Reggio Calabria, il Club Serra premia gli studenti

Prendersi cura di se stessi e degli altri per un mondo migliore è il titolo che il Club Serra Internazionale Italia ha scelto per il XVII Concorso Scolastico per le Scuola Primaria e Secondaria di Primo e Secondo Grado.

A Reggio, sotto la guida e l’impegno del preside diacono prof. Santo Caserta e la collaborazione della prof.ssa Gabriella Gangemi, entrambi soci del Club Serra di Reggio Calabria, Distretto Sicilia Calabria, hanno aderito l’I.C. “Raffaele Piria” di Scilla, l’I.C. “Telesio-Montalbetti” ed il Liceo Scientifico “A. Volta di Reggio Calabria.

Dall’I.C. “R. Piria” di Scilla, dirigente scolastico, dott.ssa Daniela Panzera, hanno partecipato 24 alunni della Primaria e 10 alunni della Secondaria di Primo Grado. Dall’I.C. “Telesio-Montalbetti” di RC, Dirigente Scolastico, dott.ssa Marisa Maisano, hanno partecipato 2 alunni della Secondaria di Primo Grado, mentre, dal Liceo Scientifico “A. Volta”, Dirigente Scolastico, Dott.ssa Maria Rosa Monterosso, hanno partecipato 53 alunni.

Alla cerimonia di premiazione che si è svolta, giovedì 19 maggio, nel Salone del Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria alla presenza di S. E. mons. Fortunato Morrone, sono stati presenti i soci serrani reggini che dal 2003 operano accanto al Seminario per il sostegno delle vocazioni sacerdotali e della vita consacrata, don Antonino Pangallo il Rettore, i dirigenti scolastici, gli insegnanti, gli alunni e gli studenti premiati accompagnati dai genitori, parenti ed amici.

L’Arcivescovo di Reggio Bova, mons. Morrone nel suo intervento, rifacendosi al titolo del Concorso, ha esortato i ragazzi ed i giovani a prendersi cura di se stessi perché ognuno di loro sono unici e irripetibili. Solo se ci prendiamo cura di noi stessi possiamo prenderci cura degli altri.

Don Antonino Pangallo, il Rettore, rivolgendo a nome della Comunità del Seminario reggino il saluto di benvenuto ai convenuti, ha sottolineato che il Seminario appartiene alla città, è dentro la città. Esso è il luogo della preghiera! Il luogo dove si formano i nuovi sacerdoti della nostra Diocesi. Per tutti coloro che vogliono venire a trovarci le porte sono sempre aperte.

Il presidente del Club Serra di Reggio Calabria, Oreste Arconte, dopo aver ringraziato l’arcivescovo per la sua preziosa presenza, il Rettore del Seminario per l’ospitalità, i Dirigenti Scolastici e il corpo insegnanti per aver accolto con entusiasmo la proposta, gli alunni e tutti i presenti, ha svelato la figura di san Junipero Serra al quale si ispira il Club. Arconte ha ricordato, inoltre, che il Club nasce negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso e oggi è diffuso in tutti i cinque Continenti del Pianeta. Conclude spiegando le sue nobili finalità.

Per la Scuola Primaria Sara Sofi della II/A e Salvatore Carbone della IV/A dell’I.C. “R. Piria” di Scilla. Per la Secondaria di Primo Grado Domenico Massara III/D dell’ I.C. “Telesio-Montalbetti” Di Reggio Calabria e Miryam Fatima Pontillo III/A dell’I.C. “R. Piria” di Scilla. Per il Liceo Scientifico “A. Volta” Martina Camilla Felicissimo I/D e la Classe IV/C.

La Manifestazione si è conclusa con la Santa Messa, celebrata nella Cappella Maggiore del Seminario e la conviviale con i seminaristi a chiusura dell’anno sociale 2021/2022.

LA SERATA DI CHIUSURA DEL SERRA CLUB E IL PREMIO S. GUIDO ACQUI TERME

Nell’accogliente salone mons. Principe venerdì 17 giugno si è svolta la serata di chiusura dell’anno sociale 2021/2022 del Serra Club della Diocesi, con la presenza di oltre 50 serrani famigliari ed amici e del direttore della Caritas don Giovanni Falchero.

L’incontro si è aperto con il saluto del vescovo Luigi Testore che ha voluto rimarcare la sua soddisfazione per ritrovarsi in presenza e che sia anche possibile riprendere la consegna del Premio S. Guido che il Serra ha voluto anni fa istituire. Il serrano don Giambattista Giacchero ha quindi svolto la sua brillante ed  esauriente relazione su “Alla scuola di Luca per rafforzare la nostra fede di discepoli in Gesù di Nazaret, Salvatore e Messia”. Presentando il Vangelo di Luca come quello “ del discepolo” ha concluso così le sue riflessioni: “Il discepolato è un cammino di alti e bassi, non è una linea retta. Ci sono momenti in cui si vacilla, tante occasioni di sofferenza e di dubbio, istanti
numerosi di incertezza, vuoto ed in certi momenti di solitudine. La sequela di Gesù si dà nella complessità incarnata della storia che ci mette a dura prova. Dobbiamo accettare l’esistenza, anche per quanto riguarda la fede,di stagioni differenti in noi: coniugheremo primavere e inverni interiori, trasparenze e opacità, folgorazioni e spazi vuoti, tempi di consolazione e tempi di desolazione.

