Cascina. La devozione mariana alla luce del Concilio Vaticano II

Mons. Marco Fabbri

Organizzata dal Serra Club di Cascina in occasione dell’anno Giubilare del locale santuario della Madonna dell’Acqua si è svolta una interessantissima e partecipata conferenza pubblica su:
“perché pregare la Madonna – la vera devozione mariana alla luce del Concilio Vaticano II”.
Ha relazionato mons. Fabbri Marco parroco del duomo di Cecina e docente di cristologia presso la scuola di studio teologico interdiocesano di Camaiore.

La riflessione è iniziata con un richiamo alla dimensione umana di Maria; a quella dimensione adombrata nei primi secoli dall’essere vista come madre di Dio e che, invece, emerge con tutta la sua emotività e concretezza nel Vangelo di Luca: il suo turbamento di fronte all’annuncio dell’angelo e la sua “incredulità” per una maternità senza rapporto con uomo.
Ma anche la sua umiltà che si traduce in un affidarsi incondizionato: “avvenga di me secondo la tua parola”.
Se alla base del “sì” di Maria non ci fosse stato questo suo “affidarsi” Maria avrebbe avuto sufficienti motivi per ricredersi. L’angelo gli aveva detto che il figlio che avrebbe concepito sarebbe stato grande, avrebbe ricevuto il trono di David e avrebbe regnato sulla casa di Giacobbe. Ai piedi della croce, invece, Maria sperimenta in un certo senso la smentita delle parole dell’angelo: quel suo figlio è annoverato fra i malfattori, condannato a morte e messo in croce che, all’epoca, era la pena più umiliante e infamante.
Maria, però, ha fatto un pellegrinaggio nella fede! Ed è questo, il primo insegnamento che ci proviene da Maria. Tutti noi abbiamo una idea di Dio; un Dio al quale vorremmo tracciare il cammino e che invece sembra talvolta deluderci con momenti in cui abbiamo la sensazione che ci tolga quello che ci ha dato o promesso. Ciò che ci insegna la Madonna è, allora, di non cedere alla delusione, di non cadere nell’errore di rinnegare Dio ma di riscoprirne il vero volto: quello di un Dio che ti chiede sempre di superare l’idea che di Lui ci si è fatti, che vuole impedirci di ridurlo a nostro idolo.
E in questo sta la risposta al perché pregare Maria: chiedere alla Madonna di credere con la sua fede. Dopodiché si pone la questione di come pregare Maria.
Mons. Fabbri ne ha tracciato la linea indicando quattro prerequisiti:
Pregare la Madonna come ne parla la Scrittura. Le sue parole a Cana sono state: fate quello che dirà. Il suo, quindi, è un rimando a Cristo per cui pregare Maria significa vedere in Lei la strada che ci conduce a Cristo e, allo stesso tempo, un monito e invito a rivolgersi prioritariamente a Cristo;
Pregare in maniera liturgica prendendo come esempio quanto avviene nei santuari mariani dove ci si confessa tanto e si adora il SS. Sacramento;
Pregare in maniera ecumenica; ovvero pregare senza perdere di vista la sensibilità verso gli altri cristiani non cattolici ma, anzi, imparando da loro ad anteporle il Santissimo. Quindi parlare di Maria in modo da non essere di ostacolo al percorso per la riunione delle chiese cristiane;
Ed infine rivolgersi a Maria in maniera antropologica perché è solo guardando a Lei che si riesce a capire meglio noi stessi e il nostro destino.

Paolo Chiellini

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *