Clero e abusi sessuali. Il libro difficile e necessario di don Ennio Tardioli
Lunedì 17 marzo è stato presentato a Matera, nel Centro parrocchiale “don Franco Taccardi”, il testo particolarmente impegnativo di don Ennio Tardioli, presbitero della Diocesi di Matera, docente di Diritto canonico presso l’Istituto Teologico di Basilicata e carissimo assistente spirituale del nostro Distretto 73. Il titolo “Clero e abusi sessuali fra diritto canonico e diritto secolare” dice subito la complessità di un tema spinoso che viene affrontato con rigore scientifico dall’autore e costituisce una preziosa occasione per lasciarsi interpellare non solo su questioni di diritto ma anche sul rapporto fra uso del potere e ministero nella Chiesa. Dinanzi agli abusi il popolo di Dio si interroga sulla sua vocazione e missione.

Chiamati a dialogare sull’essenza del testo tre interlocutori di grandissimo spessore: S.E. mons. Francesco Sirufo, Arcivescovo di Acerenza e delegato CEB per la Tutela dei Minori, la dott.a Chiara Griffini, psicologa e Presidente Servizio Nazionale Tutela dei minori della CEI, e il prof. Luigi Sabbarese, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Vaticano, guidati sapientemente dalla giornalista Antonella Ciervo.
Gli ultimi tre Pontefici hanno indicato con chiarezza la strada del severo riconoscimento degli errori commessi. “Ci troviamo dinanzi ad una realtà che ci ha costretti non solo a prendere consapevolezza del fenomeno – ha detto il prof. Sabbarese – ma anche a considerarne l’urgenza e la gravità per provvedervi con prontezza ed efficacia. Per questo è bene parlarne anche con la comunità dei fedeli perché è necessario che dalla consapevolezza degli abusi, delle loro cause, delle terribili conseguenze per le vittime e le loro famiglie, si passi ad un cambiamento di paradigma culturale, antropologico e teologico”. Purtroppo le ferite non vanno in prescrizione, hanno tempi di rimarginazione lunghi, non prevedibili a tavolino, che vanno oltre i percorsi di giustizia, segnano per tutta la vita. Chiedere perdono non basta, occorre agire.

Come? Iniziando ad implementare la collaborazione con la società civile per una alleanza sistemica preventiva, un impegno forte in tutta la comunità cristiana e laica per collocare al centro la cura dei più piccoli e vulnerabili. La tutela dei minori dagli abusi, nella prospettiva della Chiesa, non vuol tanto dire repressione ma piuttosto educazione, formazione, consapevolezza. “Le ricerche ci dimostrano – ha sottolineato la professoressa Griffini – che l’abuso sessuale accade nel cosiddetto cerchio della fiducia, potremmo dire che all’origine di ogni abuso insieme all’abuso di potere, vi è un abuso di fiducia. E in questo cerchio vi è anche la Chiesa”. Oggi, alla luce della consapevolezza di quanto sia grave il problema, la Chiesa deve e può porsi in maniera proattiva, come sentinella di tutela sui minori che le vengono affidati intercettando situazioni di abusi e disagio provenienti da altri contesti, capace di bonificare legami tossici con legami di generatività sociale e spezzare catene che possono trasformare da abusati in abusatori. “E’ possibile – ha detto ancora la Griffini – lavorare in rete con tutte le istituzioni ed enti rilanciando il patto educativo globale indicato nel 2018 da papa Francesco”. Un esempio concreto è proprio nel libro di don Ennio Tardioli che ha messo in evidenza il dialogo non solo fra due sistemi giuridici, quello canonico e quello italiano, ma fra due culture che, con strumenti e valori diversi, mirano a raggiungere la comune finalità della tutela dei più vulnerabili.
Un libro coraggioso, molto tecnico nello spiegare la normativa canonica, ma capace di sollevare forti interrogativi proprio su quegli abusi spirituali e di autorità che sono alla base di quelli sessuali, una questione non solo penale ma anche teologica che chiama in causa relazioni autentiche all’interno del corpo ecclesiale.















