Ringraziamento di un seminarista al Serra Italia

Gent.mo PRESIDENTE e car.mi amici del SERRA CLUB,

sono Davide Porro, seminarista della Diocesi di Andria al II anno presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta.

Desidero rivolgerVi un pensiero di gratitudine e riconoscenza per il contributo economico elargitomi in occasione del Convegno Nazionale Vocazioni 2020.

Continuo a trarre benefici per il mio cammino di discernimento vocazionale dall’esperienza vissuta a Roma che mi ha permesso di conoscere il Vostro movimento a servizio della Chiesa e delle Vocazioni.

In una fase della vita della Chiesa in cui si discute di “crisi delle vocazioni”, è incoraggiante sapere che ci sono delle persone che investono, con la loro vicinanza orante ed economica, per la cura della mia vocazione; testimoniando l’importanza essenziale che ciascuno porta a favore di tutto il corpo, la bellezza di contemplare l’opera unica e irripetibile che ognuno è chiamato a compiere sia come singolare tassello del mosaico della Redenzione, sia nella chiave suggerita da papa Francesco: «i veri sogni sono i sogni del noi».

Pertanto, grazie per la vostra amicizia e il vostro sostegno! Una preghiera vicendevole.

Davide Porro

La Congregazione Benedettina Silvestrina

Con la presentazione della Congregazione Benedettina Silvestrina ha inizio il progetto, presentato al CNIS svoltosi a Torino lo scorso ottobre, finalizzato a fare conoscere la ricchezza della spiritualità della vita consacrata, nella radicalità di un incontro d’amore con il Signore. Papa Benedetto XVI ha definito i consacrati sentinelle di luce all’interno del popolo di Dio, che scorgono e annunciano la vita nuova  già presente nella nostra storia. Invitiamo pertanto i Serra Club a voler dare voce agli Istituti Religiosi presenti nei propri territori condividendone, attraverso il portale, la storia, la specificità del carisma, la missione ed anche qualche dato statistico circa la loro diffusione.

Attendiamo il contributo di tutti!!!

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La Congregazione Benedettina Silvestrina, in origine denominata Ordine di San Benedetto di Montefano, è sorta a Fabriano nelle Marche nel secolo XIII a opera di San Silvestro abate, la cui memoria liturgica si celebra il 26 novembre (il 31 dicembre si festeggia San Silvestro papa). Attualmente opera in cinque continenti.

Fondatore

Silvestro nacque a Osimo, una città a metà strada tra Ancona e Loreto, nel 1177. Secondo la tradizione apparteneva alla nobile famiglia dei Guzzolini.

Ancora adolescente Silvestro fu inviato dal padre Gislerio a Bologna per addottorarsi in legge. Dopo breve tempo, però, sentendo la chiamata del Signore, all’insaputa del genitore si applicò allo studio della teologia e della sacra scrittura. Ritornato a Osimo, dovette superare l’ostilità del padre –  che per dieci anni non gli rivolse la parola – prima di poter abbracciare lo stato ecclesiastico e di essere assunto tra i canonici della cattedrale di Osimo.

Ben presto, tuttavia, Silvestro ebbe dei contrasti con il proprio vescovo, che teneva un comportamento non del tutto esemplare e cercava ogni pretesto per privarlo del beneficio canonicale.

Un giorno Silvestro rimase particolarmente colpito dal passo evangelico: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Matteo 16,24) e comprese che tali parole erano dette proprio per lui.

Silvestro rimase anche turbato davanti al sepolcro aperto di un giovane parente da poco defunto, già di bellissimo aspetto e ora in decomposizione, e pensò: «Quello che lui era, io lo sono; quello che lui è, io lo sarò». E presa coscienza della vanità del mondo, nel 1227 lasciò il canonicato e la città natale, ritirandosi a vita solitaria fra i dirupi della gola della Rossa nel territorio di Serra San Quirico in una grotta denominata Grottafucile, dove condusse vita di aspra penitenza e di assidua preghiera, cibandosi spesso soltanto di erbe crude.

A Grottafucile Silvestro accolse i primi discepoli e costituì una comunità monastica sotto la Regola di San Benedetto. Intitolò il suo primo monastero alla Vergine Maria.