L’importante è restare fedeli, ben sapendo che la nostra fedeltà non è garantita da noi stessi, bensì dall’immensità dell’amore di Dio per noi. Pertanto, è necessario abbandonarci a Lui, per affrontare insieme a Lui le prove della vita e non essere tristi, così, come quelli che sono senza speranza, per dirla con San Paolo. A questo mirava il nostro breve viaggio alla scuola di Luca. L’augurio è che il suo lieto annuncio, la sua buona notizia (Gesù) raggiunga noi, le nostre famiglie, le nostre comunità. Gesù, Salvatore e Messia, è venuto a salvarci, a fugare le nostre paure, è venuto ad abitare le nostre solitudini, ad esaudire il nostro desiderio di infinito!”.

Il presidente Oldrado Poggio ha quindi introdotto la premiazione del can. Angelo Galliano. “Come voi sapete da molti anni il Serra club assegna alternativamente ad un sacerdote e ad un laico il premio S. Guido destinato a chi si è particolarmente distinto per il suo impegno nel campo professionale, culturale, sociale e del volontariato. Per il 2022 la nostra scelta, su indicazione del nostro Vescovo e cappellano, è quella di assegnare il premio S. Guido al can. Angelo Galliano, attuale parroco di Strevi.

Il vescovo Testore ha quindi consegnato il premio S. Guido, realizzato dalla gioielleria Negrini, che consiste in tre medaglie risalenti all’epoca in cui è vissuto il patrono della nostra diocesi, al canonico Angelo Galliano. Il premiato sorridente ma emozionato ha prima ringraziato il Vescovo e dopo i Serrani per la gradita sorpresa ricordando “di aver sempre agito nel rispetto dei suoi superiori e per il bene delle comunità in cui ho operato”.
Si è soffermato in particolare sul lavoro svolto per molti anni come assistente nell’Azione Cattolica ed ha concluso “su questa strada spero ancora di poter continuare”. Il sindaco di Strevi Alessio Monti da parte sua, dopo essersi congratulato a nome di tutta la comunità parrocchiale con don Angelo per il premio ricevuto, ha ricordato: “Sono nato pochi mesi prima che don Angelo arrivasse a Strevi come parroco. Posso affermare che sia stato lui a farmi crescere con il suo insegnamento incoraggiandomi nel mio impegno nel sociale e dandomi anche tanti buoni consigli”.

Ha quindi preso la parola il prof. Vittorio Rapetti già presidente diocesano e regionale dell’Azione Cattolica che ha detto: “Volentieri porto il saluto della presidente diocesana dell’Azione Cattolica Barbara Grillo e dell’intera AC, grati per questo premio assegnato a Don Angelo Galliano.
Riprendo un punto espresso dal relatore di oggi, don Giacchero, applicandolo a don Angelo: narrare la storia di una persona alla luce della fede, di chi si è fatto discepolo alla sequela di Gesù. E’ questa la cifra di alcuni brevi ricordi. Don Angelo è stato assistente diocesano AC dal 1968 al 1979 e assistente regionale degli adulti di AC dal 1976 al 1980.

Era una fase molto difficile, finiva un mondo e si trattava di fare una nuova semina, come il Concilio aveva indicato e come l’AC cercava di fare, rinnovandosi nelle strutture e nella proposta formativa. Don Angelo, chiamato dal vescovo Dell’Omo, si è inserito in questo percorso indicato da Vittorio Bachelet e condotto avanti in diocesi da Luigi Merlo e da alcuni giovani guidati da Domenico Borgatta e Maria Bottero. Certo, il passaggio da vice parroco di Ovada al lavoro in centro diocesi non dev’essergli stato semplice: pochi onori e la fatica di ricominciare un percorso associativo (risparmiando sul riscaldamento e la luce in centro diocesano).

Una sfida anche rispetto al clero, in buona parte poco attratto dalla proposta associativa. “Non scoraggiatevi” era la sua frequente raccomandazione … preoccupato perché noi giovani appena affacciati al centro diocesano non si perdesse la fede (lavorando dentro la Chiesa il rischio è piuttosto alto), perché – come ci ha ripetuto in continuazione – la fede è la cosa più importante nella vita. Il nuovo corso associativo implicava di girare per la Diocesi nelle parrocchie e nelle zone, e donAngelo ad accompagnare e tenere i contatti con i parroci, a fare da ponte tra generazioni diverse, a partecipare alle iniziative regionali e nazionali, introducendo altri sacerdoti nel lavoro associativo (come fu per don Pavìn e don Bisio).

