Club di Prato. Conferenza sul tema del periodo di Avvento

Martedì 2 Dicembre il Serra Club si è ritrovato in Seminario Vescovile iniziando con il momento di preghiera animato dal nostro Cappellano,  Monsignor Daniele Scaccini, in cui ci ha portato a riflettere su versetto 8 del Salmo Biblico 142 che dice molto chiaramente: “Fammi conoscere la strada da percorrere perché a te si innalza l’anima mia”. Tutto questo per cercare di vivere al meglio questo tempo di avvento che ci porta all’incontro con il bambino Gesù che nasce nella mangiatoia di Betlemme ma prima c’è la Solennità dell’Immacolata Concezione perché bisogna passare da Maria donna umile che si è fatta “Serva” e  quando si reca dalla cugina Elisabetta assiste al lieto evento della Nascita di San Giovanni Battista precursore di Gesù e intona il bellissimo canto del “Magnificat” soprattutto quando dice: “Ha guardato l’umiltà della sua serva, d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Dopo ci siamo spostati nel refettorio per la cena e con noi c’era Monsignor Basilio Petrà che quest’anno ha festeggiato cinquant’anni di sacerdozio perché venne ordinato presbitero il 29 Giugno 1975 da San Paolo VI insieme ad altri sacerdoti nell’Anno Santo di allora. Dopo la cena è iniziato il momento conviviale tenuto da Suor Elena Zanardi la suora domenicana del Convento di Iolo che ha trattato questo tema: “Maria, porta dell’Avvento”. Il tutto prende spunto dal Giubileo della Speranza che volge al termine ma ci ricorda che è una grande virtù teologale insieme alla fede e carità che deve essere vissuta in maniera profonda come ha fatto Maria che ha conservato ogni cosa meditandola nel suo cuore tanto che venne definita l’Immacolata Concezione ovvero colei concepita senza nessun peccato originale. Questo dogma fu proclamato dal Beato Pio IX nel 1854 e inaugurò il monumento dedicato all’Immacolata in Piazza di Spagna l’8 Dicembre 1857 ma la conferma ufficiale si ebbe con l’apparizione di Maria a Santa Bernardetta Soubirous il 25 Marzo 1858. Il Venerabile Pio XII mandò dei fiori per omaggiare Maria nel giorno della sua festa e San Giovanni XXIII per la prima volta nel 1958 uscì dal Vaticano recandosi personalmente in Piazza di Spagna per deporre ai piedi della statua della vergine un cesto di rose bianche. SI parlava di questa cosa con Santa Caterina Labouré santa francese che era della Compagnia delle Figlie della Carità che nelle sue preghiere rivolte a Maria diceva queste parole: “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te”. Maria è la strada che ci conduce al figlio ma per poter riuscire in questa impresa bisogna intraprendere un viaggio da pellegrini come fece il noto scrittore fiorentino Dante Alighieri con la bellissima opera della “Divina Commedia” in cui intraprende il viaggio per giungere alla meta finale che è il Signore. Durante il viaggio incontra tre bestie che sono la lonza che simboleggia la lussuria, la lupa che sta per avarizia-cupidigia e il leone che rappresenta la superbia che riesce a superare come quando Gesù respinse le tre tentazioni di Satana nel deserto dopo aver digiunato per quaranta giorni. Proseguirà il viaggio incontrando l’amico poeta Virgilio che rappresenta la ragione umana e la saggezza classica un tramite fra il mondo pagano e quello cristiano tanto che Dante lo considera un grande maestro nonché modello da seguire anche se capisce che è la fede è la chiave per il paradiso. Questo tempo di avvento è la preparazione alla nuova attesa per andare come fecero i Tre Re Magi Santi ad adorare il bambino venuto nel mondo per noi così da poter ottenere la sua salvezza.
Marco Giraldi-Addetto Stampa del Serra Club di Prato