Con il Santo Rosario contro l’epidemia

E’ tradizione della Chiesa che il mese di maggio sia dedicato alla Santissima Vergine Maria. Nel celebrare la santità di Maria, la Chiesa la sceglie come immagine di fede nel cammino della vita e fa sì che la nostra esperienza cristiana diventi una forte testimonianza del divino. La conoscenza di Maria serve a far conoscere meglio Gesù. Più si conosce Maria, meglio si comprende e si ama Gesù.... Continua a leggere

Cosimo Lasorsa

La settimana del Laudato si’.

Si è conclusa il 24 maggio 2021 la Settimana del Laudato si’ nella ricorrenza del VI anniversario dell’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Era stato lo stesso Santo Padre ad annunciarne l’apertura dalla finestra che affaccia su Piazza San Pietro, al termine della preghiera del Regina Coeli, nell’Angelus di mezzogiorno del 16 maggio 2021: “Oggi inizia la Settimana Laudato Sì per educarci sempre più ad ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri. Invito tutti a partecipare”. Tema della Settimana: “Poiché sappiamo che le cose possono cambiare” (Laudato Sì 13).

Istituita nel 2016, la Settimana Laudato Si’ si rapporta all’Enciclica Laudato Si’ del 24 maggio 2015, che ha come scopo quello di richiamare l’umanità a un senso di maggiore responsabilità per pervenire a una “conversione ecologica” della nostra terra attraverso il dialogo e un impegno concreto per la sua protezione. Impegno che include anche lo sradicamento della miseria, l’attenzione per i poveri, l’accesso equo e universale alle risorse del pianeta ai fini di un miglioramento della vita. Coinvolge le comunità cattoliche di tutto il mondo e rappresenta un modo concreto proposto a parrocchie, diocesi, congregazioni religiose, realtà associative, scuole ed altre istituzioni per riflettere sul tema e approfondire il proprio impegno per la salvaguardia del Creato e la promozione di una ecologia integrale.  La circostanza che questo sesto anniversario si è svolto in un momento particolarmente difficile per l’umanità intera a causa del coronavirus è stato anche un momento per riflettere su ciò che la pandemia ci ha insegnato e per prepararci con speranza per un futuro migliore.

Sono stati tanti i temi oggetto di riflessione e discussione nel corso della Settimana del Laudato Si’ 2021, che in effetti si è svolta nell’arco di nove giorni dal 16 al 24 maggio: dalle opportunità politiche per creare il cambiamento, al ruolo delle Università e delle Istituzioni con i loro programmi formativi, all’economia e alle linee guida per il disinvestimento dei combustibili fossili, all’organizzazione delle operazioni per la salvaguardia del pianeta.

Una Tavola rotonda imperniata sull’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari di base nelle strutture sanitarie cattoliche e il lancio della Piattaforma di iniziative Laudato Si’ hanno posto fine a questa interessante e proficua iniziativa che, attraverso dialoghi e conversazioni dal vivo, ha messo in luce i progressi compiuti dai cattolici per una ecologia sostenibile e per la pianificazione delle prossime Conferenze delle Nazioni Unite sulla Biodiversità (COP 15) e sui Cambiamenti Climatici (COP 26).

Queste le parole di Papa Francesco, in diretta televisiva, al termine dell’Angelus di domenica 23 maggio: “Domani si conclude l’Anno Laudato Si’. Ringrazio quanti hanno partecipato con numerose iniziative in tutto il mondo. E’ un cammino che dobbiamo continuare insieme, ascoltando il grido della terra e dei poveri. Per questo partirà subito la “Piattaforma Laudato Si’ “, un percorso operativo di sette anni che guiderà le famiglie, le comunità parrocchiali e diocesane, le scuole e le università, gli ospedali, le imprese, i gruppi, i movimenti, le organizzazioni, gli istituti religiosi ad assumere uno stile di vita sostenibile”.

Cosimo Lasorsa

Misericordiati e misericordiosi. Festa della Divina Misericordia

Domenica 11 aprile molti di noi hanno avuto la possibilità di seguire, in diretta televisiva, la Santa Messa presieduta da Papa Francesco nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma per la ricorrenza delle Festa della Divina Misericordia, che il calendario liturgico celebra la prima domenica dopo Pasqua. Presenti alla celebrazione eucaristica una rappresentanza dei missionari della Misericordia, di detenuti e detenute, migrati e rifugiati, infermieri e suore ospedaliere.

Fino all’anno 2000 la prima domenica dopo Pasqua, detta anche “Ottava di Pasqua”, era celebrata, dalla Chiesa cattolica, con il nome di “Domenica in Albis” che, tradotto letteralmente, vuol dire “domenica in cui le vesti bianche vengono deposte”. Giorno particolare collegato con il rito del Battesimo che, nei primi anni della Chiesa, era somministrato nella notte di Pasqua, in cui i battezzandi indossavano una veste bianca che mantenevano fino alla domenica successiva.

Il 30 aprile 2000, anno dell’ultimo Giubileo, Papa Giovanni Paolo II, durante la cerimonia di canonizzazione della Suora polacca Faustina Kowalska, ha proclamato che la prima domenica dopo Pasqua sarebbe stata celebrata anche come la “Festa della Divina Misericordia”.

L’istituzione della “Festa della Divina Misericordia” trae origine dalla visione di Gesù che Santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nel Convento di Plock. L’apparizione è descritta dettagliatamente nel diario segreto della mistica polacca, trovato dopo la sua morte, nel quale è riportato che Gesù, vestito di una bianca veste, si rivolse a lei con queste parole: “Desidero che vi sia una Festa della Misericordia. Voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la Festa della Misericordia”.

Nata il 25 agosto 1905 a Glogowiec in Polonia, Faustina Kowalska avvertì sin da piccola la vocazione per la vita religiosa. A 16 anni, dopo la prima apparizione di Gesù, chiese il permesso ai genitori di entrare in convento. Al rifiuto dei genitori, che non volevano distaccarsi dalla figlia prediletta, seguì la seconda visione di Gesù che le consigliò di andare a Varsavia dove, il 1 agosto 1925, entrò nel convento di clausura della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Dalla lettura del suo diario si ricava tutta la profondità della sua vita spirituale, dedicata totalmente alla contemplazione, alla preghiera e alla parola del Signore. Morì il 5 ottobre 1938, a soli 33 anni, e il suo corpo è stato deposto nel Santuario della Misericordia Divina di Lagiewniki, nei pressi di Cracovia.

La Festa pasquale della Resurrezione e quella della Divina Misericordia hanno un profondo significato teologico per l’intimo rapporto che lega questi due solenni avvenimenti. Lo rivela la stessa Suor Faustina sempre nel suo diario: “ Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore”. La Festa della Divina Misericordia contempla una novena, che inizia il Venerdì Santo, con la recita della coroncina alla Divina Misericordia, alla quale farà  seguito l’adorazione del quadro della Misericordia e la grazia particolare della “remissione totale delle colpe e dei castighi”, che sarà ricevuta con il Sacramento della Comunione.

Nella sua omelia Papa Francesco ha più volte ripetuto le parole “misericordiati e misericordiosi” riferendosi ai discepoli di Gesù che l’hanno abbandonato e da Lui “misericordiati” attraverso i tre doni della pace, dello Spirito Santo e delle piaghe.

In primo luogo la pace, che non è una pace esteriore ma la pace del cuore che fa passare i discepoli dal rimorso alla nuova missione loro affidata.

In secondo luogo lo Spirito Santo, per la remissione dei peccati, dono pasquale per risorgere dentro attraverso la Confessione, che è il Sacramento del perdono.

In terzo luogo le piaghe, quelle di Gesù, canali aperti tra Lui e noi, che riversano misericordia sulle nostre miserie.

Ed è così che i discepoli hanno visto l’uno nell’altro quella stessa misericordia che ha trasformato le loro vite e da “misericordiati” sono diventati “misericordiosi”, avendo in comune la missione, il perdono e il Corpo di Gesù.