E poi i nuovi campi per giovani e ragazzi a Castelrocchero e poi a Garbaoli. Anni difficili, ma anche di rilancio e di fiducia, grazie anche alla sintonia con quel grande vescovo che fu mons. Giuseppe Moizo, senza dimenticare l’impegno di don Angelo a costruire unione tra i preti come segretario del consigli presbiterale e a collaborare con il consiglio pastorale. Ci ha insegnato a essere discepoli più che a mirare al successo umano, come ha confermato in tanti anni di parrocchia a Strevi. Insomma tanti motivi quindi per essere  grati per la sua presenza e il suo servizio tra noi, augurandogli buona continuazione (in fondo è più giovane del Papa!)”. Avviandosi alla conclusione il presidente Poggio si è rivolto ai soci: “Questi due anni non sono stati facili per tutti noi. La pandemia ci ha infatti costretto a rivedere molte delle iniziative in programma. ma speriamo che il peggio sia ormai alle nostre spalle. Ciò nonostante alcune iniziative come il concorso scolastico sono state felicemente organizzate. e quest’anno, grazie alla disponibilità di Monica Cavino che ci ha dato una mano con gli insegnanti di religione, abbiamo avuto la partecipazione di 28 classi. Con il vostro contributo personale, unito a quello della Banca d’Asti, è stato possibile dare un riconoscimento a tutti. E’ stato inoltre istituito il premio mons. Livio Maritano, vescovo e fondatore del nostro club. Quattro altri premi speciali sono stati possibili grazie al contributo del distretto del Piemonte del Serra club, per questo ringrazio il governatore Mauro Leporati. E’ inoltre continuato il nostro sostegno al giovane seminarista ed ora presbitero Nicolò Ferrari con l’assegnazione a lui della borsa di studio della nostra Fondazione”. Infine, il passaggio del distintivo al nuovo presidente Marco Pestarino, le sue parole di ringraziamento e la conviviale nei locali della mensa mons. Giovanni Galliano hanno concluso la serata.

A Taranto si ricomincia con gioia: tre donne alla guida del Club

Il Serra Club di Taranto, il 18 giugno, ha chiuso festosamente il suo percorso annuale nella chiesa-giardino della villa di Mino Gentile, diacono, socio della prima ora ed ospite generoso. E’ una consuetudine cara e consolidata ritrovarsi a fine giugno sotto una volta di palme a due passi dal mare. La bellezza della natura ricrea e risveglia l’intima gioia del ritrovarsi insieme dopo gli ultimi difficili anni di pandemia. Come ha ben sottolineato il presidente Cosimo Chiffi la vita del club è stata fortemente condizionata dalle restrizioni e dal timore dei contagi. Nel crepuscolo luminoso l’incontro dei serrani si è subito aperto con tante voci desiderose di esprimere la forte volontà di continuare il cammino intrapreso, il desiderio di proporre ad un pubblico più vasto attraverso interclub, argomenti capaci di smuovere la caligine di apatia ed indifferenza che la pandemia ha accentuato.

Ci vuole coraggio e determinazione per riprendere il cammino, ci vuole una persona propositiva e capace di creare relazioni, il plauso di tutti è andato a Maria Cristina Prampolini Scapati, al suo secondo mandato, il cui impegno costante a favore di tutte le iniziative del club non è mai mancato. Con lei una squadra collaudata: vice presidente Leonardo Liconso, segretaria Elisabetta Cananzi, tesoriera Maria Silvestrini.

Nella stessa serata l’ingresso di tre nuove socie: Marcella Maiorano, Santina Larosa ed Amalia Leone. Il club ricomincia con la gioia di ritrovarsi insieme e con l’auspicio di un  cammino sereno.

Tavola rotonda su Chiesa, Scuola e Società

Prendimi sul serio, motivami, appassionami, comprendimi.

Queste in sintesi le richieste degli studenti che hanno partecipato sabato 14 maggio alla tavola rotonda organizzata dal Forum San Maurelio e dalle associazioni consorziate: Serra club Ferrara e Pomposa, Fondazione 28 marzo 1171, Grosoli e Suor Veronica.
Tutto nell’ambito della tradizionale giornata di formazione e preghiera a Mottatonda di Gherardi nella casa natale della grande educatrice e Venerabile Flora Manfrinati.

Le richieste molto articolate e motivate sono state espresse dagli studenti per rispondere al tema della giornata: “Chiesa, Scuola e Società”, cosa chiedono i giovani e come rispondono gli adulti.

La tavola rotonda, magistralmente condotta dalla Dott.ssa Rita Montanari, ha visto la partecipazione di un gruppo di studenti ed universitari e di sei docenti tra i quali alcuni dell’Istituto “Flora” di Torino.

