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Restyling e nuovi contenuti della rivista “Vocazioni”

In occasione del Convegno nazionale che si è tenuto a Roma dal 3 al 5 gennaio, don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni, ha presentato la rivista Vocazioni, che da oggi è stata completamente rinnovata nella sua veste grafica e nell’organizzazione interna dei contenuti.

Vi invitiamo a scoprirne le novità al sito www.vocazioni.store.

Assegnata la XIII edizione del Premio “Penna dello Spirito”

La XIII edizione del premio Penna dello Spirito è stata vinta dal libro “ La custode del silenzio ( Io, Antonella, eremita di città)” di Antonella Lumini e Paolo Rodari.
La signora Lumini, presente sabato 3 novembre a Pontremoli, è stata premiata dal Presidente Nazionale Enrico Mori che le ha consegnato l’incisione raffigurante il Santo Junipero alla presenza del Sindaco, di diverse autorità serrane, di soci e pubblico.
Nel libro, scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Rodari, viene ripercorsa e descritta la scelta fatta da Antonella Lumini di adesione al richiamo di vivere l’esperienza del deserto anche se nel centro di una città.
Lontana dall’idea di rifiutare il mondo inizia il suo percorso con l’uscita dalla famiglia di origine e le peregrinazioni sulle colline di Firenze. Nella natura si immedesima, cerca la solitudine come un assetato, nel silenzio scopre l’essenza della vita. Seguono viaggi solitari alla ricerca delle radici dai quali riporta quaderni pieni di quanto affiora dal silenzio parlante.
Nel silenzio Antonella trova l’ordine divino, le sue radici “ l’amore di Cristo che avevo conosciuto da bambina.”
Nel silenzio l’archivio dei segni divenuto negli anni illeggibile si svela, anche se con difficoltà perché il rumore del nostro mondo incombe.
Paolo Rodari rimane coinvolto nel percorso di questa vita, risveglia in lui misteriose nostalgie e nel libro racconta gli incontri con i padri e le madri spirituali che hanno segnato il percorso della Lumini, la scoperta della “pustinia” che segna la svolta nella ricerca.
La casa diventa un eremo in cui silenzio e solitudine sono messi al servizio dell’ascolto. Molte le persone che vanno in questa casa per cercare di dare un senso alla propria esistenza e Antonella li accoglie volentieri. Sono incontri pervasi di amicizia, di pranzi profumati da frutta e aromi, di sedie a cerchio per intonare assieme allo Spirito Santo, lasciar sedimentare la Parola e poi condividere le riflessioni.
Il silenzio è un tornare a casa, al luogo dell’origine dove tutto resta e aspetta, dove anche il dolore diviene possibile perché sostenuto dalla Luce.
Il rapporto con la Luce è fondamentale: accettare di vedere chi siamo, smascherarci a noi stessi per lasciarci amare dall’Amore. Nulla sfugge allo sguardo della Luce e lo spirito di verità libera dal male.
Domande importanti si rincorrono fino alla fine del libro, interrogativi che sono di tutti e ai quali Paolo Rodari propone risposte che nascono dai silenzi di Antonella Lumini.

Patrizia Rossi

Discorso del Papa ai seminaristi di Agrigento

Sabato, 24 novembre 2018 il Santo Padre Francesco ha tenuto un discorso ai Seminaristi della diocesi di Agrigento, presso la Sala del Concistoro.

Eccone un estratto

[…] Il vescovo deve conoscervi così come siete: ognuno ha la propria personalità, il proprio modo di sentire, il proprio modo di pensare, le proprie virtù, i propri difetti… Il vescovo è padre: è padre che aiuta a crescere, è padre che prepara per la missione. E quanto più il vescovo conosce il prete, tanto meno ci sarà pericolo di sbagliare nella missione che darà. Non si può essere un buon prete senza un dialogo filiale con il vescovo. Questa è una cosa non negoziabile, come piace dire a qualcuno.

“No, io sono un impiegato della Chiesa”. Hai sbagliato. Qui c’è un vescovo, non c’è un’assemblea dove si negozia il posto. C’è un padre che fa l’unità: così Gesù ha voluto le cose. Un padre che fa l’unità. E’ bello quando Paolo scrive a Tito, a Tito che ha lasciato a Creta, per “sistemare” le cose. E dice le virtù dei presbiteri, del vescovo e dei laici, anche dei diaconi. Ma lascia il vescovo per sistemare: sistemare nello Spirito, che non equivale a sistemare nell’organigramma. La Chiesa non è un organigramma. E’ vero che a volte usiamo un organigramma per essere più funzionali, ma la Chiesa va oltre l’organigramma, è un’altra cosa: è la vita, la vita “sistemata” nello Spirito Santo. […]

copertina il serrano 144

E’ uscito Il Serrano n. 144

Il nuovo numero 144 della Rivista Il Serrano, Organo dell’associazione Serra International Italia.

Sfoglia qui sotto la rivista.

 

Lectio Magistralis di S.E. Patron Wong a Livorno

 

Questa la presentazione di S. E. Mons. Jorge Carlos Patron Wong a Livorno, in occasione del CNIS. Ha rivolto al movimento queste parole:

A voi del Serra Club, che mi avete rivolto questo invito, insieme alla gratitudine per il vostro generoso servizio, vorrei offrire brevemente alcuni input, riguardanti proprio le sfide che i giovani lanciano alla Chiesa di oggi e, subito dopo, qualche riflessione su come anche la Chiesa può diventare una sfida per la vita dei giovani.

Apre il Sinodo dedicato ai giovani

Roma, 3 ottobre 2018. Prende il via, con il discorso del Santo Padre, la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani ed al discernimento.

Papa Francesco ha ringraziato i giovani che partecipano ai lavori sinodali per aver voluto scommettere che vale la pena di sentirsi parte della Chiesa o di entrare in dialogo con essa ed ha sottolineato che è responsabilità del Sinodo di non smentirli, anzi, di dimostrare che hanno ragione a scommettere.

Il Santo Padre, nel suo discorso, ha invitato tutti a considerare il Sinodo come momento di condivisione, nel quale tutti sono invitati a parlare con coraggio e parresia, cioè integrando libertà, verità e carità. Al coraggio del parlare deve corrispondere anche l’umiltà dell’ascoltare. Il Sinodo, quindi, dev’essere un esercizio di dialogo, anzitutto tra quanti vi partecipano. E il primo frutto di questo dialogo è che ciascuno si apra alla novità, a modificare la propria opinione grazie a quanto ha ascoltato dagli altri segno di grande maturità umana e spirituale.

Affinché possa davvero nascere un autentico ascolto e dialogo, ha ricordato il papa, è necessario liberare le menti ed i cuori da pregiudizi e stereotipi, che purtroppo da sempre caratterizzano i rapporti tra le generazioni. I giovani sono tentati di considerare gli adulti sorpassati; gli adulti sono tentati di ritenere i giovani inesperti, di sapere come sono e soprattutto come dovrebbero essere e comportarsi. Tutto questo può costituire un forte ostacolo al dialogo e all’incontro tra le generazioni.

L’ascolto e l’uscita dagli stereotipi sono un potente antidoto contro il rischio del clericalismo, una piaga in seno alla Chiesa, che nasce da una visione elitaria ed escludente della vocazione, che interpreta il ministero ricevuto come un potere da esercitare piuttosto che come un servizio gratuito e generoso da offrire; e ciò conduce a ritenere di appartenere a un gruppo che possiede tutte le risposte e non ha più bisogno di ascoltare e di imparare nulla, o fa finta di ascoltare. Il clericalismo è una perversione ed è radice di tanti mali nella Chiesa.

Se da un lato, occorre superare la piaga del clericalismo, dall’altro occorre curare il virus dell’autosufficienza e delle affrettate conclusioni di molti giovani. Il Santo Padre ha ricordato un proverbio egiziano che dice: “Se nella tua casa non c’è l’anziano, compralo, perché ti servirà”. Ripudiare e rigettare tutto ciò che è stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanità; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni.

Nella convinzione che l’incontro tra le generazioni può essere estremamente fecondo in ordine a generare speranza, papa Francesco ha concluso esortando tutti a far uscire dal Sinodo non solo un documento, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro, e creare un immaginario positivo.

A questo link il discorso di apertura di Papa Francesco:

“DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
ALL’INIZIO DEL SINODO DEDICATO AI GIOVANI”