Il Club di Acqui Terme ricorda l’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo

Con una larga partecipazione di serrani, dei loro famigliari e  di una rappresentanza degli insegnanti di religione della scuola Primaria, per i quali la presenza è stata consi­derata dall’Ufficio scolastico della Dio­cesi valida per il rilascio di un atte­stato idoneo  per l’aggiornamento scola­stico, venerdì 25 marzo negli accoglienti locali del salone mons. Pietro Prin­cipe si è svolto un incontro sulla figura del vescovo diocesano  Giuseppe dell’Omo con relatore il prof. Vittorio Rapetti. Per i serrani e tanti loro amici è stata un’occasione per ri­trovarsi dopo il lungo periodo in cui  il persistere della pandemia ha di molto ridotta l’attività del Club.

Tra gli altri, presenti anche il vicario dioce­sano mons. Paolo Parodi, il par­roco di Visone don Luciano Cavatore, il sindaco di Spigno Monferrato An­tonio Visconti, per L’Ancora  (settimanale della Diocesi)  il direttore Mario Pi­roddi e il presidente Giovanni Smorgon e Giorgio Penna della “ Crescere insieme” che ha messo a disposizione i locali e organizzato il sobrio rinfre­sco finale. L’ incontro si è aperto con il saluto del vescovo e cappellano del Club  Luigi Testore che ha messo in evidenza come l’occasione fosse utile anche per Lui per riscoprire la figura di un suo predecessore che per un lungo periodo aveva guidato la Diocesi dal 1943 al 1976),  “Un periodo si­curamente molto diverso da quello che viviamo oggi: ho ben presente la fotografia di mons. Dell’Omo ritratto con i comandanti delle forze Alleate e i capi delle varie formazioni partigiane sul balcone dell’Hotel Nuove Terme, nel momento in cui si festeggia l’avvenuta libera­zione della città.  Un ricordo che spiega molto bene il ruolo importante svolto da mons. Dell’omo in quei difficili momenti”.

Nel presentare il tema del convegno, il presidente del Serra club Oldrado Poggio ha voluto ricordare come il vescovo Dell’Omo facesse ritornare, quelli che oggi hanno i capelli bianchi alla loro giovinezza: “ E’ stato il Ve­scovo che ci ha cresimati, ma anche quello al quale molti di noi hanno fat­to da chierichetti durante le sue visite alle nostre parrocchie”, ricordando in­fine la sua figura minuta ed austera e lo sguardo distaccato con il quale si presentava. Insomma una figura che “procurava subito a tutti noi una certa agitazione che ci portava a sbagliare. Per nostra fortuna con lui c’era sem­pre mons. Giovanni Galliano che con una carezza e un sorriso riusciva sem­pre a sdrammatizzare”.

E’ seguita la relazione del prof. Vittorio Rapetti su “L’episcopato di mons. Giuseppe Dell’Omo nella vicenda acquese” che ha presentato un grande lavoro di ricerca basandosi su quanto è custodito nell’archivio vescovile di atti, corrispondenza, lettere pastorali e circolari ma anche su testimonianze scritte e orali. Insomma uno studio molto ben articolato che è stato pre­sentato in anteprima all’incontro dei serrani.   

Al termine, un lungo applauso ha subito testimoniato quanto la precisa e meticolosa relazione avesse incontrato il gradimento dei presenti.

Nel corso dell’incontro Gian Carlo Callegaro, che ha coordinato i lavori della commissione che ha valutato gli elaborati dei ragazzi che hanno par­teci­pato al concorso scolastico, ha presentato i risultati. “Vi hanno parteci­pato ben 29 scuole primarie di Acqui Terme, Canelli, San Marzano Oliveto, Nizza Monf, Ovada , Rossiglione e Visone. Il giorno 21 febbraio 2022 si è riunita in Acqui la commissione esaminatrice del Con­corso, composta da Lucia Barbarino, Gioconda Forgetti, Luigina Tardito e dal sottoscritto Gian Carlo Callegaro. Molto arduo è stato il lavoro nel va­lutare tutte le classi meritevoli e da pre­miare. Poi si è deciso di aumentare il numero dei premi ed assegnarli come segue:

PREMI SERRA CLUB DI ACQUI

PRIMO PREMIO AL GRUPPO CATECHISTICO della classe 5 ° della PAR­ROC­CHIA N. S. ASSUNTA E S. CATERINA V.M.- ROSSIGLIONE (GE) inse­gnante: Eugenia Travo

SECONDO PREMIO SCUOLA PRIMARIA DAMILANO – Classe 3° A – OVADA. Insegnante Anna Maria Nervo.

