Al Serra Club di San Miniato incontro con l’Avv. Giuliano Maffei, presidente della “Stella Maris”

“Alleviare le sofferenze dei più deboli. Ma chi sono i più deboli?”

di Riccardo Ceccatelli

Venerdì 22 aprile u.s., il Serra Club di San Miniato ha organizzato una “conversazione” aperta con l’avvocato Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris, importantissimo e unico Istituto di ricovero a carattere scientifico (IRCCS) che si occupa di Neuropsichiatria per l’infanzia e dell’adolescenza.

Il Serra Club di San Miniato, presieduto da Mariagrazia Petrucci, fa parte di Serra International Italia e nell’ambito del suo programma annuale ha promosso questo incontro; Serra International è un’associazione cattolica che, con la tipica struttura del “club service”, si propone la diffusione della cultura cristiana e si impegna a promuovere nella società civile una cultura favorevole alle vocazioni fondamentali della vita, in particolare a quelle al sacerdozio e alla vita consacrata.

L’incontro si è svolto a La Scala di San Miniato, nella cappella del Salvatore, ed è stato preceduto da una conviviale coi soci del Club.  Il Sindaco di San Miniato, invitato dalla presidente Petrucci, pur non pretendo presenziare alla relazione per precedenti impegni, ha comunque voluto portare di persona il suo saluto e il suo plauso per l’iniziativa. Anche il Vescovo Migliavacca, non potendo essere presente, ha fatto giungere comunque i suoi saluti tramite il relatore.

L’Avv. Maffei, cominciando il suo intervento ha subito precisato quanto il titolo dell’incontro, tratto dal tema generale dell’anno del Serra, fosse particolarmente intrigante e sfidante, specialmente nella sua seconda parte, in cui ci si interroga sul “chi siano i più deboli”.

Non facile dare una risposta, ma credo che il presidente Maffei ci sia indirettamente riuscito partendo dalla sua pluriennale esperienza in Stella Maris. Una lunga storia fatta di incontri, più o meno “casuali”, di volti, di sguardi che sono sfociati in storie di bene in cui lo sconforto e, spesso, la disperazione si sono mutati in condivisione e speranza. Sì perché “senza speranza non si può vivere” ha sottolineato l’Avvocato Maffei, ed è per questo che forse “i più deboli” sono proprio coloro che la vicende della vita hanno privato di ogni speranza: sono persone dallo sguardo “spento”, “senza la luce negli occhi”; persone che non vedono vie d’uscita ai loro drammi di dolore o malattia. La fondazione Stella Maris lavora quindi ogni giorno, e in primo luogo, per “riaccendere la speranza” in queste persone. Lo fa prima di tutto con la ricerca scientifica avanzata e di altissimo livello, che permette diagnosi precise della malattie neuropsichiatriche dei piccoli pazienti che si rivolgono all’istituto: questo consente di iniziare precocemente percorsi terapeutici mirati che spesso portano alla completa guarigione e sempre vanno a mitigare le sintomatologie più gravi e a migliorare dunque enormemente la qualità della vita. Lo scopo di “Stella Maris” comunque è ancora più grande di questo perché ha l’ambizione di “riaccendere la speranza” anche cercando di offrire ai genitori un affiancamento e un supporto umano che ridoni senso al nonsenso del dolore e alla sofferenza dei bambini e delle famiglie che se ne fanno carico. Un compito arduo, una missione difficile, supportata a tutto campo dalla scienza medica, ma anche dalla letteratura, dalla musica, dall’arte e, certamente non ultima, dalla fede. Una fede profonda che ha dato gambe a tutta questa bella storia di Stella Maris: a partire dal fondatore don Aladino Cheti, che nell’immediato dopo-guerra intuì l’esigenza di far nascere un tale istituto, per arrivare alle sfide dei nostri giorni che vedono il progetto già approvato per la costruzione di un nuovo e moderno ospedale a Cisanello, che speriamo possa vedere presto la luce con l’aiuto di tutti noi, privati e istituzioni, ma anche e soprattutto della Provvidenza su cui il presidente Maffei non fa affatto mistero di contare molto.

La settimana vocazionale con il Serra Club di Aversa

“Fare la storia” è il percorso vocazionale di un’intera settimana dedicata alla narrazione della propria esperienza di vita.

Ai più piccoli ed ai più grandi è giunto l’ invito dell’ufficio diocesano per la pastorale vocazionale ad essere consapevoli annunciatori della propria vocazione nella chiesa domestica e nella chiesa particolare di Aversa, perchè ogni carisma è dono donato e da donare.

Per quanto piccolo ogni servizio è ben accetto agli occhi di Dio e, come diceva Santa Teresa di Calcutta, una goccia nell’oceano.

La settimana vocazionale inizia con la Veglia presieduta dal Vescovo Angelo Spinillo in Cattedrale e terminerà il sabato successivo con l’ordinazione sacerdotale di tre giovani Giovanni, Antonio e Nicola, che da sempre sono stati adottati dal serra club di Aversa.

Grande la commozione nel vederli ai piedi dell’altare, pronti a pronunciare l’Eccomi, perchè il loro cammino di discernimento lo abbiamo seguito con viva trepidazione, specialmente negli anni della pandemia, pregando per la loro fedeltà a Gesù maestro ed affidandoli al cuore immacolato di Maria, madre delle vocazioni.

La Bellezza di questi giorni così intensi e profumati di vita vera li voglio condividere con voi tutti, amici serrani, chiedendovi una preghiera per questi carissimi ragazzi ed un incoraggiamento a sostenere la propria vocazione al servizio.

San Gaetano di Thiene soleva ripetere : “Bisogna sfidare la Provvidenza per essere schiaffeggiati dall’abbondanza”, e noi rendiamo grazie a Dio per il dono immenso di nuove vocazioni, tanto necessarie per la Chiesa ecumenica e tanto gradite al popolo di Dio.

Maria Luisa Coppola

 

La Conferenza sugli Ordini Cavallereschi al Serra Club di Roma

Si è tenuta giovedì 28 aprile u.s., presso la prestigiosa struttura del Circolo Funzionari della P.S. di Lungotevere Flaminio 79, la consueta conviviale del Serra Club di Roma.

Dopo l’accoglienza dei soci e dei graditi ospiti, è stata celebrata la Santa Messa, a cura del Cappellano del Serra di Roma Mons. Vittorio Formenti, affiancato da Don Roberto Spataro e dal Padre francescano Giovanni Pucci.

Al termine della funzione religiosa, il Presidente Roberto Razzano, dopo aver ringraziato le Autorità intervenute e le associazioni presenti come il Comitato per le Missioni Francescane ed il Circolo delle Vittorie ed aver ricordato l’impegno profuso dal Direttivo del Serra Club di Roma a sostegno delle vocazioni sacerdotali, ha dato la parola al Gen. B. CC (ris.) Dott. Alessandro Gentili, già Comandante Carabinieri Antifalsificazione Monetaria e Comandante Gendarmeria di San Marino, che ha intrattenuto l’uditorio, particolarmente attento e interessato, con dotte e puntuali riflessioni sulla disciplina giuridica delle onorificenze cavalleresche, argomento, a torto, solitamente poco approfondito rispetto alla rilevanza sociale e culturale che ricopre.

Tra i presenti, si sono notati i Prefetti Benedetto Basile e Fulvio Rocco de Marinis, l’immunologa Prof.ssa Alessandra Fierabracci ed il Presidente del Circolo delle Vittorie Antonio Fugazzotto.

A seguire, la serata si è conclusa con la cena in perfetto spirito di amicizia serrana tra tutti i partecipanti.

 

Il Serra Club Oppido Mamertina-Palmi incontra il Vescovo per gli auguri pasquali

Una rappresentanza del Serra Club, guidata dalla presidente Antonietta Bonarrigo, si è recata la mattina di sabato santo (16 aprile 2022) all’Episcopio di Oppido Mamertina per formulare a S. E. Rev.ma Mons. Francesco Milito, a nome dell’intero club, gli auguri per la Santa Pasqua, portandogli in dono i caratteristici dolci della tradizione locale realizzati dalle stesse socie.

L’occasione è stata propizia anche per esporre all’illustre Presule le attività svolte dal Club in occasione della Quaresima, come la partecipazione in Seminario ai “giovedì vocazionali”, l’animazione della Via Crucis in Cattedrale e la consegna ai seminaristi di un omaggio pasquale beneaugurante.

Nel corso dell’incontro, il Vescovo, sollecitato dalle riflessioni e dalle considerazioni dei soci, si è volentieri soffermato a parlare della “famiglia”, tema da lui scelto per le meditazioni della Via Crucis diocesana del Venerdì Santo, che si è tenuta nella piazza antistante alla Cattedrale.

La presidente ha provveduto infine ad illustrare sinteticamente le iniziative programmate dal club per il prossimo periodo, che il Vescovo ha dimostrato di apprezzare incoraggiando ciascuno a dare il proprio contributo per la riuscita delle stesse e a proseguire con impegno nell’opera di formazione e di crescita spirituale dei soci.

Il rinnovo degli auguri per una Santa Pasqua di Resurrezione ed una foto ricordo hanno concluso in modo gioioso l’incontro.

Antonietta Bonarrigo

Il Serra Club Oppido Mamertina-Palmi anima in cattedrale la Via Crucis per chiedere il dono della pace

8 aprile 2022, ultimo venerdì di Quaresima: nella Cattedrale di Oppido Mamertina, dopo la celebrazione della S. Messa, è stato rivissuto il pietoso rito della Via Crucis, officiato dal Rettore del Seminario Vescovile, don Giancarlo Musicò, e animato dai soci del Serra Club Oppido Mamertina-Palmi, con la partecipazione dei Seminaristi del Minore Diocesano e di numerosi fedeli.

Il sacerdote officiante, anche vice Cappellano del Club, ha accompagnato i presenti a ripercorrere, con la preghiera e la lettura di passi delle Sacre Scritture, il cammino del supplizio di Gesù e della sua morte in croce sul Golgota lungo le quattordici “stazioni”, contrassegnate dalle invocazioni dello Stabat Mater dolorosa, antica sequenza medievale attribuita tradizionalmente a Jacopone da Todi, suonato all’organo dalla socia e tesoriera Lucia Ioculano.

Particolarmente toccanti le meditazioni, lette da serrani e fedeli, sul tema del dolore generato dall’odio e dalle guerre che continuano a devastare e a insanguinare diverse aree del mondo, in questo periodo segnatamente l’Ucraina. I testi hanno consentito ai partecipanti di riflettere fino a che punto l’uomo può arrivare allorché dimentica l’amore e il rispetto dell’altro, di contemplare nel volto di Gesù Crocifisso gli innocenti che muoiono ingiustamente, di ritrovare nel dramma del Calvario l’estrema sofferenza umana e nella deposizione al Sepolcro l’impietoso abbandono dei corpi insepolti straziati dalle bombe, ma anche la speranza della beatitudine eterna.

La preghiera finale, corale e comunitaria, è stata la supplica di Papa Francesco per la Pace, perché l’umanità impari e persegua sempre la via del dialogo e rifiuti la violenza, l’odio e la guerra.

Antonietta Bonarrigo

Le attività del Club di Genova Pegli nel Tempo di Quaresima

Venerdì 25 Marzo, Festa dell’Annunciazione,  una rappresentanza del  Serra Club Genova Pegli 364 ha partecipato,  nella Cattedrale di S. Lorenzo,  alla preghiera per l’Atto di Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Il nostro Arcivescovo S. Ecc. Mons. Marco Tasca, accogliendo l’invito rivolto da Papa Francesco a tutti i Vescovi del mondo di unirsi nelle proprie Chiese Cattedrali a  questa preghiera, ha presieduto alle ore 17.00  nella Cattedrale, affollatissima,   la preghiera del Santo Rosario e ha letto l’Atto di Consacrazione, con forte coinvolgimento dei fedeli. Questa data  per la Città di Genova è particolarmente significativa in quanto il 25 Marzo 1637, per volontà del Senato della Repubblica, la Madonna venne incoronata in Cattedrale  dal Cardinale Spinola  “Regina della Repubblica di Genova”. Le furono donati lo scettro regale, la corona e le chiavi della città. Nel 2017, dopo 380 anni,   il Card. Angelo Bagnasco ha rinnovato l’atto di “Consacrazione alla Madonna Madre e  Regina di Genova”.  Successivamente, nel 2020, durante la pandemia di Coronavirus, il giorno 25 Marzo  ha pregato dinanzi all’immagine della “Madonna Regina” per la nostra città, per l’Italia e per l’Europa, recitando la preghiera comunicata nei giorni precedenti per la Novena. Il giorno dopo, Sabato 26 Marzo,  i Serra Club genovesi e del Tigullio si sono riuniti in Ritiro Spirituale presso l’Istituto di Cultura e Lingue Marcelline. Don Marco Rapetti Cappellano del Serra Club Genova 184 Valbisagno  ha guidato la preghiera delle Lodi Mattutine e dell’Ora Media (sesta), stimolandoci alla riflessione sui nostri comportamenti non sempre conformi alla volontà di Dio, sulle nostre fragilità e sulla Misericordia del Padre, sempre pronto al perdono per chi lo teme. Don Rapetti ha celebrato la S. Messa e la giornata è terminata con un piacevole momento conviviale. Infine la sera del 8 Aprile i Serra Club genovesi si sono nuovamente riuniti per partecipare alla Via Crucis presso il Seminario Arcivescovile insieme ai Seminaristi e al loro Rettore Don  Francesco Fully Doragrossa. Questi  sono momenti che sicuramente arricchiscono spiritualmente e confortano nelle situazioni difficili da sopportare come accade in questo periodo infausto

LIDIA PISTARINO

 

Club di Prato. Scambio di auguri pasquali con il vescovo Mons. Nerbini.

Sabato 9 aprile, il Serra Club di Prato si è ritrovato alle 11:30 per la Santa Messa presso la Badia di San Fabiano in Seminario Vescovile ed è stata celebrata dal nostro vescovo Monsignor Giovanni Nerbini insieme a Monsignor Daniele Scaccini, Monsignor Basilio Petrà e Don Alessandro Ventura, che ha ricevuto la sua ordinazione sacerdotale il 22 Gennaio insieme a Don Andrea Tarocchi. Nella sua omelia il vescovo ha parlato molto di quella che è la volontà di Dio rifacendosi al brano del Vangelo di Giovanni ovvero quando Gesù compie il segno di risuscitare il suo amico Lazzaro. Il Vangelo di Giovanni viene definito il “Vangelo dei Segni” in quanto parla di segni anziché miracoli come fanno gli altri tre evangelisti in quanto Giovanni era il prediletto perché fu uno dei primi che decise di seguire il Messia dall’inizio fino alla fine quando venne crocifisso ed era insieme a sua madre Maria e alle altre donne e il suo Vangelo lo scrisse alla fine del I secolo dopo Cristo. Il segno è un gesto che ti permette di seguire il Signore a differenza del miracolo che è la dimostrazione completa delle grandi cose che può fare il Signore per affermare delle verità assolute. Oggi siamo alla ricerca dei miracoli visto i terribili fatti scoppiati in Ucraina ma non è sufficiente se non sentiamo il Signore dentro di noi che ci guida. Alla fine della liturgia è stato compiuto il tradizionale gesto che il Serra club fa con i novelli sacerdoti ovvero gli viene donata una nuova stola. Successivamente ci siamo spostati nel refettorio per il pranzo in cui ha partecipato anche il vescovo e la lotteria pasquale il cui ricavato è andato per sostenere il seminario in attesa che ci siano nuove vocazioni. Il saluto finale è stato fatto dal nostro cappellano il quale, oltre ad augurarci di passare una buona e santa Pasqua insieme ai nostri familiari, ci ha invitato a pregare per la pace in Ucraina.

Marco Giraldi-Socio del Serra Club di Prato534 appartenente al Distretto 71 della Regione Toscana Nord/Sardegna

Il Club di Acqui Terme ricorda l’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo

Con una larga partecipazione di serrani, dei loro famigliari e  di una rappresentanza degli insegnanti di religione della scuola Primaria, per i quali la presenza è stata consi­derata dall’Ufficio scolastico della Dio­cesi valida per il rilascio di un atte­stato idoneo  per l’aggiornamento scola­stico, venerdì 25 marzo negli accoglienti locali del salone mons. Pietro Prin­cipe si è svolto un incontro sulla figura del vescovo diocesano  Giuseppe dell’Omo con relatore il prof. Vittorio Rapetti. Per i serrani e tanti loro amici è stata un’occasione per ri­trovarsi dopo il lungo periodo in cui  il persistere della pandemia ha di molto ridotta l’attività del Club.

Tra gli altri, presenti anche il vicario dioce­sano mons. Paolo Parodi, il par­roco di Visone don Luciano Cavatore, il sindaco di Spigno Monferrato An­tonio Visconti, per L’Ancora  (settimanale della Diocesi)  il direttore Mario Pi­roddi e il presidente Giovanni Smorgon e Giorgio Penna della “ Crescere insieme” che ha messo a disposizione i locali e organizzato il sobrio rinfre­sco finale. L’ incontro si è aperto con il saluto del vescovo e cappellano del Club  Luigi Testore che ha messo in evidenza come l’occasione fosse utile anche per Lui per riscoprire la figura di un suo predecessore che per un lungo periodo aveva guidato la Diocesi dal 1943 al 1976),  “Un periodo si­curamente molto diverso da quello che viviamo oggi: ho ben presente la fotografia di mons. Dell’Omo ritratto con i comandanti delle forze Alleate e i capi delle varie formazioni partigiane sul balcone dell’Hotel Nuove Terme, nel momento in cui si festeggia l’avvenuta libera­zione della città.  Un ricordo che spiega molto bene il ruolo importante svolto da mons. Dell’omo in quei difficili momenti”.

Nel presentare il tema del convegno, il presidente del Serra club Oldrado Poggio ha voluto ricordare come il vescovo Dell’Omo facesse ritornare, quelli che oggi hanno i capelli bianchi alla loro giovinezza: “ E’ stato il Ve­scovo che ci ha cresimati, ma anche quello al quale molti di noi hanno fat­to da chierichetti durante le sue visite alle nostre parrocchie”, ricordando in­fine la sua figura minuta ed austera e lo sguardo distaccato con il quale si presentava. Insomma una figura che “procurava subito a tutti noi una certa agitazione che ci portava a sbagliare. Per nostra fortuna con lui c’era sem­pre mons. Giovanni Galliano che con una carezza e un sorriso riusciva sem­pre a sdrammatizzare”.

E’ seguita la relazione del prof. Vittorio Rapetti su “L’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo nella vicenda acquese” che ha presentato un grande lavoro di ricerca basandosi su quanto è custodito nell’archivio vescovile di atti, corrispondenza, lettere pastorali e circolari ma anche su testimonianze scritte e orali. Insomma uno studio molto ben articolato che è stato pre­sentato in anteprima all’incontro dei serrani.   

Al termine, un lungo applauso ha subito testimoniato quanto la precisa e meticolosa relazione avesse incontrato il gradimento dei presenti.

Nel corso dell’incontro Gian Carlo Callegaro, che ha coordinato i lavori della commissione che ha valutato gli elaborati dei ragazzi che hanno par­teci­pato al concorso scolastico, ha presentato i risultati. “Vi hanno parteci­pato ben 29 scuole primarie di Acqui Terme, Canelli, San Marzano Oliveto, Nizza Monf, Ovada , Rossiglione e Visone. Il giorno 21 febbraio 2022 si è riunita in Acqui la commissione esaminatrice del Con­corso, composta da Lucia Barbarino, Gioconda Forgetti, Luigina Tardito e dal sottoscritto Gian Carlo Callegaro. Molto arduo è stato il lavoro nel va­lutare tutte le classi meritevoli e da pre­miare. Poi si è deciso di aumentare il numero dei premi ed assegnarli come segue:

PREMI SERRA CLUB DI ACQUI

PRIMO PREMIO AL GRUPPO CATECHISTICO della classe 5 ° della PAR­ROC­CHIA N. S. ASSUNTA E S. CATERINA V.M.- ROSSIGLIONE (GE) inse­gnante: Eugenia Travo

SECONDO PREMIO SCUOLA PRIMARIA DAMILANO – Classe 3° A – OVADA. Insegnante Anna Maria Nervo.

TERZO PREMIO SCUOLA PRIMARIA BOSCA – classe 1° D– CANELLI. Inse­gnanti Manuela Zappa, Daiana Sorgon e Maria Enrica Cavallero

Incontro per la pace al Serra Club di Reggio Calabria

Ieri sera al Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria il Club Serra si è incontrato prima con il Rettore, don Nino Pangallo per continuare il percorso formativo sinodale discutendo il brano degli Atti degli Apostoli 15.
Don Nino ha posto l’attenzione sul concetto di crisi.
La parola non deve né scandalizzare, né spaventare perché è dalle crisi che nascono percorsi di rinnovamento sia dello Spirito che sociale.
Rinnovamento, ha ribadito don Nino, significa trovare il giusto equilibrio tra tradizione e modernità.
Cioè, sapere comunicare il valore dei principi fondamentali in una società che cambia senza chiudersi in atteggiamenti farisaici e intransigenti.
Ma, modernità non significa neanche rifiutare la tradizione che rappresenta le radici sulle quale le future generazioni devono trarre la linfa vitale e la forza per comunicare la Parola, il Verbo, il Vangelo e conoscere e far conoscere che Dio ci ama e facciamo, tutti, parte del Suo progetto di Salvezza.
Ringraziamo sempre il Rettore per l’affetto e l’attenzione che riserva sempre a noi serrani.
A seguire don Aldo Ripepi, Cappellano Militare, nella Cappella Maggiore del Seminario dedicata all’apostolo Paolo, ha celebrato la Messa della Pace e si è pregato il Cuore di Maria perché presto faccia cessare le armi nel mondo e porre fine alla guerra in Ucraina.
Alla fine della Cerimonia Eucaristica i Serrani hanno consegnato in dono ai cinque seminaristi, Vincenzo Attisano, della parrocchia di S. Dionigi di Catona, Jean Bosco Ranovelomiandrisoa, Narindra Tsiriniaina Urlick della diocesi di Moronda, Madagascar, Michele Tambellini della parrocchia di S. Pio X, Giovanni Zappalà della parrocchia di Di Santa Maria del Divin Soccorso che, domenica 20 marzo scorso, S.E. mons. Fortunato Morrone li ha consacrati Diaconi, i tre volumi di don Antonino Denisi, Decano della Diocesi Reggio Bova, sulla Storia della Chiesa Reggina dal 1500 ad oggi.

Il tema delle Beatitudini al Convegno del Serra Club Oppido Mamertina-Palmi

Si è tenuto sabato 26 marzo 2022 a Polistena, presso il Centro Polifunzionale “Padre Pino Puglisi”, di fronte ad una numerosa platea, il Convegno organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina- Palmi presieduto dalla dott.ssa Antonietta Bonarrigo, sul tema “Vivere le beatitudini è rendere eterno quello che passa. È portare il Cielo in terra” .
Come riportato nella locandina-invito, il tema è tratto dall’Omelia tenuta da Papa Francesco nella Cattedrale Caldea di “San Giuseppe” a Baghdad il 6 marzo 2021, durante il suo viaggio apostolico in Iraq, e indicato dalla Presidenza di Serra International Italia come tema dell’anno sociale 2021/2022.
L’evento si è aperto con l’introduzione della dott.ssa Bonarrigo, la quale ha sottolineato come “desti molta impressione riascoltare oggi le parole del Santo Padre, pronunciate appena un anno fa, di fronte a un conflitto irragionevole, scatenato nel cuore dell’Europa, che sta causando distruzione e morte, migliaia di vittime, tra cui numerosi bambini, milioni di profughi, costretti ad abbandonare le bellissime ed antiche città dell’Ucraina. Il Serra, che nel suo carisma si propone di contribuire alla promozione della formazione cristiana nei giovani e nelle famiglie, ha il dovere di riflettere, in questo particolare momento, sul bene che rappresenta la pace. Occorre educare alla pace, ricercarla, prepararla, operando tutti con convinzione verso questo comune obiettivo, sia da parte degli organismi sovranazionali e dei vari Stati che da parte di ognuno di noi”.
La dott.ssa Bonarrigo ha ricordato altresì le parole di speranza pronunciate dal Pontefice a Mosul, in Iraq: “la fraternità è più forte del fratricidio, la speranza è più forte della morte, la pace è più forte della guerra”.
“Allora anche oggi, ha proseguito la dott.ssa Bonarrigo, nonostante tutto, è necessario e possibile sperare. Infatti la speranza è sotto gli occhi di tutti, si sta avverando attraverso l’espressione di una grande vicinanza al popolo ucraino, con una concreta e corale azione di solidarietà, in aiuti umanitari e nell’accoglienza dei profughi”, e ha concluso ricordando quanto scrive Papa Francesco nell’Enciclica Fratelli tutti: “Ciascuno di noi è chiamato ad essere un artigiano della pace, unendo e non dividendo, estinguendo l’odio e non conservandolo, aprendo le vie del dialogo e non innalzando nuovi muri!”
Subito dopo Mons. Pino Demasi, Parroco della Comunità Santa Marina in Polistena e Vicario Episcopale per la Famiglia e i Problemi Sociali, ha relazionato su: ” Le violenze, le ingiustizie, i conflitti fratricidi nel mondo di oggi. Costruire la Pace sulla giustizia e sull’amore”.
Mons. Demasi ha affermato che è necessario ridare significato alle parole, e in questo momento è importante darlo alla parola pace. Tutti abbiamo la responsabilità di operare scelte per la pace, a partire dai giovani. Esiste un’architettura e un artigianato della pace, la quale solo se fondata sul riconoscimento della dignità delle persone, è vera ed è destinata a durare.
Citando il profeta Isaia, Mons. Demasi ha detto che la pace è frutto della giustizia, ma anche dell’amore. La pace è un cammino che inizia in ciascuno di noi, nel nostro quotidiano.
Gesù, risorgendo, ha donato la pace, ma noi la dobbiamo costruire. Bisogna passare “dalla pace della coscienza alla coscienza della pace”, ha proseguito. Inoltre bisogna pregare per la pace e fare scelte storiche concrete.
Mons. Demasi ricordando la “Parabola del Buon Samaritano” ha affermato che bisogna intervenire sulle cause, giocando d’anticipo; e, come diceva don Tonino Bello, “dobbiamo scrutare l’aurora”.
