Frassati e Acutis proclamati Santi, Papa Leone: Non sprecare la vita al di fuori del progetto di Dio
Frassati e Acutis proclamati Santi, Papa Leone: Non sprecare la vita al di fuori del progetto di Dio.

“Il rischio più grande della vita è quello di sprecarla al di fuori del progetto di Dio”. Un invito, più che un monito, quello che Papa Leone XIV ha rivolto alle migliaia di giovani che riempiono piazza San Pietro in occasione della canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis.
Sfidando il sole cocente di fine estate che arroventa Roma in questa domenica di inizio settembre, a centinaia, fin da prima dell’alba, si sono messi in fila per guadagnarsi un posto nello spiazzo incorniciato dal grande abbraccio del colonnato del Bernini e partecipare a quello che, fin dal momento dell’annuncio della nuova data, è stato definito uno degli eventi più importanti del Giubileo.


Imponente il piano di sicurezza disposto dalla Questura di Roma: agenti delle forze dell’ordine, schierati anche a cavallo, nelle strade e vie limitrofe la Città del Vaticano hanno permesso che le oltre 80mila persone presenti (diecimila in più rispetto al numero stimato dato dalle autorità, ndr) a Roma da ogni angolo del pianeta.
C’è che ha viaggiato in aereo, come i giovani provenienti dal Vicariato Apostolico d’Arabia del Sud, o chi ha optato per il treno, come quello messo a disposizione della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino che, partito dall’Umbria, ha raggiunto direttamente la stazione vaticana consentendo così ai pellegrini di raggiungere direttamente piazza San Pietro e partecipare a questa cerimonia tanto attesa.
Frassati e Acutis, saliti il 7 settembre agli onori dell’altare, infatti, inizialmente dovevano essere canonizzati, rispettivamente il 3 agosto e il 27 aprile 2025. Ma la dipartita di Papa Francesco ha costretto un cambio di programma.
Leone XIV, durante il Concistoro di giugno, ha così indicato una nuova data: domenica 7 settembre. Un giorno atteso da molti giovani e che lo stesso Pontefice, salutando a sorpresa i ragazzi prima della Messa, ha definito “una festa per l’Italia, la Chiesa tutta e il mondo intero”.
Secondo Prevost, infatti, Acutis e Frassati vanno imitati, soprattutto dai giovani, perché entrambi, “innamorati di Cristo”, sono riusciti a coltivare “l’amore per Dio e per i fratelli attraverso mezzi semplici, alla portata di tutti: la santa Messa quotidiana, la preghiera, specialmente l’Adorazione eucaristica”.

Anche loro, come tanti altri giovani nel corso dei secoli, hanno dovuto affrontare il “bivio”: cosa mettere al primo posto? Dio o gli averi? Il Papa ricorda a tal proposito San Francesco d’Assisi, che volva essere cavaliere, o Sant’Agostino di Ippona.
“A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto ‘sì’ a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sé”, ha aggiunto il Vescovo di Roma, che è poi passato a spiegare alcuni dei motivi per cui Frassati e Acutis sono stati canonizzati.
Pier Giorgio, ha ricordato Papa Prevost, “ha incontrato il Signore attraverso la scuola e i gruppi ecclesiali”, quali l’Azione Cattolica, le Conferenze di San Vincenzo, la FUCI, il Terz’Ordine domenicano, “e lo ha testimoniato con la sua gioia di vivere e di essere cristiano nella preghiera, nell’amicizia, nella carità. Al punto che, a forza di vederlo girare per le strade di Torino con carretti pieni di aiuti per i poveri, gli amici lo avevano ribattezzato ‘Frassati Impresa Trasporti’”.
Oggi, la vita di Pier Giorgio, ha sottolineato il Santo Padre, “rappresenta una luce per la spiritualità laicale. Per lui la fede non è stata una devozione privata: si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri”.
Carlo, da parte sua, “ha incontrato Gesù in famiglia, grazie ai suoi genitori, e poi a scuola, anche lui, e soprattutto nei Sacramenti, celebrati nella comunità parrocchiale. È cresciuto, così, integrando naturalmente nelle sue giornate di bambino e di ragazzo preghiera, sport, studio e carità”.
Per entrambi, era essenziale l’Adorazione Eucaristica e la Confessione frequente. Papa Leone cita a tal proposito le parole di Carlo Acutis: “‘L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato’; e si meravigliava perché – sono sempre parole sue – ‘gli uomini si preoccupano tanto della bellezza delproprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima”.
Tutti e due, infine, ha rimarcato il Pontefice, “avevano una grande devozione per i Santi e per la Vergine Maria, e praticavano generosamente la carità”. Pier Giorgio, ha fatto notare ancora il Santo Padre, “chiamava la carità ‘il fondamento della nostra religione’ e, come Carlo, la esercitava soprattutto attraverso piccoli gesti concreti, spesso nascosti, vivendo quella che Papa Francesco ha chiamato la santità ‘della porta accanto’”.
I Santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis “sono un invito rivolto a tutti noi, soprattutto ai giovani, a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro. Ci incoraggiano con le loro parole: ‘Non io, ma Dio’, diceva Carlo. E Pier Giorgio: ‘Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine’. Questa è la formula semplice, ma vincente, della loro santità. Ed è pure la testimonianza che siamo chiamati a seguire, per gustare la vita fino in fondo e andare incontro al Signore nella festa del Cielo”, ha concluso il Papa che non ha dimenticato di rivolgere il suo pensiero a chi vive in zone di guerra.
All’Angelus, pregato al termine della funzione, infatti, Leone XIV lancia l’ennesimo appello per la pace “in TerraSanta, in Ucraina, e in ogni altra terra insanguinata dalla guerra”. “Ai governanti ripeto: ascoltate la voce della coscienza! Le apparenti vittorie ottenute con le armi, seminando morte e distruzione, sono in realtà delle sconfitte e non portano mai pace e sicurezza! Dio non vuole la guerra, vuole la pace, e sostiene chi si impegna a uscire dalla spirale dell’odio e a percorrere la via del dialogo”, ha tuonato il Pontefice.
Fabio Beretta per Serra International Italia