TERZO PREMIO SCUOLA PRIMARIA BOSCA – classe 1° D– CANELLI. Inse­gnanti Manuela Zappa, Daiana Sorgon e Maria Enrica Cavallero

Incontro per la pace al Serra Club di Reggio Calabria

Ieri sera al Seminario Arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria il Club Serra si è incontrato prima con il Rettore, don Nino Pangallo per continuare il percorso formativo sinodale discutendo il brano degli Atti degli Apostoli 15.
Don Nino ha posto l’attenzione sul concetto di crisi.
La parola non deve né scandalizzare, né spaventare perché è dalle crisi che nascono percorsi di rinnovamento sia dello Spirito che sociale.
Rinnovamento, ha ribadito don Nino, significa trovare il giusto equilibrio tra tradizione e modernità.
Cioè, sapere comunicare il valore dei principi fondamentali in una società che cambia senza chiudersi in atteggiamenti farisaici e intransigenti.
Ma, modernità non significa neanche rifiutare la tradizione che rappresenta le radici sulle quale le future generazioni devono trarre la linfa vitale e la forza per comunicare la Parola, il Verbo, il Vangelo e conoscere e far conoscere che Dio ci ama e facciamo, tutti, parte del Suo progetto di Salvezza.
Ringraziamo sempre il Rettore per l’affetto e l’attenzione che riserva sempre a noi serrani.
A seguire don Aldo Ripepi, Cappellano Militare, nella Cappella Maggiore del Seminario dedicata all’apostolo Paolo, ha celebrato la Messa della Pace e si è pregato il Cuore di Maria perché presto faccia cessare le armi nel mondo e porre fine alla guerra in Ucraina.
Alla fine della Cerimonia Eucaristica i Serrani hanno consegnato in dono ai cinque seminaristi, Vincenzo Attisano, della parrocchia di S. Dionigi di Catona, Jean Bosco Ranovelomiandrisoa, Narindra Tsiriniaina Urlick della diocesi di Moronda, Madagascar, Michele Tambellini della parrocchia di S. Pio X, Giovanni Zappalà della parrocchia di Di Santa Maria del Divin Soccorso che, domenica 20 marzo scorso, S.E. mons. Fortunato Morrone li ha consacrati Diaconi, i tre volumi di don Antonino Denisi, Decano della Diocesi Reggio Bova, sulla Storia della Chiesa Reggina dal 1500 ad oggi.

