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Club Genova Nervi. L’incontro con Dio raccontato nelle Scritture

Nel secondo incontro formativo, il prof. Franco Verdona, docente di lettere e teologia, con un’interessante conversazione, ricca di citazioni di autori classici e della Sacra Scrittura, ha illustrato il tema dell’anno, davanti all’uditorio attento e partecipe del Serra di Genova Nervi.

Richiamando la Deus Caritas est, prima enciclica di Benedetto XVI, il prof. Verdona[1] ha preliminarmente ricordato che la fede non è un insieme di dottrine, ma l’incontro con Gesù di Nazaret. Un’esperienza che cambia la vita, come è avvenuto a tante persone di ogni tempo e luogo.

Vi sono incontri, pur importanti, che, invece, non cambiano la vita: attingendo alla sua cultura classica, il relatore ha citato l’incontro di Immanuel Kant col pensiero di David Hume (1783), acceso empirista. Le c.d. obiezioni provocarono “una sorta di conversione” dal “sonno dogmatico” di Kant, indirizzando diversamente le sue ricerche e il modo di progettare la metafisica. Un evento decisivo, dunque, per la dottrina del grande filosofo, ma che non ne rivoluzionò la vita. [/read more]

Di tutt’altro tipo l’incontro con il Risorto. Spesso ci fermiamo agli aspetti estrinseci del Cristianesimo, non sappiamo affidarci al Signore. Che non è un’entità indefinita o il Dio tappabuchi (teorizzato dal teologo luterano Dietrich Bonhoeffer), da mettere in naftalina quando non sono nel bisogno. “All’inizio dell’essere cristiano, non c’è una decisione etica”, ma l’incontro con “una Persona, che da’ alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva” (Benedetto XVI).

Prima di passare alla Scrittura, il prof. Verdona ha evocato il viaggio, dalla selva oscura del peccato all’incontro con il Signore, di Dante Alighieri: giunto in Paradiso con la guida di Virgilio (che incarna la razionalità), il sommo poeta ottiene l’aiuto di tre donne, fondamentali per la sua salvezza. Oltre all’intercessione di Maria (la Grazia preveniente), santa Lucia (la Grazia illuminante) interviene su Beatrice (che incarna la Teologia), affinché salvi il suo amico.

Dante, quindi, fa parte dei cercatori di Dio, persone che non “vedono” solo il denaro, ma si pongono le domande più profonde, quelle di senso: chi sono, da dove vengo, dove vado? La vera letteratura, che si pone tali domande, è un luogo teologico. Anche Siddharta, il noto protagonista del romanzo di Hermann Hesse, cerca la verità e compie un percorso simile a quello del vero Budda.

Nella Bibbia troviamo diversi incontri (con Dio nell’AT, con Gesù nel NT), nei quali c’è una costante: è Dio che prende l’iniziativa e tocca il cuore del chiamato. Molti sono racconti di vocazioni: Dio da’ un incarico, di cui il chiamato di turno (Geremia, Amos) farebbe volentieri a meno. Esemplare l’incontro con Mosè, vera eccellenza dell’umanità chiamata, che viene colto nella sua quotidianità: pascolava pecore e capre oltre il deserto (luogo esistenziale, non solo geografico).

L’angelo del Signore gli appare in una fiamma di fuoco, che arde ma non brucia. Quello strano fenomeno fisico suscita fascino e tremore, uno scompiglio profondo, un cambio di rotta, un nuovo progetto di vita. Di fronte alla totale alterità dell’evento, Mosè si sente chiamare da Dio, che è solidale con le sofferenze del suo popolo e gli da’ il compito di liberarlo dalla schiavitù d’Egitto.

Nel NT sono più di 40 i racconti di un radicale mutamento interiore nella persona incontrata, che si pone alla sequela di Gesù. Rari i casi in cui ciò non avviene (il giovane ricco, appesantito dai beni terreni, pur dispiaciuto e triste, non trova il coraggio di distaccarsene). Emblematico l’incontro con la donna malata di emorragie (Mc 5, 25). Appena tocca il mantello, il flusso di sangue si ferma: la sua fede si rivela più forte della legge e della cultura che le impedivano di avvicinarsi a Gesù.

