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Club di Prato. Inaugurazione dell’anno sociale 2022-23

Scrivo in occasione dall’apertura del nuovo anno sociale 2022-2023 presso il Chiostro Medievale di San Domenico durante il quale il relatore, Monsignor Rodolfo Cetoloni (Vescovo della Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza e poi di Grosseto) ha parlato del libro “Gerusalemme il Calvario” scritto da Monsignor Alfredo Pizzuto canonico onorario del Capitolo Patriarcale del Santo Sepolcro ed anche di quello Metropolitano di Siena.
Dopo la conferenza di Monsignor Cetoloni ha parlato il canonico Don Alfredo che ha sottolineato quanto sia importante il servizio fatto dai religiosi in Terra Santa, anche se – purtroppo – non mancano i contrasti con le altre credenze religiose ma manca il giusto rispetto e la tolleranza. Infine ha preso la parola Padre Claudio Bottini che è dell’ordine dei frati minori di Gerusalemme. È Professore così come Decano della Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia.
Marco Giraldi

Club di Prato. Passaggio di consegne

21 giugno 2022. Il Serra Club si incontra presso il Santuario della Madonna del Giglio, famoso perché il 26 Agosto 1664 era seccato un giglio e miracolosamente rifiorì e poi venne traslato nell’Oratorio di San Silvestro l’8 Marzo 1680. Il nostro incontro ha avuto inizio con il consueto momento di riflessione, presieduto dal nostro Cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, sulle Beatitudini, tema di questo anno sociale.  La beatitudine citata dal nostro cappellano è stata quella rivolta agli operatori di pace in quanto saranno chiamati Figli di Dio ed oggi è attuale visto il conflitto che c’è fra Russia e Ucraina, così come la beatitudine rivolta ai misericordiosi perché troveranno misericordia e questa vale per i volontari che appartengono ad un Arciconfraternita della Misericordia. Alla fine della predica c’è stato il passaggio della campana fra il presidente uscente Stefano Guarducci che ha ricoperto questa carica per due anni causa pandemia e la presidente Alessandra Pagnini che era già stata presidente nel 2017-2018.
Successivamente ci siamo spostati alla storica Trattoria da Lapo in Piazza Mercatale per la cena e augurarsi delle buone vacanze estive così da poter ripartire a settembre sperando che la pandemia sia meno aggressiva e più governabile.
Marco Giraldi-Vicepresidente delle Comunicazioni Sociali del Serra Club di Prato 534 appartenente al Distretto 71 della Regione Toscana Nord/Sardegna

Il Tabaccaio di Prato

Il 25 maggio si è tenuta la conviviale del Serra Club presso il Seminario Vescovile con Marcello Pierozzi per parlare della figura pratese Renzo Buricchi sul seguente tema: “Il Tabaccaio di Prato”. Come sempre l’incontro ha avuto il suo inizio con la preghiera che non è stata la consueta recita del vespro, ma una decina di Ave Maria visto che siamo nel mese mariano.
La conferenza è stato sulla figura del tabaccaio Renzo Pietro Buricchi nato nel 1913 e morto nel 1993 a 70 anni per problemi di salute. La sua vita è stata caratterizzata da una grande spiritualità e fede molto avanzate per i tempi.
Renzo era un uomo che parlava sia delle piante che degli animali perché nella natura ci vedeva la Mano di Dio e sul Vangelo trovava ogni risposta in modo particolare dove dice di essere del mondo e non per il mondo. Renzo ha avuto a che fare con i comunisti di allora, molti dei quali lo erano sulla carta ma non avevano niente del comunismo, e con i democristiani, che non erano tutti cristiani veri, ma ispirati a ideali partitici e politici. Aveva fondato un’associazione di volontariato tutta sua dove si trovava con alcune persone a recitare il Santo Rosario, leggere un brano del Vangelo con i rispettivi commenti ed a cantare l’invocazione allo Spirito Santo. Si spostava in varie parti della Toscana anche se il suo luogo preferito era il convento francescano della Verna. Non era ben capito dal primo vescovo residenziale di Prato, Monsignor Pietro Fiordelli, il quale quando sapeva che si ritirava alla Verna, aveva contattato i frati dicendo loro di non fargli scrivere meditazioni personali. Quando Renzo seppe questa cosa obbedì e da allora non scrisse più niente ma meditava nel silenzio. Chi si serviva da lui in tabaccheria, raccontava che sapeva capire il loro stato d’animo e con alcuni ci faceva un percorso spirituale ed era generoso e caritativo verso chi non aveva niente tanto che gli consentiva di andare a mangiare al ristorante tanto poi sarebbe andato lui personalmente a saldare il loro conto. Monsignor Gastone Simoni vescovo emerito di Prato definì Renzo un personaggio misterioso ma iniziò ad apprezzare la sua spiritualità. Renzo è molto apprezzato dall’attuale vescovo Monsignor Giovanni Nerbini. Una frase che diceva sempre era riferita al male ovvero che non è eterno ma alla fine passa che sia per guarigione farmacologica o miracolosa come per l’andarsene in cielo. Da tempo è aperto il processo di beatificazione, speriamo che possa finire nell’elenco dei beati come poi dei santi che intercedono per noi così da arrivare al Signore.
Marco Giraldi