Il tema delle Beatitudini al Convegno del Serra Club Oppido Mamertina-Palmi

Si è tenuto sabato 26 marzo 2022 a Polistena, presso il Centro Polifunzionale “Padre Pino Puglisi”, di fronte ad una numerosa platea, il Convegno organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina- Palmi presieduto dalla dott.ssa Antonietta Bonarrigo, sul tema “Vivere le beatitudini è rendere eterno quello che passa. È portare il Cielo in terra” .
Come riportato nella locandina-invito, il tema è tratto dall’Omelia tenuta da Papa Francesco nella Cattedrale Caldea di “San Giuseppe” a Baghdad il 6 marzo 2021, durante il suo viaggio apostolico in Iraq, e indicato dalla Presidenza di Serra International Italia come tema dell’anno sociale 2021/2022.
L’evento si è aperto con l’introduzione della dott.ssa Bonarrigo, la quale ha sottolineato come “desti molta impressione riascoltare oggi le parole del Santo Padre, pronunciate appena un anno fa, di fronte a un conflitto irragionevole, scatenato nel cuore dell’Europa, che sta causando distruzione e morte, migliaia di vittime, tra cui numerosi bambini, milioni di profughi, costretti ad abbandonare le bellissime ed antiche città dell’Ucraina. Il Serra, che nel suo carisma si propone di contribuire alla promozione della formazione cristiana nei giovani e nelle famiglie, ha il dovere di riflettere, in questo particolare momento, sul bene che rappresenta la pace. Occorre educare alla pace, ricercarla, prepararla, operando tutti con convinzione verso questo comune obiettivo, sia da parte degli organismi sovranazionali e dei vari Stati che da parte di ognuno di noi”.
La dott.ssa Bonarrigo ha ricordato altresì le parole di speranza pronunciate dal Pontefice a Mosul, in Iraq: “la fraternità è più forte del fratricidio, la speranza è più forte della morte, la pace è più forte della guerra”.
“Allora anche oggi, ha proseguito la dott.ssa Bonarrigo, nonostante tutto, è necessario e possibile sperare. Infatti la speranza è sotto gli occhi di tutti, si sta avverando attraverso l’espressione di una grande vicinanza al popolo ucraino, con una concreta e corale azione di solidarietà, in aiuti umanitari e nell’accoglienza dei profughi”, e ha concluso ricordando quanto scrive Papa Francesco nell’Enciclica Fratelli tutti: “Ciascuno di noi è chiamato ad essere un artigiano della pace, unendo e non dividendo, estinguendo l’odio e non conservandolo, aprendo le vie del dialogo e non innalzando nuovi muri!”
Subito dopo Mons. Pino Demasi, Parroco della Comunità Santa Marina in Polistena e Vicario Episcopale per la Famiglia e i Problemi Sociali, ha relazionato su: ” Le violenze, le ingiustizie, i conflitti fratricidi nel mondo di oggi. Costruire la Pace sulla giustizia e sull’amore”.
Mons. Demasi ha affermato che è necessario ridare significato alle parole, e in questo momento è importante darlo alla parola pace. Tutti abbiamo la responsabilità di operare scelte per la pace, a partire dai giovani. Esiste un’architettura e un artigianato della pace, la quale solo se fondata sul riconoscimento della dignità delle persone, è vera ed è destinata a durare.
Citando il profeta Isaia, Mons. Demasi ha detto che la pace è frutto della giustizia, ma anche dell’amore. La pace è un cammino che inizia in ciascuno di noi, nel nostro quotidiano.
Gesù, risorgendo, ha donato la pace, ma noi la dobbiamo costruire. Bisogna passare “dalla pace della coscienza alla coscienza della pace”, ha proseguito. Inoltre bisogna pregare per la pace e fare scelte storiche concrete.
Mons. Demasi ricordando la “Parabola del Buon Samaritano” ha affermato che bisogna intervenire sulle cause, giocando d’anticipo; e, come diceva don Tonino Bello, “dobbiamo scrutare l’aurora”.
Infine don Demasi ha concluso dicendo che si deve passare dalla “non violenza della strategia, alla strategia della non violenza”. “Tutti dobbiamo essere operatori di pace e il nostro faro deve essere la giustizia”.
A seguire Mons. Francesco Milito, Vescovo della Diocesi Oppido Mamertina-Palmi, ha trattato l’argomento ”Le paure, le fragilità del tempo presente alla luce della Fede”, attraverso un approfondito excursus sui versanti psicologico, sociologico e teologico, descrivendo ed illustrando in primis il significato dei termini paura e fragilità: la prima se si impossessa di noi, paralizza, blocca le nostre relazioni con gli altri; la seconda indica la debolezza, la precarietà, ci porta al senso del limite e ci fa capire che non siamo onnipotenti.
Sotto il profilo sociologico, chi si sente pauroso e fragile, è solo, ma non isolato vivendo in un mondo iperconnesso; le sue emozioni vengono trasmesse agli altri, come in uno gioco di specchi che le riflettono e le rinfrangono.
Quali le ricadute? “Ci accorgiamo che a decifrare gli esiti della realtà in cui viviamo, è innanzitutto l’economia, il mercato, anche quello delle armi, che si muove secondo logiche e politiche di interesse; in secondo luogo, la medicina, non soltanto come cura della patologia ma come pathos della realtà attuale; e a seguire, il diritto, per dare indirizzi nuovi di legge, mirati non tanto alla legalità quanto alla giustizia, poiché il giusto è sempre legale, il legale non è sempre giusto”.
Per l’aspetto teologico, Mons. Milito ha sostenuto che occorre rileggere il tutto alla luce della Fede che ci può fornire punti fermi e certi.
Una prima indicazione la troviamo nel “non temere” dell’annuncio a Maria che corrisponde all’annuncio ai pastori la notte della nascita di Gesù, “non temete è nato un Salvatore”, e al “non temere” a Pietro la notte di Pasqua; queste parole ci rassicurano anche sul particolare periodo che stiamo vivendo, della guerra in Ucraina e della pandemia, poiché “questo accende in noi una certezza: che nella storia della salvezza nulla è senza senso e certe cose si capiscono a tornanti finiti”.
La seconda indicazione “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” ci offre un’altra certezza: “Dio che mi ha creato mi sostiene sempre, così da affrontare tutto con fiducia e con forza. Il credente vive una permanente atmosfera di preghiera, attraverso i Salmi, Beato l’uomo che segue le vie del Signore, e l’Eucarestia, farmaco e medicina dell’anima, dopo aver sperimentato la misericordia di Dio nel sacramento della Penitenza e della Riconciliazione. Questo è l’orizzonte della nostra Fede anche se occorre chiedersi come sia possibile che la nostra vita, pur nutrita di Eucarestia, non sia consequenziale. Occorre sentirsi come i martiri, forti nella Fede e pregare in profondità”.
Il Vescovo Mons. Milito ha concluso queste sue riflessioni con l’immagine dei Promessi Sposi del Manzoni, dove di fronte all’ingiustizia perpetrata da un prepotente, nell’Addio ai monti, Lucia dice: “Dio non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e grande”.
Alla fine, richiamando ancora una volta il tema ispiratore del convegno, mons. Milito ha concluso: “anch’io, tutti noi possiamo fare qualcosa, in questo tempo di guerra e di sofferenza: avere una mentalità di pace, vivere una prassi di pace, in noi stessi, in famiglia, nel nostro contesto di vita. Dobbiamo sempre costruire la pace e camminare nella giustizia e nel rispetto degli altri”.
L’interessante evento è stato intervallato dalle letture curate dai soci Fabio Pelle e Vittoria Cicciari, e dalla visione di un video sulla pace, realizzato da Salvatore Lombardo.
Caterina Sorbara

I nostri Tabernacoli, Prato e la Vergine

Martedì 23 marzo 2022, il Serra Club di Prato si è ritrovato presso il Seminario Vescovile per l’incontro mensile. Abbiamo iniziato con la preghiera fatta alla Chiesa di San Fabiano animata dal nostro Cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, il quale ha ribadito ora più che mai è necessario pregare, dal momento che si è scatenata una guerra alle porte del nostro paese.

Dopo la preghiera siamo passati al rinnovamento del consiglio per l’anno sociale 2022-2023: è stata eletta come nuova presidente Alessandra Pagnini e a seguire i quattro vicepresidenti (Gabriella Furlani vicepresidente alle vocazioni; Piero Troni all’attuazione del programma; Enrico Mencattini all’estensione; Marco Giraldi alle comunicazioni sociali). Roberto Stramazzo è stato riconfermato segretario e Vittorio Dabizzi nuovamente tesoriere e poi sono stati riconfermati gli storici membri del consiglio.

Dopo si è consumata la cena nello storico refettorio del seminario e poi c’è stato la conferenza tenuta da Veronica Bartoletti la Presidente di Artemia, associazione nata in città nel 2008 che si occupa della storia dell’arte pratese.

Il tema della serata era sui tabernacoli delle nostre chiese e sui nostri cinque santuari pratesi.  Nella nostra città ci sono vari tabernacoli raffiguranti le apparizione mariane. Il primo è nella Cattedrale di Santo Stefano in Piazza del Duomo dove è custodita la Sacra Cintola che sarebbe una delle cinture della Madonna donata a  San Tommaso quando venne assunta in cielo e portata  Prato nel 1141 dal pratese Michele Dagomari.

Il secondo riguarda il miracolo avvenuto presso la Basilica di Santa Maria delle Carceri nel 1484 quando Jacopo Belcari il bambino che era malato e vide illuminarsi l’immagine della Madonna.

Il terzo riguarda un altro miracolo avvenuto nel XVI sec. presso il Santuario della Madonna del Soccorso una pastorella col suo gregge vennero salvati da una forte e violenta tempesta quando si rifugiarono nel tabernacolo della Madonna.

Il quarto miracolo risale al 1615 presso il Santuario dedicato a Santa Maria della Pietà ovvero la Madonna piange in un dipinto. Nel 1664 si verifica un altro miracolo che fu la rinascita di un giglio seccato presso il Santuario della Madonna del Giglio.

Ci sarebbe il Santuario della Madonna di Boccadirio ai piedi del Monte Tavianella che si trova tra la Toscana e l’Emilia Romagna in cui la Madonna apparve a due pastori che erano Donato Nutini e Cornelia Evangelisti nel lontano 1480 dicendoli di consacrare la loro vita a lei e di costruire un santuario dedicato alla sua figura. C’è la presenza di molti fedeli pratesi e non soltanto emiliani ma vengono da varie parti del paese e da fuori Italia.

Anche questo incontro è andato bene e per finire cito le parole del ritornello del Salmo Biblico 142 in cui viene detto: “Non nascondermi il tuo volto Signore perché in te confido”.

La luce di Gesù e Maria possano fare arrestare questa guerra così che regni la pace

 

Marco Giraldi-Vicepresidente delle rispettive Comunicazioni Sociali del Serra Club di Prato 534 appartenete al Distretto 71 della Regione Toscana Nord/Sardegna

Incontro del Serra Club di Reggio Calabria con la Comunità dei Missionaria di Villaregio

Incontro di Formazione con padre Giancarlo Pivanello della Comunità Missionari di Villaregio.

“ Se il Signore è veramente il Figlio di Dio, è Dio ed è morto per noi, allora io, posso vivere per lui e chiedo di essere battezzata. Così ci racconta padre Giancarlo Pivarello della Comunità Missionaria di Villaregio di una ragazza musulmana che avendo conosciuto Gesù attraverso la conoscenza del Vangelo che una sua compagna di religione cattolica ogni giorno le leggeva a scuola. Ecco il coraggio della fede scaturita dalla forza della parola del Vangelo.
Una discussione molto interessante si è intavolato con Padre Gianfranco toccando le concrete difficoltà che un missionario affronta quando si trova in luoghi dove ancora la parola di Cristo non è arrivata e bisogna fare i conti con le radicate tradizioni, le superstizioni e la presenza degli spiriti maligni inculcati dagli stregoni.
Padre Giancarlo è stato presentato dal rettore don Nino Pangallo, spiegandoci che il padre missionario è in giro promozionale per far conoscere la loro Comunità religiosa e da qualche giorno è ospite del nostro Seminario.
La comunità Missionaria di Villaregio è una Comunità cattolica fondata in Italia nel 1981 e dal 26 maggio 2002 è di Diritto Pontificio. Essa composta da laiche e laici, sacerdoti e consacrate/i , coppie di sposi e singoli di diversa nazionalità.
Dopo la piacevole chiacchierata la serata si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa nella Cappella Maggiore del Seminario.

Un pomeriggio formativo e ricco di emozioni per il Serra Club di Palermo

Nel pomeriggio del 4 marzo 2022 il Club di Palermo si è riunito nella Chiesa del SS. Salvatore per la premiazione del Concorso Scolastico, a cui ha fatto seguito la relazione di don Carmelo Raspa, docente dell’Istituto Teologico “San Paolo” di Catania, su Le Beatitudini: tradizione ebraica e novità cristiana.

Rosario Scalici, Presidente del Club, ha introdotto e condotto la premiazione del Concorso cui hanno partecipato diverse scuole e con prodotti ben curati, molto apprezzati dalla Commissione, presieduta da Nicola Iemmola.

