Aiutare i malati

La pace tra i popoli a gennaio, il sostegno agli ammalati a febbraio.

La Chiesa nella sua storia ha sempre testimoniato la vicinanza a chi soffre. In particolare, la cura pastorale e le numerose istituzioni di accoglienza, assistenza e ricovero per gli ammalati nascono dal mandato di Gesù ai suoi discepoli: “ad annunziare il regno Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,2). Un mandato che la Chiesa ha perpetuato nei secoli e confermato con la Giornata Mondiale del Malato, voluta da Papa Giovanni Paolo II, perché questa Giornata, scriveva il Santo Padre nella lettera di istituzione del 13 maggio 1992, deve essere considerata come “momento di preghiera, di condivisione, di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo per tutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il volto di Cristo che, soffrendo, morendo e risorgendo, ha operato la salvezza dell’umanità”. Una ricorrenza da celebrarsi, ad iniziare dal 1993, l’11 febbraio di ogni anno, memoria liturgica della prima apparizione della Beata Vergine Maria di Lourdes. Subito dopo la Giornata Mondiale per la Pace che si celebra il 1 gennaio.... Continua a leggere

 

Cosimo Lasorsa

1 commento
  1. Marco Giraldi
    Marco Giraldi dice:

    Ieri come ogni anno in cui ricorreva la festa di nostra Signora di Lourdes è stata celebrata la XXIX Giornata Mondiale del Malato che porta il seguente tema: “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli(Mt 23,8)”. Questo brano può sembrare fuori tema inerente il senso di questa giornata ma in realtà è stato studiato bene perché la critica fatta da Gesù ai farisei e agli scribi ipocriti è una lezione che serve a tutti soprattutto a noi cattolici praticanti perché non diventiamo giudici usando lo stesso stile dei farisei così come facevano i sadducei perché erano rigidi nell’osservare unicamente le norme prescritte dalla Legge di Mosè senza comprenderle nonostante le avessero studiate per tanti anni a differenza di Gesù che aveva capito tutto da sempre in quanto Figlio di Dio ma era mite e umile di cuore come dice sempre l’evangelista Matteo. Nel tema di questa giornata il Papa torna sulla parabola del buon samaritano narrata dall’evangelista Luca che fu il tema della XXI Giornata del Malato del 2013 perché il buon samaritano è l’esempio giusto da seguire in quanto si è fatto carico delle sofferenze dell’uomo ferito dai briganti mentre scendeva da Gerusalemme a Gerico. In questo tempo di pandemia che ha stravolto tutto è bene cercare nei limiti del possibile di farsi delle sofferenze altrui e lo scorso anno a Prato è nato il “Fondo del Buon Samaritano” in riferimento a questa parabola per merito della collaborazione con la caritas e la diocesi per aiutare i nuovi e vecchi poveri ma perché la cosa riesca bene serve il contributo di tutti. Quest’anno la giornata del malato non verrà celebrata come gli altri anni con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Monsignor Giovanni Nerbini alle 15:30 dopo la recita del Santo Rosario che iniziava mezz’ora prima della liturgia. Il tutto si svolgeva presso la Chiesa della Madonna dell’Ulivo guidata dal parroco Don Dario Sobkowicz che dal 2013 si mostra disponibile nell’ospitarci così che possiamo celebrare questo evento con noi barellieri e dame unitalsiane ma anche con i volontari della Misericordia di Prato e delle sezioni di periferia anche se non sono mai mancati i volontari dell’OAMI, della Croce d’Oro e della Pubblica Assistenza con la presenza dei malati che vivono in famiglia come quelli che stanno nelle case di riposo ma essi sono “Protagonisti” di questa giornata non per compassione ma perché sono persone con una dignità da difendere e tutelare contro ogni forma di scarto che vuole la società. Per via delle misure restrittive dovute sempre dal Covid 19 la Celebrazione Eucaristica è stata fatta dal nostro vescovo domenica 7 giorno alle 16:30 presso la Chiesa della Sacra Famiglia retta dal parroco Don Giovanni Chiti che ci ha ospitato volentieri con i malati accompagnati dai loro familiari. La Messa è stata concelebrata da Don Luigi D’Arco in quanto Assistente Spirituale della nostra associazione e animata da Don Silvano Pagliarin in quanto corista. Erano presenti la Presidente dell’Associazione dei Medici Cattolici Maria Nincheri Kunz e il Vicesindaco nonché Assessore al Sociale Luigi Biancalani. All’omelia il vescovo ha parlato della figura di Giobbe in quanto era uno che si lamentava sempre di tutto ma quando arriva a comprendere chi è Dio dirà così: “Io ti conoscevo solo per sentito dire, ora i miei occhi ti hanno ceduto”. Poi ha parlato della figura di Santa Teresa di Calcutta colei che si è sempre battuta a favore della dignità umana raccontando l’aneddoto di quando si trovava a compiere una missione in terra australiana e avvenne l’incontro con un aborigeno emarginato da tutti con la casa buia e in disordine. Lei gli si accostò accanto aiutandolo a reagire iniziando col rassettare la casa e successivamente lo convinse a riaccendere la luce di casa perché seppure non ricevesse la visita da nessuno dei suoi simili o cari da diversi anni l’avrebbe ricevuta dalle sue consorelle ovvero le “Missionarie della Carità”. Dopo qualche anno la ringraziò con una lettera in cui li disse che la luce riaccesa da lei qualche anno fa ardeva ancora. Questo fatto non è casuale perchè tanti malati che vivono in solitudine sono avvolte dal nero oscuro ma se ricevono una visita, una preghiera, una parola di conforto o un sorriso ritrovano la forza di vivere ancora e quella luce non si spenge mai. La pandemia ci ha ridotto tanto i contatti però invocando l’aiuto di Nostra Signora di Lourdes che con le sue diciotto apparizioni a Santa Bernardetta Soubirous ha fatto diventare grande questa povera donna ci aiuti insieme al figlio Gesù a superare questi ostacoli che sembrano insormontabili

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *