Ostensione delle ossa di San Francesco d’Assisi. Presente anche il Distretto 73 del Serra Italia International

Insieme ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, anche una piccola delegazione di serrani del Distretto 73 Puglia-Basilicata, domenica 22 febbraio, ha partecipato, con raccoglimento, commozione ed emozione, alla prima giornata di preghiera e spiritualità per l’ostensione nella Basilica Inferiore, dei resti mortali di San Francesco D’Assisi, in occasione dell’ottavo centenario dalla sua morte. Un evento di portata storica e dal grande significato religioso poiché per la prima volta le ossa del “poverello” di Assisi, custodite nella Cripta della Basilica, sono state esposte al pubblico, ai piedi dell’altare papale, per la venerazione collettiva.

 

 

 

A questo avvenimento mondiale erano presenti anche alcuni soci e simpatizzanti dei Club Serra di Altamura e Brindisi, accompagnati dai rispettivi presidenti, Emanuele Pirato e Renato Rubino, per un pellegrinaggio in nome di San Junipero Serra, il frate francescano da cui la nostra associazione laica, al servizio delle vocazioni sacerdotali e dei seminaristi, ha preso il nome, e a cui cerca di ispirarsi fedelmente e con umiltà. Un momento di alta densità emotiva e di preghiera, attraverso il cammino nei luoghi dove San Francesco ha vissuto e dove si rifugiava per pregare e meditare. L’Eremo delle Carceri con il suo bosco di lecci, la Porziuncola, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, la Chiesa di Santa Chiara con il potente Crocifisso di San Damiano, da cui Cristo parlò per la prima volta a Francesco, e la stessa Chiesa di San Damiano, ci hanno consentito di immergerci profondamente nella vita dell’umile Francesco, scevra da ogni tentazione e inutile e dannosa materializzazione, ma pienamente e convintamente al servizio degli ultimi.

 

 

 

Questi luoghi parlano dei valori di fraternità, pace e ascolto, ci aiutano a riconsiderare la nostra vita e il nostro percorso esistenziale in mezzi ai nostri simili. Basti soffermarsi con umiltà sul giaciglio dove riposava San Francesco nell’Eremo per provare a comprendere una piccola, piccolissima parte della sua immensa fede e della sua vita volutamente indirizzata alla povertà assoluta, in netto contrasto con le ricchezze della sua famiglia. Le nostre fragilità non ci consentono di andare e pensare oltre. D’altra parte, San Francesco ha avuto il dono e la forza mentale e spirituale di essere l’immagine autentica di Cristo e la sua vita è l’espressione più vera della forza e della veridicità del Vangelo; in particolare, ci ricorda che la vita non termina con l’esalazione dell’ultimo respiro, ma è eterna, risorge. Pregare davanti alle sue spoglie è stato come pregare davanti ai piedi del Cristo in Croce.

 

Essere stati, quindi, a stretto contatto, per una frazione di secondo, con le sue spoglie mortali ci ha consentito umilmente di ricordare, rielaborare e fare nostri i suoi pensieri sulla natura, sul rispetto di ogni forma vivente, sulla semplicità, sulla fraternità e sulla pace. Se il nostro cuore ci aiuta e ci sostiene in una piena conversione culturale del nostro agire, del nostro pensare, del nostro volere, le guerre non esisteranno più. In pace prima con noi stessi e poi con gli altri. E’ questo il suo eterno insegnamento.

Ed è anche l’insegnamento di San Junipero Serra, che ci invita al discernimento e alla preghiera per tutte le vocazioni, laiche o religiose.

Renato Rubino