Molte di queste cose hanno avuto origine dai contenuti della lettera della Direttrice Faoro che parlava di Flora come docente d’amore e da quanto ha esposto la Prof. Marina Gallea soprattutto in merito alla formula di Riccardo Camarda, un ragazzo di sedici anni che ha suggerito di valorizzare esponenzialmente ed al quadrato gli Atteggiamenti, il come ci si pone nei confronti che si instaurano a Scuola, nella società ed anche nel rapporto con la Chiesa. In buona sostanza un reciproco “I care” come ci ha suggerito di Don Milani.

Poi i ragazzi hanno parlato della loro esperienza scolastica, della scuola considerata un “votificio” e della normalmente poca passione dei docenti, mentre loro vorrebbero degli insegnanti che, non solo etimologicamente, ma anche in pratica “lasciassero il segno” come uno dei presenti ha riconosciuto della propria insegnante di scuola materna che pretendeva imparassero ad allacciarsi le scarpe da soli.
Pietro, ex Flora, ora a Ca’Foscari ha dovuto cambiare tre licei per trovarne uno (il Flora) dove trovarsi bene ed imparare. Altrettanto hanno sperimentato Tudor, Giulia ed Atena che principalmente nel loro Parroco Don Fernando hanno trovato un vero educatore, una guida disinteressata e, soprattutto sono stati accolti con passione ed hanno capito di essere loro al centro degli interessi.
Due insegnanti hanno quindi espresso alcuni concetti chiave su cui basare il rapporto studenti-docenti. Per primo il fatto che, sostanzialmente, hanno le stesse esigenze: dare significato e senso concreto alla vita ed ai rapporti reciproci.
In secondo luogo dare concretezza alla pedagogia ed alla didattica sullo stile di Don Bosco e dei suoi tre pilastri: ragione, religione e, soprattutto, amorevolezza.

Dopo la Santa Messa ed il pranzo comunitario, la tavola rotonda è proseguita nel pomeriggio toccando ciò che lega Chiesa, scuola e Società, riferendosi a John Dewey il Prof. Raminelli ha messo in luce i legami tra queste agenzie educative. In particolare il “sapersi ascoltare”, la rinuncia alla superbia nemica dell’ascolto, il dialogo con amore e l’apertura degli insegnanti ai sogni dei ragazzi. A questo proposito il Prof.Clot (IstitutoFlora) si è chiesto perché spesso i sogni dei ragazzi non vengono presi in considerazione mentre invece gli insegnanti, anche qui, ma non solo, dovrebbero esercitare l’ideale aristotelico della “giusta misura”. Una delle chiusure molto interessante è stata quella della Dott.ssa Indelli che ha proposto anche nei rapporti chiesa, scuola e società lo stile “Sinodale” nel quale la Chiesa e quella ferrarese in particolare si stanno esercitando con buoni risultati.

Quindi, una conclusione per gli adulti analoga alla sintesi per i ragazzi: prendiamoli sul serio, motiviamoli, dimostriamoci appassionati ed appassionanti, cerchiamo di comprendere loro ed i loro sogni, facciamo tutto questo, come la Chiesa, in stile sinodale.

Mario Cova

Club di Oppido Mamertina – Palmi. Si conclude il primo anno sociale serrano.

Si è tenuto nell’Aula Magna del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina l’incontro del  Serra   Club Oppido Mamertina -Palmi per celebrare il suo primo anno di vita.

La dott.ssa Antonietta Bonarrigo, Presidente del Club, nella sua relazione e attraverso un video, ha ricordato le attività dell’anno sociale 2021/2022 avviate subito dopo la cerimonia di incorporazione al Serra International Italia, avvenuta il 31 luglio dello scorso 2021: un anno intenso, pieno di eventi e di attività formative rivolte sia ai soci che alle Comunità.

Dopo la sua strutturazione interna, per cui si è dotato  di un Consiglio Direttivo composto da quattro vicepresidenti (ai Programmi, alle Vocazioni, alle Comunicazioni, alle Estensioni), da Tesoriere e Segretario e di varie Commissioni, il Club ha proceduto alla realizzazione del programma annuale: l’iniziativa per trattare l’argomento della Famiglia nel quadro delle attività diocesane per l’anno dell’Amoris laetitia; i convegni per l’approfondimento di temi specifici: sul “Sinodo” tenuto nella Chiesa Matrice “San Girolamo” di Cittanova, su Dante Aligheri nel VII centenario della morte tenuto al Liceo Classico San Paolo di Oppido Mamertina, sulle “Beatitudini” presso il Centro Polifunzionale “Padre Pino Puglisi di Polistena; la celebrazione commemorativa della “Giornata della Fondazione Beato Junipero Serra”; l’incontro con l’omologo Club reggino; le “riffe natalizia e pasquale”; le attività di preghiera come quella per la Pace nella Via Crucis di Quaresima, la Veglia Vocazionale in Cattedrale e la 59° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni e per il  Seminario Diocesano; le celebrazioni eucaristiche nei vari momenti e periodi dell’anno; i momenti di convivialità vissuti con i Soci e i Seminaristi, alla presenza del Vescovo Mons. Francesco Milito che il Club ha l’onore di avere come Cappellano, e del Vice Cappellano don Giancarlo Musicò, Rettore del Seminario Vescovile di Oppido Mamertina.