Nel 1231 Silvestro fondò un secondo monastero presso Fabriano, in prossimità della cima di Monte Fano, dedicandolo a San Benedetto. Questo cenobio fu scelto dal fondatore come Casa Madre della sua famiglia monastica, che ottenne l’approvazione canonica da Innocenzo IV nel 1248 con la denominazione di «Ordine di San Benedetto di Montefano».

Alla morte, avvenuta il 26 novembre 1267, Silvestro lasciava 12 monasteri e 120  monaci. Le sacre spoglie di Silvestro furono riposte nella chiesa di Montefano, dove tuttora sono conservate in un’urna di bronzo e cristallo.

Subito dopo la morte Silvestro godette di culto a livello popolare, ma il riconoscimento ufficiale della sua santità avvenne dopo più di tre secoli. Fu nel 1598 che, per espressa volontà di Clemente VIII,  il nome di Silvestro venne inserito nel martirologio romano al 26 novembre, dies natalis del Santo, cioè giorno della sua nascita al cielo, alla vera vita, a cui tutti siamo chiamati e verso cui tendiamo: l’incontro definitivo con il Signore.

Con la bolla Sanctorum virorum del 23 settembre 1617 Paolo V riconobbe ufficialmente la santità di Silvestro Guzzolini, fondatore della Congregazione dei monaci silvestrini, insigne per virtù e miracoli, arricchito da Dio di grandi doni spirituali e in particolare favorito del privilegio di ricevere la comunione dalle mani della Beata Vergine.

L’importante riconoscimento segnò il passaggio del titolo del monastero di Montefano da «San Benedetto» a «San Silvestro» e dell’Ordine da «Ordine di San Benedetto di Montefano» a «Congregazione Silvestrina».

Nel 1890 Leone XIII inserì il nome di San Silvestro nel calendario universale della Chiesa.

San Silvestro è compatrono della città di Fabriano insieme con San Romualdo, fondatore dei monaci camaldolesi.

Storia

Dopo la morte del fondatore la Congregazione Silvestrina si sviluppò soprattutto nell’Italia centrale con molti monasteri, non più fondati in luoghi solitari come al tempo di Silvestro, ma prevalentemente in aree urbane o suburbane.

Sotto il governo dei priori generali Bartolo da Cingoli (1273-1298) e Andrea di Giacomo da Fabriano (1298-1325) vennero fondati dodici monasteri e furono acquisite due parrocchie (San Marco di Firenze e San Benedetto di Fabriano).

Con il successore di Andrea di Giacomo ebbe inizio la serie dei tredici priori generali commendatari nominati direttamente dai papi. Sotto il regime commendatario la Congregazione Silvestrina conobbe un lungo periodo di stasi e di contenimento, imputabile anche all’instabilità politica dello Stato Pontificio, alle pestilenze (terribile la peste nera del 1348), alle ricorrenti carestie e ai terremoti.

Nel 1544 Paolo III abolì la commenda nella Congregazione Silvestrina e ridusse a tre anni la durata del mandato del priore generale, fino allora a vita.

La ripresa della Congregazione Silvestrina ebbe inizio durante il concilio di Trento (1545-1563) con la visita apostolica del gesuita Nicolò Bobadilla (1555-1556), uno dei primi compagni di sant’Ignazio di Loyola, e proseguì per tutto il Cinquecento.

Dal 1565 fino ai primi anni del Seicento la Congregazione Silvestrina ebbe stretti rapporti con il monachesimo portoghese e brasiliano. I contatti sono confermati anche dalla presenza nel coro della chiesa del monastero di San Benedetto a Rio de Janeiro di una tela della seconda metà del Seicento raffigurante San Silvestro che riceve la comunione dalle mani della Vergine Maria.

Nel 1610 il titolo di «priore generale» fu sostituito con quello di «abate generale», la cui sede nel 1925 venne trasferita a Roma (in precedenza era a Fabriano). Il mandato dell’abate generale fu prolungato a quattro anni nel 1683 e a sei nel 1764, come è al presente.

Nella prima metà del Seicento la Congregazione Silvestrina conobbe un forte incremento numerico e una notevole diffusione geografica, anche se limitata ai confini nazionali. Nel 1650 i monasteri silvestrini erano 29 e i monaci 150.

La soppressione dei piccoli conventi (con meno di 6 religiosi), attuata dal papa Innocenzo X nel 1652, fu una vera bufera che si abbatté sulla Congregazione Silvestrina: vennero forzatamente chiusi ben quindici monasteri, i cui beni furono in gran parte incamerati dai vescovi diocesani per la costruzione dei seminari.

Nel Settecento non si ebbero nuove fondazioni fra i Silvestrini: all’inizio del secolo i monaci erano 145, distribuiti in 15 monasteri: dieci nelle Marche, due in Umbria, due nel Lazio e uno in Abruzzo (S. Antonio di Pescina, fondato nel 1660 dopo la soppressione innocenziana).

Valore episodico, anche se il fatto riveste notevole interesse per il monachesimo benedettino italiano che nel Settecento rimase estraneo al vasto fenomeno di evangelizzazione di continenti extraeuropei, ebbe l’iniziativa missionaria del silvestrino Giuseppe Marziali in Cocincina (oggi Vietnam meridionale) negli anni 1732-1740.

L’Ottocento è il secolo delle soppressioni (1810, 1861, 1866), ma per la Congregazione Silvestrina è anche l’inizio di un processo di espansione all’estero, che è proseguito fino ai nostri giorni: nel 1845 fu aperta una missione in Sri Lanka (il primo vescovo europeo di Colombo fu il silvestrino Giuseppe Bravi), cui seguirono le fondazioni negli Stati Uniti d’America (1910), in Australia (1949), in India (1962), nelle Filippine (1999) e, da ultimo, nella Repubblica Democratica del Congo (2006).

Attualmente i monasteri silvestrini sono 23 e i monaci 210.

La Congregazione Silvestrina fa parte della Confederazione Benedettina – istituita da papa Leone XIII nel 1893 – che comprende 19 Congregazioni monastiche.

Ora et labora

Il motto ora et labora ha da sempre delineato l’immagine del monaco e del monastero benedettino. La giornata del monaco è scandita dalla preghiera e dal lavoro.

La comunità monastica si riunisce a ore fisse durante il giorno, cominciando dal mattino presto, per i vari momenti della «Liturgia delle Ore» e per la celebrazione eucaristica. Ci sono poi i tempi della preghiera personale e della lettura orante della Parola di Dio (lectio divina). L’ufficio divino in coro (opus Dei) fa parte integrante della vita monastica, consacrata al culto di Dio.

La vita comune è concepita come vita di famiglia, nello spirito di Cristo, di cui l’abate/priore fa le veci, senza distinzione tra sacerdoti e fratelli, nella comunione dei beni.

Il monaco emette i voti di stabilità (stabilitas), di obbedienza (obedientia) e di conversione dei costumi (conversio morum), che comprende anche i voti di castità e povertà.

Sono aggregati spiritualmente alla comunità monastica gli oblati secolari, cioè singoli o coppie che ispirano il proprio cammino di fede ai valori della Regola di San Benedetto in un rapporto equilibrato tra tensione verso Dio e impegno nelle responsabilità quotidiane.

Gli oblati si incontrano periodicamente presso la comunità monastica cui sono associati, pregano con i monaci, ascoltano la Parola e tentano di coltivare con semplicità lo stile di vita spirituale che San Benedetto propone.

Il lavoro nella Congregazione Silvestrina ha avuto lungo i secoli molteplici espressioni, dovute sia al diverso rapporto con la società nelle varie epoche, sia all’ambiente in cui le comunità silvestrine operarono: dall’opus manuum (lavoro dei campi), prevalente nel secolo XIII, allo studio e all’insegnamento nei secoli successivi, dall’impegno nella trascrizione dei codici a quello dell’apostolato (cura d’anime – missioni), dall’inserimento nella vita civile ed ecclesiastica alla predicazione, dall’attività educativa a quella artistica e artigianale.

