Nascita al cielo del Santo Padre Francesco
Oggi più di sempre possiamo purtroppo dire “con profondo dolore” mi appresto a scrivere queste due semplici confuse righe su Papa Francesco, per pronunciare un importante alto accorato grazie Serrano a Francesco ed a Dio, che l’ha chiamato a sé in un tempo pieno di mistero e santità.
Innanzitutto esprimo solidarietà a tutta l’amata Chiesa mondiale, in particolare al nostro Consulente Episcopale S.Em. il Signor Cardinale Beniamino Stella.
Quella di Francesco è stata realmente una vocazione religiosa maturata e meditata lentamente, manifestandosi pienamente durante una confessione, momento che descrisse come un incontro trasformativo con la misericordia divina.
Durante il suo servizio episcopale, Bergoglio ha dimostrato un forte impegno per la giustizia sociale e la difesa dei diritti umani.
La sua vita semplice e la sua vicinanza ai poveri gli hanno guadagnato il rispetto e l’ammirazione di molti. Ha promosso un dialogo interreligioso e una cultura dell’incontro, cercando di costruire ponti tra le diverse comunità religiose e culturali.
La scelta del nome Francesco, ispirata al santo di Assisi, segnalava la volontà di una Chiesa “povera per i poveri”.
I suoi primi gesti come pontefice – il rifiuto delle scarpe rosse tradizionali, la residenza a Santa Marta invece che nell’appartamento papale – riflettevano una continuità con la sua vita precedente. L’elezione al soglio pontificio ha amplificato, non modificato, questa testimonianza.
Francesco ha sempre privilegiato una pastorale incentrata sulla misericordia e sull’inclusione. Nel documento programmatico Evangelii Gaudium (2013), egli ha delineato una visione della Chiesa come “ospedale da campo”, chiamata a curare le ferite dell’umanità piuttosto che concentrarsi esclusivamente su questioni dottrinali
L’enfasi sulla Chiesa sinodale riflette una comprensione della fede come cammino comunitario, in cui tutti i battezzati sono chiamati a partecipare attivamente al discernimento ecclesiale.
Ha intrapreso una riforma della Chiesa, cercando di renderla più trasparente, inclusiva e orientata al servizio.
La testimonianza di fede di Francesco si è nutrita di una spiritualità profondamente personale. La sua devozione mariana, manifestata nelle visite a Santa Maria Maggiore prima e dopo ogni viaggio apostolico, rivela un’intimità con la Madre di Dio, la Madre di ogni Vocazione.
Il suo rapporto con la preghiera traspare nei momenti di silenzio durante le celebrazioni pubbliche e nell’insistenza sulla necessità di “restare con il Signore”.
La testimonianza di Papa Francesco si configura come un’interpretazione autentica del Vangelo nel contesto contemporaneo.
La sua fede non si esprime primariamente attraverso elaborazioni teologiche sofisticate, ma mediante gesti concreti di vicinanza, parole di misericordia e scelte di povertà evangelica.
In un’epoca di crescente secolarizzazione, Francesco propone una fede che non si ritira dal mondo, ma lo abbraccia con compassione, cercando di trasformarlo secondo la logica delle beatitudini.
Papa Francesco rappresenta una figura di speranza in un mondo segnato da conflitti e disuguaglianze.
La sua testimonianza di fede, caratterizzata da umiltà, servizio e misericordia, ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo.
La sua eredità è quella di una Chiesa che si mette al servizio dell’umanità, cercando di costruire un mondo più giusto e fraterno.
È stato davvero un Pastore buono e generoso, fino all’ultimo istante della sua vita, ha lavorato per il Signore fino all’ultimo respiro, uomo franco, sincero, schietto nella parola.
Come un grande apostolo ha reso tutti noi meno estranei gli uni agli altri.
Ci ha spinti, indirizzati, indicando la via di Cristo e come ogni profeta la sua parola è stata per noi qualche volta motivo di sano turbamento, una proposta per uscire dai nostri egoismi.
Nel cuore del terzo millennio, Papa Francesco rimane una voce che interpella le coscienze, un testimone che ci ricorda che la fede non è mai astratta, ma sempre incarnata, vissuta e condivisa.
E forse, proprio in questa semplicità, risiede la sua grandezza.
Affidiamo al Signore la sua anima benedetta, facendo proposito di rileggere più attentamente le sue parole che non abbiamo sempre fatto oggetto di attenzione.
Ora lui intercederà per noi, affinché lo spirito ci illumini, ci consoli e renda migliori nel ricordo della sua bella testimonianza.
GRAZIE, GRAZIE SANTO PADRE FRANCESCO, RIPOSA IN PACE E CONTINUA AD AIUTARCI A FAVORIRE E SOSTENSERE NUOVE SANTE VOCAZIONI SACERDOTALI.
Giuliano Faralli
Presidente