Mentre la folla pressava il Maestro, ma in fondo non sperava nella salvezza, lei agisce, sente che in Lui troverà la guarigione. Il Maestro percepisce che da lui è uscita la forza guaritrice. E la donna cade a terra e rivela che è stata lei a toccarlo! In quell’ammissione c’è un messaggio teologico: se mi affido a Lui, cado a terra, mi rivelo per come sono, ma so che Lui mi salva, proprio in virtù di questo affidarmi. Non è solo il racconto di una guarigione, ma un’indiretta dichiarazione di fede. Ed evoca pure le emorragie morali, i tradimenti: Marco ci vuol dire che la salvezza viene dalla fede.

Luca narra l’incontro con Zaccheo che, incuriosito dalla fama di Gesù, non riesce a vederlo a causa della bassa statura e allora sale sul sicomoro. In realtà, è la sua statura morale che non è all’altezza! Gesù, come è nel suo stile, gli dice che deve fermarsi a casa sua, ma il suo progetto non è di entrare nelle pareti fisiche, quanto di abitare la vita di Zaccheo (prefigurazione eucaristica?).

Vi è poi l’episodio del Battista che, finito di battezzare, fissa il Maestro e afferma in modo netto: “Ecco l’Agnello di Dio. E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù” (Gv 1, 36-37). E’ una dichiarazione già sufficiente per indurre i discepoli del Battista a seguire Gesù, ma i due, sentendosi chiedere “Che cercate?”, a loro volta chiedono: “Dove abiti?”

La traduzione utilizza un verbo riduttivo. In realtà, è una domanda teologica: i discepoli vogliono sapere dove sono le sue radici, dove fonda la sua autorevolezza. Un discorso non dissimile da quello del Prologo di Giovanni: in Gesù c’è molto di più di ciò che appare. Non basta l’incontro per capire chi è, ma devo seguirlo e attuare una condivisione di vita, fino all’esperienza della Croce.

Ma oggi, si è chiesto il relatore, nel guazzabuglio del mondo secolarizzato (ove da un lato c’è un apparente interesse verso le religioni, ma dall’altro la fede viene meno in tante persone), dove posso incontrare Gesù? Il massimo della concentrazione cristologica lo troviamo nei Sacramenti (in primis nel sacrificio eucaristico), segni efficaci della Grazia, luoghi dell’incontro con Dio, in Cristo,

Anche la contemplazione delle infinite bellezze del Creato ci parla di Dio che, attraverso il Logos, ha dato loro vita (i cieli narrano la gloria di Dio, dice il salmo 18, e Kant: due cose riempiono l’animo di ammirazione (…) il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me). L’universo, osservava Teilhard de Chardin, viaggia verso un punto Omega, che è Gesù Cristo.

E ancora, troviamo Dio (e la redenzione dal male) nella Chiesa, santa e peccatrice. In essa è sempre presente il peccato, ma non è mai venuta meno un’abbondante fioritura di santi e martiri. La risurrezione di Lazzaro ha un significato teologico: l’invito a venir fuori e a togliere le bende segnala che devo venir fuori da me stesso, dalla cripta dell’egoismo in cui mi sono nascosto.

E’ significativa la varietà di santi che la Chiesa esprime, dai dottori della Chiesa alle persone più semplici, che si abbeverano all’unica fonte del sangue di Cristo. Infine, il relatore ha aggiunto che incontriamo Gesù nei poveri (di beni e di spirito), nei malati, negli ultimi (Mt 25, 34-46), nei santi della porta accanto (espressione di papa Francesco), nei profughi, che suscitano tante paure, insieme a sentimenti di solidarietà o di avversione, ma sono anch’essi il volto terreno di Cristo.

Sergio Borrelli

[1] Il prof. Franco Verdona ha insegnato materie letterarie, per alcuni decenni, presso un noto liceo classico di Genova. Attualmente è docente di Teologia dogmatica presso il Seminario del capoluogo ligure. [/read]

Premiazione della XIV ed. “Penna dello Spirito”. Pontremoli, 30 novembre 2019


La Biblioteca Nazionale J. Serra ha il piacere di comunicare che la consegna del Premio “Penna dello Spirito” si terrà il prossimo sabato 30 novembre alle ore 16,30 presso il Palazzo Vescovile di Pontremoli.

 

Newsletter dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni

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Cristo ci vuole vivi!

