Santa Pasqua 2021. Gli auguri del Presidente.

 

Cari amici serrani,

anche quest’anno sarà una Santa Pasqua differente da come ogni credente vorrebbe.

La pandemia che ci ha colpito, pare non concedere tregua e quindi dovremo, volenti o nolenti, adeguarci alle restrizioni previste per il contenimento dell’infezione.

Tutte queste restrizioni, necessarie per la tutela della nostra salute, ci hanno resi più apprensivi, meno portati ad ascoltare il nostro prossimo, ci siamo chiusi in noi stessi, soltanto gli affetti a noi più cari danno sicurezza, tuttavia dobbiamo riflettere sul vero senso della nostra vita cristiana e su che cosa il Signore ci chiede.

Molto spesso ci aspettiamo di ricevere una ricompensa per quanto facciamo, ma proprio qui sta l’errore, giacché non abbiamo capito che il premio è già in quanto facciamo: se amiamo, già il nostro amore è la ricompensa, il paradiso, altrimenti vuole dire che non abbiamo imparato a “gustare” quello che stiamo mangiando.

Il Signore, ci ha consegnato una “vigna” preziosa da coltivare perché dia frutto, non è altro che la nostra vita, la comunità dei credenti e l’umanità tutta, ma molto spesso ce ne approfittiamo come se fosse soltanto una cosa di nostra proprietà, dimenticandoci che poi “Lui” ce ne chiederà di conto e, questo, non lo accettiamo, ma così facendo diamo inizio a tutti i nostri mali.

Durante questa prima parte di Quaresima, diverse volte mi sono chiesto del come faccio le cose, le faccio perché le “devo” fare o perché “amo” farle?

La risposta non può che essere una.

Se faccio le cose perché le “devo” fare alla fine della giornata sarò stanco e finirò per scrollarmele di dosso, se invece le faccio perché “amo” farle, perché è bello farle, allora la giornata sarà leggera come una piuma e avrò realizzato qualcosa di buono.

Come posso desiderare di ospitare Dio nella mia vita se la mia vita è piena di cianfrusaglie (invidia, gelosia, avarizia, pigrizia, aggressività)?

Dio, che conosce il profondo della nostra vita, non si lascia ingannare dalle apparenze, ma mi chiede di cambiare passo, di gettarmi dietro le spalle tutte le mie paure, le mie perplessità, di amare il mio prossimo come Lui mi ama e mi ama talmente tanto da avere mandato Gesù a morire per me.

Cari amici, questo breve tempo che ci separa dalla Settimana Santa sia per tutti un tempo di vento che ci trascini in cammini, magari disordinati, ma liberi e, soprattutto, vivi.

Buona Pasqua nel Cristo Risorto!

Enrico Mori

1 commento
  1. Marco Giraldi
    Marco Giraldi dice:

    E’ triste pensare che quest’anno non ci vediamo per gli auguri di Pasqua Sabato 21 di questo mese in cui il Nostro Vescovo Monsignor Giovanni Nerbini avrebbe celebrato la Santa Messa presso la Chiesa di San Fabiano all’interno del Seminario Vescovile insieme al nostro Cappellano Don Daniele Scaccini e animata dai seminaristi. A seguire un piccolo buffet di condivisione poi la cena presso il refettorio dove c’è la consueta lotteria pasquale per finanziare le attività del seminario e sostenere le vocazioni sacerdotali e sono certo che la sua presenza fra di noi non sarebbe mancata. La nostra chiesa di Prato vivrà un momento di gioia se tutto va bene il prossimo Sabato 4 Aprile perchè quattro dei nostri seminaristi diventeranno diaconi. Si tratta dei due cinquantenni Fulvio Panzi e Massimiliano Ricci, il trentaquattrenne Carlos Orea Fuentes e il ventinovenne Giacomo Aiazzi. Quel giorno il Vescovo dirà queste parole ai neo eletti: “Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei diventato l’Annunciatore. Credi a ciò che proclami e vivi ciò che insegni”. A breve verranno ordinati sacerdoti. Alla fine in seminario resterà soltanto il seminarista quarantunenne Andrea Tarocchi che forse verrà trasferito presso il Seminario Vescovile di Firenze che è quello più numeroso e ci sarà il pratese ventenne Alessio Nencetti senza dimenticarsi del seminarista Alessandro Tacconcelli ventiduenne e anch’esso pratese. Preghiamo per le vocazioni perchè il seminario pratese che esiste da ben 337 anni quindi dal 1682 può rischiare la chiusura e ad Aprile dopo Pasqua c’è sempre la Giornata Mondiale dove si prega per le Vocazioni. Fu istituita nel 1964 da San Paolo VI. Adesso la saluto e le auguro una serena e santa Pasqua a lei, alla sua famiglia e a tutte le persone a lei care ricordandosi che tutto inizia con la Domenica delle Palme in cui si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la sua passione meditata dall’evangelista Matteo dell’Anno A della Liturgia entrando nella “Settimana Santa” per poi entrare nel “Triduo Pasquale” che è dato dal Giovedì Santo in cui si ricorda l’ultima cena di Gesù, il Venerdì Santo la passione e morte di Gesù meditata dall’evangelista Giovanni ed infine il Sabato Santo con la risurrezione di Gesù e riprendiamo a dire la preghiera: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Un caloroso, forte e sentito abbraccio a tutti i serrani presenti nel nostro territorio come nel resto d’Italia e del mondo

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