L’invito di papa Francesco: leggere il Vangelo!

La domanda è: cosa è il Vangelo? Se rimando ai miei ricordi di catechismo nella mia infanzia, il Vangelo, o meglio i Vangeli, erano definiti come testi che raccontano la vita, la predicazione, i miracoli e gli insegnamenti di Gesù, tramandati per farlo conoscere come uomo e come figura storica del Cristianesimo. Volendo risalire al significato originario, Il termine Vangelo, che è di origine greca, è formato di due parti: “eu, che significa “bene” e “anghélion”, che significa “annunzio”, e ha, quindi, il senso etimologico di “buon annunzio”. Anche in ebraico vi corrisponde il termine “besorah”, che significa “buona novella”. Nel Nuovo Testamento, infine, il Vangelo, dal latino “Evangelium”, designa la “buona novella per eccellenza” cioè l’annuncio della redenzione umana per mezzo di Gesù Cristo, nonché la sua dottrina.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Tu sei sacerdote per sempre

Per quanti hanno ascoltato la Santa Messa celebrata da Papa Francesco, in diretta Rai alle ore 11 di domenica 19 aprile, dalla Chiesa di Santo Spirito in Sassia,  avranno avuto anche la possibilità di leggere la frase scritta sul fronte della tovaglia che sporgeva dall’altare la frase  † tu sei sacerdote per sempre †.... Continua a leggere

Cosimo Lasorsa

Omelia di papa Francesco alla Messa Cena Domini: “Oggi vorrei essere vicino ai sacerdoti. Siamo unti dal Signore per fare l’eucarestia, uniti per servire

Condividiamo con tutti i serrani l’omelia del Santo Padre, in occasione della Messa in Coena Domini, nella quale ha ricordato l’importanza per tutti, ma soprattutto per i sacerdoti, dell’eucarestia e del servizio nella vita. Ha ringraziato inoltre tutti i sacerdoti per la loro donazione al popolo di Dio.

L’Eucaristia, il servizio, l’unzione.

La realtà che oggi viviamo, in questa celebrazione: il Signore che vuole rimanere con noi nell’Eucaristia. E noi diventiamo sempre tabernacoli del Signore, portiamo il Signore con noi; al punto che Lui stesso ci dice che, se non mangiamo il suo corpo e non beviamo il suo sangue, non entreremo nel Regno dei Cieli. Mistero, questo, del pane e del vino, del Signore con noi, in noi, dentro di noi.

Il servizio. Quel gesto che è condizione per entrare nel Regno dei Cieli. Servire, sì, tutti. Ma il Signore, in quello scambio di parole che ha avuto con Pietro (cfr Gv 13, 6-9), gli fa capire che per entrare nel Regno dei Cieli dobbiamo lasciare che il Signore ci serva, che il Servo di Dio sia servo di noi. E questo è difficile da capire. Se io non lascio che il Signore sia il mio servitore, che il Signore mi lavi, mi faccia crescere, mi perdoni, non entrerò nel Regno dei Cieli. ... Continua a leggere

Santa Pasqua 2020. Lettera del Presidente.

“Resurrexit sicut dixit”. Cristo è veramente risorto, Alleluja!

Carissimi amici,

ci apprestiamo a vivere una Settimana Santa diversa da come avremmo voluto, non potremo partecipare alla Messa Crismale, alla Messa in Coena Domini, all’Adorazione della Croce, alla Messa delle Palme e infine alla Celebrazione della Resurrezione di Cristo, ma certamente saremo uniti tra noi e a Colui che risorgendo ci ha liberati dalla morte.

In allegato, condivido con voi le bellissime parole che il nostro Consulente Episcopale S.E. Mons. Patron Wong mi ha inviato perché ve ne facessi partecipi tutti.

Nel segno del Cristo Risorto auguro a tutti voi ed ai vostri cari di vivere in letizia ed amore la Santa Pasqua.

Enrico Mori

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 57ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI (3 maggio 2020)

Le parole della vocazione

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 4 agosto dello scorso anno, nel 160° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, ho voluto offrire una Lettera ai sacerdoti, che ogni giorno spendono la vita per la chiamata che il Signore ha rivolto loro, al servizio del Popolo di Dio.

In quell’occasione, ho scelto quattro parole-chiave – dolore, gratitudine, coraggio e lode – per ringraziare i sacerdoti e sostenere il loro ministero. Ritengo che oggi, in questa 57ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quelle parole si possano riprendere e rivolgere a tutto il Popolo di Dio, sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (cfr Mt 14,22-33).... Continua a leggere

Papa Francesco: Padre Nostro ecumenico e benedizione “urbi et orbi”