Infine don Demasi ha concluso dicendo che si deve passare dalla “non violenza della strategia, alla strategia della non violenza”. “Tutti dobbiamo essere operatori di pace e il nostro faro deve essere la giustizia”.
A seguire Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina-Palmi, ha trattato l’argomento ”Le paure, le fragilità del tempo presente alla luce della Fede”, attraverso un approfondito excursus sui versanti psicologico, sociologico e teologico, descrivendo ed illustrando in primis il significato dei termini paura e fragilità: la prima se si impossessa di noi, paralizza, blocca le nostre relazioni con gli altri; la seconda indica la debolezza, la precarietà, ci porta al senso del limite e ci fa capire che non siamo onnipotenti.
Sotto il profilo sociologico, chi si sente pauroso e fragile, è solo, ma non isolato vivendo in un mondo iperconnesso; le sue emozioni vengono trasmesse agli altri, come in uno gioco di specchi che le riflettono e le rinfrangono.
Quali le ricadute? “Ci accorgiamo che a decifrare gli esiti della realtà in cui viviamo, è innanzitutto l’economia, il mercato, anche quello delle armi, che si muove secondo logiche e politiche di interesse; in secondo luogo, la medicina, non soltanto come cura della patologia ma come pathos della realtà attuale; e a seguire, il diritto, per dare indirizzi nuovi di legge, mirati non tanto alla legalità quanto alla giustizia, poiché il giusto è sempre legale, il legale non è sempre giusto”.
Per l’aspetto teologico, Mons. Milito ha sostenuto che occorre rileggere il tutto alla luce della Fede che ci può fornire punti fermi e certi.
Una prima indicazione la troviamo nel “non temere” dell’annuncio a Maria che corrisponde all’annuncio ai pastori la notte della nascita di Gesù, “non temete è nato un Salvatore”, e al “non temere” a Pietro la notte di Pasqua; queste parole ci rassicurano anche sul particolare periodo che stiamo vivendo, della guerra in Ucraina e della pandemia, poiché “questo accende in noi una certezza: che nella storia della salvezza nulla è senza senso e certe cose si capiscono a tornanti finiti”.
La seconda indicazione “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” ci offre un’altra certezza: “Dio che mi ha creato mi sostiene sempre, così da affrontare tutto con fiducia e con forza. Il credente vive una permanente atmosfera di preghiera, attraverso i Salmi, Beato l’uomo che segue le vie del Signore, e l’Eucarestia, farmaco e medicina dell’anima, dopo aver sperimentato la misericordia di Dio nel sacramento della Penitenza e della Riconciliazione. Questo è l’orizzonte della nostra Fede anche se occorre chiedersi come sia possibile che la nostra vita, pur nutrita di Eucarestia, non sia consequenziale. Occorre sentirsi come i martiri, forti nella Fede e pregare in profondità”.
Il Vescovo Mons. Milito ha concluso queste sue riflessioni con l’immagine dei Promessi Sposi del Manzoni, dove di fronte all’ingiustizia perpetrata da un prepotente, nell’Addio ai monti, Lucia dice: “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e grande”.
Alla fine, richiamando ancora una volta il tema ispiratore del convegno, mons. Milito ha concluso: “anch’io, tutti noi possiamo fare qualcosa, in questo tempo di guerra e di sofferenza: avere una mentalità di pace, vivere una prassi di pace, in noi stessi, in famiglia, nel nostro contesto di vita. Dobbiamo sempre costruire la pace e camminare nella giustizia e nel rispetto degli altri”.
L’interessante evento è stato intervallato dalle letture curate dai soci Fabio Pelle e Vittoria Cicciari, e dalla visione di un video sulla pace, realizzato da Salvatore Lombardo.
Caterina Sorbara