In particolare merita di essere segnalato il ruolo non irrilevante svolto dai monaci di Montefano – come studi recenti hanno ampiamente dimostrato – nelle vicende e nello sviluppo della lavorazione della carta, le cui origini a Fabriano si fanno risalire al secolo XIII. I silvestrini hanno posseduto opifici per la lavorazione della carta fino al 1725.

All’interno dei monasteri viene praticata anche l’ospitalità: nella foresteria sono accolte persone che desiderano condividere la preghiera e l’esperienza spirituale dei monaci.

Con la diffusione della Congregazione Silvestrina in Asia e in Africa, dove è concentrata la maggior parte dei suoi monasteri, il labora si concretizza soprattutto nell’attività educativa delle popolazioni locali, in massima parte non cattoliche. Migliaia sono i ragazzi, gli adolescenti e i giovani che vengono istruiti nelle scuole dirette dai monaci, frequentate soprattutto da alunni di religione induista, buddista e musulmana. Gli alunni si abituano così a praticare la tolleranza, il rispetto reciproco, la convivenza pacifica e collaborativa, che lasciano ben sperare per il futuro di quelle popolazioni.

Tolleranza, rispetto e pacifica convivenza sono i valori contenuti nella Regola consegnata da San Benedetto alle sue comunità, che il San Silvestro ha fatto propri e che i suoi monaci continuano a trasmettere per creare una società più coesa, nel rispetto delle diverse opinioni politiche, abitudini culturali e credenze religiose.

Convegno nazionale vocazioni 2020

Nelle date 3-5 Gennaio 2020 a Roma,  presso l’Ergife Palace Hotel, si svolgerà il Convegno nazionale vocazioni dal tema: “Datevi  al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). 
Come di consueto, il Serra International Italia ha voluto promuovere la più ampia partecipazione dei seminaristi, facendosi carico delle quote di iscrizione.
Riportiamo qui di seguito la lettera con cui don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, rivolge a noi serrani l’invito a partecipare ai lavori del Convegno.
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Carissimi amici Serrani,... Continua a leggere
Vi invito, inoltre, a visitare il nostro servizio di ecommerce www.vocazioni.store aperto al fine di rendere più accessibili i sussidi e il materiale prodotto dall’Ufficio a servizio degli operatori di pastorale vocazionale.
Colgo l’occasione per invitarvi anche al Seminario 35° Seminario sulla Direzione Spirituale che si svolgerà ad Assisi dal 14 al 17 aprile 2020 sul tema: «“È questo il tempo”. Accompagnare la vocazione tra esperienze puntuali e cammini ordinari».
Ringraziandovi del prezioso sostegno, vi invito a promuovere l’abbonamento alla Rivista Vocazioni che abbiamo rinnovato non soltanto nella grafica ma anche in una significativa apertura al web così da diventare ancora di più strumento utile per la diffusione della cultura vocazionale. Sul sito www.rivistavocazioni.chiesacattolica.it sul quale, oltre ai nuovi contributi, stiamo caricando tutto l’archivio storico della Rivista.
A tutti un buon cammino d’Avvento e un santo Natale,
don Michele Gianola
Direttore UNPV-CEI
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E’ possibile effettuare la prenotazione on line collegandosi direttamente al sito delle iscrizioni del Convegno Nazionale  o inviando via mail la scheda d’iscrizione.
E’ possibile scaricare qui di seguito il depliant e la scheda d’iscrizione del prossimo Convegno Nazionale Vocazionale.

 

Newsletter dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni

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Cristo ci vuole vivi!

Cari fratelli e sorelle,

saluto tutti voi partecipanti a questo Convegno, che vuole favorire l’attuazione del Sinodo dei Vescovi dedicato ai giovani. Vi ringrazio per il lavoro che portate avanti nei rispettivi campi di servizio, e anche per lo sforzo di confrontarvi e condividere le esperienze. Da parte mia, vorrei indicarvi alcune linee che mi stanno particolarmente a cuore.

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Convegno Nazionale Vocazioni

Convegno Nazionale Vocazioni

«Datevi al meglio della vita» (ChV 143) 

E’ questo il tema del prossimo Convegno Nazionale Vocazioni, che si terrà come di consueto a Roma dal 3 al 5 Gennaio 2020. Quest’anno cambia la sede: Ergife Palace Hotel, Via Aurelia 916 – 00165 Roma.  