Papa Francesco: Il 25 marzo il Padre Nostro con tutti i capi delle Chiese cristiane. Il 27 marzo “momento di preghiera” sul sagrato della basilica di San Pietro “con la piazza vuota”. “In questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo”. È l’appello del Papa, che al termine dell’Angelus trasmetto in diretta streaming dalla Biblioteca apostolica vaticana ha invitato “tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunità cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato”. “Invito dunque tutti a farlo parecchie volte al giorno, ma tutti insieme recitare il Padre Nostro mercoledì prossimo 25 marzo a mezzogiorno”, la proposta nel dettaglio: “Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l’annuncio alla Vergine Maria dell’Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto”. “Con questa medesima intenzione, venerdì prossimo 27 marzo, alle ore 18, presiederò un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota”, ha annunciato Francesco: “Fin d’ora invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine darò la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sarà annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria”. “Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con la universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza”, ha spiegato il Papa: “Rimaniamo uniti. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole e più provate”. “La nostra vicinanza – ha proseguito Francesco a braccio – ai medici;  vicinanza agli operatori sanitari, agli infermieri, alle infermiere, ai volontari; vicinanza alle autorità, che devono prendere misure dure ma per il nostro bene. Vicinanza ai poliziotti, ai soldati che per le strade cerano di mantenere sempre l’ordine, perché si compiano le cose che il Governo chiede di fare per il bene di tutti noi. E vicinanza a tutti”. Infine, la “vicinanza alle popolazioni della Croazia colpite questa mattina da un terremoto”: “Il Signore Risorto dia loro la forza e la solidarietà per affrontare questa calamità”.Fonte: SIR

Aumentano i preti uccisi dal coronavirus. Il Papa telefona al vescovo di Bergamo

Papa Francesco: telefona al vescovo di Bergamo. Mons. Beschi, “colpito dalla sofferenza per moltissimi defunti e vicino a famiglie per distacco doloroso”

“Il Santo Padre è stato molto affettuoso manifestando la sua paterna vicinanza a me, ai sacerdoti, ai malati, a coloro che li curano e a tutta la nostra comunità. Ha voluto chiedere dettagli sulla situazione che Bergamo sta vivendo, sulla quale era molto informato”. Lo scrive il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, annunciando in un messaggio alla diocesi di aver ricevuto questa mattina una telefonata da Papa Francesco, che gli ha chiesto notizie sull’emergenza Coronavirus in città. “È rimasto molto colpito dalla sofferenza per i moltissimi defunti e per il distacco che le famiglie sono costrette a vivere in modo così doloroso – riferisce il presule -. Mi ha pregato di portare a tutti e a ciascuno la sua benedizione confortatrice e portatrice di grazia, di luce e di forza. In modo particolare mi ha chiesto di far giungere la sua vicinanza ai malati e a tutti coloro che, in diverso modo, stanno prodigandosi in modo eroico per il bene degli altri: medici, infermieri, autorità civile e sanitarie, forze dell’ordine”. Il vescovo riferisce anche che il Papa ha espresso “un sentimento di profondo compiacimento verso i nostri sacerdoti, colpito dal numero dei morti e dei ricoverati, ma anche impressionato in positivo dalla fantasia pastorale con cui è stata inventata ogni forma possibile di vicinanza alle famiglie, agli anziani e ai bambini, segno della vicinanza stessa di Dio”. Da Papa Francesco la promessa che “ci porta nel suo cuore e nelle sue preghiere quotidiane”.

Fonte: SIR

«Grazie ai preti che non sono don Abbondio»

Il Papa ha ringraziato all’inizio dell’Angelus i sacerdoti che «pensano a mille modi di essere vicini al popolo perché il popolo non si senta abbandonato». «Grazie tante a voi sacerdoti», ha detto, che sanno che «non si deve fare il don Abbondio» di fronte all’emergenza del coronavirus. Il Papa ha richiamato anche quanto sta facendo l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini «vicino al suo popolo» e in preghiera sul tetto del Duomo per chiedere la protezione della Madonnina.... Continua a leggere

Via Crucis meditata da don Claudio Fasulo

In questo tempo di emergenza sanitaria e di forzata astensione dai riti liturgici quaresimali, vi proponiamo la Via Crucis con le meditazioni di don Claudio Fasulo, ex cappellano del Serra Club di Sanremo, responsabile della pastorale giovanile di Montecarlo.

Sospensione delle Messe nelle Chiese: il messaggio di un Vescovo

Tra i tanti messaggi che i nostri Vescovi ci hanno inviati, proponiamo il messaggio ai fedeli del vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzeri, di eccezionale completezza e profondità.

***

Carissimi,

Quello che da alcuni giorni temevamo è diventato un’ineludibile realtà. Allo scopo di arginare il più possibile la diffusione del coronavirus, e considerata l’oggettiva difficoltà di garantire, nelle diverse situazioni celebrative, l’osservanza di tutte le precauzioni richieste, sentite le competenti Autorità civili, mi vedo obbligato a sospendere già dalla mezzanotte di oggi, ogni forma di raduno in ambito ecclesiale.

È una situazione del tutto inedita, che comporterà la rinuncia a ogni manifestazione comunitaria della fede. Non si tratta soltanto di adeguarsi a disposizioni civili imposte, ma di prendere coscienza del rischio grave di favorire, sia pure involontariamente, la diffusione di un’epidemia di cui nessuno è in grado oggi di misurare fino in fondo le conseguenze ultime per la vita di tutti.... Continua a leggere

Fonte: Catt.ch