Alla premiazione erano presenti allievi, genitori, docenti e dirigenti scolastici, oltre ai soci del club. La bella cornice del SS. Salvatore si è animata di voci e colori.

Il Presidente ha ringraziato tutti, con una particolare sottolineatura rivolta alle famiglie.

 

Protagonisti sono stati i ragazzi che hanno emozionato e sorpreso i presenti per la loro sensibilità e bravura.

Il tema del concorso è stato apprezzato anche dai docenti intervenuti che hanno sottolineato la valenza formativa dell’attività promossa dal Serra. Il rimando al testo di Franco Battiato, La cura, è stato un elemento stimolante: tutti gli elaborati, in modo originale vi hanno fatto riferimento.

Gli elaborati premiati sono stati presentati e tutti – testi, prodotti artistici, video – hanno suscitato ammirazione, sorpresa, emozione: i ragazzi sono veramente quegli ‘esseri speciali’ che ci fanno ben sperare per il futuro.

Conclusa la premiazione, don Carmelo Raspa ha offerto la sua riflessione, che ha suscitato interesse e stimolo per una ulteriore riflessione sui temi proposti. Il relatore è partito dalla centralità del tema della giustizia, all’interno de testo delle Beatitudini in Matteo. Nel discorso della montagna (Mt 5-7), inaugurato dalle Beatitudini, Gesù si muove all’interno della tradizione giudaica e propone la sua lettura della Torah in un contesto in cui, da farisei prima e rabbini poi, vengono proposte diverse interpretazioni. Gesù si pone su una linea rigorosa, in cui – come si nota dalle antitesi presenti in Matteo 5 – anche una parola che provoca malessere è equiparabile all’omicidio. Il discorso della montagna si colloca dopo il raduno delle folle da tutti i territori, e ha come contesto l’annuncio del Regno. Lo studio-ascolto della Torah, il metterla in pratica, lo sguardo all’attesa del Messia e del Regno, tutto rimanda alla tradizione giudaica; nel discorso della montagna emerge, intanto, una realtà originale caratterizzante la comunità cristiana: l’amore per i nemici.

Alla relazione sono seguiti diversi interventi, segno dell’interesse suscitato e degli stimoli forniti.

Ci si è quindi spostati in Cattedrale, dove l’Arcivescovo ha presieduto la Celebrazione eucaristica. L’Arcivescovo nell’omelia è partito dal ricordare l’opera di san Junipero Serra e poi ha sottolineato i quaranta anni della presenza del Serra a Palermo, ringraziando il Serra per la sua vicinanza al Seminario.

È stato un pomeriggio ricco: a partire dalla bellezza dei ragazzi con il loro entusiasmo, passando dalla profonda riflessione di don Carmelo Raspa, per finire con l’abbraccio dell’Arcivescovo nei confronti della realtà del Serra.

Maria Lo Presti

Club di Prato. Incontro su Dante ed i suoi rapporti con il territorio pratese.

Giovedì 24 febbraio il Serra Club di Prato si è riunito presso il Seminario Vescovile con il Rettore Monsignor Daniele Scaccini. Durante il vespro Don Daniele, riferendosi alla guerra scoppiata in Ucraina, ricordava che i cattolici devono fare la loro parte seguendo la strada della fede, testimonianza e umiltà, che rimane la sola strada da seguire perché allontanarsi dal Signore può portare questi risultati ovvero quello di pensare di essere autosufficienti e bastare soltanto a noi stessi dimenticandosi che esiste l’altro.
La nostra preghiera è stata animata da una decina di Ave Maria del Santo Rosario meditando sui misteri della luce. Una volta terminata la preghiera ci siamo spostati nel refettorio dove si è consumata la cena e poi c’è stata la conferenza, sul tema “Prato al tempo di Dante e al rapporto del Poeta con il territorio pratese”, tenuta dal ricercatore e storico Francesco Bettarini che dal 2020 è l’attuale Presidente della “Società Pratese di Storia Patria”. Dante è sempre attuale anche in questo nuovo anno perché ci sono ancora festeggiamenti in sospeso per via del Covid 19 perché l’anno scorso erano 700 anni dalla sua morte avvenuta a Ravenna nel 1321. Tutti sappiamo che Dante è nato a Firenze nel 1265 e nonostante fosse legato a Prato non è mai passato dalla Val di Bisenzio anche quando venne esiliato da Firenze nel 1304. Bisogna ricordare le tante lettere scritte al Cardinale Niccolò Alberti da Prato (1251-1321) che apparteneva alla famiglia degli Albertini e nel 1266 diventó frate domenicano e successivamente ricevette la porpora cardinalizia nel 1303 con Papa Benedetto XI (era nato nel 1240 e Pontefice dal 1303 al 1304) e anche lui era stato frate domenicano. Anche Prato ha ricordato la sua figura l’anno scorso perché erano passati 700 anni dalla morte anche se a Prato non ci ha mai vissuto ma a Firenze per problemi politici e quando tornó in patria non venne bene accolto e morì ad Avignone. Di lui resta il lascito del Convitto dove dal 1321 al 2017 ci sono state le suore domenicane che venivano da San Tommaso d’Aquino(1225-1274) autore della “Summa Theologiae”. Nel 1298 Dante entró in politica costretto perché a lui non interessava la politica che allora era divisa fra i Guelfi che sostenevano il Papa e i ghibellini che sostenevano l’Imperatore. Gli stessi Guelfi si dividevano in Bianchi e Neri. I Guelfi Bianchi erano quelli che sostenevano il Papa però ritenevano che dovesse esercitare soltanto il potere ecclesiastico senza entrate nel merito della politica senza escludere che un giorno tornasse a governate l’Imperatore mentre i Guelfi Neri sostenevano pienamente il Papa perché aveva il diritto di governare su tutto. Seppure cattolico Dante appoggiava i Guelfi Bianchi perché non condivideva le idee dei Guelfi Neri dove c’era la famiglia Donati che comandava e questa cosa complicó il matrimonio avvenuto con Gemma che era di quella famiglia e non venne trovato nessun accordo fra i coniugi. La Divina Commedia resta uno delle sue opere più importanti per i tempi in cui è vissuto ma anche oggi viene recitata perché ci sono 14.233 versi poetici e 100 canti provenienti dal paradiso, purgatorio e inferno che è il viaggio fatto da Dante negli anni in cui era in esilio ma in quell’opera si può leggere il cammino di fede che ti conduce un giorno alla presenza del Signore. Nella Divina Commedia sono presenti molti aspetti biblici e religiosi a cui è facile attingere per il bene allontananando ogni forma di male e qui mi collego al Capitolo 4 tratto della Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini in cui dice: “Siate benevoli gli uni verso gli altri perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato voi in Cristo”. Seguiamo la via della pace così che possa splendere il sole nella nostra vita
Marco Giraldi

Il Club di Acireale riflette con don Vittorio Rocca sul cammino sinodale

Un interessante e approfondito incontro si è svolto al Serra club di Acireale con Don Vittorio Rocca, Docente di Teologia morale e Referente Diocesano del “Cammino Sinodale”. Dopo i saluti del Presidente Alfio Cristaudo, Il relatore ha aperto la conferenza partendo “da una Chiesa Clericale ad una Chiesa Sinodale”, facendo dei chiari riferimenti ad una chiesa di un tempo –“a piramide”- ormai superata con una chiesa in cammino con tutti, religiosi e laici fianco a fianco, nessuno escluso, in comunione, missione, partecipazione.
Quindi trovare una chiesa sempre più credibile: la chiesa che si prende cura di tutti, la chiesa dell’ascolto, del discernimento, della condivisione, il popolo di Dio in cui tutti si ritrovano insieme religiosi e laici senza separazioni, una comunità missionaria dove ognuno partecipa alla crescita. Una chiesa umile che vive nel mondo e come la definisce Papa Francesco “un ospedale da campo”.
In chiusura il Rettore del Seminario Don Marco Catalano ha invitato i presenti a leggere la preghiera per la Pace scritta da S. Giovanni Paolo II.