Club di Prato. Serra Day al Monastero di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina De Ricci.

Il Club di Prato si è riunito per il Serra Day il 7 maggio alle 09:30 presso il Monastero di San Vincenzo Ferreri e Santa Caterina De Ricci.
C’è stato il saluto del vicesindaco Luigi Biancalani che ha ringraziato di essere stato invitato a questa iniziativa e poi ha parlato brevemente la nostra socia artista Gabriella Furlani per via di un lavoro fatto nel 2002. Abbiamo visto la Madonna del Papalini che salvò le monache durante il Sacco di Prato del 29 Agosto 1512 per mano delle truppe spagnole. Abbiamo visto la camera da letto dove morì S. Caterina così come la cella dove ci fu l’abbraccio del crocifisso e lo stendardo con il quale fu proclamata santa.
Alle 12:00 c’è stata la celebrazione della Santa Messa dal nostro vescovo Monsignor Giovanni Nerbini e concelebrata da Monsignor Daniele Scaccini nostro cappellano e vicario diocesano, Monsignor Basilio Petrà, Don Enzo Pacini l’attuale cappellano del carcere La Dogaia e direttore della Caritas diocesana e presente anche Don Silvano Pagliarin in quanto arrangiatore dell’organo.
Nell’omelia il vescovo si è rifatto alla Prima Lettura tratta dal Libro degli Atti degli Apostoli in cui Pietro compie due miracoli che sono la guarigione di Enea paralitico da otto e la risurrezione di Tabità che si era ammalata morendo. Questi prodigi li ha compiuti perchè si è fidato di Gesù che aveva rinnegato tre volte durante la sua passione. La vita passa ma tutti possiamo lasciare una traccia di ricordo come ha fatto Santa Caterina e tante altre figure carismatiche fra cui il beato Carlo Acutis(1991-2006) che in soli quindici anni si è fidato del Signore lasciando il suo segno e a Prato abbiamo una reliquia custodita presso la Basilica di San Domenico. Mons. Petrà ha continuato parlando del Sinodo 2021-2023, voluto dal Santo Padre, così da formare una chiesa sempre più povera, ma evangelica che va incontro a chi è lontano da Dio ascoltando senza giudicare, sull’esempio che ci ha lasciato Gesù, che non imponeva mai niente, ma si faceva servitore chiedendo a chi incontrava per la strada cosa poter fare per la loro situazione e poi predicava il Vangelo alla folla così chiunque ascoltava la sua voce poteva convertire il suo cuore prendendo parte al suo Regno.
Dopo la Messa ci siamo spostati al Chiostro di San Domenico per il pranzo e poi chi era interessato al museo del chiostro c’era la mostra su Leonardo da Vinci a 570 anni dalla nascita(1452-2022).
Marco Giraldi

Club di Prato. Scambio di auguri pasquali con il vescovo Mons. Nerbini.

Sabato 9 aprile, il Serra Club di Prato si è ritrovato alle 11:30 per la Santa Messa presso la Badia di San Fabiano in Seminario Vescovile ed è stata celebrata dal nostro vescovo Monsignor Giovanni Nerbini insieme a Monsignor Daniele Scaccini, Monsignor Basilio Petrà e Don Alessandro Ventura, che ha ricevuto la sua ordinazione sacerdotale il 22 Gennaio insieme a Don Andrea Tarocchi. Nella sua omelia il vescovo ha parlato molto di quella che è la volontà di Dio rifacendosi al brano del Vangelo di Giovanni ovvero quando Gesù compie il segno di risuscitare il suo amico Lazzaro. Il Vangelo di Giovanni viene definito il “Vangelo dei Segni” in quanto parla di segni anziché miracoli come fanno gli altri tre evangelisti in quanto Giovanni era il prediletto perché fu uno dei primi che decise di seguire il Messia dall’inizio fino alla fine quando venne crocifisso ed era insieme a sua madre Maria e alle altre donne e il suo Vangelo lo scrisse alla fine del I secolo dopo Cristo. Il segno è un gesto che ti permette di seguire il Signore a differenza del miracolo che è la dimostrazione completa delle grandi cose che può fare il Signore per affermare delle verità assolute. Oggi siamo alla ricerca dei miracoli visto i terribili fatti scoppiati in Ucraina ma non è sufficiente se non sentiamo il Signore dentro di noi che ci guida. Alla fine della liturgia è stato compiuto il tradizionale gesto che il Serra club fa con i novelli sacerdoti ovvero gli viene donata una nuova stola. Successivamente ci siamo spostati nel refettorio per il pranzo in cui ha partecipato anche il vescovo e la lotteria pasquale il cui ricavato è andato per sostenere il seminario in attesa che ci siano nuove vocazioni. Il saluto finale è stato fatto dal nostro cappellano il quale, oltre ad augurarci di passare una buona e santa Pasqua insieme ai nostri familiari, ci ha invitato a pregare per la pace in Ucraina.

