della Chiesa monumentale di San Silvestro al Quirinale, ci guida nell’ultimo incontro di cammino quaresimale rivolto ai soci del Serra Club Italia.

Club di Ferrara. Pubblicazione del 30° di fondazione

Condividiamo l’opuscolo pubblicato dal Club di Ferrara in occasione del trentesimo anniversario della fondazione.

Buona lettura!

Club di Roma. In ricordo di Mons. Mikhael Al Jamil

E’ ancora viva nella memoria dei serrani del Club di Roma la notizia dell’improvvisa scomparsa di Mons. Mikhael Al Jamil avvenuta all’alba del 3 dicembre 2012. Una figura storica e carismatica per il nostro Club, alla quale eravamo legati da profondo affetto e riconoscenza per la sua vicinanza alla nostra missione a sostegno della Chiesa e delle Vocazioni, e per la sua piena disponibilità a venirci incontro, in ogni circostanza, mettendo a nostra completa disposizione il suo Palazzo della Procura Patriarcale, dove risiedeva, in Piazza Campo Marzio, quale sede ufficiale del Serra Club di Roma. Tutti ricordiamo, ancora oggi, e con grande nostalgia, la partecipazione alle Sante Messe, da lui presiedute come Rettore nella sua Chiesa di Santa Maria della Concezione, annessa al Palazzo Patriarcale, recitata in aramaico, il linguaggio parlato di Gesù che conosceva benissimo. Così come ricordiamo che era solito sostenere, nella celebrazione eucaristica dell’offertorio del pane e del vino, momento liturgico in cui abbiamo coscienza di essere parte del mistero di Cristo, che il vino deve essere rosso, perché rosso era il sangue di Cristo ed è quello degli uomini.

Mons. Michael Al Jamil era nato il 18 novembre 1938 a Karokosche, governatorato di Mosul, nel nord dell’iraq, terra visitata da Papa Francesco nel suo ultimo viaggio apostolico in Iraq dal 5 all’8 marzo scorso. Pastore eccelso e uomo di grande cultura è stato un nobile rappresentante della tradizione liturgica mesopotamica, una figura di spicco nella Chiesa orientale. Ponte fra oriente e occidente, è stato un forte sostenitore della realtà dei cristiani iracheni difendendo strenuamente il loro diritto a vivere nel Paese di cui sono abitanti originari.  È stato anche membro della Congregazione per le Cause dei Santi su ordinazione di Papa Benedetto XVI.

Ordinato sacerdote il 7 giugno 1964, fu nominato Arcivescovo titolare di Takrit il 1 agosto 1986 e, infine, Procuratore del Patriarcato di Antiochia dei Siri (Libano) a Roma, fino alla sua morte. Il suo corpo è stato tumulato nella Basilica dell’Immacolata a Karaqosh (Mosul).

Nei nostri incontri serrani Mons. Mikhael Al Jamil era solito farsi accompagnare da un giovane sacerdote, Padre Rami Al Kabalan di origine siriana, nato a Zaydal il 17 luglio 1979.  Oggi, all’età di soli quarantadue anni, Padre Rami Al Kalaban, che ha assunto il nome di Flaviano, ordinato Vescovo a San Giovanni in Laterano, rientra a Roma come Procuratore del Patriarcato di Antiochia dei Siri presso la Santa Sede per ricoprire lo stesso incarico di Mons. Mikhael Al Jamil.

Ed è proprio nel ricordo di Mons. Mikhael Al Jamil e dei nostri incontri serrani che Mons. Flaviano Rami Al Kalaban ha fatto sapere, tramite il nostro Cappellano, Mons. Vittorio Formenti, che intende ristabilire il rapporto di collaborazione con il Serra di Roma, mettendo a disposizione la bella Chiesa di Santa Maria della Concezione e il Patriarcato per i nostri incontri ai quali intende partecipare come per il passato.

Siamo grati a Mons. Flaviano Rami Al Kalaban di questo bellissimo gesto di amore verso Mons. Mikhael Al Jamil e di questo stupendo dono verso il Club di Roma, felici di riprendere una tradizione mai dimenticata e sempre auspicata.

 

Cosimo Lasorsa