Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA 57ª GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
(3 maggio 2020)

 

Le parole della vocazione

 

Cari fratelli e sorelle!

Il 4 agosto dello scorso anno, nel 160° anniversario della morte del santo Curato d’Ars, ho voluto offrire una Lettera ai sacerdoti, che ogni giorno spendono la vita per la chiamata che il Signore ha rivolto loro, al servizio del Popolo di Dio.

In quell’occasione, ho scelto quattro parole-chiave – dolore, gratitudine, coraggio e lode – per ringraziare i sacerdoti e sostenere il loro ministero. Ritengo che oggi, in questa 57ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, quelle parole si possano riprendere e rivolgere a tutto il Popolo di Dio, sullo sfondo di un brano evangelico che ci racconta la singolare esperienza capitata a Gesù e Pietro durante una notte di tempesta sul lago di Tiberiade (cfr Mt 14,22-33).... Continua a leggere

Club di Ferrara. Il messaggio di don Salvoldi ai serrani per il 50° di sacerdozio

Don Valentino Salvoldi è stato nostro ospite Lunedì 20 Novembre 2017 in occasione di un Incontro Conviviale che il Serra Club Ferrara ha organizzato presso la Sala della Musica in città.. In qualità di oratore, ha tenuto una conversazione dal titolo ‘Giovani, preziosi perché fragili’. Il Serra Club Ferrara ha vissuto un momento veramente molto bello ed importante, anche perché mai si erano visti ai nostri incontri tanti giovani, fra cui molti seminaristi. Questo, nell’anno in cui il Serra ha dedicato proprio a loro il tema: “Nuovi linguaggi e nuovi gesti, credibili, concreti, per chiamanti e chiamati: il servizio del Serra a favore delle vocazioni”.

Questa conferenza/lezione ha destato grande interesse soprattutto per la capacità di trasmettere il pensiero del relatore. Don Valentino Salvoldi è stato missionario per più di quaranta anni in oltre trenta paesi del mondo ed incaricato, dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ed in qualità di “professore visitatore”, di formare i formatori del clero delle giovani Chiese (Africa e Asia). Ha creato attorno a sé un vasto movimento di solidarietà con i popoli del sud del mondo ed ha fondato “Shalom”, un’organizzazione non lucrativa avente come finalità la crescita morale e culturale dei giovani in Italia e nei paesi impoveriti. E’ autore di numerosi libri, scritti con stile semplice e tradotti in molte lingue, che nascono dalla vita e tornano tra la gente per dare speranza, per rendere il mondo più giusto e fraterno, più vicino al regno del Dio fatto Uomo.

In occasione della sua visita a Ferrara ed a seguito della sua Conferenza, fra noi serrani e Don Valentino Salvoldi è nata una sincera amicizia, grazie alla quale ci manteniamo in contatto. In occasione del cinquantesimo della sua ordinazione sacerdotale (18 marzo 2020) e in considerazione dei tempi difficili in cui tutti noi ci troviamo a vivere, ha voluto inviarci un breve messaggio ricco di riflessioni teologiche-spirituali, frutto della sua esperienza missionaria così complessa ed importante. Come Serrani, abbiamo voluto condividerlo con voi e lo trovate qui di seguito. ... Continua a leggere

“Il Signore chiama a tutte le ore”. Testimonianza di don Giovanni Toldo.

Da molti anni Direttore della Caritas Diocesana di Siena, don Giovanni Tondo è stato precedentemente impegnato nella Pastorale giovanile Foraniale, nella Pastorale vocazionale, nel servizio dei poveri, nel catechismo presso la Parrocchia di S.Spirito in Siena fino all’ordinazione diaconale ed a quella presbiterale, avvenuta nella Cattedrale di Siena, la notte di Pentecoste 2019, per imposizione delle mani di S.E.R. Monsignor Antonio Buoncristiani, allora Arcivescovo Metropolita di Siena – Colle di Val d’Elsa Montalcino. ... Continua a leggere

Sospensione delle Messe nelle Chiese: il messaggio di un Vescovo

Tra i tanti messaggi che i nostri Vescovi ci hanno inviati, proponiamo il messaggio ai fedeli del vescovo di Lugano Mons. Valerio Lazzeri, di eccezionale completezza e profondità.

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Carissimi,

Quello che da alcuni giorni temevamo è diventato un’ineludibile realtà. Allo scopo di arginare il più possibile la diffusione del coronavirus, e considerata l’oggettiva difficoltà di garantire, nelle diverse situazioni celebrative, l’osservanza di tutte le precauzioni richieste, sentite le competenti Autorità civili, mi vedo obbligato a sospendere già dalla mezzanotte di oggi, ogni forma di raduno in ambito ecclesiale.