“Oggi è il giorno, ha concluso Papa Francesco nella sua omelia, in cui chiederci: io, che tante volte ho ricevuto la pace di Dio, il suo perdono, la sua misericordia, sono misericordioso con gli altri? Siamo stati misericordiati, diventiamo misericordiosi. Perché se l’amore finisce con noi stessi, la fede si prosciuga in un intimismo sterile”

 

Cosimo Lasorsa

Le giornate mondiali della Chiesa

 

Le Giornate Mondiali sono ricorrenze che si celebrano annualmente su scala internazionale per la sensibilizzazione di temi o argomenti di particolare interesse. Sono normalmente promosse dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) oppure dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). A queste si aggiungono quelle proclamate dalla Chiesa Cattolica a seguito di istituzione del Sommo Pontefice.

Di seguito, in breve sintesi, le Giornate Mondiali della Chiesa e sui motivi dell’istituzione.

Giornata Mondiale della Pace. Istituita da Papa Paolo VI l’8 dicembre 1967, fu celebrata per la prima volta il 1 gennaio 1968, giorno dedicato dalla Chiesa alla solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, “come augurio e come promessa, all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo, che sia la pace, con il suo giusto e benefico equilibrio, a dominare lo svolgimento della storia avvenire”. Indica poi che la pace vera, la pace giusta ed equilibrata suppone il riconoscimento sincero dei diritti della persona umana e dell’indipendenza delle singole Nazioni. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 gennaio.

Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria. Istituita da Papa Pio XII il 4 dicembre 1950, fu celebrata per la prima volta il 6 gennaio 1951, giorno liturgico dell’Epifania, come giornata di preghiera e di raccolta fondi a sostegno dell’infanzia nel mondo. Occasione speciale, inoltre, per aiutare i ragazzi a scoprire il particolare aspetto dell’identità missionaria e a viverlo in prima persona come veri e propri annunciatori del Vangelo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 6 gennaio.

Giornata della Vita Consacrata. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 6 gennaio 1997, fu celebrata per la prima volta il 2 febbraio  1997, giorno liturgico della presentazione di Gesù al Tempio, con il triplice scopo di rispondere all’intimo bisogno di lodare più solennemente il Signore e ringraziarlo per il grande dono della vita consacrata, di promuovere la conoscenza e la stima per la vita consacrata da parte dell’intero popolo di Dio, di prendere viva conoscenza della consapevolezza dell’insostituibile missione dei consacrati nella Chiesa e nel mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 2 febbraio.

Giornata Mondiale del Malato. Istituita da Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 1992, fu celebrata per la prima volta l’11 febbraio 1993, giorno  liturgico della Madonna di Lourdes, come momento di riflessione sulle tematiche legate alla salute e alla cura. Giornata speciale di preghiera e di condivisione da dedicare a quanti soffrono nella malattia, di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti degli operatori sanitari che li assistono, di sostegno ai familiari e a quanti condividono la sofferenza. Da rinnovare ogni anno alla stessa data dell’11 febbraio.

Giornata Mondiale della Gioventù. Istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1985 in occasione della celebrazione dell’Anno Santo della Redenzione, fu celebrata per la prima volta a Roma il 23 marzo 1986. Ha lo scopo di manifestare l’attenzione della Chiesa verso le nuove generazioni per ritrovarsi insieme, condividere le loro esperienze, ascoltare una parola di fede, guardare a un futuro migliore e confermare il loro impegno spirituale e culturale al servizio della Chiesa stessa. Da rinnovare, a carattere biennale o triennale, nella Domenica delle Palme, settimana precedente la Pasqua.

Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Istituita da Papa Paolo VI il 23 gennaio 1964, fu celebrata per la prima volta il 12 aprile 1964 con lo scopo di risvegliare nel popolo di Dio l’importanza di pregare per il dono delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata perché “ove numerose sbocciano le vocazioni allo stato ecclesiastico e religioso, là si vive generosamente secondo il Vangelo”. Occasione di riflessione affinché la Chiesa si unisca per invocare il Padre a suscitare nei giovani il desiderio di vivere al servizio del Signore. Da rinnovare ogni anno la IV domenica di Pasqua, nota come “domenica del Buon Pastore”.

Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali. Istituita con decreto conciliare nel 1963, al fine di rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa nel settore delle comunicazioni, fu celebrata per la prima volta da Papa Paolo VI il 7 maggio 1967. Occasione per avere non soltanto una stampa cattolica, ma per attuare una presenza della Chiesa nella grande informazione affinché “con l’aiuto di Dio e della Vergine Santissima, possano essere conseguiti quei frutti che la Giornata si ripromette”. Da rinnovare ogni anno la domenica che precede la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Santificazione Sacerdotale. Istituita da Papa Giovanni Paolo II 25 marzo 1995 fu celebrata per la prima volta nel giorno della festività del Sacro Cuore. Una correlazione con la quale s’intende richiamare i presbiteri alla riscoperta del dono ricevuto e della gioia della missione loro affidata e per ricordare agli uomini di Dio di coltivare nel proprio cuore “un grande anelito di santità” per percorrere le vie di chi si è fatto simile a Cristo perché “allora il nostro sacerdozio sarà fecondo e salvifico in ogni sua dimensione”. Da rinnovare ogni anno il terzo venerdì dopo la Pentecoste.

Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Istituita da Papa Francesco nel 2015 quando divulgò l’Enciclica “Laudato Sì”, fu celebrata la prima volta il 1 settembre 2015 con le finalità di riflettere sulla casa comune, rispettare il creato perché volere di Dio, porre riparo ai danni creati al pianeta. Occasione per meditare su quanto il pianeta sia in pericolo e su quanto le disuguaglianze sociali siano aumentate a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse, che hanno causato alterazioni degli ecosistemi e sacche di povertà in tante parti del mondo. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 1 settembre.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Istituita da Papa Benedetto XV il 6 dicembre 1914 in segno di sollecitudine pastorale nei confronti di tantissimi profughi che cercavano scampo dalla devastazione della grande Guerra, fu celebrata la prima volta in concomitanza con la prima domenica di Quaresima 2015. Occasione per la Chiesa di dimostrare la preoccupazione per le diverse categorie di persone vulnerabili in movimento, pregare per il superamento dei pericoli ai quali vanno incontro, aumentare la consapevolezza sulle opportunità offerte dalle migrazioni. Da rinnovare ogni anno nell’ultima domenica di settembre.

Giornata Mondiale Missionaria. Istituita da Papa Pio XI nel 1926 come giornata di preghiera e di propaganda missionaria nel mondo per richiamare l’attenzione sui numerosi bisogni della Chiesa, fu celebrata la prima volta il 17 ottobre 1926. Occasione per la costituzione di un “fondo di solidarietà”, da ripartire tra le cosiddette “Chiese di missione” secondo le necessità di ognuna. Organizzazione e cura del “fondo di solidarietà” affidate alle Pontificie Opere Missionarie al fine di assicurare che tutte le Comunità, anche le più piccole, possano ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. Da rinnovare ogni anno nella penultima domenica di ottobre.

Giornata Mondiale dei Poveri. Istituita da Papa Francesco il 13 giugno 2017, al termine del Giubileo della Misericordia, con la Lettera Apostolica “Misericordia et misera” fu celebrata per la prima volta il 19 novembre 2017. Invito alla Chiesa e agli uomini e donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo su quanti tendono la mano gridando aiuto e chiedendo solidarietà. Appello a non restare indifferenti a fronte del dolore, dell’emarginazione, del sopruso, della violenza e di quanti sono privati della dignità perché i poveri sono “una risorsa a cui attingere e vivere l’essenza del Vangelo”. Da rinnovare ogni anno nella XXXIII domenica del tempo ordinario.

Giornata Mondiale delle Claustrali. Istituita da Papa Pio XII nel 1953 e dedicata a tutte le comunità claustrali per far conoscere la vera essenza della vita di clausura e contemplativa, fu celebrata per la prima volta il 21 novembre 1953, festività della Presentazione della Beata Vergine Maria. Momento di preghiera e di condivisione per quante, sull’esempio di Maria, Madre di Dio, si dedicano alla vita contemplativa attraverso l’obbedienza, la castità e la povertà. Da rinnovare ogni anno alla stessa data del 21 novembre.

 

Cosimo Lasorsa

 

 

Santa Pasqua 2021. Gli auguri del Presidente.

 

Cari amici serrani,

anche quest’anno sarà una Santa Pasqua differente da come ogni credente vorrebbe.

La pandemia che ci ha colpito, pare non concedere tregua e quindi dovremo, volenti o nolenti, adeguarci alle restrizioni previste per il contenimento dell’infezione.

Tutte queste restrizioni, necessarie per la tutela della nostra salute, ci hanno resi più apprensivi, meno portati ad ascoltare il nostro prossimo, ci siamo chiusi in noi stessi, soltanto gli affetti a noi più cari danno sicurezza, tuttavia dobbiamo riflettere sul vero senso della nostra vita cristiana e su che cosa il Signore ci chiede.

Molto spesso ci aspettiamo di ricevere una ricompensa per quanto facciamo, ma proprio qui sta l’errore, giacché non abbiamo capito che il premio è già in quanto facciamo: se amiamo, già il nostro amore è la ricompensa, il paradiso, altrimenti vuole dire che non abbiamo imparato a “gustare” quello che stiamo mangiando.

Il Signore, ci ha consegnato una “vigna” preziosa da coltivare perché dia frutto, non è altro che la nostra vita, la comunità dei credenti e l’umanità tutta, ma molto spesso ce ne approfittiamo come se fosse soltanto una cosa di nostra proprietà, dimenticandoci che poi “Lui” ce ne chiederà di conto e, questo, non lo accettiamo, ma così facendo diamo inizio a tutti i nostri mali.

Durante questa prima parte di Quaresima, diverse volte mi sono chiesto del come faccio le cose, le faccio perché le “devo” fare o perché “amo” farle?

La risposta non può che essere una.

Se faccio le cose perché le “devo” fare alla fine della giornata sarò stanco e finirò per scrollarmele di dosso, se invece le faccio perché “amo” farle, perché è bello farle, allora la giornata sarà leggera come una piuma e avrò realizzato qualcosa di buono.

Come posso desiderare di ospitare Dio nella mia vita se la mia vita è piena di cianfrusaglie (invidia, gelosia, avarizia, pigrizia, aggressività)?

Dio, che conosce il profondo della nostra vita, non si lascia ingannare dalle apparenze, ma mi chiede di cambiare passo, di gettarmi dietro le spalle tutte le mie paure, le mie perplessità, di amare il mio prossimo come Lui mi ama e mi ama talmente tanto da avere mandato Gesù a morire per me.

Cari amici, questo breve tempo che ci separa dalla Settimana Santa sia per tutti un tempo di vento che ci trascini in cammini, magari disordinati, ma liberi e, soprattutto, vivi.

Buona Pasqua nel Cristo Risorto!

Enrico Mori

Cambia il segno della pace

L’abitudine di scambiarsi un segno di pace tra i fedeli nell’ascolto della Santa Messa, che si svolge tra il Padre Nostro e la frazione del pane, durante la quale si implora l’Agnello di Dio perché ci doni la sua pace, risale ai tempi più antichi della storia del cristianesimo. Un’esplicitazione del senso della comunione cristiana, come lo spiegano i liturgisti, che trova conferma con le testimonianze di San Giustino di Nablus, nel II secolo, con la sua Apologia, che lo contempla al termine delle preghiere, e di San Cirillo di Gerusalemme, nel IV secolo, con la sua Catechesi Mistagogica, che lo pone subito prima del dialogo del prefazio. Un gesto che intende rimarcare l’importanza della pace che viene dal Signore, perché il termine pace non può che essere inteso se non come compendio di ogni bene, dono messianico per eccellenza e frutto dello Spirito Santo. ... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Aiutare i malati

La pace tra i popoli a gennaio, il sostegno agli ammalati a febbraio.

La Chiesa nella sua storia ha sempre testimoniato la vicinanza a chi soffre. In particolare, la cura pastorale e le numerose istituzioni di accoglienza, assistenza e ricovero per gli ammalati nascono dal mandato di Gesù ai suoi discepoli: “ad annunziare il regno Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,2). Un mandato che la Chiesa ha perpetuato nei secoli e confermato con la Giornata Mondiale del Malato, voluta da Papa Giovanni Paolo II, perché questa Giornata, scriveva il Santo Padre nella lettera di istituzione del 13 maggio 1992, deve essere considerata come “momento di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo, ha operato la salvezza dell’umanità”. Una ricorrenza da celebrarsi, ad iniziare dal 1993, l’11 febbraio di ogni anno, memoria liturgica della prima apparizione della Beata Vergine Maria di Lourdes. Subito dopo la Giornata Mondiale per la Pace che si celebra il 1 gennaio.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Inizia la settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2021 a Roma

Come ogni anno, dal 18 al 25 gennaio,  si celebra la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Molti degli appuntamenti si svolgeranno online a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Vi proponiamo il link al quale collegarsi per vedere i dettagli degli incontri programmati: http://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/news/2020/2021-01-12-spuc-a-rome.html

Qui di seguito potete scaricare anche i testi per la celebrazione della Settimana

 

Foto © Servizio Fotografico – Vatican Media

Papa Francesco: “Le donne accedano al lettorato e all’accolitato”

foto da VINCENZO PINTO / POOL / AFP/ ANSA

Le donne potranno accedere da ora in poi ai ministeri del lettorato e dell’accolitato nella Chiesa Cattolica. Senza che però questo debba essere confuso con una sia pur parziale apertura verso l’ordinazione sacerdotale. Con il motu proprio “Spiritus Domini”, infatti, il Papa ha modificato il primo paragrafo del canone 230 del Codice di Diritto canonico, stabilendo che le donne possano accedere a questi ministeri e che essi vengano attribuiti anche attraverso un atto liturgico che li istituzionalizza. Nella nuova formulazione del canone si legge ora: “I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti”. Viene così abrogata la specificazione “di sesso maschile” riferita ai laici e presente nel testo Codice fino alla modifica odierna.

Francesco tuttavia specifica che si tratta di ministeri laicali “essenzialmente distinti dal ministero ordinato che si riceve con il sacramento dell’ordine”. E in una lettera indirizzata al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Luis Ladaria, cita le parole di san Giovanni Paolo II secondo cui “rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”. Per i ministeri non ordinati come il letterato e l’accolitato, però, “è possibile, e oggi appare opportuno – sottolinea il Pontefice -, superare tale riserva”. Il Papa spiega che “offrire ai laici di entrambi i sessi la possibilità di accedere al ministero dell’Accolitato e del Lettorato, in virtù della loro partecipazione al sacerdozio battesimale incrementerà il riconoscimento, anche attraverso un atto liturgico (istituzione), del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa”.

Già da tempo, infatti, in moltissime chiese le donne leggono durante le celebrazioni e le bambine (soprattutto) svolgono il servizio di ministranti. Tuttavia questi ruoli venivano svolti, come ricorda anche Vatican News, senza un mandato istituzionale vero e proprio, in deroga a quanto stabilito da san Paolo VI, che nel 1972, pur abolendo i cosiddetti “ordini minori”, aveva deciso di mantenere riservato l’accesso a questi ministeri alle sole persone di sesso maschile perché li considerava propedeutici a un eventuale accesso all’ordine sacro.

Francesco, invece, recepisce quanto richiesto anche da diversi Sinodi dei vescovi e menzionando il documento finale del Sinodo per l’Amazzonia osserva come “per tutta la Chiesa, nella varietà delle situazioni, è urgente che si promuovano e si conferiscano ministeri a uomini e donne… È la Chiesa degli uomini e delle donne battezzati che dobbiamo consolidare promuovendo la ministerialità e, soprattutto, la consapevolezza della dignità battesimale”.

Mimmo Muolo su “Avvenire.it”

Nel segno della pace

Si è aperto nel segno della pace il nuovo anno 2021. Come annunciato da Papa Francesco con il messaggio dell’8 dicembre 2020, il primo giorno dell’anno è iniziato con la celebrazione della 54.ma Giornata Mondiale della Pace, che ha avuto come tema: “la cultura della cura come percorso di pace”.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa