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XV edizione Premio “Penna dello Spirito”: pubblicata la terzina dei libri in concorso

Carissimi Serrani

il Consiglio Direttivo della Biblioteca Nazionale Serra ha selezionato la terzina finalista della XV edizione del Premio Penna dello Spirito. Come ogni anno la scelta si è indirizzata su tre libri che possono essere un buono spunto di riflessione sul tema nazionale “ La Fede non è un’idea ma un incontro” ,vi invitiamo a leggerli, a discutere, a confrontarvi nel vostro Club e a scegliere quindi il libro che più vi piace.

I libri sono facilmente reperibili ( per esempio su internet segnalo i siti: libreriacoletti.it; Libreria del santo; Amazon… ) e sono i seguenti:

  1. Bruno Pennacchini “Credevo di credere. Con la fede, per navigare nella vita” Ed. Porziuncola anno 2018
  2. Giovanna Panico “Nella fede la forza della rinascita” Youcanprint anno 2018
  3. Francesca De Sanctis “Un tuffo nella verità. Un viaggio fra scienza e fede” Ed. Edizioni Scientifiche Italiane anno 2018

Per maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione vai alla pagina del bando oppure clicca qui.

Convocazione del CNIS e dell’Assemblea Straordinaria dei Delegati dei Club a Napoli, 7-9 febbraio 2020

Carissimi,

è a disposizione qui si seguito l’Ordine del Giorno della riunione di venerdì 07 e sabato 08 febbraio 2020:

Inoltre, con separata email diretta ai componenti del CNIS sono stati trasmessi:

  1. verbale della riunione di Torino;
  2. delibere del Comitato Esecutivo relative a:
    • costituzione Commissione Nomine;
    • rendiconto dell’esercizio 1° luglio-31 dicembre 2019, corredato da relazione del Tesoriere, estratto conto della Banca e relazione della Commissione di Revisione e Controllo;
    • stato di previsione dell’esercizio 1° gennaio-31 dicembre 2020, corredato  della relazione del Tesoriere.

Con l’occasione vi fornisco ulteriori dettagli organizzativi:

a) per coloro che arrivano in aereo è prevista la possibilità di avvalersi di una navetta dall’aeroporto di Capodichino al NH Napoli Panorama alle seguenti condizioni:

  • auto per 3 persone € 50,00
  • mini van per 6 persone € 70,00

Per consentire di verificare la possibilità di costituire i gruppi è necessario che comunichiate per e.mail alla segreteria (segrammserra@gmail.com)  con la massima urgenza, e comunque entro e non oltre mercoledì 29 gennaio p.v., giorno ed ora di arrivo e di partenza. Sarà cura della Segreteria Nazionale comunicarvi se è stato possibile costituire i gruppi, indicando le modalità per usufruire di questo servizio.

b) Per coloro che arrivano in auto c’è la possibilità di usufruire del “Garage Medina” sotto l’Hotel al costo di € 30 a notte. Chi fosse interessato può, sempre entro il termine del prossimo mercoledì 29, darne comunicazione e provvederemo alla prenotazione.

c) Per il sabato mattina è prevista per gli accompagnatori e, comunque, per i non interessati alla riunione dell’Assemblea, una visita guidata del teatro San Carlo. Le prenotazioni verranno raccolte al momento della registrazione al banco della segreteria.

d) Questo il programma per sabato pomeriggio al termine dei lavori del Consiglio Nazionale e della Commissione Nomine:

  • ore 17,00 –  Partenza a piedi dall’Hotel accompagnati dai soci del Club Miglio d’Oro direzione Casa Ascione in Galleria Umberto Primo — circa 20/30 minuti
  • ore 17,40  – Visita al Museo dei Coralli e alle esposizioni della Casa.
  • ore 18,00 –  Nel teatro della Casa concerto di mandolini – unica orchestra italiana offerto da Casa Ascione.
  • ore 19,15 – Partenza a piedi da Casa Ascione per una passeggiata di 20/30 minuti nella Napoli dello shopping e della cultura.
  • ore 20,00 – Arrivo al ristorante/pizzeria “Umberto” – 113 anni di storia gastronomica di eccellenza – in via Alabardieri vicino a Piazza dei Martiri.
  • ore 22,00 – Rientro in Hotel con bus turistico — libertà per chi vuole rientrare a piedi.

e) Per la S. Messa della Domenica mattina saranno fornite indicazioni al banco della segreteria.

