Papa Francesco: “Le donne accedano al lettorato e all’accolitato”

foto da VINCENZO PINTO / POOL / AFP/ ANSA

Le donne potranno accedere da ora in poi ai ministeri del lettorato e dell’accolitato nella Chiesa Cattolica. Senza che però questo debba essere confuso con una sia pur parziale apertura verso l’ordinazione sacerdotale. Con il motu proprio “Spiritus Domini”, infatti, il Papa ha modificato il primo paragrafo del canone 230 del Codice di Diritto canonico, stabilendo che le donne possano accedere a questi ministeri e che essi vengano attribuiti anche attraverso un atto liturgico che li istituzionalizza. Nella nuova formulazione del canone si legge ora: “I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti”. Viene così abrogata la specificazione “di sesso maschile” riferita ai laici e presente nel testo Codice fino alla modifica odierna.

Francesco tuttavia specifica che si tratta di ministeri laicali “essenzialmente distinti dal ministero ordinato che si riceve con il sacramento dell’ordine”. E in una lettera indirizzata al Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Luis Ladaria, cita le parole di san Giovanni Paolo II secondo cui “rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”. Per i ministeri non ordinati come il letterato e l’accolitato, però, “è possibile, e oggi appare opportuno – sottolinea il Pontefice -, superare tale riserva”. Il Papa spiega che “offrire ai laici di entrambi i sessi la possibilità di accedere al ministero dell’Accolitato e del Lettorato, in virtù della loro partecipazione al sacerdozio battesimale incrementerà il riconoscimento, anche attraverso un atto liturgico (istituzione), del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa”.

Già da tempo, infatti, in moltissime chiese le donne leggono durante le celebrazioni e le bambine (soprattutto) svolgono il servizio di ministranti. Tuttavia questi ruoli venivano svolti, come ricorda anche Vatican News, senza un mandato istituzionale vero e proprio, in deroga a quanto stabilito da san Paolo VI, che nel 1972, pur abolendo i cosiddetti “ordini minori”, aveva deciso di mantenere riservato l’accesso a questi ministeri alle sole persone di sesso maschile perché li considerava propedeutici a un eventuale accesso all’ordine sacro.

Francesco, invece, recepisce quanto richiesto anche da diversi Sinodi dei vescovi e menzionando il documento finale del Sinodo per l’Amazzonia osserva come “per tutta la Chiesa, nella varietà delle situazioni, è urgente che si promuovano e si conferiscano ministeri a uomini e donne… È la Chiesa degli uomini e delle donne battezzati che dobbiamo consolidare promuovendo la ministerialità e, soprattutto, la consapevolezza della dignità battesimale”.

Mimmo Muolo su “Avvenire.it”

Il passaggio della croce per la Giornata Mondiale della Gioventù

Al termine della celebrazione della Santa Messa di domenica 22 novembre sull’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, trasmessa in diretta televisiva, Papa Francesco ha proceduto al passaggio dei simboli della Croce e della copia dell’Icona della Madre di Dio “Salus Populi Romani” dalla rappresentanza dei giovani panamensi a quelli del Portogallo. Simboli che sono significativi per la ricorrenza della Giornata Mondiale della Gioventù, il cui fine è quello di conoscere sempre più profondamente Gesù nel mistero della redenzione e di affidare le proprie vite alla protezione della Madonna.... Continua a leggere

Cosimo Lasorsa

Camminiamo insieme verso il Convegno nazionale Vocazioni

L’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni ci propone di camminare insieme, al passo di una parola al mese sulla quale fermarci, verso il Convegno nazionale di gennaio.
Ogni parola si propone di essere un aspetto diverso del tema annuale, esplorato con qualche spunto, forse un’idea nuova, speriamo un aiuto a chi legge.

Per consultare la tematica clicca il link qui sotto riportato:

‘La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due’

 

Direttore’

Quando la concentrazione è tutta fissa sul proprio spartito, è difficile sapere cosa sta succedendo dall’altra parte dell’orchestra. E quando si suona al proprio posto è difficile sapere cosa sta ascoltando lo spettatore seduto al centro della platea.
Servirà qualcuno a cui fare riferimento, qualcuno che conosca la partitura di ciascuno e che al contempo abbia la visione d’insieme. Qualcuno che porti alla luce il talento di ogni membro e che sappia bene qual è l’obiettivo a cui si punta, la sinfonia per cui l’intera orchestra sta lavorando. Ci sarà bisogno insomma di colui che indirizza e che guida, di colui che dirige.
È in Dio che la vocazione trova la sua direzione, ma non solo: è Dio che, come un direttore d’orchestra, fa in modo che alla meta non arrivino semplicemente tutti gli strumentisti, suonando ognuno il proprio pezzo, ma che ci arrivino insieme, come un’unica orchestra, come un solo Corpo.

God’s eye view: il punto di vista di Dio 

In inglese, il punto di vista che si ha quando la macchina da presa viene posizionata direttamente sopra la scena si chiama God’s eye view, un’espressione che tra l’ironico e il serio individua in Dio colui che guarda dall’alto e che guarda tutto.
Martin Scorsese, ad esempio, ne fa ampio uso: innalza cioè lo spettatore al di sopra della scena per permettergli di scrutare nella sua interezza lo spazio in cui l’azione si svolge, cosicché ad esempio diventa possibile “vedere il futuro” perché si è a conoscenza di cosa il personaggio troverà svoltando l’angolo, quando invece lui ancora non lo sa.
È una maniera tutta umana di provare a immaginare quale sia il punto di vista di Dio, la cui visuale è la più ampia possibile. Non alla maniera del Grande Fratello di Orwell che indaga e punisce, ma alla maniera di un amico sapiente che accompagna ovunque e in qualunque momento, che gioisce, sprona e consola lungo la strada verso il punto di arrivo che – Lui sì – già vede.

«Accrescevano l’unisono e l’armonia fra loro»

Il Silmarillion si può dire che faccia da prologo al Signore degli Anelli: non tratta solo degli avvenimenti precedenti alla storia della Compagnia dell’Anello, ma sale addirittura su, fino alla genesi del mondo di fantasia, chiamato Arda, in cui si colloca la vicenda.
Tolkien, da credente quale era, chissà quanto consapevolmente immaginò per Arda una genesi simile a quella biblica e la descrisse, in chiave metaforica, come una sinfonia. A comporla è Ilùvatar, l’Unico, che la propone prima ai suoi Ainur – che probabilmente potremmo far corrispondere agli angeli – e poi ai suoi Figli – quanto a loro, è facile capire chi simboleggiano. Tale sinfonia si rivela essere un grande disegno concepito da Ilùvatar che per il momento nessuno può comprendere per intero, ma che nell’ultimo giorno, invece…

Quando dirigere non è mettere ordine 

Dave McPartlin è un insegnante di una scuola inglese, la Flakefleet Primary School, che ha portato il coro formato dai suoi studenti al famoso talent show Britain’s Got Talent nel 2019. Uno dei commenti dei giudici lascia intuire il carattere della performance: «Era caos assoluto… e gioia assoluta».
Il maestro, prima di mettere ordine fra le voci del suo coro, ha deciso di tirar fuori la passione del canto e la felicità di farlo insieme, al punto che l’entusiasmo e l’amore che i bambini dimostrano fanno dimenticare a tutti i difetti dell’esecuzione.
Più che il senso del dovere e l’impeccabilità, alla fioritura della vocazione giova l’esperienza della bellezza che ne scaturisce. Non sarà una voce infallibile e cristallina fin da subito, forse stonerà ogni tanto fino alla fine, ma sarà un riflesso dello sguardo del Padre che la ama prima che sia perfetta, la porta alla luce, la nutre e la guida.

Si svolgerà online il Convegno Nazionale Vocazioni 2021

L’importante è non camminare da soli (Evangelii gaudium, 33).

L’Ufficio Nazionale della Pastorale per le Vocazioni ha annunciato che il prossimo Convegno Nazionale, previsto per il 3-5 gennaio 2021, si svolgerà non in presenza, a causa della pandemia, ma con una nuova proposta on line con tanti momenti di preghiera, contenuti, testimonianze.

La tematica, consultabile attraverso il link qui sotto riportato, sarà:

‘La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due’

Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 57ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI (3 maggio 2020)

Le parole della vocazione

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 4 agosto dello scorso anno, nel 160° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, ho voluto offrire una Lettera ai sacerdoti, che ogni giorno spendono la vita per la chiamata che il Signore ha rivolto loro, al servizio del Popolo di Dio.

In quell’occasione, ho scelto quattro parole-chiave – dolore, gratitudine, coraggio e lode – per ringraziare i sacerdoti e sostenere il loro ministero. Ritengo che oggi, in questa 57ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quelle parole si possano riprendere e rivolgere a tutto il Popolo di Dio, sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (cfr Mt 14,22-33).... Continua a leggere

Spegnere la televisione e aprire la Bibbia

 

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi, Mercoledì delle Ceneri, iniziamo il cammino quaresimale, cammino di quaranta giorni verso la Pasqua, verso il cuore dell’anno liturgico e della fede. È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal  diavolo, nel deserto. Proprio del significato spirituale del deserto vorrei parlarvi oggi. Cosa significa spiritualmente il deserto per tutti noi, anche noi che viviamo in città, cosa significa il deserto. Immaginiamo di stare in un deserto. La prima sensazione sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le “dieci parole”, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: «Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza» (Os 2,16-17). Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero. Il Libro dei Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro. Nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore. Gesù amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare (cfr Lc 5,16). Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio. E non è facile fare silenzio nel cuore, perché noi cerchiamo sempre di parlare un po’, di stare con gli altri. La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo.
Quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio. La Quaresima è deserto, è il tempo per rinunciare, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. È il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e parlare e dare del “tu” al Signore. È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore, fare pulizia lì. Viviamo in un ambiente inquinato da troppa violenza verbale, da tante parole offensive e nocive, che la rete amplifica. Oggi si insulta come se si dicesse “Buona Giornata”. Siamo sommersi di parole vuote, di pubblicità, di messaggi subdoli. Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore e non c’è bypass per guarire questo, ma soltanto il silenzio. Fatichiamo a distinguere la voce del Signore che ci parla, la voce della coscienza, la voce del bene. Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale. Al diavolo che lo tentava rispose: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve parlare con Dio: ci serve pregare. Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo
di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita. Proviamo di nuovo a pensare a un deserto. Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice.
Il deserto, infine, è il luogo della solitudine. Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto. Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole.
Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale.
Cari fratelli e sorelle, con la voce del profeta Isaia, Dio ha fatto questa promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova, aprirò nel deserto una strada» (Is 43,19). Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita. Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua,
la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, “dal nulla”, gemme e piante. Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno.

