Articoli

Pensando a don Roberto

Papa Francesco ha rivolto il  suo ricordo e la sua preghiera a don Roberto, presbitero della diocesi di Como recentemente ucciso. Continua a leggere

Serra Club Italia sull’Osservatore Romano

Riportiamo qui di seguito l’intervista di Igor Traboni al Presidente Mori, pubblicata dall’Osservatore Romano dell’11 settembre 2020 (clicca anche qui)

La multiforme esperienza dei Serra Club Italia

Chiamati a un progetto universale

Il Serra Club deve il suo nome al frate francescano spagnolo Junípero Serra, evangelizzatore della California nel Settecento e canonizzato da Papa Francesco nel 2015. Si tratta di un’organizzazione laicale internazionale al servizio delle vocazioni della Chiesa cattolica. È diffusa in trentacinque Paesi di tutti e cinque i continenti, con oltre 20.000 soci. In Italia i Club sono cinquantasei, attivi in altrettante diocesi, compresi in nove distretti e con circa 1.200 soci. La fondazione aiuta anche materialmente seminari e seminaristi. La onlus può ricevere le donazioni del 5 x mille. Il sito internet è www.serraclubitalia.it.

È il 23 settembre 2015 quando, nel santuario nazionale dell’Immacolata Concezione a Washington, Papa Francesco presiede la messa di canonizzazione di padre Junípero Serra, vissuto nel Settecento e beatificato da san Giovanni Paolo II nel 1988. A questo frate francescano di origini spagnole si deve l’evangelizzazione di una vasta area della California, da San Francisco a Los Angeles, a San Diego. «Ha saputo vivere — disse tra l’altro Papa Francesco nell’omelia della messa di canonizzazione — quello che è “la Chiesa in uscita”, questa Chiesa che sa uscire e andare per le strade, per condividere la tenerezza riconciliatrice di Dio. […] Scelse un motto che ispirò i suoi passi e plasmò la sua vita: seppe dire, ma soprattutto seppe vivere dicendo “Sempre avanti”. Questo è stato il modo che Junípero ha trovato per vivere la gioia del Vangelo, perché non si anestetizzasse il suo cuore. È stato sempre avanti, perché il Signore aspetta; sempre avanti, perché il fratello aspetta; sempre avanti per tutto ciò che ancora gli rimaneva da vivere; è stato sempre avanti. Come lui allora, che noi oggi possiamo dire: sempre avanti».... Continua a leggere

di Igor Traboni

Le missioni di Junipero Serra

Missione di San Antonio da Padova, California. Foto: Richard Wong

Nella seconda metà del 2020 si è molto parlato e discusso di Fra Junipero Serra. Il tutto è iniziato esattamente venerdì 20 giugno quando la statua di Padre Junipero Serra nel Parco di San Francisco è stata abbattuta da mani iconoclaste, cui ha fatto seguito quella di Palma di Maiorca, l’isola delle Baleari dove nacque nel 1713, imbrattata di rosso con la scritta “racista”, che vuol dire “razzista”.

In effetti, non è la prima volta che questo frate francescano, passato alla storia come Apostolo della California, sia stato oggetto di oltraggio e di contestazioni nell’America Latina. Ad iniziare dal 23 settembre 2105, quando Papa Francesco, con la solenne cerimonia svoltasi a Washington nel Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, annunciò la sua canonizzazione ricordandolo nella sua omelia come “un vero missionario che ispirò i suoi passi e plasmò la sua vita alla gioia del Vangelo e che seppe dire, ma soprattutto seppe vivere dicendo: “Sempre avanti”. Così come nel 2017 a Santa  Barbara, a nord di Los Angeles, quando la sua immagine ebbe a subire atti vandalici con la statua decapitata e imbrattata di vernice rosso sangue.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

Una lettera del Presidente di Serra International Ruben Gallegos. Ricostruiamo la Missione di San Gabriel!

Caro Serrano,

La pace sia con te!

