Pellegrini di speranza: il dono della vita

 

Nel giorno in cui festeggiamo in San Giuseppe il Padre e la Guida di tuti i papà, dal Policlinico Gemelli, luogo di sofferenza e di speranza, il Santo Padre Francesco ha inviato il suo messaggio per la 62° Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni. Un messaggio breve, intenso, che riprende il tema della speranza e suona particolarmente significativo per noi serrani.

Parlare di vocazione, vuol dire “prendere coscienza che il dono della vita chiede una risposta generosa e fedele”, la vita bella, piena, responsabile è la prima vocazione di ciascuno di noi sin dal seno materno, “ è un dono prezioso che Dio semina nei cuori, una chiamata a uscire da sé stessi per intraprendere un cammino di amore e di servizio”. Spesso – sottolinea il Papa – l’ incertezza delle prospettive, i messaggi di violenza e sopraffazione, spengono i desideri e le aspettative dei giovani, il futuro sembra piegarsi sulle difficoltà del presente e i sogni si infrangono nella ricerca del qui e subito. Sta a noi adulti collaborare con lo Spirito perché un sano discernimento consenta ai nostri ragazzi di trovare la via verso la felicità piena.

Ogni vocazione, percepita nella profondità del cuore, fa germogliare la risposta come sorgente di speranza e di carità e non come ricerca di autoaffermazione”. Da serrani ci sentiamo profondamente coinvolti dalle parole del Papa perché è con la nostra quotidiana testimonianza che possiamo offrire una guida seria e serena a chi ci sta vicino e particolarmente ai più giovani. In una società profondamente laicizzata e indifferente, è importante rendere visibile con la propria vita “ la bellezza della chiamata al matrimonio e alla vita familiare, come pure all’impegno per il bene comune e alla testimonianza della fede tra i colleghi e gli amici”.

Al centro di questo messaggio risuona ancora una volta il richiamo alla Speranza. “Speranza, che si traduce in fiducia nella Provvidenza. Infatti, per il cristiano, sperare è ben più di un semplice ottimismo umano: è piuttosto una certezza radicata nella fede in Dio, che opera nella storia di ogni persona” . Nel cammino quaresimale guardiamo all’essenza della nostra fede, alla Resurrezione, il Segno di ogni nostra speranza che diventa efficace se riusciamo a trasmetterla con il gesto, con il sorriso, facendoci custodi gli uni degli altri. Guidare i giovani nella propria vocazione è esercizio difficile, ma proporsi con un ascolto rispettoso, un’attenzione sincera, può aprire i cuori più di molte parole. Una comunità che crede, ama e spera, diventa capace di arare il difficile terreno delle insoddisfazioni e delle incertezze e di aprire nuovi orizzonti e nuove vocazioni.  Oggi più che mai noi serrani siamo chiamati ad essere “sale, luce e lievito” del Regno di Dio attraverso l’impegno sociale e professionale”, oggi più che mai il messaggio di papa Francesco ci chiama a riconoscere nella nostra vocazione di serrani la modalità con cui essere nel mondo segno di una Chiesa viva e feconda, capace di donare santi operai per la sua messe.

Maria Silvestrini

Governatrice del Distretto 73 Puglia-Basilicata

 

 

 

 

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