Cari fratelli e sorelle,

saluto tutti voi partecipanti a questo Convegno, che vuole favorire l’attuazione del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani. Vi ringrazio per il lavoro che portate avanti nei rispettivi campi di servizio, e anche per lo sforzo di confrontarvi e condividere le esperienze. Da parte mia, vorrei indicarvi alcune linee che mi stanno particolarmente a cuore.

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Convegno Nazionale Vocazioni

Convegno Nazionale Vocazioni

«Datevi al meglio della vita» (ChV 143) 

E’ questo il tema del prossimo Convegno Nazionale Vocazioni, che si terrà come di consueto a Roma dal 3 al 5 Gennaio 2020. Quest’anno cambia la sede: Ergife Palace Hotel, Via Aurelia 916 – 00165 Roma.  

E’ possibile iscriversi online o inviando via mail la scheda in allegato.

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"Scegli la vita". Accompagnare la vocazione tra vizi e virtù

“Scegli la vita”

Accompagnare la vocazione tra vizi e virtù

Tra vizi e virtù è un semplice strumento che vuole aiutare – in particolare i giovani e gli adolescenti – a coltivare il buon grano che c’è nella loro vita, per non occuparsi della zizzania (cf. Francesco, Evangelii gaudium, 24). «Formare la coscienza è il cammino di tutta la vita in cui si impara a nutrire gli stessi sentimenti di Gesù Cristo assumendo i criteri delle sue scelte e le intenzioni del suo agire (cfr Fil 2,5)». (cf. XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Documento finale, 108). Perché la vocazione è un sentiero lungo tutta la vita, che sempre si snoda tra vizi e virtù.

Disponibile su: vocazioni.store

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Club di Torino. 50° anniversario dalla fondazione

 

Sabato 12 ottobre, nell’Aula Magna della Facoltà di Teologia, i soci del Serra Club Torino 345 hanno celebrato la ricorrenza dei 50 anni dalla fondazione del Club con la partecipazione di numerosi rappresentanti di altre Delegazioni e del Consiglio Nazionale ed alla presenza di S.E. Cardinale Severino Poletto, che ha lodato e benedetto l’operato dell’Associazione che si impegna a promuovere nella società civile una cultura favorevole alle vocazioni, in particolare a quelle del sacerdozio e della vita consacrata.

Si sono avvicendati i saluti da parte del Presidente Angela Pollano Dario, del Cappellano Don Alberto Piola, del Governatore del Distretto Piemonte/Valle d’Aosta, dott. Paolo Rizzolio, del Presidente del Consiglio Nazionale Rag. Enrico Mori e del Decano del Club Serra Torino 345, Ing. Giovanni Chiovatero.

La celebrazione ha beneficiato degli interventi illuminati del Prof. Franco Garelli, docente di Sociologia delle Religioni presso l’Università di Torino, e del Prof. Don Ferruccio Ceragioli, Rettore del Seminario Maggiore di Torino e docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica di Torino.

I soci del Club e tutti i delegati dei Serra Club d’Italia, riuniti in concomitanza della 1° Assemblea dei Delegati tenutasi nella mattinata, hanno reso grazie a Dio con la celebrazione della S. Messa, presieduta dal Card. Poletto.

A seguire, è stata offerta a tutti i partecipanti una cena di gala, che si è svolta in un clima di grande cordialità ed affetto, conclusa con la cerimonia di ammissione nel Club dei nuovi soci.

Laura Mellone

SAVE THE DATE: Congresso nazionale del Serra Italia. Roma, 5-7 giugno 2020

Sono state ufficializzate le date del prossimo Congresso nazionale di Serra International Italia, che avrà luogo a Roma, dal 5 al 7 giugno 2020. Il tema del Congresso sarà “L’Uomo del III millennio si domanda ancora chi sia e cosa sia Dio per lui?”. I lavori congressuali si svolgeranno all’Hotel Ergife.