Il Club si è attivato anche per la concessione di borse di studio a giovani seminaristi, anche presso la Fondazione ed ha curato rapporti  collaborativi con la Presidente Nazionale Paola Poli, il  Governatore Michele Montalto, la Past Governatrice Maria Lopresti, il Presidente della Fondazione Marco Crovara, il Segretario Nazionale Luigi Ferro.

Il Club non ha mancato di seguire gli eventi della Comunità civile partecipando, con rappresentanze di soci, alle manifestazioni e ai Consigli Comunali aperti promossi dal Comune di Oppido Mamertina sul problema dell’Ospedale e per la pace in Ucraina; ha aderito alle iniziative di altre Associazioni, prendendo parte agli eventi ai quali è stato invitato.

Da ultimo ha celebrato il proprio“Serra Day” in data 20 maggio 2022, in occasione della cerimonia di premiazione del concorso nazionale scolastico che si è tenuta  presso il Centro Giovanile Oratorio “San Giovanni Bosco” della Parrocchia “San Francesco di Paola” in Gioia Tauro, e che ha visto una numerosa partecipazione di alunni, genitori, docenti, del Dirigente Scolastico ing. Giuseppe Martino per l’Istituto Scolastico Comprensivo Statale di Rizziconi la cui classe quinta sez. B ha 5 vinto, oltre al primo premio della fase diocesana, anche il secondo premio a livello nazionale, per il settore Scuola Primaria. Nella circostanza, sono stati consegnati agli alunni vincitori libri formativi ed attestati, come un attestato di partecipazione è stato consegnato anche a tutti gli alunni partecipanti.

Per quanto concerne il  Contest Fotografico nazionale, ci sono stati, nel territorio di competenza del Club, quattro partecipanti e la signora Rosa Maria Buda di Oppido Mamertina ha vinto il premio unico nazionale con una sua foto, per il settore over 21. La premiazione si è svolta on line da Assisi il 4 giugno alle ore 12.00 durante lo svolgimento dei lavori del Consiglio Nazionale.

Il Club, inoltre, ha sostenuto, con il competente apporto di Lucia Ioculano, la partecipazione dei Seminaristi al Concorso “Seminaristi in musica” rivolto a tutte le Diocesi d’Italia e della Svizzera Italiana.

Infine la dott.ssa Bonarrigo,  ha  annunciato il tema nazionale del prossimo  anno sociale  2022-2023: “Col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra (Col 1,20). Il perdono e la pace a partire dal cuore dell’uomo”.

Subito dopo ha consegnato i riconoscimenti per i risultati ottenuti nei Concorsi nazionali di Serra International Italia alla Classe V B della Scuola primaria dell’Istituto Comprensivo di Rizziconi per il 2° posto al Concorso Scolastico Nazionale e alla signora Rosa Maria Buda, vincitrice del Contest Fotografico, la quale ha presentato, non senza emozione, la sua foto densa di significati altamente spirituali.

Presenti all’incontro la Presidente del Consiglio Comunale di Oppido, Marta Corsaro e la Vice Sindaco Marta Iaria, la quale  nel suo indirizzo di saluto ha sottolineato l’importanza del Club nel territorio, in particolare per i giovani che hanno bisogno di esempi positivi.

A seguire, nella Cappella del Seminario, don Giancarlo Musicò ha celebrato la Santa Messa, soffermandosi nel corso dell’omelia sull’importanza del Club in seno alla Diocesi, in particolare per la vicinanza ai seminaristi, e invitando tutti a pregare per le vocazioni religiose.

L’evento si è concluso con una conviviale, al termine della quale i seminaristi hanno eseguito i brani di musica sacra presentati al concorso e in un video hanno raccontato l’anno trascorso in Seminario, sottolineando l’amorevole cura di Mons. Francesco Milito e la preziosa guida di don Giancarlo Musicò.

Mons. Francesco Milito, nel ringraziare la dott.ssa Bonarrigo e tutti i serrani per l’impegno profuso nel corso dell’anno, ha assicurato il suo impegno e la sua vicinanza al Club anche negli anni a venire.

Caterina Sorbara

Conferenza del Col. Massimiliano Sole al SERRA Club di Livorno

Giovedì 21 aprile 2022, presso la sala consiliare “Carlo Azeglio Ciampi” della Provincia di Livorno, il SERRA CLUB Livorno, Presidente Ing. Edoardo Gambardella, ha organizzato la conferenza dal titolo “I Carabinieri: la prima resistenza al nazifascismo”. Relatore Col. Massimiliano Sole, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Livorno.