Marco Giraldi-Socio del Serra Club di Prato534 appartenente al Distretto 71 della Regione Toscana Nord/Sardegna

I nostri Tabernacoli, Prato e la Vergine

Martedì 23 marzo 2022, il Serra Club di Prato si è ritrovato presso il Seminario Vescovile per l’incontro mensile. Abbiamo iniziato con la preghiera fatta alla Chiesa di San Fabiano animata dal nostro Cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, il quale ha ribadito ora più che mai è necessario pregare, dal momento che si è scatenata una guerra alle porte del nostro paese.

Dopo la preghiera siamo passati al rinnovamento del consiglio per l’anno sociale 2022-2023: è stata eletta come nuova presidente Alessandra Pagnini e a seguire i quattro vicepresidenti (Gabriella Furlani vicepresidente alle vocazioni; Piero Troni all’attuazione del programma; Enrico Mencattini all’estensione; Marco Giraldi alle comunicazioni sociali). Roberto Stramazzo è stato riconfermato segretario e Vittorio Dabizzi nuovamente tesoriere e poi sono stati riconfermati gli storici membri del consiglio.

Dopo si è consumata la cena nello storico refettorio del seminario e poi c’è stato la conferenza tenuta da Veronica Bartoletti la Presidente di Artemia, associazione nata in città nel 2008 che si occupa della storia dell’arte pratese.

Il tema della serata era sui tabernacoli delle nostre chiese e sui nostri cinque santuari pratesi.  Nella nostra città ci sono vari tabernacoli raffiguranti le apparizione mariane. Il primo è nella Cattedrale di Santo Stefano in Piazza del Duomo dove è custodita la Sacra Cintola che sarebbe una delle cinture della Madonna donata a  San Tommaso quando venne assunta in cielo e portata  Prato nel 1141 dal pratese Michele Dagomari.

Il secondo riguarda il miracolo avvenuto presso la Basilica di Santa Maria delle Carceri nel 1484 quando Jacopo Belcari il bambino che era malato e vide illuminarsi l’immagine della Madonna.

Il terzo riguarda un altro miracolo avvenuto nel XVI sec. presso il Santuario della Madonna del Soccorso una pastorella col suo gregge vennero salvati da una forte e violenta tempesta quando si rifugiarono nel tabernacolo della Madonna.

Il quarto miracolo risale al 1615 presso il Santuario dedicato a Santa Maria della Pietà ovvero la Madonna piange in un dipinto. Nel 1664 si verifica un altro miracolo che fu la rinascita di un giglio seccato presso il Santuario della Madonna del Giglio.

Ci sarebbe il Santuario della Madonna di Boccadirio ai piedi del Monte Tavianella che si trova tra la Toscana e l’Emilia Romagna in cui la Madonna apparve a due pastori che erano Donato Nutini e Cornelia Evangelisti nel lontano 1480 dicendoli di consacrare la loro vita a lei e di costruire un santuario dedicato alla sua figura. C’è la presenza di molti fedeli pratesi e non soltanto emiliani ma vengono da varie parti del paese e da fuori Italia.

Anche questo incontro è andato bene e per finire cito le parole del ritornello del Salmo Biblico 142 in cui viene detto: “Non nascondermi il tuo volto Signore perché in te confido”.

La luce di Gesù e Maria possano fare arrestare questa guerra così che regni la pace

 

Marco Giraldi-Vicepresidente delle rispettive Comunicazioni Sociali del Serra Club di Prato 534 appartenete al Distretto 71 della Regione Toscana Nord/Sardegna

Club di Prato. Incontro su Dante ed i suoi rapporti con il territorio pratese.

Giovedì 24 febbraio il Serra Club di Prato si è riunito presso il Seminario Vescovile con il Rettore Monsignor Daniele Scaccini. Durante il vespro Don Daniele, riferendosi alla guerra scoppiata in Ucraina, ricordava che i cattolici devono fare la loro parte seguendo la strada della fede, testimonianza e umiltà, che rimane la sola strada da seguire perché allontanarsi dal Signore può portare questi risultati ovvero quello di pensare di essere autosufficienti e bastare soltanto a noi stessi dimenticandosi che esiste l’altro.
La nostra preghiera è stata animata da una decina di Ave Maria del Santo Rosario meditando sui misteri della luce. Una volta terminata la preghiera ci siamo spostati nel refettorio dove si è consumata la cena e poi c’è stata la conferenza, sul tema “Prato al tempo di Dante e al rapporto del Poeta con il territorio pratese”, tenuta dal ricercatore e storico Francesco Bettarini che dal 2020 è l’attuale Presidente della “Società Pratese di Storia Patria”. Dante è sempre attuale anche in questo nuovo anno perché ci sono ancora festeggiamenti in sospeso per via del Covid 19 perché l’anno scorso erano 700 anni dalla sua morte avvenuta a Ravenna nel 1321. Tutti sappiamo che Dante è nato a Firenze nel 1265 e nonostante fosse legato a Prato non è mai passato dalla Val di Bisenzio anche quando venne esiliato da Firenze nel 1304. Bisogna ricordare le tante lettere scritte al Cardinale Niccolò Alberti da Prato (1251-1321) che apparteneva alla famiglia degli Albertini e nel 1266 diventó frate domenicano e successivamente ricevette la porpora cardinalizia nel 1303 con Papa Benedetto XI (era nato nel 1240 e Pontefice dal 1303 al 1304) e anche lui era stato frate domenicano. Anche Prato ha ricordato la sua figura l’anno scorso perché erano passati 700 anni dalla morte anche se a Prato non ci ha mai vissuto ma a Firenze per problemi politici e quando tornó in patria non venne bene accolto e morì ad Avignone. Di lui resta il lascito del Convitto dove dal 1321 al 2017 ci sono state le suore domenicane che venivano da San Tommaso d’Aquino(1225-1274) autore della “Summa Theologiae”. Nel 1298 Dante entró in politica costretto perché a lui non interessava la politica che allora era divisa fra i Guelfi che sostenevano il Papa e i ghibellini che sostenevano l’Imperatore. Gli stessi Guelfi si dividevano in Bianchi e Neri. I Guelfi Bianchi erano quelli che sostenevano il Papa però ritenevano che dovesse esercitare soltanto il potere ecclesiastico senza entrate nel merito della politica senza escludere che un giorno tornasse a governate l’Imperatore mentre i Guelfi Neri sostenevano pienamente il Papa perché aveva il diritto di governare su tutto. Seppure cattolico Dante appoggiava i Guelfi Bianchi perché non condivideva le idee dei Guelfi Neri dove c’era la famiglia Donati che comandava e questa cosa complicó il matrimonio avvenuto con Gemma che era di quella famiglia e non venne trovato nessun accordo fra i coniugi. La Divina Commedia resta uno delle sue opere più importanti per i tempi in cui è vissuto ma anche oggi viene recitata perché ci sono 14.233 versi poetici e 100 canti provenienti dal paradiso, purgatorio e inferno che è il viaggio fatto da Dante negli anni in cui era in esilio ma in quell’opera si può leggere il cammino di fede che ti conduce un giorno alla presenza del Signore. Nella Divina Commedia sono presenti molti aspetti biblici e religiosi a cui è facile attingere per il bene allontananando ogni forma di male e qui mi collego al Capitolo 4 tratto della Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini in cui dice: “Siate benevoli gli uni verso gli altri perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato voi in Cristo”. Seguiamo la via della pace così che possa splendere il sole nella nostra vita
Marco Giraldi

Il Club di Prato nella gioia della Natività di Gesù

Sabato 18 dicembre 2021, noi soci serrani ci siamo ritrovati alle 11:30 presso la Chiesa di San Fabiano in Seminario Vescovile per la Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Monsignor Giovanni Nerbini e concelebrata dal nostro cappellano Monsignor Daniele Scaccini, da Monsignor Basilio Petrà e dal diacono Andrea Tarocchi.

