Club dell’Aquila. La voce di un seminarista al Convegno sul Sinodo sui giovani e la fede

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento di Luca Capannolo, semininarista dell’Arcidiocesi dell’Aquila, presso il Seminario Regionale Pontificio S. Pio X di Chieti, in occasione del recente incontro organizzato dal Serra Club dell’Aquila su “Il Sinodo, i Giovani e la Fede”.

Il presente testo vuole proporsi come un semplice accompagnamento esplicativo delle slides presentate al convegno “Il Sinodo, i giovani e la fede”, organizzato dal Club Serra di L’Aquila il 12 aprile 2019. ... Continua a leggere

Club dell’Aquila. Fabio Zavattaro interviene al Convegno sul Sinodo per i giovani

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento del vaticanista, Fabio Zavattaro, in occasione del recente incontro organizzato dal Serra Club dell’Aquila su “Il Sinodo, i Giovani e la Fede”.

 

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Pubblicata l’Esortazione Apostolica post-sinodale “Christus vivit”

Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Christus vivit”, pubblicata oggi e firmata da papa Francesco lo scorso 25 marzo a Loreto e rivolta «ai giovani e a tutto il popolo di Dio».

La genesi del documento.

«Cristo vive. Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di vita. Perciò, le prime parole che voglio rivolgere a ciascun giovane cristiano sono: Lui vive e ti vuole vivo!». […]

Leggi il commento dell’esortazione qui.

 

FEDELTA’ E CAMBIAMENTO

Papa Francesco ha detto che la nostra fede non è una fede-laboratorio, ma una fede-cammino, che si manifesta progressivamente: Dio lo si incontra camminando.

È l’esperienza di tante vocazioni che si sono orientate al presbiterato per motivi molto terra-terra. Ma poi, camminando, hanno incontrato Gesù Cristo e si sono sentiti «creature nuove», come scrive S. Paolo: «Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove» (2Cor 5,17).

Per aiutare quanti attualmente hanno l’impressione che novità significhi tradimento, vorrei proporre alcune riflessioni partendo dall’esperienza di un Santo, in questo caso S. Vincenzo de’ Paoli (Vincent Depaul: 1581-1660), proprio in relazione ai seminari.

Tutti sappiamo che il decreto del concilio di Trento sulla formazione dei candidati al presbiterato comincia con le parole: Cum adolescentium aetas (can. 18: COD 750-753).

L’idea tridentina era: per formare bisogna prevenire. Prendiamo dunque i candidati fra gli adolescenti, prima che siano guastati stando nel mondo.

Vincenzo aveva alle spalle un’esperienza di vita tutt’altro che monastica. Era stato anzi schiavo in Tunisia e aveva conosciuto tutte le tragedie di un secolo definito «il grande secolo», ma che di grande aveva solo grandi guerre, grande freddo, grandi crudeltà e grande presunzione.

Impegnato a fondare i seminari in Francia, quasi cent’anni dopo i primi seminari italiani, in una lettera scrisse: «L’ordinanza del Concilio deve essere rispettata come proveniente dallo Spirito Santo. L’esperienza tuttavia dimostra che nel modo in cui lo si applica in relazione all’età dei seminaristi, non funziona, né in Italia, né in Francia: alcuni si ritirano prima del tempo, altri non hanno inclinazione allo stato ecclesiastico, altri si ritirano nelle comunità, ed altri scappano dai luoghi nei quali hanno obbligo di risiedere per la loro formazione e preferiscono cercare fortuna altrove. Ci sono quattro seminari nel regno: a Bordeaux, a Reims, a Rouen, e prima di questi ad Agen. Nessuna di queste diocesi ottiene buoni risultati; e temo che, tranne Milano e Roma, le cose stiano allo stesso modo anche in Italia. Ben altra cosa è prendere i seminaristi all’età di venti fino a venticinque o trent’anni. Ne abbiamo ventidue nel nostro seminario per adolescenti ai Bons Enfants e tra loro, nonostante tutte le cure a loro riservate, non ce ne sono che tre o quattro passabili, sui quali si possa sperare che perseverino. Da questo fatto ho motivo di dubitare, per non dire che la conseguenza è verosimile, che il progetto non riesca come ci aspettiamo» (SV II, 459).