Vera Pulvirenti

Club di Acireale. Presentazione del Sussidio “Quaresima per i fannulloni”

Un’interessante serata si è svolta l’altra sera in Cattedrale alla presenza di S. Ecc. Mons Antonino Nino Raspanti, Vescovo della Diocesi di Acireale e Vice Presidente della Cei per la presentazione del suo Sussidio “Quaresima per i fannulloni” già alla 17 edizione la cui tematica è legata al Cammino quaresimale dei 40 giorni più la settimana santa che arriva fino alla Pasqua. Gli interventi sono stati a cura dell’Avv. Salvo Leotta, presidente della Consulta della Cultura di Acireale, molto profondi e di grande spiritualità; altri interventi di Don Mario Fresta, Arciprete Parroco della Basilica Cattedrale e del moderatore dell’incontro il bravo Mario Agostino, giornalista. Il testo, dal programma semplice e impegnativo allo stesso tempo, è tratto dall’insegnamento della vita dei Santi. Lettura, meditazione ed applicazione pratica sono gli strumenti proposti per aiutarci ad intraprendere il santo viaggio lasciandoci trasformare, alla sequela di Cristo, da Dio Amore.

Le riflessioni sono state intervallate da momenti musicali di grande spessore artistico, dal gruppo “Quinquies Domina Ensemble” di Vera Pulvirenti con: Rosanna Leonti soprano, Maria Motta mezzosoprano, Simona Postiglione violino, Alessandra Platania violino, Valentina Spoto viola, Salvatore Sapienza clarinetto, Mario Licciardello fagotto, che con bravura e professionalità hanno presentato delle pagine stupende di autori del passato frutto di una ricerca alquanto impegnativa e particolare, con una “chicca” in prima assoluta, un “Pange Lingua” di Vincenzo Bellini, di cui sembra si siano perse le tracce, avuto in lascito dal M° Francesco Celso. Si ringraziano i Club Service della città per il sostegno alla manifestazione nella persona dei loro Presidenti: Fidapa Antonella Daddato, Kiwanis Salvatore Musumeci, Lions Giuseppe Massimino, Serra Alfio Cristaudo e al coordinatore dei Club Service Cherubino Fiorini.

Vera Pulvirenti

Il Club di Cerignola saluta il suo Vescovo

 

Il 12 febbraio, in Cattedrale, il nostro amato Vescovo, Monsignor Luigi Renna , ha salutato tutta la cittadinanza  affidandola  alla Parola del Vangelo.

Si chiude così, dopo sei anni, il periodo del suo Ministero nella Diocesi di Cerignola Ascoli Satriano .

Tanti progetti sono stati realizzati ,una rete di relazioni hanno portato ad un coinvolgimento attivo  dei giovani e delle fasce più fragili , gli oratori hanno respirato nuovo ossigeno accogliendo amorevolmente molti adolescenti e a tanti extra-comunitari , con la costruzione della comunità di TRE TITOLI, è stata restituita una dignità che le sofferenze avevano deturpato…

Caro don Luigi non hai trascurato proprio niente : la formazione che hai voluto per gli adulti , nutrita dalle tue avvincenti lettere pastorali, dai convegni diocesani ,dagli  incontri biblici e da catechesi magistrali,   ha reso tutti sicuramente persone migliori che si impegneranno nel cammino sinodale che  hai indicato con amorevole fermezza.

IL 2 febbraio hai salutato affettuosamente anche noi serrani, nella Chiesa di San Trifone,  ringraziandoci per il nostro impegno per i seminaristi e le vocazioni…porteremo sempre nel cuore la tua vicinanza costante e fattiva,  come le premiazioni dei ragazzi  partecipanti ai Concorsi scolastici, l’accoglienza dei nuovi soci e l’apertura degli anni sociali … con la tua presenza hai reso queste manifestazioni più belle ed importanti e noi  le conserveremo fra i ricordi più preziosi.

Ora sei in partenza  per Catania ,  una città stupenda e  sicuramente accogliente, incontrerai altri serrani impegnati e nuove sfide ti attenderanno: le  affronterai come hai sempre fatto con la forza che il Signore ti ha dato e che ti ha sempre distinto.

Buon cammino fratello Vescovo,  ti accompagneremo sempre con l’affetto e la preghiera.

Milena Caldara