Il mese scorso abbiamo ricevuto la notizia scioccante e tragica dell’incendio della Missione di San Gabriel. Non solo questa missione è stata fondata dal nostro patrono, San Junipero Serra, nel 1771, ma è la missione il cui iconico campanile è presente nel nostro logo.
A seguito della notizia di questo devastante incendio, sono stato invitato ad un incontro dal Presidente della Fondazione di Serra International, Tim O’Neill. Sono rimasto molto colpito dal modo in cui opera il Consiglio di Fondazione e del loro piano strategico in fase di sviluppo e di attuazione.
Tuttavia, il motivo per cui vi scrivo è che in quella riunione il Consiglio di Fondazione ha istituito un Fondo per il restauro della Missione di San Gabriel.  Questo fondo permetterà ai Serrani di tutto il mondo di sostenere il restauro della missione: il 100% di tutti i fondi raccolti verranno devoluti direttamente alla missione.
Incoraggio tutti i Serrani a cliccare sul link qui sotto riportato e a contribuire a questa importante causa. So che i tempi sono impegnativi e i fondi sono limitati per molti, quindi non faccio questa richiesta con leggerezza. Tuttavia, questo è il momento di sostenere e aiutare a preservare l’eredità del nostro santo patrono. Presenteremo il nostro contributo alla Missione di San Gabriel nell’ottobre del 2020, quindi per favore fate le vostre donazioni prima di allora.

DONA ORA PER RESTAURARE LA MISSIONE DI SAN GABRIEL ARCANGELO

Maria, Madre delle vocazioni, prega per noi!
San Junipero Serra, prega per noi!
San Gabriele Arcangelo, ruega por nosotros!

Ruben Gallegos, Ph.D.
Presidente
Serra Internazionale

Renato Vadalà è tornato alla Casa del Padre

La famiglia Serrana, addolorata per la scomparsa del carissimo e insostituibile Renato Vadalà, con sincera riconoscenza si stringe affettuosamente intorno ai suoi familiari.
Pubblichiamo i ricordi scritti di Antonio Ciacci, Mariuccia Lo Presti e Viviana Normando, che ben rappresentano e rispecchiano i sentimenti di tutti i Serrani

Il 29 luglio è venuto a mancare all’affetto dei suoi e a tutto il Serra Renato Vadalà. Per il club di Palermo un punto di riferimento e storico tesoriere. Già governatore del Distretto 77, ha curato la nascita e la crescita di vari club. Per il Serra Italia ha dato un contributo sempre concreto ed entusiasta, in particolare curando le pubblicazioni del club e il portale fin dal suo sorgere.

Una grande forza veniva a Renato dalla sua bella e numerosa famiglia, ed in particolare dalla cara Mimma, la cui perdita improvvisa ha avuto un peso per Renato, con una situazione di salute già compromessa.

Ricordiamo Renato nel suo essere in modo semplice sempre presente e fattivo, specie per il seminario. Pronto a cogliere le esigenze dei rettori, per provvedere: e pensiamo dal biliardino per i ragazzi ad ogni forma di collaborazione. Un’immagine della sua dinamica attività: Renato in motorino pronto ad essere lì dove era necessario. Un’espressione del suo amore al Serra: la sua presenza al CNIS a Palermo nel febbraio del 2019, pur se in serie difficoltà.

A Renato il grazie da tutti noi.

Maria Lo Presti

Renato era dinamico: bastava vederlo per ricavare l’impressione di una persona attiva, concreta.

Il Suo passo veloce, la sua schiena dritta, la sua espressione seria ma non accigliata, le sue parole nette, il tono tagliente della sua voce, tutto rendeva l’idea di una persona diretta e seria, ma che non si prendeva mai troppo sul serio qualità, quest’ultima, poco diffusa e invece preziosa.

Non stava mai fermo: anche durante le riunioni non si manteneva al proprio posticino, fosse fra il pubblico o fra i relatori, si alzava, aveva sempre qualcosa da fare per consentire che tutto andasse bene, un organizzatore fantastico. Nemmeno a tavola si manteneva seduto per l’intero convivio, sgusciava tra i tavoli con passo veloce, deciso, pronto a rimediare a tutto ciò che non andava bene od anche solo a scambiare una battuta con qualcuno.

Sì, era uno che le battute le amava, ironico, sarcastico, a volte tagliente, fantastico narratore di barzellette, con quel suo accento palermitano che le rendeva ancora più accattivanti.

Parlava chiaro, non era affatto mieloso o buonista, ma la sua era una chiarezza critica mai assertiva o addirittura arrogante, ma diretta a migliorare le cose e le persone.

Esprimeva giudizi, non pregiudizi, mai sulle perone in quanto tali, ma sulle cose che si dovevano fare o non fare, indicando sempre una soluzione.

Era quello che, nel linguaggio manageriale, viene chiamato un problem solver: sapeva risolvere i problemi, quelli legati alle persone come quelli determinati da circostanze imprevedibili.