E’ possibile iscriversi online o inviando via mail la scheda in allegato.

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"Scegli la vita". Accompagnare la vocazione tra vizi e virtù

“Scegli la vita”

Accompagnare la vocazione tra vizi e virtù

Tra vizi e virtù è un semplice strumento che vuole aiutare – in particolare i giovani e gli adolescenti – a coltivare il buon grano che c’è nella loro vita, per non occuparsi della zizzania (cf. Francesco, Evangelii gaudium, 24). «Formare la coscienza è il cammino di tutta la vita in cui si impara a nutrire gli stessi sentimenti di Gesù Cristo assumendo i criteri delle sue scelte e le intenzioni del suo agire (cfr Fil 2,5)». (cf. XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Documento finale, 108). Perché la vocazione è un sentiero lungo tutta la vita, che sempre si snoda tra vizi e virtù.

Disponibile su: vocazioni.store

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Mese straordinario missionario. Battezzati e inviati

Approssimandosi la Giornata Mondiale Missionaria, che si celebra il 20 ottobre, il Papa ha pubblicato un suo messaggio con il quale esorta tutti noi credenti a riscoprire la missionarietà della nostra fede che abbiamo ricevuto in dono con il battesimo. ” Battezzati e inviati”  è quindi un invito a fare memoria della nostra vocazione e insieme un’esortazione ad andare ancora e sempre per le strade del mondo ad annunciare e testimoniare.

Il documento è di seguito disponibile  per tutti quelli che volessero  usarlo come sussidio di preparazione spirituale o trarne spunti di riflessione per la crescita personale.

“ANDATE ORA NEL MONDO”

BATTEZZATI E INVIATI – INCORAGGIATI E ACCOMPAGNATI

Ora andate nel mondo.
Abbiate coraggio e fiducia!
Siete stati battezzati con l’acqua della Vita
e fortificati con il Crisma del Salvatore.

Agite nel vostro quotidiano,
perché là è la vostra vita e la vostra missione.
Forse è poco appariscente e piccola,
ma preziosa davanti a Dio e per gli uomini.

Osate andare verso l’incognito,
quando vi chiama, allora partite!
Fino alla fine della creazione e oltre.
Là dove sarete utili, fermatevi.

Gesù stesso vi ha inviati.
Siate in cammino nel suo Nome.
Orsù, andate, non abbiate paura.
Abbiate fiducia in Lui poiché Lui si fida di voi.

La sua benedizione vi preceda e sia con voi!
Ricevetela nel Nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.

Amen.

Andate e portate la pace.

 

 

Cari giovani, Gesù Cristo è più che mai Vivo

Riportiamo la lettera che don Vincenzo Bracci rivolge ai giovani invitandoli a sperimentare, attraverso l’ascolto della Sua parola, l’incontro e l’amicizia con Gesù Cristo.

Don Vincenzo Bracci è Priore del Monastero San Silvestro, di Fabriano, dal 2015. La sua vita sacerdotale ha sempre avuto una speciale predilezione e vicinanza verso il mondo giovanile, essendo stato per 32 anni docente di religione presso il Liceo Scientifico di Fabriano e l’Istituto Commerciale di Matelica. Contemporaneamente è stato parroco di San Benedetto in Fabriano e di Santa Teresa in Matelica, membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale della diocesi di Fabriano-Matelica, animatore di gruppi giovanili sia dell’Azione Cattolica che di altre associazioni ecclesiali.