 

Club di Roma. Apertura dell’anno sociale

In un clima cordiale e di amicizia ha avuto inizio il nuovo anno sociale 2019-2020 del Serra Club di Roma, che si è aperto ufficialmente il 24 ottobre. Una serata a dir poco interessante, stimolante e suggestiva, oltre che ricca di soddisfazioni, svoltasi presso la Casa Bonus Pastor del Vicariato di Roma, nuova sede dei nostri incontri mensili a ridosso delle Mura Vaticane, sia per la larga partecipazione di serrani, ospiti e simpatizzanti, sia per i temi approfonditi e interessanti, che sono stati affrontati nel corso della serata. Una cerimonia impreziosita dalla partecipazione, come ospiti d’eccezione, del Rag. Enrico Mori, Presidente del Serra International Italia e dell’Avv. Giuseppe Mangeri, Governatore del Distretto 72 Lazio, Campania e Abruzzo. Graditissima anche la partecipazione del clero con Don Michele Gianola, Direttore Generale dell’Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale delle Vocazioni (UNPV) e il Sacerdote indiano Jibù Jabeeth, che hanno concelebrato la Santa Messa presieduta da Mons. Vittorio Formenti, oltre a Padre Michele Baraki, Rettore del Pontificio Collegio Etiopico.

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Un grazie, inoltre, per la loro presenza, al Dott. Luigi Cardilli, Past Presidente del Club de L’Aquila, al Sig. Salvatore Urzì, Segretario dell’UNPV e ai rappresentanti della Scuola di Atene e del Comitato Missioni Francescane. A tutti indistintamente la nostra gratitudine e riconoscenza per l’affetto e la vicinanza mostrati, con le loro presenze autorevoli, nei confronti del Club di Roma. Inizio di un percorso che, come associazione laica, siamo tenuti a continuare e intensificare, nella condivisione e attuazione del programma che il nostro Presidente, Giovanni Sapia, attuale Coordinatore della Commissione Congressi e Convention del CNIS, ha saputo così sapientemente formulare.

Il sodalizio serrano di Roma celebra quest’anno il 53° anniversario della sua istituzione. Ai nostri Padri fondatori, che ci hanno tramandato questo prezioso compito di vicinanza alla Chiesa, rivolgiamo il nostro deferente ricordo per la grande iniziativa, per l’alto senso del dovere di cui hanno dato esemplare esempio e per gli insegnamenti che ci hanno trasmesso e che ci accingiamo a perseguire, con responsabilità e costanza, per continuare a vivere, con sempre maggiore intensità, la nostra missione per le Vocazioni.

Inizia, quindi, un altro anno sociale che sarà ricco di eventi e di momenti di vero servizio sul territorio. E’ questo, infatti, l’impegno che il Presidente Sapia ha assunto e messo bene in evidenza nel suo messaggio di convocazione ai serrani romani con il quale ha chiesto a tutti una collaborazione per potere adempiere pienamente al suo mandato nel segno della continuità dei suoi predecessori. L’impegno sociale rappresenta, infatti, la direttrice del percorso progettato dal Presidente Sapia con un chiaro riferimento ai valori serrani. Impegno ribadito nell’intervento di apertura, dopo avere presentato e ringraziato gli ospiti della serata.

Hanno preso, quindi, la parola il Presidente Nazionale, Enrico Mori, il Governatore Giuseppe Mangeri e Don Michele Gianola con un brevi, ma sentiti interventi, molto apprezzati dai presenti,

La serata ha avuto come illustre relatore il nostro Cappellano, Mons. Vittorio Formenti, che ci ha intrattenuto sul tema che il Consiglio Nazionale del Serra (CNIS) ha sottoposto ai serrani d’Italia per quest’anno sociale: “La fede non è un’idea ma un incontro”. Un tema, quello della fede, che è stato molto a cuore del Papa emerito Benedetto XVI che affermava: “Per un verso la fede è un contatto profondamente personale con Dio, che mi tocca nel mio tessuto più intimo e mi mette di fronte al Dio vivente in assoluta immediatezza, in modo cioè che io possa parlargli, amarlo ed entrare in comunione con lui”. Una tema a sua volta ripreso da Papa Francesco che si trova del tutto d’accordo con questa lettura: “A me sempre ha colpito quello che Papa Benedetto aveva detto, che la fede non è teoria, una filosofia, un’idea: è un incontro con Gesù”.