Con il suo tono fermo e la sua chiarezza di idee, la sua capacità di rapportarsi con tutti senza mai rinunziare ad essere sé stesso, riusciva a farsi ascoltare, a convincere e, parimenti, si convinceva facilmente delle ragioni altrui se le riteneva più fondate delle sue, con l’onestà intellettuale che sempre lo contraddistingueva.

E lavorava, tanto, non si limitava mai a lanciare un’idea senza preoccuparsi di attuarla, a promuovere un’iniziativa senza curare che venisse realizzata, più che indicare cosa si dovesse fare, faceva. E non si fermava mai, avvalendosi del suo solido pragmatismo non si scoraggiava né si faceva intimorire dalle difficoltà.

Per il Serra ha fatto tanto, ma tanto, più di quanto si possa immaginare.

Il settore nel quale si è maggiormente speso, la comunicazione, era per lui una positiva ossessione e non si indignava, pur lamentandosene, dell’ignavia con la quale venivano stancamente raccolti i suoi inviti a scrivere, a riferire, a collaborare; se proprio nessuno lo aiutava, lui andava avanti lo stesso, il Serra doveva essere sempre e comunque servito, con entusiasmo.

La radicata Fede cattolica, la sua meravigliosa e numerosa famiglia, l’adorata moglie Mimma, tutto questo lo rendeva tanto instancabile quanto felice di non  stancarsi e destinava spesso anche a se stesso le battute taglienti che non provocavano mai malumori, ma spesso altro non erano che piccoli colpi di frusta perché chi le riceveva si migliorasse e comprendesse che la testimonianza di vita vale più di qualsiasi altro insegnamento

Essere per fare, il modo in cui si deve vivere il Serra.

Fare non per apparire, per ottenere, ma per servire: Renato non era mai autoreferenziale, mosso dall’ambizione, intento a raccogliere consensi, operava per il bene di tutti, guardava a quello che lui poteva fare per il Serra non a quello che dal Serra poteva ricevere.

L’ultima volta che l’ho visto, a Palermo durante un Consiglio Nazionale, era su una sedia a rotelle; per lui che era sempre in movimento una sorta di paradosso doloroso, un calvario, al quale si era aggiunta la morte dell’amatissima Mimma, compagna di una vita.

Ma il cuore ed il cervello erano sempre gli stessi e non mancò di riservare a tutti quelli che lo salutavano, una parola opportuna, buona, simpatica, perché la sofferenza fisica non gli aveva tolto la voglia di sorridere, anzi di ridere, dimostrava che la vita resta sempre un meraviglioso dono.

Gli amici del Club di Palermo, un grande Club, lo vezzeggiavano con tenerezza, rendendo a Renato, nel momento della sofferenza, quello che Renato, in parole ed opere, aveva dato loro.

Imitarlo sarà impossibile, ispirarsi a lui doveroso.

Grazie Renato, ti sia lieve la terra.

Antonio Ciacci

Cari amici, non ci sono parole per descrivere il dolore per la perdita di un così caro amico, persona e serrano di spessore unico. L’ho conosciuto a Roma, abbiamo lavorato insieme per il Serra, per il Serrano on line e per il Serrano, sentendoci a tutte le ore del giorno e della notte per anni, annullando le distanze tra Roma e Palermo ma soprattutto ho avuto modo di apprezzare tutto ciò che ha fatto per il Serra Italia in particolare nella comunicazione e al di là dei ruoli, da vice presidente alle comunicazioni a redazione del serrano e persino del portale che tanto successo ha avuto, soprattutto istituzionale, superando pure quelle comprensibili diffidenze iniziali ed avvicinandosi più che mai alla tecnologia odierna. Ha realizzato un manuale per la comunicazione serrana che vi invito a recuperare e ad aggiornare, un piccolo libricino gioiello, spunto di tante riflessioni e magari a farne un articolo. Accanto a lui per far uscire i numeri de il serrano poi divenuto persino digitale, in pdf etc sempre la moglie, di cui ha sofferto la perdita e che quest’oggi ha raggiunto tra le braccia del Padre, unico nostro conforto. Il dott. Renato Vadala’ e’ stato un grandissimo professionista, innamoratissimo della sua famiglia, della moglie e dei figli ai quali siamo vicini e che ha tutelato in ogni modo, ed un serrano dire esemplare e’ dir poco, con autentica vocazione serrana perché essere serrano e’ anch’essa una vocazione. Tra le miriadi di telefonate ricordo de visu il Cnis a Palermo, a Bologna, a Napoli e a Roma dove lo vidi affaticato ma sempre tenace per l’ultima volta. Persona umile, riservata, di lui ci sono poche immagini, che invito a cercare nei nostri ricordi più belli. Io ho trovato stasera alcune del Cnis di Bologna, che intanto invio così. Lo ricordo durante le giornate serrane a controllare i menabo’ de il Serrano con riunioni ad personam con gli autori ed il puntuale incontro con i responsabili, presidenti, direttori, sempre con efficacia e grande riservatezza e rispetto per non parlare delle lettere ricevute, i serrani spediti, le email e tanto altro a voi prima di tutto ma a tutti noi. Non ho avuto l’onore di poterlo salutare, per me grande cruccio. Perche’ la vita serrana e’ anche insieme e di fronte agli impegni, agli imprevisti, alle evoluzioni, doloroso e’ perdere momenti di condivisione, di amicizia, di confronto, di risorsa tra noi, accanto ai nostri sacerdoti. Auspico l’intitolazione a Renato di una delle iniziative serrane ricorrenti inerenti la comunicazione, un gesto, un pensiero. Renato ci avrebbe detto non vi disturbate, state sereni ed e’ in questa serenità sia pure nella grave perdita serrana e di amicizia che sarà bello dimostrare la gratitudine. Un pensiero spontaneo ed affettuoso nel rispetto di tutti, con un caro saluto ed un abbraccio di vicinanza a tutti voi.

A presto Viviana

Mantenere i Serra Club vivaci ed attivi durante l’isolamento e il distanziamento sociale

Il Consiglio Nazionale di Serra USA ha rilasciato questo documento che può servire di aiuto e incitamento anche per i nostri Serra Club italiani. Lo pubblichiamo in versione originale, anche se alcuni punti si riferiscono a programmi specifici per i Club americani.

 

Questa è la verità su San Junipero Serra

Una lettera ed una preghiera di Mons. José H. Gomez, nella quale l’Arcivescovo di Los Angeles e Presidente della Conferenza dei Vescovi degli Stati Uniti, offre un quadro chiaro e convincente sulla figura e sull’operato di San Junipero Serra, commentando le recenti controversie sui monumenti pubblici e chiede ai fedeli dell’arcidiocesi di Los Angeles (la più grande comunità cattolica degli Stati Uniti) di invocare “l’intercessione del Santo per questa nazione che ha contribuito a fondare.” L’Arcivescovo chiede preghiere soprattutto per “la fine dei pregiudizi razziali e una nuova consapevolezza di ciò che significa che tutti gli uomini e le donne sono creati uguali come figli di Dio”.
L’arcivescovo Gomez conclude la Sua lettera offrendo un’originale meditazione spirituale che ha composto quasi interamente con parole tratte dalle prediche e dalle lettere di San Junipero.

L’ARCIVESCOVO JOSÉ H. GOMEZ è Arcivescovo di Los Angeles, che ha la più grande comunità cattolica degli Stati Uniti. E serve attualmente come Presidente della Conferenza dei Vescovi degli Stati Uniti.


Una meditazione spirituale dagli scritti di San Junipero Serra

Sulla misericordia di Dio

O Signore, tu sei misericordia infinita, amore totale,

e completa tenerezza verso tutti gli uomini e le donne,

anche verso i peccatori più ingrati.

Vuoi che tutte le persone raggiungano il fine

per il quale ci hai creato con compassione.

Tu desideri ardentemente che noi crediamo

che tu sei la Via, la Verità e la Vita,

e che avanziamo sulla via della salvezza che tu desideri per noi.

Sei dolce e gentile

e tu ci chiami con la gentilezza della tua voce divina,

con i toni dolci e morbidi di un padre

che si rivolge al suo figlio prediletto.

Tu ci offri i legami d’oro della tua benevolenza e del tuo amore,

E ci perdoni, nella tua misericordia.

Padre di misericordia e consolazione,

riversa l’abbondanza del tuo amore con misericordia.

Con la tua misericordia, conquista ogni forma di malizia.

Aiutaci ad allontanarci non solo dalle nostre colpe,

ma anche delle cattive abitudini e delle situazioni della nostra vita che

ci conducono a questi difetti,

in modo da poter amare soltanto Te.

Parla, Signore, perché il tuo servo ascolta con cuore contrito.

Aiutaci a cominciare in questo preciso momento a realizzare la verità !

in modo da essere completamente mossi dall’amore per Te.

Aiutaci a iniziare a vivere una vita santa,

con un amore e uno zelo ardente per la salvezza del nostro prossimo.

Rendici più dolci, più calmi,

più educati e più forti.

Ricordaci la tua dolce benevolenza o Signore.

Che possiamo non essere mai severi o duri di cuore.

Che tutti noi possiamo vedere in ognuno un figlio che Tu hai creato e

riscattato per mezzo del sangue preziosissimo di Tuo Figlio.

Insegnaci a capire che tu dai valore alla gentilezza,

che l’amore è il modo migliore per attirare le persone verso di te.

Fai che possiamo sempre aiutare gli altri ad assaporare vedere

la dolcezza e la bellezza del tuo amore.

Fai che possiamo sopportare ogni difficoltà

per amore tuo e per la salvezza delle anime.

Fai che nelle nostre prove ci rendiamo conto che siamo amati da Te come tuoi figli.

Per un cuore ben disposto, tutto è dolce,

perciò concedici amore e pazienza, e di

conformarci sempre alla Tua volontà, o Dio.

Affidiamo tutti noi a Maria, Regina sempre Immacolata,

e con l’Angelo le diciamo: “Rallegrati Maria”.

– Composizione di Mons. José H. Gomez,

Arcivescovo di Los Angeles

1 luglio 2020

 

Intervista al presidente Mori, dopo gli episodi iconoclasti

Riportiamo l’intervista di Emanuele Boffi al presidente Enrico Mori sulla figura di San Junipero Serra, pubblicata sulla rivista “Tempi” lo scorso 30 giugno.

Continua a leggere

Fondazione Italiana Beato Junipero Serra

La Fondazione è Online

Sono online, all’interno del portale, le pagine web dedicate alla Fondazione Italiana Beato Junipero Serra ed alle tante sue attività per sostenere le vocazioni!

Clicca qui per saperne di più.

La dichiarazione del Vescovo di Spokane sull’abbattimento della statua di S. Junipero

Riportiamo la dichiarazione del Consigliere episcopale del Consiglio Usa di Serra International rilasciata in seguito all’abbattimento di una statua del Santo Junipero Serra a San Francisco.

DICHIARAZIONE SULLA DISTRUZIONE DELLA STATUA DI ST. JUNIPERO SERRA A SAN FRANCISCO

da Mons. Thomas Daly, vescovo di Spokane,
Consigliere episcopale del Consiglio USA di Serra.

Nel tentativo di lavorare per la giustizia e per correggere i pregiudizi storici, le storie che ci raccontiamo sul passato devono spesso essere approfondite. In questi giorni, molti chiedono la rimozione delle statue di alcuni personaggi storici, di cui si può certamente discutere. Allo stesso tempo, alcuni individui si sono assunti il compito, muovendosi in bande organizzate in modo violento, di abbattere le statue sulla base di un’interpretazione pericolosamente ristretta della storia. Come nativo della California, la distruzione di una statua di San Junipero Serra mi
preoccupa profondamente.

La Chiesa non desidera affatto che l’ingiustizia rimanga senza risposta, ma due torti non fanno una ragione. Se non possiamo riconoscere il bene di un santo come Junipero Serra, rischiamo di preferire l’ideologia alla verità. Dovremmo invece riconoscere gli sforzi di san Junipero per proteggere i nativi delle Missioni dai pericoli e i suoi sforzi per offrire loro ciò che più gli è caro nel mondo, una relazione salvifica con Gesù Cristo.
L’opera di evangelizzazione – portata avanti da esseri umani imperfetti – è vedere tutti uniti in Cristo, dove non ci sono greci o ebrei, non ci sono divisioni, e tutti sono visti e trattati come figli unici e amati  da Dio Padre.
San Junipero Serra è un grande esempio di questa eredità, imperfetta come tutti noi, ma che ha lottato con eroica virtù verso una visione di riconciliazione e di fede.
Abbattere le statue di San Junipero rappresenta una tendenza pericolosa a demonizzare le buone opere altrui in nome dell’ideologia. Tale distruzione rivela una pericolosa capacità del cuore umano di odiare l’altro. Rischia di scatenare il peggio dell’umanità. I cristiani e tutte le persone di buona volontà dovrebbero cercare il modo di costruire, nondi distruggere.
San Junipero, prega per noi affinché possiamo continuare a costruire una civiltà di pace e giustizia.

Diocesi di Spokane Sito web

Consiglio USA di Serra | www.serraus.org