 

Ing. Edoardo Gambardella

Col. Massimiliano Sole

 Il relatore ha parlato in particolare del ruolo svolto dai carabinieri nella complicatissima fase dell’inizio della resistenza al nazifascismo e del loro significativo contributo dall’arresto di Benito Mussolini all’uccisione di Ettore Muti, alla battaglia per la difesa di Roma subito dopo la dichiarazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Si è poi soffermato in particolare su un episodio poco conosciuto quale la deportazione di oltre duemila carabinieri, che avevano rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale di Mussolini, nei lager dove subirono le più atroci sofferenze, sorretti esclusivamente dalla fedeltà al giuramento e, per molti di loro, dalla fede in Dio, e dove molti trovarono purtroppo la morte; tutti conoscono l’eroico sacrificio del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, insignito della medaglia d’oro al valor militare ed oggetto di un processo di beatificazione tuttora in corso. E l’impegno contro le deportazioni organizzate dai tedeschi coinvolse molti ufficiali e sottufficiali dell’Arma, in coerenza con l’impegno assunto al momento del giuramento di fedeltà. Numerosi sono stati gli episodi di valore da parte dei Carabinieri e solo ora, come dopo un ingiusto oblio, alcuni di essi sono divenuti noti: tra questi è stato ricordato il Cap. Massimo Tosti che, mettendo a rischio, oltre alla sua, la vita dei suoi familiari, si adoperò per salvare quella di molte centinaia di Ebrei, fornendo loro, con l’aiuto di altri eroici cittadini, documenti di copertura. È da ricordare infine che dopo la guerra nel 1949 Papa Pio XII ha proclamato la Madonna “Virgo Fidelis” patrona dell’Arma.

Dott. Luca Salvetti, Sindaco di Livorno

                     

S.E. Simone Giusti, Vescovo di LivornoDato il suo rilevante contenuto la conferenza è stata aperta a tutta la cittadinanza ed ha visto la partecipazione delle più alte autorità civili e militare della città nonché di numerosi cittadini. La conferenza ha suscitato molto interesse tra i presenti e molti sono stati gli interventi e le richieste di chiarimenti, tra cui quelli del Sindaco di Livorno Luca Salvetti e del Presidente del Consiglio Comunale Pietro Caruso.

La riflessione di S.E. Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno, ha concluso la conferenza. Al termine di essa è stato fatto dono al relatore di una ceramica riportante l’effige della Madonna delle Grazie di Montenero e del gagliardetto del Club.

La serata si è conclusa con la tradizionale conviviale presso il ristorante “La Barcarola” del nostro socio Beppino Mancini e la recita della Preghiera del Serrano.

 

Edoardo Gambardella

Il Tabaccaio di Prato

Il 25 maggio si è tenuta la conviviale del Serra Club presso il Seminario Vescovile con Marcello Pierozzi per parlare della figura pratese Renzo Buricchi sul seguente tema: “Il Tabaccaio di Prato”. Come sempre l’incontro ha avuto il suo inizio con la preghiera che non è stata la consueta recita del vespro, ma una decina di Ave Maria visto che siamo nel mese mariano.
La conferenza è stato sulla figura del tabaccaio Renzo Pietro Buricchi nato nel 1913 e morto nel 1993 a 70 anni per problemi di salute. La sua vita è stata caratterizzata da una grande spiritualità e fede molto avanzate per i tempi.
Renzo era un uomo che parlava sia delle piante che degli animali perché nella natura ci vedeva la Mano di Dio e sul Vangelo trovava ogni risposta in modo particolare dove dice di essere del mondo e non per il mondo. Renzo ha avuto a che fare con i comunisti di allora, molti dei quali lo erano sulla carta ma non avevano niente del comunismo, e con i democristiani, che non erano tutti cristiani veri, ma ispirati a ideali partitici e politici. Aveva fondato un’associazione di volontariato tutta sua dove si trovava con alcune persone a recitare il Santo Rosario, leggere un brano del Vangelo con i rispettivi commenti ed a cantare l’invocazione allo Spirito Santo. Si spostava in varie parti della Toscana anche se il suo luogo preferito era il convento francescano della Verna. Non era ben capito dal primo vescovo residenziale di Prato, Monsignor Pietro Fiordelli, il quale quando sapeva che si ritirava alla Verna, aveva contattato i frati dicendo loro di non fargli scrivere meditazioni personali. Quando Renzo seppe questa cosa obbedì e da allora non scrisse più niente ma meditava nel silenzio. Chi si serviva da lui in tabaccheria, raccontava che sapeva capire il loro stato d’animo e con alcuni ci faceva un percorso spirituale ed era generoso e caritativo verso chi non aveva niente tanto che gli consentiva di andare a mangiare al ristorante tanto poi sarebbe andato lui personalmente a saldare il loro conto. Monsignor Gastone Simoni vescovo emerito di Prato definì Renzo un personaggio misterioso ma iniziò ad apprezzare la sua spiritualità. Renzo è molto apprezzato dall’attuale vescovo Monsignor Giovanni Nerbini. Una frase che diceva sempre era riferita al male ovvero che non è eterno ma alla fine passa che sia per guarigione farmacologica o miracolosa come per l’andarsene in cielo. Da tempo è aperto il processo di beatificazione, speriamo che possa finire nell’elenco dei beati come poi dei santi che intercedono per noi così da arrivare al Signore.
Marco Giraldi

Il Club di Oppido Mamertina-Palmi premia i vincitori locali del Concorso scolastico

Venerdì 20 maggio  a Gioia Tauro, nell’auditorium della Parrocchia San Francesco da Paola si è svolta la cerimonia di Premiazione Diocesana del Concorso scolastico Nazionale Serra Internazional Italia XVII Edizione 2021-2022.

