‘Luce nelle Periferie’: il nuovo concorso fotografico di Serra International Italia
Chiamati a vedere con occhi nuovi
Il Contest che invita a guardare oltre
Il Contest Fotografico Nazionale #GuardoSenzaFiltri 2026, promosso dal Serra International Italia con la collaborazione della Fondazione Italiana Beato Junipero Serra e del Distretto 73 Puglia-Basilicata, giunge alla sua sesta edizione con il tema: “Luce sulle Periferie”. Non è un semplice concorso artistico: è un’esperienza che intreccia estetica e spiritualità, chiamando ciascuno a riscoprire la responsabilità dello sguardo. Guardare senza filtri significa lasciarsi interpellare dalla realtà, cogliendo la bellezza nascosta nelle pieghe della vita quotidiana.
Periferie: luoghi e soglie esistenziali
Le periferie non sono solo spazi geografici. Sono territori sociali ed esistenziali, dove fragilità e speranza convivono. Madeleine Delbrêl ci ricorda che Dio abita nelle strade, nei quartieri poveri, nei gesti semplici. In questi luoghi, apparentemente marginali, la vita pulsa con una forza silenziosa. Il contest invita a scoprire la grazia che si cela dietro volti segnati dalla fatica, mani che costruiscono solidarietà, comunità che resistono all’isolamento. Ogni periferia è un frammento di Vangelo che attende di essere rivelato.

Il valore evangelico dello sguardo
La fotografia diventa qui strumento di testimonianza: non solo arte, ma chiamata a vedere con occhi nuovi. Il partecipante è invitato a esercitare uno sguardo che illumina, che non si ferma all’apparenza, ma sa riconoscere la dignità e la bellezza anche dove il mondo vede scarto. In questo senso, il contest si inserisce nella missione del Serra International Italia: favorire e sostenere le vocazioni sacerdotali e consacrate, educando alla sensibilità per l’altro, all’amore per il prossimo, alla solidarietà e all’accoglienza delle diversità.
Fotografia e didascalia: narrare la speranza
Non basta l’immagine: la didascalia è parte integrante del messaggio. In poche parole, essa interpreta, arricchisce, dona profondità allo scatto. Così, la fotografia diventa racconto, testimonianza, annuncio. Ogni immagine è chiamata a dire che la luce vince il buio: volontari che organizzano doposcuola in un quartiere popolare, centri Caritas che offrono ascolto e sostegno, giovani che distribuiscono pasti e vestiti, anziani che trasmettono saperi artigianali, comunità che si ritrovano per condividere musica e parola, murales che restituiscono colore e identità a strade grigie. Sono segni di speranza che parlano di un Dio presente nelle periferie della storia.
Una sfida per il nostro tempo
“Luce sulle Periferie” non è solo un tema, ma una provocazione evangelica. In un mondo che tende a marginalizzare, il contest invita a ribaltare la prospettiva: non guardare dall’alto, ma dal basso; non giudicare, ma accogliere; non ignorare, ma illuminare. Ogni fotografia diventa così un atto di giustizia, un gesto di carità, un seme di vocazione. Perché la vera luce nasce quando qualcuno sceglie di vedere.
Filly Franchino














