Club di Livorno. Un Santo nel territorio parrocchiale di S. Jacopo

Un Santo nel territorio parrocchiale di S. Jacopo

Commemorazione di San John Henry Newman, 7 marzo 2020

Il 7 marzo scorso, il Serra Club di Livorno ha celebrato la recente canonizzazione del Beato J.H. Newman. Il soci si sono riuniti presso la lapide che lo ricorda Beato, che venne installata,a cura del Club il 30 novembre del 2012 nel palazzo, allora Hotel Anglo Americano, ove fu ospitato, perché ammalato, dal 5 al 20 giugno del 1879, sito nel Viale Regina Margherita, ora viale Italia.

L’illustre presule era in viaggio verso l’Inghilterra proveniente da Roma dove Leone XIII gli aveva conferita la berretta cardinalizia e che lo chiamò “Il mio cardinale”.

Il Cappellano, Padre Gabriele Bezzi, ha benedetto la lapide, i partecipanti e pronunciato una breve commemorazione. 

Subito dopo i presenti si sono recati nella Chiesa di S. Jacopo* per la celebrazione della Santa Messa nella chiesa gremita di fedeli. L’omelia, a cura del Cappellano, è stata in riferimento alla santità del celebrato.   Ed è stimolante pensare che, seppure per un brevissimo tempo, l’allora cardinale sia stato un …parrocchiano di S. Jacopo!

J.H. Newman: grande personaggio della fede cattolica conquistata con tante sofferenze dell’anima e del corpo. Conquistò la Luce, la Verità assoluta. Ebbe certezza che “Dio mi ha creato per rendergli un determinato servizio… mi ha affidato una opera che non ha affidato ad altra persona, un mandato divino… io ho una missione da compiere”. Una missione di ricerca, cura, diffusione della Verità; la Verità che sgorga dalla coscienza, sacrario di interlocuzione tra Creatore e creato, tra Dio e l’uomo che Lui ha voluto. Disse Newman: “la coscienza elemento centrale nella ricerca della Verità”. San H. J. Newman fu ilGrande Assente” del Vaticano II che illuminò con le sue intuizioni.

Il Serra Club deve allo studio ed alla tenacia del socio Paolo Mirenda l’approfondimento della conoscenza di Newman ed in particolare del perché della sua permanenza a Livorno.

Il Club, nell’avere apposta la lapide a ricordo del suo soggiorno nella nostra città e nel celebrarlo, oggi, da Santo, spera che il passante, guardando quel segno, tragga qualche suggerimento sul valore della ricerca e della cura della Verità.

*La Parrocchia di S. Jacopo è una delle più antiche di Livorno ed è situata proprio sul mare, al confine con l’Accademia Navale. Della chiesa attuale vi è un documento notarile del 1163; essa fu costruita su una cripta, o romitorio, che venne scoperto nel 1716. La cripta è databile attorno al 320 e sarebbe stata eretta nel luogo ove stette San Giacomo il Maggiore, ovvero San Jacopo; nella cripta si trova un altare ricavato da uno scoglio; nel 2014 il Vescovo Simone Giusti l’ha riaperta al culto. 

 Nell’eremo avrebbe soggiornato S. Agostino e, nella chiesa successivamente costruita, S. Francesco; risulta che in essa siano stati anche i papi Urbano V e Gregorio XI. Sopra la chiesa del XII secolo venne eretta alla fine del 1500 un’altra chiesa e, nel 1716, a seguito di lavori di restauro, venne scoperta la Cripta. L’impostazione della chiesa attuale risale alla seconda metà del ’700 mentre la facciata è del 1891. La parrocchia attuale è una delle più popolose di Livorno; il piazzale ad essa antistante è uno dei più noti ed affollati luoghi di incontro e di ritrovo con la famosa “Baracchina Bianca”, risalente ai primi del ’900 ed allora capolinea del tram.

 

Alessandro Bassi Luciani

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