A Roma il secondo appuntamento del CNIS
di Maria Silvestrini
Roma, 23, 24, 25 gennaio. Tre giorni di intense sessioni di lavoro guidate con sapienza dalla Presidente Mariuccia Lo Presti e dal past President Giuliano Faralli.

Il secondo appuntamento del CNIS nell’anno sociale 2025-2026 è stato caratterizzato dall’intervento magistrale sulle problematiche della pace di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e dalla bellezza dei Musei Vaticani nella visita che ha concluso la tre giorni nella Città eterna.

Cosa è emerso dalle relazioni dei Vicepresidenti e dei Governatori? Quale lo stato dell’arte del Serra Italia? Un caleidoscopio di voci, di immagini e di riflessioni hanno disegnato il volto del Serra Italia in tutte le molteplici sfaccettature della nostra bella penisola. Quasi che il Giubileo abbia lasciato impresso il segno della speranza, in tutte le relazioni dei Distretti sono state sottolineate più le buone pratiche piuttosto che le difficoltà sempre presenti nell’aumentare il numero dei soci e nel rinvigorire i club esistenti. Il tema della pace, indicato dalla nostra Presidente Nazionale è stato declinato in quasi tutti i club e sono stati avviati sia il concorso scolastico che il contest fotografico importanti mezzi di comunicazione dell’identità serrana.
Sono state le relazioni dei Vicepresidenti l’elemento portante del CNIS . Relazioni profonde, con indicazioni precise e linee guida che andrebbero attentamente vagliate all’interno dei singoli club. La “chiamata universale alla santità” intesa non come un privilegio per pochi, ma come l’orizzonte naturale di ogni battezzato è stata al centro della riflessione di Andrea Barbarino, della Commissione per le vocazioni presieduta da Claudio Ferrari. La relazione è scaturita dal Convegno nazionale svoltosi a Roma nei giorni 3, 4 e 5 gennaio e sottolinea come la santità sia vocazione quotidiana, non una “fuga dal mondo”, ma un modo di abitare la realtà con verità e passione, perché l’uomo di questo terzo millennio non ha smesso di cercare Dio, ma ha cambiato il modo di guardare l’orizzonte. Il compito della pastorale vocazionale oggi è quello di offrire un punto di riferimento certo per tornare a sognare e a vedere Dio all’opera nel mondo.

Filly Franchino nell’affrontare la questione programmi ha indicato le linee guida di un club. “Il concetto di club rimane un punto di riferimento fondamentale per la relazione e la coesione sociale – ha sottolineato – un modello che promuove il lavoro di squadra e la collaborazione tra i suoi membri. Un club non è semplicemente la somma dei suoi componenti, ma è qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso. L’essenza del club si fonda sulla capacità di lavorare insieme per raggiungere un fine comune”. Un club ha bisogno di una leadership gestita con gentilezza e mitezza, capace di ascoltare, di mediare, di coinvolgere tutti e di far crescere il senso di appartenenza, la percezione di essere parte di un “noi” collettivo, in cui ciascuno si riconosce e condivide con gli altri ideali, obiettivi e valori.

Marcello Bonotto ha sottolineato i cambiamenti straordinari avvenuti all’interno del mondo della comunicazione, cambiamenti che richiedono nuove strategie e nuove modalità di sviluppo del settore sia in ambito distrettuale che locale. La comunicazione ben gestita è infatti il modo più appropriato per favorire la conoscenza del nostro Serra e svilupparne le potenzialità attraverso l’aggregazione di nuovi soci o la formazione di nuovi club.

Sul tema dell’estensione spunti interessanti sono venuti da Eugenio Bolognesi e Giuseppe Miccoli. Un club riesce a crescere se è capace di proporre incontri interessanti, gioiosi, capaci di creare sintonia, ma è necessario un impegno comune e condiviso. Molti passi si stanno compiendo in diverse Diocesi per aprire nuovi club: Lodi, Rimini, Chieti, Trapani, Lecce. Il cammino non è sempre facile ma ci sono approcci interessanti. La formazione di un nuovo club si potrebbe attuare con maggiore facilità attraverso la formula dei club satelliti ben spiegata da Giuseppe Miccoli, ma che ancora ha bisogno di approfondimento a livello internazionale.
Come non ricordare la relazione, importantissima, del tesoriere Michele Guidi che ha messo in evidenza le molteplici attività con cui, nel concreto, il Serra promuove e sostiene le vocazioni e la puntuale spiegazione delle modifiche al Regolamento, approvato dall’Assemblea dei Delegati, fatta dal nostro impeccabile segretario Samuele Labita.

Infine una foto ricordo che ha meritato l’applauso convinto dei presenti: quella di Marco Crovara con tutti i componenti della squadra della Fondazione BJS che da quest’anno viene in gran parte rinnovata.

Formazione, coesione, impegno e passione: questi gli elementi su cui il Serra Italia deve fare leva per diffondere i semi del Vangelo.

























![IMG_20211122_194758[1]](https://www.serraclubitalia.it/wp-content/uploads/2021/11/IMG_20211122_1947581-scaled-e1638021768489-180x180.jpg)