La relazione di Don Vittorio Formenti è stata ad ampio raggio: partendo dal discepolato di Cristo e dalla situazione attuale del mondo cattolico, il relatore si è soffermato su esempi significativi di conversione e di fede. La fede, è stata una riflessione di Don Vittorio, non è mai certezza, bensì rischio, ma un rischio che vale la pena di essere affrontato. Così si esprimeva il convertito Paul Claudel. Se è vero che l’uomo è “naturaliter religiosus”, come attestano le religioni di tutti i tempi, per il cristiano la fede è un incontro, mediato da volti umani che favoriscono e portano all’incontro con il volto di Dio fatto uomo, crocifisso e risorto. Per Agostino è stato il volto di Ambrogio a favorire la conversione, per Francesco l’incontro è stato quello del lebbroso, per il Premio Nobel per la medicina, Alexis Carrel, è quello di una donna malata terminale guarita all’istante: tutti convergono a contemplare i tratti del volto del Cristo della Rivelazione, verosimilmente a noi giunti nel volto del telo sindonico. Le figure dei grandi convertiti della storia di due millenni di evangelizzazione ci aiuteranno a scoprire come ognuno di noi, nell’itinerario di avvicinamento alla fede, è testimone di storie assai diverse, ma tutte convergenti all’incontro con Cristo mediato dal contatto visivo con volti che incontriamo nella nostra quotidianità. Paolo, Agostino, Francesco, Edith Stein, Charles de Foucauld, Paul Claudel, Alexis Carrel: storie diversissime che hanno cambiato persecutori, gaudenti, intellettuali atei, in innamorati di un volto: il volto radioso di Cristo, il quale ci indica la certezza che il nostro “dopo” non sarà l’immersione nel nulla eterno, ma la contemplazione vera e gratificante di tale volto in una dimensione di felicità senza confini di tempo e di spazio.

Una riflessione stupenda che ci induce a meditare sulla grandezza della fede, perché quando c’è incontro e dialogo tra Dio e l’uomo, allora c’è fede. L’uomo deve parlare con Dio perché siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio e la fede è la forza della vita: senza la fede non si può vivere.

La conviviale è stata il giusto epilogo di una serata bella, piacevole e interessante, che si è svolta in fraterna e festosa amicizia, in linea con le migliori tradizioni del nostro Club.

 

Cosimo Lasorsa

Club di Sanremo. Iniziato il percorso sociale

Lunedì 14 ottobre scorso, presso il Seminario Diocesano Pio XI, i soci del Serra Club Sanremo guidati dal presidente pro-tempore, Avv. Enrico Spitali, hanno inaugurato il loro anno sociale in un’atmosfera molto particolare. Nel corso della Santa Messa celebrata dal vescovo, Mons. Antonio Suetta, è stato ammesso al “cammino di ordinazione” il seminarista Andrea Penna e sono stati presentati dal rettore, Don Ferruccio Bortolotto, i nuovi seminaristi, Simone, Mirco e Fabrizio: “il nostro Seminario è vivo ed attivo, ricco di grazia. I nostri quindici ragazzi compiono con gioia e serenità il loro cammino immersi nella realtà del quotidiano, confortati dalla spiritualità degli insegnamenti”. Esemplari le parole del Vescovo che ha ricordato nell’omelia il vero significato dell’obbedienza, “che non è sottomissione, ma un abbandonarsi a Lui che ti protegge nel cammino, ti infonde fiducia; la preghiera si fa mezzo di coraggio, disponibilità e rinnovamento rendendoti protagonista responsabile della tua speranza.  Bisogna essere di Dio, che talvolta pare nascosto, lontano dall’uomo solo perché non da una risposta collimante con i nostri schemi: la Sua presenza è un nostro “intuito” della fede.” La serata è proseguita con la presentazione del programma dell’anno serrano, sempre sensibile al sostegno vocazionale ed anche ad un impegno culturale verso i giovani che, mai come oggi, sono genericamente indifferenti anche per la mancanza di un’opportuna conoscenza che li renda protagonisti. Quindi, in chiusura, serrani e seminaristi hanno recitato la preghiera del serrano guidati dal cappellano del Club, Don Nicolas Tshituala.

Marco Crovara

Genova Nervi. Inaugurazione dell’anno serrano

Don Carlo Migliori

Anche quest’anno don Carlo Migliori ha introdotto il percorso formativo del  Serra di Genova Nervi: richiamando un’intervista di Benedetto XVI del 2016, il Cappellano del Club, ha preliminarmente descritto i due aspetti costitutivi della fede, quello personale e quello comunitario.

