Club Prato: incontro con don Enrico Bini sull’attualità del Concilio di Nicea

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Martedì 18 Novembre abbiamo avuto l’incontro al Serra Club iniziato con il momento di preghiera durante il quale il nostro cappellano, Monsignor Daniele Scaccini, ci ha invitato ad essere vigili e attenti perché il nemico, che è il diavolo, cerca sempre il modo di attaccare con le sue seduzioni. Bisogna resistergli restando saldi nella fede, ci dice chiaramente la Prima Lettera di San Pietro apostolo, perché quando preghiamo o quando siamo raccolti in una liturgia eucaristica, bisogna fare parlare il Signore e poi rispondere con le nostre preghiere. Ma per riuscire in questa cosa occorre aver fatto un vero raccoglimento spirituale.

Dopo la preghiera ci siamo recati in refettorio per la cena e poi ha avuto luogo la conferenza tenuta da Don Enrico Bini, Parroco della Chiesa dello Spirito Santo, sul tema: “Attualità del Concilio fatto a Nicea“. Il tema era molto impegnativo perché torniamo al IV secolo dopo Cristo ovvero negli anni dei primi cristiani che morivano perseguitati per professare la fede cristiana in Gesù Cristo tanto che l’Imperatore Costantino(Nato nel 274 e Imperatore dal 306 al 337) insieme all’Imperatore Licinio (Nato nel 250 o forse nel 265. Imperatore dal 308 al 324) nell’anno 313 emisero l’Editto di Milano in cui

veniva concessa la libertà di culto dei cristiani ponendo fine ad ogni persecuzione, legalizzò il cristianesimo come “Religione Lecita” e permise la restituzione di ogni bene confiscato alla Chiesa.

Una volta arrivati a questa tregua non c’era una vera unità fra i cristiani soprattutto per quanto riguardava la celebrazione della Pasqua che si era rimasti alla data della Pasqua ebraica in ricordo della liberazione del popolo ebraico per mano di Mosè che Dio scelse come guida del suo popolo così come la celebrazione eucaristica seppure fosse in greco non seguiva la stessa funzione tanto che ogni chiesa seguiva i propri costumi. Per riportare il giusto ordine l’Imperatore Costantino indisse il “Concilio di Nicea” in Turchia nel 325 dopo Cristo sotto il pontificato di San Silvestro I (Papa dal 315 al 335). Fu il “Primo Concilio della Storia della Chiesa Cattolica” e vide la presenza di 318 vescovi fra cui Sant’Elena (248-329 o330) la mamma di Costantino una donna di grande fede che aveva illuminato il figlio ateo e fu la “Prima Donna” della storia della chiesa a prendere parte ad un concilio perché è nei futuri concili non ci sarà la presenza di suore o monache ma soltanto di arcivescovi, vescovi, cardinali, primati, patriarchi ecc. Lo scopo di quel Concilio era quello di stabilire la data ufficiale della festa di Pasqua e venne approvato ufficialmente la preghiera del “CREDO” che viene recitata ogni sabato e domenica dopo l’Omelia che sostituisce il credo degli apostoli con cui è iniziata la nostra fede cristiana ma viene detto in eventi come la celebrazione dei battesimi perché questa è la nostra fede, la fede della chiesa e noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore. Sempre a Nicea venne fatto un altro Concilio nel 787 sotto Papa Adriano I che fu Pontefice dal 772 al 795 per risolvere la questione degli iconoclasti ovvero coloro che distruggevano le immagini sacre nelle chiese. Ne fu stabilito il culto perché la cosa non diventasse una forma di idolatria. Concludo dicendo che:

il Concilio di Nicea a distanza di 1700 anni è sempre attuale

perché fa capire e aiuta a riscoprire la nostra fede e ogni concilio che c’è stato nel corso degli anni e secoli non ha fatto altro che introdurre novità per cercare di portare al meglio il Vangelo nel mondo cercando un sano dialogo con le altre fedi diverse dalle nostre come il buddismo, induismo, islamismo ma anche con la fede cattolica dove ci sono cristiani, evangelici, copti, ortodossi ecc. Tutte Queste fazioni portano alla separazione ma noi cattolici dobbiamo trovare sempre più l’unione attraverso il “Dialogo Ecumenico Interreligioso” perché tutti quanti crediamo nello stesso Dio creatore del cielo e della terra e quindi è Padre dell’intera umanità.

Avanti tutta tenendo sempre a mente le nostre radici cattoliche così capiamo sempre meglio le sue origini portandole avanti con la storia della chiesa di oggi.

Marco Giraldi-Addetto Stampa del Serra Club di Prato