 

Lettera aperta ai giovani

Carissimi,

Sono don Vincenzo, un monaco amico di voi giovani, e ho pensato fosse importante scrivervi e inviarvi questo messaggio che scaturisce dal più profondo del cuore. Credo che mai come in questo tempo voi abbiate bisogno di un messaggio forte, di valori e di ideali autentici che danno un senso e un significato profondo alla vostra vita. Da parte mia, so dove trovare questo messaggio che da 2000 anni continua a risuonare nelle strade del mondo e riempie i cuori di speranza incrollabile e di gioia inesauribile.... Continua a leggere

Il ministero è un dono non una funzione

Roma, 19 settembre 2019. Papa Francesco, nell’omelia della Messa del mattino a Casa Santa Marta, si rivolge ai ministri della Chiesa e sottolinea che quando ci appropriamo del dono, e lo centriamo su noi stessi, “lo trasformiamo in funzione”, perdendo il cuore del ministero, episcopale o presbiterale che sia. Dalla mancanza di contemplazione del dono nascono “tutte le deviazioni che conosciamo”.

Per scaricare e leggere tutta l’omelia clicca qui sotto.

CHIESA E VOCAZIONI NELL’ANNUARIO PONTIFICIO

Presso il Palazzo Apostolico Vaticano è ubicato l’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa cattolica. Istituito il 15 agosto 1967 da Papa Paolo VI, l’Ufficio Centrale di Statistica è l’organismo ufficiale della Santa Sede, al quale è affidato il compito di raccogliere, coordinare e pubblicare tutti i dati elaborati che riguardano la vita della Chiesa. A tale importante Ufficio, che è annesso alla prima sezione della Segreteria di Stato, è affidata, inoltre, la redazione, in lingua italiana, dell’Annuario Pontificio, strumento informativo per essere aggiornati sulla situazione e condizione della Chiesa nel mondo, che è presentato al Papa, prima della sua pubblicazione. Al Direttore di questo importante organismo del Vaticano, funzione attualmente ricoperta dal croato Mons. Tomislav Dukez, è affidato, infatti, l’incarico di illustrare a S. Santità l’andamento e i dati più significativi che riguardano il cattolicesimo mondiale. Gli argomenti trattati nell’Annuario Pontificio sono i più vari: dai membri della Chiesa, alle strutture pastorali, alle circoscrizioni ecclesiastiche, ai vescovi sacerdoti e diaconi, ai religiosi e religiose, alle stazioni missionarie, ai missionari laici e catechisti, ai seminari maggiori e minori e, ovviamente, alle vocazioni. Alla direzione di questo Ufficio è stato preposto anche il nostro Cappellano del Serra Club di Roma, Mons. Vittorio Formenti, ininterrottamente per ben venti anni dal 1996 al 2016.
Dalla lettura dell’Annuario Pontificio 2019, in correlazione con l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2017, essendo i dati statistici riferiti all’anno 2017, si rileva che l’andamento delle vocazioni sacerdotali, dopo la parentesi di un pur lieve incremento nel 2016, è tornato a registrare una flessione anche se non molto significativa. Per quanto riguarda i sacerdoti, infatti, a fronte dei 414.969 presenti nel mondo nel 2016 si è passati a 414.582 nel 2017, con un calo di 387 unità. Anche i candidati al sacerdozio nell’universo cattolico registrano un decremento, che passa da 116.160 nel 2016 a 115.328 nel 2017, con un calo questa volta più significativo di 832 unità. Questa diminuzione di vocazioni colpisce, in particolare, l’Europa e l’America, dove la crisi appare più evidente, a fronte della Chiesa africana e asiatica che risulta, invece, più soddisfacente. Risultano, invece, in crescita i vescovi, i diaconi permanenti, i missionari laici e i catechisti. La distribuzione dei seminaristi maggiori per continente rimane sostanzialmente stabile. Con riferimento all’anno 2017, l’Europa contribuisce con il 14,9% al totale mondiale, l’America per il 27,3%, l’Asia per il 29,8% e l’Africa per il 27,1%.
Per quanto riguarda la popolazione cattolica, la situazione resta, invece, immutata in quanto non si registrano riduzioni. I cattolici battezzati continuano, infatti, a rappresentare il 17,7% della popolazione mondiale con un miliardo e 313 milioni su 7 miliardi e 408 milioni di esseri umani, come per l’anno precedente, ma anche in questo caso con una crescita sostanziale in Africa e in Asia, una riduzione in Europa e in America.
Come riportato da Famiglia Cristiana, in un approfondimento sulla crisi sacerdotale e vocazionale, sono 42.220 i sacerdoti attivi in Italia: uno ogni 1.487 abitanti. Il loro numero è in calo: nel decennio 2006-2016, i seminaristi sono scesi del 18,6% e i 372 presbiteri ordinati l’anno scorso non bastano a prendere il posto di quelli deceduti.
Da questa reale situazione una breve riflessione. Da anni ormai l’Europa vive un calo sensibile di vocazioni al sacerdozio e in Italia siamo testimoni della crisi che investe la nostra Chiesa e i nostri Seminari, cui si aggiungono la diminuzione del numero dei cattolici praticanti e la presenza di presbiteri in età sempre più avanzata. Con la conseguenza che oggi ci sono più preti nati in Africa e in Asia che prestano il loro ministero presso le nostre parrocchie. Questo non ci deve fare perdere d’animo: ci vuole coraggio e speranza. La pastorale vocazionale nella Chiesa e per la Chiesa deve essere accolta come una sfida a tutto campo. Occorre amore e impegno per viverla al meglio e soprattutto preghiera, tanta preghiera per le vocazioni perché la messe è ancora molta anche se gli operai sono pochi.
Don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni della Cei, riporta sempre Famiglia Cristiana, invita ad andare oltre i numeri, pur importanti, e sprona tutti a cambiare prospettiva: “Chi tra noi adulti intende la vita come vocazione? Chi pensa davvero che le nostre scelte quotidiane sono da vivere nella relazione con Dio? Quanti invece ritengono che la “vocazione” riguardi soltanto i preti e le suore e che non abbia a che fare con la vita?”. C’è da preoccuparsi per il calo delle vocazioni? “Non bisogna fare un dramma”, conclude don Gianola: “Gli ordinati sono ben consapevoli delle sfide quotidiane”.