In attesa delle vostre eventuali comunicazioni vi invio fraterni saluti

Luigi Ferro

 

CONVEGNO NAZIONALE VOCAZIONI: DATEVI AL MEGLIO DELLA VITA

 

Dal 3 al 5 gennaio si è svolto a Roma, presso l’Ergife Palace Hotel, il Convegno Nazionale Vocazioni 2020, presieduto dal Direttore UNPV-CEI, don Michele Gianola. Tema del Convegno: “Datevi al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). Un tema che prende spunto dall’invito che Papa Francesco ha rivolto ai giovani con un incoraggiamento a cercare, scegliere, perseverare sulle mete alte dell’esistenza. Un invito del Papa rivolto ai giovani affinché ognuno di essi possa avere una vita felice. Vocazione e felicità non sono, infatti, termini in contrapposizione: ascoltare e seguire il Signore non è promessa di una vita tiepida, triste e sofferente, ma di un futuro carico di promessa, di vita piena.

Un Convegno Nazionale al quale don Michele Gianola, con una lettera a loro indirizzata, ha invitato i serrani a partecipare, ringraziandoli per il prezioso sostegno che il Serra Italia puntualmente non fa mancare. Anche quest’anno, infatti, il Serra Italia si è fatto carico del contributo versato per potere fare accedere i seminaristi al Convegno, senza il pagamento della quota d’iscrizione.

Un invito al quale i serrani d’Italia hanno risposto prontamente con le presenze autorevoli di Enrico Mori, Presidente Nazionale del Serra Italia, di Paola Poli Storelli, Presidente Nazionale eletta, di Gianni Fiocchi, Vice Presidente Nazionale Commissione Estensioni, di Giovanni Sapia, Coordinatore della Commissione Congressi e Convention e Presidente del Serra Club di Roma, di Maria Madiai, Presidente del Serra Club di Arezzo, di Roberto Razzano, Presidente eletto del Serra Club di Roma. Un saluto e un ringraziamento sono stati rivolti, inoltre, dal nostro Presidente Nazionale, Enrico Mori, agli organizzatori e ai convenuti, con l’aggiunta di una sintesi sulle finalità del movimento Serra.

Oltre ai seminaristi, cospicua anche la partecipazione di sacerdoti, consacrati e consacrate, animatori e animatrici vocazionali, catechisti e operatori pastorali, coppie laiche impegnate nella pastorale familiare.

Il Convegno si è aperto con un’introduzione di don Michele Gianola. “Le parole di fede in questo tempo, ha esordito don Michele, hanno bisogno di un’opera di restauro capace di coniugare uno splendore antico e nuovo. Spesso annunciamo la vocazione alla vita nuova come una vita felice. Il rischio, però, è di pensare ad essa come una esistenza altra, luminosa, senza difficoltà. La felicità del Vangelo è, invece, la presenza del Signore che attraversa il quotidiano e che è fatta di esperienze buone, faticose, che sono ciò che sostiene tutta l’armonia della vita”. Riferendosi poi alle difficoltà che incontra la Chiesa per le vocazioni, don Michele ha così continuato: “Le vocazioni sono calate negli ultimi dieci anni del 18% contro un calo della popolazione giovanile dell’8%. Però se intrecciamo vocazioni e felicità forse nel cuore di ciascuno di noi c’è una sorta di vocazione, che è la chiamata alla vita, a spenderla insieme a qualcuno, per amore di qualcuno. Ciascuno di noi, ha concluso don Michele, ha uno spazio, qualcosa di buono da fare, una vita bella da spendere. In questo senso ciascuno ha quindi una vocazione”

Hanno fatto seguito gli interventi dei relatori:

-Simona Atzori, pittrice e ballerina, su: “Cosa ti manca per essere felici”

-S. Em.za Mons. Jean Claude Hollerich, Arcivescovo di Lussemburgo, Commissione Giovani della Conferenza Episcopale, su: “Una Chiesa dinamica perché i giovani possano abitarla”

-Stefano Nava, pittore, su: “Datevi al meglio della vita”

-Robert Cheaib, scrittore e docente di Teologia, Pontificia Università Gregoriana, su: “Sorpresi e chiamati dalla gioia”

Gli interventi dei relatori sono stati intervallati da:

-Dialogo e musica su: “La strada del Sole”

-Esercizi sulla vocazione e percorsi di discernimento, a cura di Assunta Staccanella, docente di Teologia Pastorale, Facoltà Teologica del Triveneto, e di Giovanni Grandi, docente di Filosofia Morale, Università degli Studi di Padova

-Conversazioni sull’educare, a cura di Johnny Dotti, Pedagogista, Università Cattolica di Milano.

Particolarmente interessante lo spazio dedicato agli esercizi sulla vocazione con tavoli di lavoro che hanno impegnato ogni singolo partecipante a un confronto comunitario con risposte e riflessioni a domande riportate su appositi questionari per offrire il frutto del proprio ascolto interiore a una successiva discussione di approfondimento e di sintesi.

Non sono mancati nei tre giorni del Convegno i momenti dedicati alla celebrazione eucaristica e alla meditazione.

Un Convegno nel complesso ben riuscito con al centro il ruolo dei giovani nel rapporto con la Chiesa e la morale cattolica, il senso di appartenenza nel discernimento alla chiamata divina, la risposta alla vocazione come dono della propria vita per la glorificazione di Dio.

 

Cosimo Lasorsa

 

 

 

 

 

 

 

Il Papa invita al cambiamento

Nel tradizionale discorso di auguri natalizi rivolto alla Curia Romana, il papa ha parlato delle trasformazioni in atto nelle istituzioni vaticane, invitando tutti – anche noi serrani – al cambiamento. Riportiamo qui di seguito il discorso in versione integrale.

(Fonte: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2019/12/21/curia-romana.html)

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«E il Verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi» (Gv 1,14).

Cari fratelli e sorelle,

a tutti voi il mio cordiale benvenuto. Ringrazio il Cardinale Angelo Sodano per le parole che mi ha rivolto, e soprattutto desidero esprimergli la mia gratitudine, anche a nome dei Membri del Collegio Cardinalizio, per il prezioso e puntuale servizio che Egli ha svolto quale Decano, per lunghi anni, con disponibilità, dedizione, efficienza e grande capacità organizzativa e di coordinamento. Con quel modo di agire della “rassa nostrana”, come direbbe Nino Costa [scrittore piemontese]. Grazie di cuore, Eminenza! Adesso tocca ai Cardinali Vescovi eleggere un nuovo Decano; spero che scelgano qualcuno che si occupi a tempo pieno di questa carica tanto importante. Grazie.

A voi qui presenti, ai vostri collaboratori, a tutte le persone che prestano servizio nella Curia, come pure ai Rappresentanti Pontifici e a quanti li affiancano, auguro un santo e lieto Natale. Ed agli auguri aggiungo la riconoscenza per la dedizione quotidiana che offrite al servizio della Chiesa. Grazie tante! ... Continua a leggere

La Congregazione Benedettina Silvestrina

Con la presentazione della Congregazione Benedettina Silvestrina ha inizio il progetto, presentato al CNIS svoltosi a Torino lo scorso ottobre, finalizzato a fare conoscere la ricchezza della spiritualità della vita consacrata, nella radicalità di un incontro d’amore con il Signore. Papa Benedetto XVI ha definito i consacrati sentinelle di luce all’interno del popolo di Dio, che scorgono e annunciano la vita nuova  già presente nella nostra storia. Invitiamo pertanto i Serra Club a voler dare voce agli Istituti Religiosi presenti nei propri territori condividendone, attraverso il portale, la storia, la specificità del carisma, la missione ed anche qualche dato statistico circa la loro diffusione.

Attendiamo il contributo di tutti!!!

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La Congregazione Benedettina Silvestrina, in origine denominata Ordine di San Benedetto di Montefano, è sorta a Fabriano nelle Marche nel secolo XIII a opera di San Silvestro abate, la cui memoria liturgica si celebra il 26 novembre (il 31 dicembre si festeggia San Silvestro papa). Attualmente opera in cinque continenti.

Fondatore

Silvestro nacque a Osimo, una città a metà strada tra Ancona e Loreto, nel 1177. Secondo la tradizione apparteneva alla nobile famiglia dei Guzzolini.

Ancora adolescente Silvestro fu inviato dal padre Gislerio a Bologna per addottorarsi in legge. Dopo breve tempo, però, sentendo la chiamata del Signore, all’insaputa del genitore si applicò allo studio della teologia e della sacra scrittura. Ritornato a Osimo, dovette superare l’ostilità del padre –  che per dieci anni non gli rivolse la parola – prima di poter abbracciare lo stato ecclesiastico e di essere assunto tra i canonici della cattedrale di Osimo.

Ben presto, tuttavia, Silvestro ebbe dei contrasti con il proprio vescovo, che teneva un comportamento non del tutto esemplare e cercava ogni pretesto per privarlo del beneficio canonicale.

Un giorno Silvestro rimase particolarmente colpito dal passo evangelico: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Matteo 16,24) e comprese che tali parole erano dette proprio per lui.

Silvestro rimase anche turbato davanti al sepolcro aperto di un giovane parente da poco defunto, già di bellissimo aspetto e ora in decomposizione, e pensò: «Quello che lui era, io lo sono; quello che lui è, io lo sarò». E presa coscienza della vanità del mondo, nel 1227 lasciò il canonicato e la città natale, ritirandosi a vita solitaria fra i dirupi della gola della Rossa nel territorio di Serra San Quirico in una grotta denominata Grottafucile, dove condusse vita di aspra penitenza e di assidua preghiera, cibandosi spesso soltanto di erbe crude.

A Grottafucile Silvestro accolse i primi discepoli e costituì una comunità monastica sotto la Regola di San Benedetto. Intitolò il suo primo monastero alla Vergine Maria.

Nel 1231 Silvestro fondò un secondo monastero presso Fabriano, in prossimità della cima di Monte Fano, dedicandolo a San Benedetto. Questo cenobio fu scelto dal fondatore come Casa Madre della sua famiglia monastica, che ottenne l’approvazione canonica da Innocenzo IV nel 1248 con la denominazione di «Ordine di San Benedetto di Montefano».

Alla morte, avvenuta il 26 novembre 1267, Silvestro lasciava 12 monasteri e 120  monaci. Le sacre spoglie di Silvestro furono riposte nella chiesa di Montefano, dove tuttora sono conservate in un’urna di bronzo e cristallo.

Subito dopo la morte Silvestro godette di culto a livello popolare, ma il riconoscimento ufficiale della sua santità avvenne dopo più di tre secoli. Fu nel 1598 che, per espressa volontà di Clemente VIII,  il nome di Silvestro venne inserito nel martirologio romano al 26 novembre, dies natalis del Santo, cioè giorno della sua nascita al cielo, alla vera vita, a cui tutti siamo chiamati e verso cui tendiamo: l’incontro definitivo con il Signore.

Con la bolla Sanctorum virorum del 23 settembre 1617 Paolo V riconobbe ufficialmente la santità di Silvestro Guzzolini, fondatore della Congregazione dei monaci silvestrini, insigne per virtù e miracoli, arricchito da Dio di grandi doni spirituali e in particolare favorito del privilegio di ricevere la comunione dalle mani della Beata Vergine.

L’importante riconoscimento segnò il passaggio del titolo del monastero di Montefano da «San Benedetto» a «San Silvestro» e dell’Ordine da «Ordine di San Benedetto di Montefano» a «Congregazione Silvestrina».

Nel 1890 Leone XIII inserì il nome di San Silvestro nel calendario universale della Chiesa.

San Silvestro è compatrono della città di Fabriano insieme con San Romualdo, fondatore dei monaci camaldolesi.

Storia

Dopo la morte del fondatore la Congregazione Silvestrina si sviluppò soprattutto nell’Italia centrale con molti monasteri, non più fondati in luoghi solitari come al tempo di Silvestro, ma prevalentemente in aree urbane o suburbane.

Sotto il governo dei priori generali Bartolo da Cingoli (1273-1298) e Andrea di Giacomo da Fabriano (1298-1325) vennero fondati dodici monasteri e furono acquisite due parrocchie (San Marco di Firenze e San Benedetto di Fabriano).

Con il successore di Andrea di Giacomo ebbe inizio la serie dei tredici priori generali commendatari nominati direttamente dai papi. Sotto il regime commendatario la Congregazione Silvestrina conobbe un lungo periodo di stasi e di contenimento, imputabile anche all’instabilità politica dello Stato Pontificio, alle pestilenze (terribile la peste nera del 1348), alle ricorrenti carestie e ai terremoti.

Nel 1544 Paolo III abolì la commenda nella Congregazione Silvestrina e ridusse a tre anni la durata del mandato del priore generale, fino allora a vita.

La ripresa della Congregazione Silvestrina ebbe inizio durante il concilio di Trento (1545-1563) con la visita apostolica del gesuita Nicolò Bobadilla (1555-1556), uno dei primi compagni di sant’Ignazio di Loyola, e proseguì per tutto il Cinquecento.

Dal 1565 fino ai primi anni del Seicento la Congregazione Silvestrina ebbe stretti rapporti con il monachesimo portoghese e brasiliano. I contatti sono confermati anche dalla presenza nel coro della chiesa del monastero di San Benedetto a Rio de Janeiro di una tela della seconda metà del Seicento raffigurante San Silvestro che riceve la comunione dalle mani della Vergine Maria.

Nel 1610 il titolo di «priore generale» fu sostituito con quello di «abate generale», la cui sede nel 1925 venne trasferita a Roma (in precedenza era a Fabriano). Il mandato dell’abate generale fu prolungato a quattro anni nel 1683 e a sei nel 1764, come è al presente.

Nella prima metà del Seicento la Congregazione Silvestrina conobbe un forte incremento numerico e una notevole diffusione geografica, anche se limitata ai confini nazionali. Nel 1650 i monasteri silvestrini erano 29 e i monaci 150.

La soppressione dei piccoli conventi (con meno di 6 religiosi), attuata dal papa Innocenzo X nel 1652, fu una vera bufera che si abbatté sulla Congregazione Silvestrina: vennero forzatamente chiusi ben quindici monasteri, i cui beni furono in gran parte incamerati dai vescovi diocesani per la costruzione dei seminari.

Nel Settecento non si ebbero nuove fondazioni fra i Silvestrini: all’inizio del secolo i monaci erano 145, distribuiti in 15 monasteri: dieci nelle Marche, due in Umbria, due nel Lazio e uno in Abruzzo (S. Antonio di Pescina, fondato nel 1660 dopo la soppressione innocenziana).

Valore episodico, anche se il fatto riveste notevole interesse per il monachesimo benedettino italiano che nel Settecento rimase estraneo al vasto fenomeno di evangelizzazione di continenti extraeuropei, ebbe l’iniziativa missionaria del silvestrino Giuseppe Marziali in Cocincina (oggi Vietnam meridionale) negli anni 1732-1740.

L’Ottocento è il secolo delle soppressioni (1810, 1861, 1866), ma per la Congregazione Silvestrina è anche l’inizio di un processo di espansione all’estero, che è proseguito fino ai nostri giorni: nel 1845 fu aperta una missione in Sri Lanka (il primo vescovo europeo di Colombo fu il silvestrino Giuseppe Bravi), cui seguirono le fondazioni negli Stati Uniti d’America (1910), in Australia (1949), in India (1962), nelle Filippine (1999) e, da ultimo, nella Repubblica Democratica del Congo (2006).

Attualmente i monasteri silvestrini sono 23 e i monaci 210.

La Congregazione Silvestrina fa parte della Confederazione Benedettina – istituita da papa Leone XIII nel 1893 – che comprende 19 Congregazioni monastiche.

Ora et labora

Il motto ora et labora ha da sempre delineato l’immagine del monaco e del monastero benedettino. La giornata del monaco è scandita dalla preghiera e dal lavoro.

La comunità monastica si riunisce a ore fisse durante il giorno, cominciando dal mattino presto, per i vari momenti della «Liturgia delle Ore» e per la celebrazione eucaristica. Ci sono poi i tempi della preghiera personale e della lettura orante della Parola di Dio (lectio divina). L’ufficio divino in coro (opus Dei) fa parte integrante della vita monastica, consacrata al culto di Dio.

La vita comune è concepita come vita di famiglia, nello spirito di Cristo, di cui l’abate/priore fa le veci, senza distinzione tra sacerdoti e fratelli, nella comunione dei beni.

Il monaco emette i voti di stabilità (stabilitas), di obbedienza (obedientia) e di conversione dei costumi (conversio morum), che comprende anche i voti di castità e povertà.

Sono aggregati spiritualmente alla comunità monastica gli oblati secolari, cioè singoli o coppie che ispirano il proprio cammino di fede ai valori della Regola di San Benedetto in un rapporto equilibrato tra tensione verso Dio e impegno nelle responsabilità quotidiane.

Gli oblati si incontrano periodicamente presso la comunità monastica cui sono associati, pregano con i monaci, ascoltano la Parola e tentano di coltivare con semplicità lo stile di vita spirituale che San Benedetto propone.

Il lavoro nella Congregazione Silvestrina ha avuto lungo i secoli molteplici espressioni, dovute sia al diverso rapporto con la società nelle varie epoche, sia all’ambiente in cui le comunità silvestrine operarono: dall’opus manuum (lavoro dei campi), prevalente nel secolo XIII, allo studio e all’insegnamento nei secoli successivi, dall’impegno nella trascrizione dei codici a quello dell’apostolato (cura d’anime – missioni), dall’inserimento nella vita civile ed ecclesiastica alla predicazione, dall’attività educativa a quella artistica e artigianale.

In particolare merita di essere segnalato il ruolo non irrilevante svolto dai monaci di Montefano – come studi recenti hanno ampiamente dimostrato – nelle vicende e nello sviluppo della lavorazione della carta, le cui origini a Fabriano si fanno risalire al secolo XIII. I silvestrini hanno posseduto opifici per la lavorazione della carta fino al 1725.

All’interno dei monasteri viene praticata anche l’ospitalità: nella foresteria sono accolte persone che desiderano condividere la preghiera e l’esperienza spirituale dei monaci.

Con la diffusione della Congregazione Silvestrina in Asia e in Africa, dove è concentrata la maggior parte dei suoi monasteri, il labora si concretizza soprattutto nell’attività educativa delle popolazioni locali, in massima parte non cattoliche. Migliaia sono i ragazzi, gli adolescenti e i giovani che vengono istruiti nelle scuole dirette dai monaci, frequentate soprattutto da alunni di religione induista, buddista e musulmana. Gli alunni si abituano così a praticare la tolleranza, il rispetto reciproco, la convivenza pacifica e collaborativa, che lasciano ben sperare per il futuro di quelle popolazioni.

Tolleranza, rispetto e pacifica convivenza sono i valori contenuti nella Regola consegnata da San Benedetto alle sue comunità, che il San Silvestro ha fatto propri e che i suoi monaci continuano a trasmettere per creare una società più coesa, nel rispetto delle diverse opinioni politiche, abitudini culturali e credenze religiose.

Convegno nazionale vocazioni 2020

Nelle date 3-5 Gennaio 2020 a Roma,  presso l’Ergife Palace Hotel, si svolgerà il Convegno nazionale vocazioni dal tema: “Datevi  al meglio della vita!” (Christus vivit, 143). 
Come di consueto, il Serra International Italia ha voluto promuovere la più ampia partecipazione dei seminaristi, facendosi carico delle quote di iscrizione.
Riportiamo qui di seguito la lettera con cui don Michele Gianola, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni, rivolge a noi serrani l’invito a partecipare ai lavori del Convegno.
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Carissimi amici Serrani,... Continua a leggere
Vi invito, inoltre, a visitare il nostro servizio di ecommerce www.vocazioni.store aperto al fine di rendere più accessibili i sussidi e il materiale prodotto dall’Ufficio a servizio degli operatori di pastorale vocazionale.
Colgo l’occasione per invitarvi anche al Seminario 35° Seminario sulla Direzione Spirituale che si svolgerà ad Assisi dal 14 al 17 aprile 2020 sul tema: «“È questo il tempo”. Accompagnare la vocazione tra esperienze puntuali e cammini ordinari».
Ringraziandovi del prezioso sostegno, vi invito a promuovere l’abbonamento alla Rivista Vocazioni che abbiamo rinnovato non soltanto nella grafica ma anche in una significativa apertura al web così da diventare ancora di più strumento utile per la diffusione della cultura vocazionale. Sul sito www.rivistavocazioni.chiesacattolica.it sul quale, oltre ai nuovi contributi, stiamo caricando tutto l’archivio storico della Rivista.
A tutti un buon cammino d’Avvento e un santo Natale,
don Michele Gianola
Direttore UNPV-CEI
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E’ possibile effettuare la prenotazione on line collegandosi direttamente al sito delle iscrizioni del Convegno Nazionale  o inviando via mail la scheda d’iscrizione.
E’ possibile scaricare qui di seguito il depliant e la scheda d’iscrizione del prossimo Convegno Nazionale Vocazionale.

 

Lettera ai Serrani di Sua Ecc. Mons. Patron Wong, consulente Episcopale di Serra Italia

Pubblichiamo la Lettera che Sua Ecc.Mons. Jorge Carlos Patron Wong, consulente Episcopale di Serra Italia, rivolge a tutti i soci dei Serra Club d’Italia e della Svizzera Italiana nella quale ci introduce al Tema nazionale per l’anno sociale ‘La fede non è un’idea: è un incontro con Gesù”. Il testo della lettera che è anche disponibile sul Bellringers recentemente distribuito.

Cari amici serrani,

nell’ultimo Documento del Magistero, che Papa Francesco ci ha offerto a margine del Sinodo sui Giovani, viene messa a fuoco la necessità e l’importanza di non procedere all’annuncio della fede con formule e risposte pre-confezionate, bensì seguendo la logica del Vangelo, che fa leva sulla bellezza di una chiamata e di un’amicizia personale che Gesù stesso stabilisce con coloro che invita a partecipare alla missione del Regno di Dio. ... Continua a leggere

Il Premio “Penna dello Spirito” al libro “La prima generazione incredula” di Armando Matteo

La cerimonia di premiazione della XIV edizione del Premio “Penna dello Spirito” organizzato dalla Biblioteca Nazionale “Junipero Serra”, che ha la sede nel Seminario Vescovile di Pontremoli, si è tenuta sabato 30 novembre nel Salone del Vescovado. Vincitore il libro “La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede” di Armando Matteo con prefazione di Enzo Bianchi. Il Premio viene conferito da tutti i club serrani italiani che, dopo aver letto e discusso i testi della terzina scelta dalla Commissione selezionatrice, danno la loro preferenza.

L’incontro è stato coordinato da Patrizia Rossi, direttrice della Biblioteca Nazionale “Junipero Serra”. In sala erano presenti il Presidente Nazionale, Enrico Mori, alcuni membri del Consiglio Nazionale del Serra International Italia, Michele Guidi, Governatore del Distretto 71 di cui il Serra Club Pontremoli-Lunigiana fa parte con la sua Presidente Manuela Menapace, la Governatrice eletta del Distretto 71, Elena Baroncelli e, in rappresentanza del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Pontremoli, il Presidente del Consiglio Comunale Patrizio Bertolini.... Continua a leggere

Una Chiesa povera per i poveri

Il 17 novembre 2019 la Chiesa ha celebrato la III Giornata Mondiale dei Poveri. Una solennità voluta da Papa Francesco, che l’ha istituita al termine del Giubileo della Misericordia con la Lettera Apostolica “Misericordia et misera”, come ulteriore pegno di questo Anno straordinario, da onorare in tutte le Chiese del mondo la domenica che precede la festività di Cristo Re dell’Universo. Un impegno annuale affinché le comunità cristiane, ci ricorda Papa Francesco, diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i bisognosi.

“Come vorrei una Chiesa per i poveri” erano state tra le prime parole pronunciate da Papa Francesco dopo la sua elezione a successore di Pietro. La stessa scelta del nome del poverello di Assisi “Franciscus” nella sua ascesa al Pontificato è un richiamo per esprimere il legame tra la pratica del Vangelo, l’insegnamento di Cristo e il segno della povertà: “Francesco ha vissuto l’imitazione di Cristo povero e l’amore per i poveri in modo inscindibile, come due facce della stessa medaglia”.

Un richiamo al sostegno dei poveri lo troviamo anche nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”, con l’ampio approfondimento, contenuto nel capitolo IV, della cosiddetta “scelta preferenziale per i poveri”: un nuovo sguardo sui poveri, a partire da quelli evangelicamente intesi, per essere di grande aiuto verso la miseria e l’indigenza. Un approfondimento e una riflessione sull’atteggiamento che sono chiamati ad assumere i credenti e la Chiesa nei confronti dei poveri, con riferimento specifico alla crisi economica, che contribuisce a fare aumentare sempre più le disuguaglianze creando, quindi, aumento di povertà.

L’istituzione della Giornata Mondiale dei Poveri non è altro, pertanto, che il segno concreto dell’importanza che il Pontefice assume verso i poveri . “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” è il tema del messaggio di Papa Francesco per la terza edizione di questo importante avvenimento: parole riprese dal salmo 9,19 per “esprimere una verità profonda che la fede riesce a imprimere soprattutto nei cuori dei più poveri: restituire la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precarietà della vita”.

Durante l’omelia della Santa Messa in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, Papa Francesco ha così sottolineato: “I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri di spirito”.

Siamo ormai prossimi al Santo Natale, giorno liturgico che i cristiani e la Chiesa festeggiano nel ricordo della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, venuto al mondo nella più grande povertà, nella mangiatoia di una grotta di Betlemme, per insegnare all’umanità intera la via giusta da seguire nel nostro percorso di vita terrena. Gesù è nato povero, è vissuto nella povertà ed è venuto incontro a ogni forma di povertà. Questa povertà evangelica è il modo più chiaro e concreto per proclamare che Dio è l’unica ricchezza dell’uomo, come afferma Sant’Agostino: “Il Signore è la ricchezza dei poveri”. Il Santo Natale è, quindi, una ricorrenza che ha un profondo significato, perché ci richiama alla presenza di Dio, che si è manifestato per mezzo del Figlio prediletto, come Padre dell’intera umanità. Un Natale che deve essere contrassegnato dal riconoscimento dello straordinario evento della nascita di un Bambino che, pur nella sua estrema povertà, ha rivoluzionato il mondo e che, per mezzo di Maria, è stato scelto da Dio per portare agli uomini la sua Parola, per poi soffrire e morire in croce: una morte che diventa redentrice nel segno salvifico di Dio.

Il Natale è anche sacralità della famiglia perché al centro del Natale c’è la Famiglia di Nazareth, fonte d’ispirazione per le nostre famiglie. Questo è il vero Natale che dobbiamo accingerci a vivere: il Natale del Presepe e della Sacra Famiglia, che rappresentano modello ed esempio di riferimento concreto di vita per tutti noi.

 

Cosimo Lasorsa

Discorso del papa a chiusura del Sinodo sull’Amazzonia.

Roma, 26 ottobre 2019. Papa Francesco chiude i lavori in aula del Sinodo per l’Amazzonia riassumendone i lavori in quattro dimensioni che li hanno caratterizzati: pastorale, culturale, ecologica e sociale. Invoca inoltre più “zelo apostolico” dei sacerdoti, per sostenere la pastorale nella Regione. Presto sarà riconvocata la Commissione per il diaconato femminile e spera di pubblicare “entro l’anno” l’Esortazione post sinodale.

Per saperne di più clicca qui.