Dopo i saluti del parroco don Natale Ioculano; la dott.ssa Bonarrigo presidente del  Serra Club Oppido Mamertina-Palmi, ha subito presentato il Serra International Italia, che si impegna per favorire la cultura cristiana e sostenere le vocazioni  al sacerdozio e alla vita consacrata.

Subito dopo la Presidente Bonarrigo, ha presentato il concorso, che il Serra Club  International  bandisce da 17 anni, per stimolare i giovani a riflettere e a discutere sui valori importanti per l’uomo e fondativi della società civile.

Il tema di quest’anno è stato:” Prendersi cura di se stessi e degli altri per un mondo migliore”.

Il motivo di questa scelta, risiede nei recenti avvenimenti mondiali, la pandemia, la guerra, le problematiche sociali e ambientali, che stanno sconvolgendo la nostra vita; esso viene proposto affinchè tutti ci rendiamo conto che dobbiamo rispondere coralmente e fattivamente, all’appello di un’umanità sofferente, di chi è solo, di chi vive nell’incubo della guerra, di un mondo che esige attenzione e rispetto.

Nel tema di quest’anno sono state fornite alcune tracce significative, tutte rientranti nel concetto chiave della “Cura”.

Nella prima troviamo la parabola Evangelica del Samaritano che soccorre un giudeo, suo nemico ,nella seconda il mito di Teseo, il giovane ateniese che si offre per sconfiggere il Minotauro.

Una storia che rappresenta anche oggi, le situazioni difficili e inestricabili della vita.

Nella terza traccia sono state proposte figure che sono di esempio per i  giovani: i medici, gli infermieri, i missionari, i volontari della Protezione Civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine ,l’ambientalista Greta Thunberg e la campionessa olimpica Bebe Vio.

Modelli che  insegnano che ciascuno di noi può essere un eroe.

In un’altra traccia  è rappresentata la  categoria educatori, di coloro che promuovono lo sviluppo, le potenzialità e i diritti delle persone.

Infine nel tema troviamo “la Cura” di Franco Battiato, grande cantautore, di cui ricorre in questi giorni il primo anniversario.

La  Presidente Bonarrigo, ha  concluso il suo intervento, sottolineando che per potersi prendere cura degli altri, occorre credere nelle proprie potenzialità, migliorare se stessi e scegliere la via della solidarietà e dell’amore verso se stessi e verso gli altri.

Subito dopo la dott.ssa Caterina Sorbara,  Presidente Commissione giudicatrice, dopo aver ringraziato Fabio Pelle, Sabrina Ungheri, Antonella Ungheri, Ilaria Pappatico, Antonella Repaci e  Mimmo Petullà; ha presentato i lavori  eseguiti dagli alunni .

“La cura” è stato un elemento a cui i ragazzi si sono ispirati: tutti gli elaborati in modo originale vi hanno fatto riferimento, in particolare, una delle ultime letture del brano che riporta una preghiera di natura divina per la madre del cantautore Battiato, ammalata di Alzhaimer:” ti salverò da ogni malinconia perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te”.

In tutta la Diocesi hanno partecipato 3 scuole, con il coinvolgimento di 6 classi per un totale di 16 lavori.

A seguire  la premiazione dei lavori e la consegna degli attestati di riconoscimento.

Per la Scuola Primaria Terzo e Secondo posto, rispettivamente   ad Elisabetta Luci(II E) e Giulia Audino(IV E) del plesso di Amato dell’Istituto Comprensivo F.Sofia Alessio-N. Contestabile di Taurianova, diretto dall’ing. Pietro Paolo Meduri; il  Primo Premio alla Classe V° B dell’Istituto Comprensivo di Rizziconi,  guidato dall’ing. Giuseppe Martino.

La  V° B, inoltre  si è classificata seconda a livello nazionale.

Per la Scuola Secondaria di Primo Grado   sono state premiate  a pari merito, le alunne Gloria Mangione  e Irene Calabrò  della classe III° B  dell’ Istituto Comprensivo Pentimalli di Gioia Tauro diretto dalla Prof.ssa Luisa Ottanà  e infine per la Scuola Secondaria di Secondo Grado è stata premiata la classe del Liceo Ginnasio San Paolo di Oppido Mamertina, diretto dalla prof.ssa Aurora Placanica.

Subito dopo si sono succeduti gli interventi dell’ing. Giuseppe  Martino, dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Taurianova Angela Crea e dell’editore del Corriere della Piana Luigi Ottavio Cordova.