Cosimo Lasorsa

Mons. Valles: La famiglia, luogo fondamentale per la scoperta delle Vocazioni

 

È la prima scuola di discepolato, ovvero il “terreno a cui sono affidati i semi delle vocazioni”. Il presidente della Conferenza episcopale: “La chiamata di Dio è più facile da ascoltare nel contesto di una famiglia che ha fede”.

Davao (AsiaNews/CbcpNews) – I genitori svolgono un ruolo fondamentale nella scoperta e nella promozione delle vocazioni religiose. Lo afferma mons. Romulo Geolina Valles, arcivescovo di Davao (isola di Mindanao) e presidente della Kapulungan ng mga Katólikong Obispo ng Pilipinas (Cbcp) – la Conferenza episcopale delle Filippine.

Ieri, mons. Valles ha presieduto l’ordinazione di tre diaconi presso la cattedrale di San Pietro (foto). Durante la cerimonia, l’arcivescovo ha sottolineato che la famiglia è la prima scuola di discepolato, ovvero il “terreno a cui sono affidati i semi delle vocazioni”. “La chiamata di Dio – ha ribadito durante l’omelia – è più facile da ascoltare quando avviene o è recepita nel contesto di una famiglia che ha fede”.

Incentivare le vocazioni nelle parrocchie o nelle scuole è utile, ha sostenuto mons. Valles, ma “nulla batte il ruolo delle famiglie come ‘luogo principale’ per incoraggiare alla vita consacrata”. “Anche la fede nella comunità è molto importante. Oggi è più facile per le persone apprezzare il sussurro dello Spirito Santo”, ha aggiunto.

Alla presenza di familiari e amici, il presidente della Cbcp ha dato a tre giovani il benvenuto nel clero dell’arcidiocesi. Sono Michael Ondras, Jr., Ruperto Jamili III, e Alfredo Bustamente, Jr., che di recente hanno completato la propria formazione teologica. In quanto diaconi, ha detto loro, sono chiamati ad essere servi e ad “un tipo di servizio che ci richiede di essere gli ultimi”.

“Questo è l’orientamento da seguire per essere un diacono. Tuttavia, esso è solo transitorio perché in seguito consentirà di diventare sacerdoti”, ha concluso l’arcivescovo. “Accompagneremo il viaggio del nostro popolo nel regno di Dio. Questa è l’indicazione della Chiesa, il ministero dei suoi servitori”.

(AsiaNews)