È una situazione del tutto inedita, che comporterà la rinuncia a ogni manifestazione comunitaria della fede. Non si tratta soltanto di adeguarsi a disposizioni civili imposte, ma di prendere coscienza del rischio grave di favorire, sia pure involontariamente, la diffusione di un’epidemia di cui nessuno è in grado oggi di misurare fino in fondo le conseguenze ultime per la vita di tutti.... Continua a leggere

Fonte: Catt.ch

Spegnere la televisione e aprire la Bibbia

 

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi, Mercoledì delle Ceneri, iniziamo il cammino quaresimale, cammino di quaranta giorni verso la Pasqua, verso il cuore dell’anno liturgico e della fede. È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal  diavolo, nel deserto. Proprio del significato spirituale del deserto vorrei parlarvi oggi. Cosa significa spiritualmente il deserto per tutti noi, anche noi che viviamo in città, cosa significa il deserto. Immaginiamo di stare in un deserto. La prima sensazione sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le “dieci parole”, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: «Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza» (Os 2,16-17). Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero. Il Libro dei Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro. Nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore. Gesù amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare (cfr Lc 5,16). Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio. E non è facile fare silenzio nel cuore, perché noi cerchiamo sempre di parlare un po’, di stare con gli altri. La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo.
Quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio. La Quaresima è deserto, è il tempo per rinunciare, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo. È il tempo per rinunciare a parole inutili, chiacchiere, dicerie, pettegolezzi, e parlare e dare del “tu” al Signore. È il tempo per dedicarsi a una sana ecologia del cuore, fare pulizia lì. Viviamo in un ambiente inquinato da troppa violenza verbale, da tante parole offensive e nocive, che la rete amplifica. Oggi si insulta come se si dicesse “Buona Giornata”. Siamo sommersi di parole vuote, di pubblicità, di messaggi subdoli. Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore e non c’è bypass per guarire questo, ma soltanto il silenzio. Fatichiamo a distinguere la voce del Signore che ci parla, la voce della coscienza, la voce del bene. Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale. Al diavolo che lo tentava rispose: «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4). Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve parlare con Dio: ci serve pregare. Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo
di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita. Proviamo di nuovo a pensare a un deserto. Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto! Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice.
Il deserto, infine, è il luogo della solitudine. Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto. Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole.
Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale.
Cari fratelli e sorelle, con la voce del profeta Isaia, Dio ha fatto questa promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova, aprirò nel deserto una strada» (Is 43,19). Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita. Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua,
la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, “dal nulla”, gemme e piante. Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno.

Immagine da Avvenire.it

 

Vocazione e vocazioni: la riflessione di padre Pino Puglisi

di Maria Lo Presti

P. Puglisi è stato conosciuto dai più a partire dal suo martirio (15/9/93), per cui spesso si guarda alla sua persona fermandosi ai tre anni a Brancaccio. In realtà, anche mentre p. Puglisi era parroco di San Gaetano a Brancaccio, ricopriva diversi ruoli e svolgeva una attività vasta in vari ambiti: padre spirituale del Seminario, seguiva le donne in difficoltà della Casa dell’Accoglienza, coordinava la pastorale giovanile e vocazionale, collaborava con il movimento Presenza del Vangelo, era docente di religione presso un liceo classico… e non si risparmiava in tutte le occasioni in cui poteva essere di aiuto. Molteplice è stata anche la sua attività prima dell’incarico come parroco di San Gaetano.
Qui vogliamo ricordare l’esperienza di p. Puglisi a partire dal CDV (Centro Diocesano Vocazioni). Infatti, p. Puglisi partecipò alla stesura del Piano Diocesano Vocazioni: un direttorio che per la sua valenza e ricchezza è balzato all’evidenza nel panorama nazionale. Il Piano Diocesano Vocazioni fu presentato il 2 febbraio 1980, mentre p. Puglisi era già divenuto direttore del CDV (1979). P. Pino Puglisi dal 1980 fu anche vice-delegato del Centro Regionale Vocazioni (CRV) e poi direttore del CRV dal 1986; ha quindi partecipato agli incontri del Centro Nazionale Vocazioni (CNV) dal 1986 al 1990.
Tra le attività collegate all’animazione vocazionale, ricordiamo l’aver portato a Palermo e a Siracusa la mostra vocazionale itinerante “Sì, ma verso dove?”, coinvolgendo come guide migliaia di volontari, e tra questi mi sono trovata anche io, e riuscendo a portare alla mostra decine di migliaia di giovani.
P. Puglisi non ha lasciato molti testi scritti: qui ne vogliamo ricordare due, già pubblicati online, a cui rimandiamo con dei link. Li segnaliamo perché vi si tratta della vocazione dell’uomo, e delle vocazioni.

Il testo del 1 febbraio 1987 è sul senso della vocazione dell’uomo: https://www.beatopadrepinopuglisi.it/relazione-sul-tema-la-vocazione-delluomo/

Il secondo testo del 1988 guarda alla molteplicità delle vocazioni, le quali sono tutte importanti: https://rivistavocazioni.chiesacattolica.it/2019/11/02/abbiamo-bisogno-di-vocazioni/

Online il numero della rivista Vocazioni

IN QUESTO NUMERO

Marco Tibaldi

Spingi lo sguardo (Gen 13,14)

Michele Gianola

Innesco

Pino di Luccio

L’avvio di un processo di trasformazione

Mario Aversano       

Prossimità e risposta

Jacopo De Vecchi    

Qual è la tua rotta?