Ha concluso l’evento  Don Giancarlo Musicò, Rettore del Seminario Vescovile di Oppidi Mamertina, che dopo essersi soffermato sulla mission del Club Serra; ha  sottolineato l’importanza delle Beatitudini.

Seguirle  non è semplice, è un cammino in salita.

Don Giancarlo, ha ricordato Don Pino Puglisi, il quale aveva detto ai suoi assassini: ”Vi aspettavo”.

Non è facile avere cura di chi ci fa del male.

La pagina delle Beatitudini è molto importante per i giovani, che sono i primi ad aver bisogno fortemente di Cristo.

Noi siamo un progetto di Dio  e Lui ha cura di noi, dalle cose minime alla più grandi.

Dobbiamo credere alla vita eterna e per questo dobbiamo vivere le beatitudini a 360°.

Don Giancarlo ha concluso il suo intervento ricordando Padre Vincenzo  Idà, il quale diceva:

”Dobbiamo avere il Santo orgoglio di diventare Santi”.

L’evento è stato magistralmente presentato e moderato dalla dott.ssa Lucia Ioculano ed è stato intervallato dalle musiche, curate dal duetto di Fiati composto da Serena Accurso e dal M° Fedele Accurso.

Caterina Sorbara

Il Serra Club di Viterbo annuncia l’Ordinazione Presbiterale di Don Antonio e Don Daniele

Lo scorso 8 maggio il Serra Club di Viterbo e la Diocesi di Viterbo hanno vissuto una domenica di grande festa per l’Ordinazione di due giovani sacerdoti. All’interno della magnifica Cattedrale di San Lorenzo, Sua Eccellenza il Vescovo Lino Fumagalli, insieme al Rettore del Seminario e attorniato dai suoi parroci, con l’aiuto di Dio e di Cristo Salvatore, ha scelto i due giovani per l’ordine del presbiterato di fronte a una folla di fedeli commossi. Dopo l’imposizione delle mani sugli eletti e il segno crismale sulle mani, la consegna del pane e del vino accompagnata dalla stupenda corale del Duomo diretta da Don Roberto Procaccini, da un organo e dall’assolo di una tromba.

Una cerimonia gioiosa alla quale hanno preso parte, oltre alle famiglie dei nuovi sacerdoti, le associazioni, le altre congregazioni, i catechisti, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro e tanti uomini e donne del volontariato presenti in città.

Il pomeriggio si è concluso con l’augurio di tutti per un cammino insieme, con noi, tra noi, per noi, per tutta la comunità diocesana, per i giovani e per la Chiesa tutta.

Vivissimi auguri da parte del Serra Club di Viterbo che ha visto crescere e animarsi la vocazione di Don Antonio e Don Daniele.

 

Beatrice Valiserra Pazzaglia

Vice Presidente alle Comunicazioni

Banca Etica e Dottrina sociale della Chiesa al Club di Ferrara

Di finanza “diversa”, anzi “etica”, si è parlato al Serra Ferrara, il sodalizio fondato dall’indimenticato dottor Romeo Sgarbanti già presidente della Camera di Commercio ed esponente di spicco del mondo cattolico. Ospiti dell’incontro, coordinato dal presidente del club Alberto Lazzarini, erano tre esponenti di Banca Etica: il coordinatore di area Enrico Calore, la consulente finanziaria Annamaria Bernini e Alberto Mambelli già coordinatore.

La finanza ovviamente è importante, anzi indispensabile, per muovere l’economia. Ma …deve avere un’anima e cioè dev’essere finalizzata a risolvere problemi autentici, veri, non a fare speculazione. Di qui l’affermazione che “c’è finanza e finanza”. Banca Etica, come hanno ricordato i relatori, raccoglie e impiega denaro come tutte le banche ma esamina anche eticamente la sua provenienza e la destinazione, l’utilizzo. Di qui la particolare attenzione verso le esigenze di settori specifici dell’economia e della socialità come cooperazione sociale e agricoltura biologica, energia pulita, legalità e cooperazione internazionale; si tratta di settori particolarmente votati al bene comune. Va da sé la forte assonanza fra i valori di Banca Etica e la Dottrina sociale della Chiesa.

Come ha ricordato Calore, è in crescita la presenza di questa realtà bancaria nella nostra area dove opera senza sportelli ma attraverso l’attività professionale di una funzionaria (Annamaria Bernini). La raccolta (il risparmio affidato alla banca) supera i 15 milioni suddivisi in conti correnti e in fondi specifici, etici. Gli impieghi sfiorano i 3 milioni. Alberto Mambelli, a lungo coordinatore, ha narrato la nascita della banca a fronte di un’esigenza che tante persone avvertivano. Poi la forte e costante crescita; infine la creazione dei Gruppi di iniziative territoriali, fra cui quello di Ferrara, appunto guidato da Enrico Calore e composto da 11 mem