La prima tappa dell’esperienza della fede si attua nell’incontro con Gesù, che avviene “nella quotidianità, nel tempo e nello spazio” (san Giovanni Paolo II, udienza del 9.8.2000). Un po’ come avvenne tra Giovanni Battista e due suoi discepoli, quando videro l’Agnello di Dio (Gv 1, 35-42).

La seconda tappa si attua con l’ascolto di Gesù: quando lo incontriamo anche noi, come i discepoli, gli diremo: “Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68). La fede ci trasforma così in una creatura nuova, perchè “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me!” (Gal 2,20).

Chi ha la fede desidera condividerla: è la tappa della missione, mediante la quale viene predicata  “a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati” (Lc 24, 47). Gesù, che curava anche i malati e li liberava dal male, vuole la salvezza universale, per le donne e gli uomini di tutti i tempi. A tal fine, ha fondato la Chiesa. attraverso cui  cammina accanto a noi. Oggi il Risorto è presente in mezzo a noi mediante la liturgia, che celebra il memoriale del sacrificio della Croce e lo attualizza.

Nella liturgia operano “la Parola, l’Eucaristia, la Chiesa come corpo del “Cristo totale”  E per aiutarci a percepire, con i sensi, la sua presenza, Gesù ha istituito l’Eucaristia. Ci ha donato, così, “una modalità fisica”, che attua le sue parole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui (…), ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6, 54, 56).

La fede si esprime, come accennato, non è un fatto privato, ma si esprime anche nella missione. Pertanto, ha concluso il relatore, chi si apre all’ascolto della Parola e accetta la fede, diventa partecipe “del cammino della Chiesa, pellegrina nella storia verso il compimento”.

 

Sergio Borrelli

Nuova linfa vitale nel Serra Club distretto 73 Puglia Basilicata: Filly Franchino governatrice

da: http://www.sassilive.it/

Il nuovo governatore del distretto 73 Puglia e Basilicata, Filly Franchino, sabato 5 ottobre,  ha incontrato i club di Matera , Potenza e Altamura nella Sala degli Stemmi del Palazzo arcivescovile , accolti dall’ arcivescovo della diocesi di Matera- Irsina monsignor  Antonio Giuseppe Caiazzo.
Un ‘nuovo apostolo delle genti’ come Paolo che visitò molte terre per far conoscere Gesù e il suo messaggio, si è rivelata la nuova governatrice del distretto 73 , un po’ Marta e un po’ Maria, pronta ad ascoltare le necessità e le riflessioni dei Serrani e in atteggiamento di servizio  al prossimo.
Da vera leader ha saputo esprimere se stessa, comunicare in che modo  pensa di portare nuova linfa al Serra con la partecipazione attiva ed aperta dei serrani, senza mai perdere di vista la missione del Serra Club.
Il Serra è  un’associazione laico-cattolica internazionale con la tipica struttura del ‘club service’ che si pone come obiettivo  custodire, stimare e amare la vocazione sacerdotale e attuare service nella società attiva e nel mondo dei giovani per promuovere  valori favorevoli al rispetto del sacerdozio, della vita consacrata. Accompagnare i giovani seminaristi durante il loro percorso di scoperta interiore, e di tutte le altre vocazioni fondamentali tipiche della quotidianità che comportino un operato di vita e di lavoro coerente con i principi di fede cristiana e con i propri talenti  , questo l’obiettivo del Serra,  affinché diventino semi da far crescere e fruttare, non come una perla da custodire gelosamente in uno scrigno.
Dunque, la coraggiosa e appassionata governatrice, indica quello che deve essere il Serra: una struttura flessibile  vivacemente presente nel mondo laico , propositiva ed operosa capace di operare a livello nazionale e internazionale, aperta ai giovani senza ritrosie conservative.
Fondamentale è che i Serrani siano sempre  disponibili al servizio concreto  per il sostegno affettivo, economico e professionale ai seminaristi, ai sacerdoti ai consacrati e ai vescovi e , inoltre, siano rappresentativi, testimoni nelle periferie e agiscano con intelletto accompagnato dal cuore affinché lo Spirito diventi presente.
Proprio come San Junipero Serra , infaticabile messaggero di Dio che per adempiere alla sua missione evangelizzatrice degli Indios affrontò grandi fatiche e pericoli , tanto da essere  stato annoverato tra i Padri Costiutenti  degli Usa.

Margherita Lopergolo