Immagine da Avvenire.it

 

Crisi vocazioni: in 30 anni 6000 preti in meno

Nel corso della trasmissione Bel tempo si spera, don Michele Gianola, direttore Ufficio Vocazioni CEI, padre Carmine Marrone, Missionario Oblati dell’Immacolata, Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa ed ex direttore de Il serrano, commentano insieme i dati statistici dell’Ufficio Nazionale per il Sostentamento del Clero, dai quali emerge una diminuzione del numero di vocazioni e l’aumento dell’età media del clero.

Convegno nazionale vocazioni 2020

Nelle date 3-5 Gennaio 2020 a Roma,  presso l’Ergife Palace Hotel, si svolgerà il Convegno nazionale vocazioni dal tema: “Datevi  al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). 
Come di consueto, il Serra International Italia ha voluto promuovere la più ampia partecipazione dei seminaristi, facendosi carico delle quote di iscrizione.
Riportiamo qui di seguito la lettera con cui don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, rivolge a noi serrani l’invito a partecipare ai lavori del Convegno.
***
Carissimi amici Serrani,... Continua a leggere
Vi invito, inoltre, a visitare il nostro servizio di ecommerce www.vocazioni.store aperto al fine di rendere più accessibili i sussidi e il materiale prodotto dall’Ufficio a servizio degli operatori di pastorale vocazionale.
Colgo l’occasione per invitarvi anche al Seminario 35° Seminario sulla Direzione Spirituale che si svolgerà ad Assisi dal 14 al 17 aprile 2020 sul tema: «“È questo il tempo”. Accompagnare la vocazione tra esperienze puntuali e cammini ordinari».
Ringraziandovi del prezioso sostegno, vi invito a promuovere l’abbonamento alla Rivista Vocazioni che abbiamo rinnovato non soltanto nella grafica ma anche in una significativa apertura al web così da diventare ancora di più strumento utile per la diffusione della cultura vocazionale. Sul sito www.rivistavocazioni.chiesacattolica.it sul quale, oltre ai nuovi contributi, stiamo caricando tutto l’archivio storico della Rivista.
A tutti un buon cammino d’Avvento e un santo Natale,
don Michele Gianola
Direttore UNPV-CEI
***
E’ possibile effettuare la prenotazione on line collegandosi direttamente al sito delle iscrizioni del Convegno Nazionale  o inviando via mail la scheda d’iscrizione.
E’ possibile scaricare qui di seguito il depliant e la scheda d’iscrizione del prossimo Convegno Nazionale Vocazionale.

 

Mese straordinario missionario. Battezzati e inviati

Approssimandosi la Giornata Mondiale Missionaria, che si celebra il 20 ottobre, il Papa ha pubblicato un suo messaggio con il quale esorta tutti noi credenti a riscoprire la missionarietà della nostra fede che abbiamo ricevuto in dono con il battesimo. ” Battezzati e inviati”  è quindi un invito a fare memoria della nostra vocazione e insieme un’esortazione ad andare ancora e sempre per le strade del mondo ad annunciare e testimoniare.

Il documento è di seguito disponibile  per tutti quelli che volessero  usarlo come sussidio di preparazione spirituale o trarne spunti di riflessione per la crescita personale.

“ANDATE ORA NEL MONDO”

BATTEZZATI E INVIATI – INCORAGGIATI E ACCOMPAGNATI

Ora andate nel mondo.
Abbiate coraggio e fiducia!
Siete stati battezzati con l’acqua della Vita
e fortificati con il Crisma del Salvatore.

Agite nel vostro quotidiano,
perché là è la vostra vita e la vostra missione.
Forse è poco appariscente e piccola,
ma preziosa davanti a Dio e per gli uomini.

Osate andare verso l’incognito,
quando vi chiama, allora partite!
Fino alla fine della creazione e oltre.
Là dove sarete utili, fermatevi.

Gesù stesso vi ha inviati.
Siate in cammino nel suo Nome.
Orsù, andate, non abbiate paura.
Abbiate fiducia in Lui poiché Lui si fida di voi.

La sua benedizione vi preceda e sia con voi!
Ricevetela nel Nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.

Amen.

Andate e portate la pace.