Giuliano Savina       

Preludio per una lettura ecumenica ed interreligiosa della vocazione abramitica

Antonella Caputo  

Formazione e/è vocazione

UNPV           

Troppo giovani per decidere ma non troppo per pensarci

Massimo Pampaloni

La sobria ebrezza dell’amor

M. Giraldi – S. Perugini

Padri e figli in cammino

Lodovica M. Zanet

Don Giovanni Fornasini

R. Bencivenga – D. Wlderk

Riflettersi

Sorelle Clarisse di Bergamo

Fecondità disarmata e spoglia

Silvio Grasselli

Il tatuaggio

Emanuela Vinai

La vocazione non cresce sul divano

G.M. Ferrara – G. De Marco

Cammino della luce

Innesco

di don Michele Gianola

La vocazione è sempre una sorpresa. Di qualunque cosa si tratti, ogni scelta di vita prende avvio da un evento inatteso che meraviglia. Somiglia, la vocazione, ad una reazione a catena, una «fissione nucleare portata nel più intimo dell’essere» capace di suscitare una catena di trasformazioni che a poco a poco cambieranno il cuore e trasformeranno il mondo (cf. Benedetto XVI, Omelia in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù, Colonia, 21 agosto 2005).

Nessuna reazione di questo tipo avviene a freddo. C’è bisogno di accumulare energia, prima dell’innesco; senza, la reazione non si avvia, non parte, non si accende. Anche la vita è così. Anche la vocazione ha bisogno di un tempo nel quale raccogliere le energie attraverso esperienze, stimoli, domande (cf. Francesco, Christus vivit, 285), fallimenti, cadute e riprese. La vocazione ha bisogno di un tempo – specialmente quello dell’infanzia e dell’adolescenza – nel quale poter sentire sorgere il desiderio di fare qualcosa di grande, di bello, di importante nella vita, la bellezza di poter credere in un futuro che attende nel quale si possa lavorare per un mondo migliore, spendere la vita per qualcosa che valga la pena, amare ed essere amati. Per esplodere, la vocazione ha bisogno di uno sguardo spinto in avanti, ha bisogno di sogni (cf. Christus vivit, 142) che brulicano – anche in maniera un po’ confusa – fermentano in attesa di quell’incontro con il Signore capace di illuminare la via da percorrere, l’orizzonte verso cui spendere tutta la propria energia, gli argini della scelta dentro i quali versare la propria vita, perché sia feconda.

Per prendersi cura della vocazione dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, per curarsi della vocazione delle generazioni che verranno è necessario attraversare il presente tenendo viva la speranza, quella virtù che permette di riconoscere il tempo come un custode della vita anziché come suo tiranno. È necessario imparare a raccontare la bellezza e la fatica di rimanere in un continuo stato di ricerca, la battaglia di rimanere nella relazione con un Dio che – dopo averci ferito il cuore (cf. Agostino, Confessioni, X, 6.8) – sempre sfugge nell’intento di attirarci dietro di sé e di farci così attraversare ogni tratto faticoso della storia. Innescare porta con sé l’immagine di ‘fornire di esca un amo’. Abboccare alla lenza di Pietro è la sorpresa che ci ha dato la vita.

Crisi vocazioni: in 30 anni 6000 preti in meno

Nel corso della trasmissione Bel tempo si spera, don Michele Gianola, direttore Ufficio Vocazioni CEI, padre Carmine Marrone, Missionario Oblati dell’Immacolata, Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa ed ex direttore de Il serrano, commentano insieme i dati statistici dell’Ufficio Nazionale per il Sostentamento del Clero, dai quali emerge una diminuzione del numero di vocazioni e l’aumento dell’età media del clero.

Ringraziamento di un seminarista al Serra Italia

Gent.mo PRESIDENTE e car.mi amici del SERRA CLUB,

sono Davide Porro, seminarista della Diocesi di Andria al II anno presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta.

Desidero rivolgerVi un pensiero di gratitudine e riconoscenza per il contributo economico elargitomi in occasione del Convegno Nazionale Vocazioni 2020.

Continuo a trarre benefici per il mio cammino di discernimento vocazionale dall’esperienza vissuta a Roma che mi ha permesso di conoscere il Vostro movimento a servizio della Chiesa e delle Vocazioni.

In una fase della vita della Chiesa in cui si discute di “crisi delle vocazioni”, è incoraggiante sapere che ci sono delle persone che investono, con la loro vicinanza orante ed economica, per la cura della mia vocazione; testimoniando l’importanza essenziale che ciascuno porta a favore di tutto il corpo, la bellezza di contemplare l’opera unica e irripetibile che ognuno è chiamato a compiere sia come singolare tassello del mosaico della Redenzione, sia nella chiave suggerita da papa Francesco: «i veri sogni sono i sogni del noi».

Pertanto, grazie per la vostra amicizia e il vostro sostegno! Una preghiera vicendevole.

Davide Porro