Nell’omelia il vescovo, traendo spunto dal Vangelo, ha ricordato la figura di San Giuseppe: questo anno è dedicato a lui con un giubileo straordinario voluto dal Santo Padre perché nel 1870 il Beato Pio IX lo proclamò “Patrono della Chiesa Universale”. Mentre Giuseppe ha agito nel silenzio, facendosi strumento della volontà di Dio, il mondo di oggi segue l’altra direzione che è quella di volersi fare notare per apparire migliori rispetto ad altri e questa cosa porta ad allontanarsi dalle cose che veramente contano. Va bene farsi conoscere, apprezzare e notare ma nei giusti limiti e modi così da non perdere di vista il senso delle cose vere.

Dopo la Messa si è svolto il pranzo presso il refettorio del seminario a distanza di due anni di sospensione per via della pandemia ed abbiamo concluso con la lotteria di Natale il cui ricavato è andato per il seminario mentre le offerte raccolte durante la Messa erano per le attività della Caritas Diocesana. Buon Natale a tutti nella gioia della Natività di Gesù che deve entrare nelle nostre case così che la nostra vita sia completa con la sua presenza

 

Marco Giraldi

Club di Prato. Incontro con l’Associazione “Rondine”

Martedì 30 novembre 2021 il Serra Club di Prato si è incontrato alle 19:30 presso i locali della Parrocchia di Santa Maria della Pietà. Abbiamo iniziato col momento di preghiera guidato dal nostro cappellano Don Daniele Scaccini durante il quale si è soffermato sul brano del Vangelo di Matteo che, per la ricorrenza di Sant’Andrea apostolo e martire, parla della chiamata di Andrea e Simone i quali, insieme a Giacomo e Giovanni, lasciarono il loro lavoro da pescatori nel Mare di Galilea e lo seguirono per diventare pescatori di uomini. Quando il Messia li ha chiamati non se lo sono fatti ripetere perché si fidavano di lui, mentre noi quasi sempre ci pensiamo sopra e siamo presi da tante altre cose fra cui il fatto di non essere pronti. Come tutte le cose è giusto fare una sana riflessione però alla fine bisogna partire ben sapendo che Dio è con noi e solo così l’incontro con il Signore darà alla nostra vita un senso diverso, altrimenti l’incontro è avvenuto con noi stessi e di conseguenza non è cambiato niente.

Dopo la preghiera si è consumata la cena ed in seguito la conferenza tenuta da Luca Roti sul tema “Rondine. Cittadella della Pace”. Rondine è un’associazione di volontariato nata nel 1988 e si impegna per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto. La cittadella si trova sulla riva destra del fiume Arno ed è immersa nella Riserva Naturale del Ponte Buriano che venne dipinto da Leonardo da Vinci(1452-1519) nel quadro della Gioconda che risale al 1503-1504 dove c’è il castello storico del 1020. I fondatori sono stato il vescovo emerito di Prato Monsignor Franco Agostinelli, Franco Vaccari l’attuale presidente che è stato varie volte a Prato e altri aretini. Rondine si è impegnata tanto quando ci fu il primo conflitto fra Russia e Cecenia che fu dal 1994 al 1996 e il secondo nel 1999 al 2009 cercando di aiutare questi ragazzi a rifarsi una vita, seguendo l’esempio del venerabile Giorgio La Pira (1904-1977), che fu Sindaco di Firenze dal 1951 al 1965 operando nello spirito caritativo dei suoi abitanti, Don Lorenzo Milani (1923-1967) Priore di Barbiana , dove si adoperò per dare una giusta istruzione ai ragazzi poveri; senza dimenticare la figura di San Francesco di Assisi (1182-1226) che ci insegna lo spirito della fratellanza, come ci ricorda il titolo dell’ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti” firmata ad Assisi.

Nella cittadella di Rondine ci sono varie bandiere che rappresentano le nazionalità diverse di chi fa parte di questa associazione che va dall’Italia fino al resto d’Europa e del mondo specie dove ci sono conflitti di guerra per gettare il seme di pace e ridare una dignità migliore a chi vive queste tristi realtà perché un giorno si arresti veramente la corsa alla guerra e agli armamenti

 

Marco Giraldi

Club di Prato. Celebrazione per i soci defunti.

Giovedì 4 novembre noi soci del Serra Club di Prato ci siamo ritrovati alla Chiesa di San Fabiano presente in Seminario Vescovile per la celebrazione della Santa Messa in suffragio dei serrani defunti celebrata dal nostro cappellano Monsignor Daniele Scaccini, nel giorno della ricorrenza di San Carlo Borromeo (1538-1584) che sappiamo bene che fu inizialmente Amministratore Apostolico della Diocesi di Milano dal 1560 al 1564 e successivamente cardinale fino alla morte.... Continua a leggere

 

Marco Giraldi