La Congregazione delle Suore Collegine della S. Famiglia

NEL CUORE DELLA SOCIETÀ COL CUORE DI DIO

La Congregazione delle Suore Collegine della S. Famiglia viene fondata a Sezze nel Lazio l’11 giugno del 1717 con l’approvazione del breve Ad Apostolicae dignitatis da parte di papa Clemente XI, perché il compassionevole cuore del Servo di Dio, il Card. Pietro Marcellino Corradini (1658-1743), la cui veste cardinalizia è intrisa di carità, legge il bisogno – urgenza di educare le figlie del popolo nelle arti femminili, nel far di conto e nella formazione cristiana… al fine di rinnovare e riedificare la società a partire dal modello di famiglia umana e cristiana, il cui fulcro è la donna, con la sua dignità, la sua formazione umana, culturale, morale e spirituale.

Il Corradini affida quest’opera d’arte alle Convittrici della S. Famiglia, oggi Suore collegine, perché, implicate dal basso, assumendo il profilo di consacrate madri, maestre e sorelle, diventassero per le figlie del popolo custodi del gran tesoro che sono le persone.

La fisionomia stabilita per il nuovo Istituto vuole che le religiose uniscano la dimensione spirituale contemplativa del modello monastico a quella pastorale di vita attiva degli Istituti di vita attiva per giungere così ad una felice sintesi di azione e contemplazione, vita attiva e contemplativa. Tale modello, voluto fortemente dal Corradini, comporta la non adozione della clausura, dal momento che l’impegno a favore della popolazione femminile richiede il servizio anche fuori del monastero.

Presto la fama dell’opera del Corradini si diffonde oltre il Lazio: infatti, Don Stefano Compagnone, secondo Confessore del Conservatorio setino, casa madre della Congregazione delle Suore Collegine, tornato in Sicilia, insieme a don Carlo Loi e Vasquez e mons. Carlo Vanni, anch’essi attenti alla formazione delle giovani palermitane, fa conoscere all’allora Arcivescovo di Palermo Mons. Giuseppe Gasch la bontà dell’opera corradiniana sì da ottenere il via per la fondazione della prima casa collegina a Palermo nel quartiere Olivella; correva l’anno 1721.

La Congregazione si diffonde in poco tempo a macchia d’olio nei vari centri dell’isola e le sue case da subito vengono chiamate “Collegi di Maria”. Quest’ultimi attraverseranno tutte le vicissitudini di un sud che ha sofferto, ma anche lottato, per la sua identità e per il riscatto dalla sua marginalità rispetto ad uno Stato sentito lontano ed estraneo. La storia dei Collegi di Maria vive dunque le alterne vicende storiche, sociali, morali e spirituali dell’Italia post-unitaria, e non solo, a fianco della gente, istruendo, educando e testimoniando l’attenzione ai piccoli, che sono i prediletti del Signore.

Le Collegine pertanto, nel corso di tre secoli, entrano a pieno titolo nei processi formativi avendo preceduto quello che sarà, rispetto alla sua fondazione, un provvedimento successivo dello Stato: istituire cioè la scuola pubblica. Le consacrate, gravide del carisma educativo, che portano dentro al loro DNA e che esprimono nella missione educativa e di evangelizzazione, (consapevoli o no, nel piano misterioso di Dio tutto è grazia, anche l’inconsapevolezza del bene), possono dunque penetrare nei tessuti formativi a buon titolo e facendo “la parte migliore”. Le ragazze del popolo, ma anche tutte le altre, dono della Provvidenza alla loro missione, sono fatte oggetto e destinatarie di una formazione globale, progressiva … ne sono testimoni le pennellate ispirative e pedagogiche, che si evincono dal primo testo delle Costituzioni.

In trecento anni di storia, la Congregazione è stata in frontiera a difendere e promuovere il diritto dei bambini ad essere riconosciuti nella propria dignità e a potere godere del diritto alla cura, alla custodia, allo studio, all’autonomia… in Italia come all’estero.

Il carisma della Congregazione è la carità educativa di Gesù Maestro, che si esprime in primis nella missione della Scuola e dell’evangelizzazione. Le icone bibliche che lo ispirano sono quelle di Gesù che accoglie i bambini secondo l’adagio evangelico: “Lasciate che i bambini vengano a me!”(Mc 10,14) e la compassione che Gesù prova davanti alle folle che lo seguono da giorni (Mc 6,34 ss.); compassione che si fa pane e parola, evangelizzazione e nutrimento. Mai, infatti, per le suore collegine è venuto meno il binomio promuovere – educare, consapevoli che prima viene la dignità della persona, riconosciuta in tutte le sue dimensioni, e poi la formazione. Ancora oggi, in Italia come nelle missioni in terra d’Europa, d’Africa e Messico, le suore collegine animano scuole di ogni ordine e grado, orfanotrofi e case famiglia, e curano la formazione dei giovani e la catechesi.

La passione educativa, sollecitata dall’urgenza del “prendersi cura” delle giovani generazioni col cuore stesso di Dio, pone le suore collegine in frontiera, lì dove, la fame della dignità, della conoscenza, della giustizia e della libertà, le sfida alla continua necessità di “educare educandosi ed evangelizzare evangelizzandosi”.

Suor Paolina Mastrandrea

Suora collegina della s. Famiglia

 

 

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