Non a caso il santo è contemporaneo di uomini votati all’esperienza come Galileo, Cartesio, Pascal, Newton. La Francia puntò tutto sui seminari maggiori (grands séminaires). Fu la carta vincente.

La sua fede gli fece scoprire che lo Spirito Santo parla anche negli eventi. Per questo non dobbiamo essere custodi di ceneri, ma dobbiamo camminare con la Chiesa sulla barca di Pietro e scoprire che la rotta verso Dio alla luce delle stelle comporta anche il cambiamento.

padre Luigi Mezzadri C. M.

Quando l’arte incontra la fede. Un ricordo del pittore e scultore Paolo Pezzato

Pubblichiamo il contributo di Viviana Normando del Serra Club di Roma, in occasione del trigesimo del pittore e scultore Paolo Pezzato.

Domenica 12 Maggio: la GMV 2019. Il Messaggio di Papa Francesco

Messaggio per la 56ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2019

Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio

Cari fratelli e sorelle,

dopo aver vissuto, nell’ottobre scorso, l’esperienza vivace e feconda del Sinodo dedicato ai giovani, abbiamo da poco celebrato a Panamá la 34ª Giornata Mondiale della Gioventù. Due grandi appuntamenti, che hanno permesso alla Chiesa di porgere l’orecchio alla voce dello Spirito e anche alla vita dei giovani, ai loro interrogativi, alle stanchezze che li appesantiscono e alle speranze che li abitano.

Proprio riprendendo quanto ho avuto modo di condividere con i giovani a Panamá, in questa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni vorrei riflettere su come la chiamata del Signore ci rende portatori di una promessa e, nello stesso tempo, ci chiede il coraggio di rischiare con Lui e per Lui. […]

 

In preparazione alla Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni – 12 maggio 2019

56° Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni

Domenica 12 Maggio  2019

“Come se vedessero l’invisibile” (EG 150)

Questo è lo slogan che veicola il tema della prossima Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebra in tutto il mondo la 4° Domenica dopo Pasqua. L’Italia ha scelto il versetto della Evangelii Gaudium , 150 per proporre alle comunità locali una serie di riflessioni e spunti tematici per la celebrazione della Giornata.

*L’espressione: ” Come se vedessero l’invisibile”  segna il passaggio di testimone da un testo all’altro. Evangelii gaudium (n. 150) riprende la frase di Paolo VI in Evangelii nuntiandi  (n. 76). Questi, a sua volta, cita un passo della Lettera agli Ebrei (11,27). Evidentemente, la frase è così carica di significato da essere ripresa più volte e riproposta da un documento all’altro.

La sapienza umana riconosce che l’essenziale è invisibile (Lao-tzu). Anche la sapienza biblica invoca frequentemente la manifestazione del volto inaccessibile e ineffabile di Dio (cfr. Es 33,18; Sal 27,8). Benedetto XVI addirittura afferma che «il desiderio di conoscere Dio realmente, cioè di vedere il volto di Dio è insito in ogni uomo, anche negli atei»

Ma è il cristiano, l’uomo dagli occhi penetranti, a scorgere i riflessi di quel volto nella storia (???????), a osservare attentamente il kronos e a cogliere il kairos come tempo di vocazione, di grazia, e di missione (???????). Così egli “vede” il volto di Dio nel tempo (eidein).

Omelia di Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, nella Messa celebrata al Convegno Nazionale Vocazionale, Roma 4 gennaio 2019. (apri e scarica il documento completo in allegato alla pagina)

Fonte: sito internet dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni

“VOI GIOVANI OGGI! SIETE L’ADESSO DI DIO”

Nell’Omelia della S. Messa conclusiva di questa entusiasmante GMG a Panama, Papa Francesco ha consegnato ai settecentomila giovani presenti al Campo San Juan Pablo un messaggio ricco di motivazioni e un pressante invito ad affrontare la vita di oggi! con determinazione e con coraggio.

Il giorno precedente, l’intensissimo programma di incontri e visite del Santo Padre era terminato con una Veglia di Preghiera, nella quale Papa Francesco ha esortato i giovani a dire “si” come Maria e partecipare, tramite Lei, e con Lei “influencer”, alla storia d’amore del Signore.

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