Le quattro candele

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Consiglio Nazionale Italiano

 

 

Il Presidente

 Pontremoli, 13 aprile 2020 – Lunedì dell’Angelo

Amici carissimi,

è appena terminato il Triduo Pasquale che tutti noi abbiamo celebrato non come d’abitudine nelle nostre Chiese ma all’interno delle nostre case. Giorni di meditazione e di intensa  preghiera in cui abbiamo avuto modo di seguire Papa Francesco che, solo, davanti al Crocifisso di San Marcello, all’Altare della Cattedra  in San Pietro ci ha guidati al Mistero più profondo della Morte e Resurrezione di Cristo Gesù.

Mi hanno fatto molto pensare le parole pronunciate durante l’omelia del Sabato Santo dove, con parole semplice ma molto sigificative Papa Francesco ha parlato di “speranza”.

Il Sabato santo, «è il giorno del Triduo pasquale che più trascuriamo, presi dalla fremente attesa di passare dalla croce del venerdì all’alleluia della domenica. Quest’anno, però, avvertiamo più che mai il sabato santo, il giorno del grande silenzio. Possiamo specchiarci nei sentimenti delle donne in quel giorno. Come noi, avevano negli occhi il dramma della sofferenza, di una tragedia inattesa accaduta troppo in fretta. Avevano visto la morte e avevano la morte nel cuore. Al dolore si accompagnava la paura: avrebbero fatto anche loro la stessa fine del Maestro? E poi i timori per il futuro, tutto da ricostruire. La memoria ferita, la speranza soffocata. Per loro – ha detto Francesco – era l’ora più buia, come per noi». Ma in questa situazione, ha proseguito il Papa, «le donne non si lasciano paralizzare. Non cedono alle forze oscure del lamento e del rimpianto, non si rinchiudono nel pessimismo, non fuggono dalla realtà. Compiono qualcosa di semplice e straordinario: nelle loro case preparano i profumi per il corpo di Gesù. Non rinunciano all’amore: nel buio del cuore accendono la misericordia». Queste donne, «senza saperlo, preparavano nel buio di quel sabato “l’alba del primo giorno della settimana”, il giorno che avrebbe cambiato la storia», ha detto Francesco, «aiutavano la speranza a sbocciare»: «Quante persone, nei giorni tristi che viviamo, hanno fatto e fanno come quelle donne, seminando germogli di speranza! Con piccoli gesti di cura, di affetto, di preghiera».

Ed é proprio alla speranza che ognuno di noi deve guardare in un presente come quello che stiamo vivendo, un presente da cui ripartire, in cui l’amore e la comunione fraterna non siano soltanto belle parole pronunciate con la lingua ma provengano dal cuore. Per questo mi piace condividere con voi questa poesia di Paulo Coelho.

Un abbraccio.

Enrico Mori

        

Maria, Madre delle vocazioni e San Junipero Serra, pregate per noi.

 

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