Club di Prato. Incontro sulla figura del Cardinale Newman

Martedì 20 Gennaio il Serra Club di Prato si è ritrovato in Seminario Vescovile per l’incontro di inizio anno col momento di preghiera animato da Monsignor Daniele Scaccini, nostro Cappellano, insieme a Monsignor Basilio Petrà. Durante la preghiera ci è stato ricordato di pregare tutti per l’unità dei cristiani, visto che stiamo vivendo questa settimana iniziata la scorsa domenica 18 e termina sempre domenica 25 nella ricorrenza della Conversione di San Paolo. Quest’ultima festività della Chiesa è stata istituita nel VI secolo dopo Cristo in riferimento a quando Saul di Tarso si convertì al cristianesimo dopo la caduta dal cavallo sulla Via di Damasco in cui fu avvolto da una forte luce che lo accecò per ben tre giorni e che venne guarito da Dio, diventando una delle colonne principali della nostra chiesa portando il Vangelo per il mondo come ci narrano gli Atti degli Apostoli. È stato fatto un piccolo cenno sulla figura di San Fabiano che fu Papa dal 236 al 250 e anche lui fu martirizzato perché le persecuzioni ai cristiani non diminuivano sotto l’Imperatore Decio(200 o 201 la data di nascita e il suo Impero dal 249 al 251). Quello che caratterizzò il pontificato di San Fabiano è il fatto che era un laico e non un sacerdote o religioso e la sua elezione fu con il consiglio dei vescovi riuniti sotto lo Spirito Santo che si fece presente su forma come simbolo di purezza e per ricordare che la Chiesa nasce dal “Costato di Cristo” ed è guidata da lui con i vari successori di Pietro. Del suo pontificato va ricordata la suddivisione in sette diaconie di Roma, la promozione dell’organizzazione ecclesiastica così come l’assistenza ai poveri.
Dopo la preghiera ci siamo spostati in refettorio per consumare la cena e poi la conferenza sulla figura del cardinale ottocentesco inglese John Henry Newman(1801-1890) tenuto da Don Francesco Zucchelli che è il Cappellano del Serra Club di San Miniato. Il cardinale è vissuto ai tempi della Regina Vittoria d’Inghilterra (1819-1901) e i cattolici non avevano vita facile perché in Inghilterra domina la religione anglicana e il sovrano è la loro guida suprema. Il cardinale cresce praticando la fede anglicana e arriva a convertirsi nel 1845 dopo il “Movimento di Oxford” che si era scatenato nel 1833 per ripristinare alcune tradizioni della fede cristiana incluse nella teologia anglicana visto che nei secoli passati si erano verificati scismi. In quell’occasione si avvicina alla fede perché sente la predica del teologo inglese John Keble (1792-1866) da cui resta molto affascinato. Da cristiano scrive molto e una delle sue opere principali fu “Tract 90” scritto nel 1841 inerente i 39 articoli di fede stabiliti nella Convention del 1562/63 guidati dall’allora Regina Elisabetta I d’Inghilterra (nata nel 1533 e Regina dal 1558 al 1603) in cui non veniva fatto nessun attacco al dogma cristiano visto che alcuni pezzi venivano inclusi nella liturgia anglicana così da evitare altre divisioni anche se rimanevano alcune cose da chiarire ma saranno chiarite negli anni e secoli avvenire. Il Cardinale Newman fu beatificato nel 2010 dal Papa Emerito Benedetto XVI, canonizzato da Papa Francesco nel 2019 e proclamato “Dottore della Chiesa” da Leone XIV nel 2025 in occasione del Giubileo della Speranza in corso. Il suo motto diceva “Ex umbris et imaginibus in veritate” che tradotto in italiano significa “Dall’ombra e dai simboli della verità” e da questo motto ne discende la vita cristiana che vede i suoi momenti ombrosi ma c’è luce vera portata da Gesù che salva l’intera umanità.
Marco Giraldi-Addetto Stampa del Serra Club di Prato