• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
Serra Club Italia
  • Il Serra è
    • Cos’è il Serra
    • Scopi e Finalità
    • La Storia
    • Chi era Junipero Serra
    • Decreto Affiliazione alla Santa Sede
    • Il Pensiero dei Papi sul Serra
    • Preghiera del Serrano
  • Il Serra nel mondo
    • I Consigli Nazionali
    • La Convention
    • La Fondazione Internazionale
    • Serra Connects
  • Il Serra in Italia
    • Il Consiglio Nazionale
    • L’Assemblea dei Delegati
    • Statuto e Regolamenti
    • I Congressi
    • Scuola di Formazione
    • Il Tema dell’Anno
    • La Rivista “Il Serrano”
  • Club e Distretti
    • Distretto 69 Piemonte/Val d’Aosta
    • Distretto 70 Liguria/Lombardia
    • Distretto 71 Toscana Nord/Sardegna
    • Distretto 72 Lazio/Campania/Abruzzo/Molise
    • Distretto 73 Puglia/Basilicata
    • Distretto 76 Emilia Romagna
    • Distretto 77 Sicilia/Calabria
    • Distretto 78 Veneto/Trentino/Friuli Venezia Giulia
    • Distretto 171 Toscana Sud/Umbria/Marche
  • Attività e News
    • Le Attività CNIS
    • I Service Nazionali
    • Vita dei Distretti
    • Vita dei Club
    • Notizie Nazionali
    • Notizie Internazionali
  • Le Rubriche
    • Cultura Vocazionale e Società
    • Mondo Young 3.0
    • Luoghi dello Spirito
  • La Fondazione
    • Il Benvenuto del Presidente
    • Cos’è la Fondazione
    • Natura Giuridica
    • Come Funziona
    • News Fondazione
  • Contattaci
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Sei in: Home1 / Vocazioni2 / Cultura Vocazionale3 / Il dono di una porta che si apre: vocazione alla vita eterna

Il dono di una porta che si apre: vocazione alla vita eterna

Cultura Vocazionale, Esperienze, Vocazioni

Pablo Domínguez Prieto

Il dono di una porta che si apre: vocazione alla vita eterna

di

LODOVICA MARIA ZANET

Il Moncayo è un rilievo del “Sistema Iberico”, la catena montuosa che corre tra l’Andalusia e la Castiglia e León: con i suoi oltre 2.300 metri si staglia da lontano e, per l’altitudine, presenta livree diverse al variare delle stagioni. In inverno la sua ampia cima innevata è inconfondibile mentre, in quota, il ghiaccio è molto e richiede esperienza agli alpinisti che ne tentano la vetta.

Non troppo lontano dal Moncayo si trova, a Tulebras, un antico monastero con radici nel XII secolo e un’ininterrotta storia di stabilitas orante dal 1156. Nel febbraio 2009 vi arriva un sacerdote quarantaduenne preceduto da molti titoli accademici, tra cui un dottorato in Filosofia all’Università Complutense di Madrid e il ruolo di (giovanissimo!) decano dell’Istituto teologico madrileno di San Damaso: Pablo Domínguez Prieto. Esperto di Logica e Filosofia della Scienza, con studi anche in un’università laica (sempre in ascolto delle domande e delle polemiche dell’uomo lontano da Dio), Pablo è preceduto soprattutto dalla fama di sacerdote integro che vive con il Cuore di Cristo nel cuore del mondo, «uomo completo, tutto d’un pezzo», con un’«allegria sicura, nata dal sapere Chi è colui che ti cerca, Colui che ti ama».

Le monache trappiste lo hanno invitato a predicare gli Esercizi spirituali ed egli vi imprime un preciso ritmo: «Eviteremo qualsiasi teorizzazione, qualsiasi espressione che sia puramente intellettuale, anche se useremo la ragione». «L’esperienza di Dio nasce» infatti «dal nostro essere, dalla totalità della persona».

In quei giorni, affidando gli Esercizi alla materna intercessione di Maria, commentando la Parola, avvalendosi di storie di vita – tutte serissime, alcune velate di folgorante comicità (dal bambino che aveva rischiato di cadere dalla sedia per “fare posto a Dio”, all’altro che propose di “aprire la scatola” cioè il Tabernacolo, all’altro ancora che riconobbe Giovanni Paolo II quando riuscì ad andare a sciare in incognito, e fu messo a tacere nel panico generale) – Pablo Domínguez Prieto conduce le consacrate a un rinnovamento radicale dello sguardo su di sé, nella contemplazione stupita dell’Amore immenso di Dio, della sua bontà, della Sua Presenza nel quotidiano.

In quei giorni del febbraio 2009, pare che egli voglia ripercorrere ciò dinanzi a cui il Cristianesimo comincia a essere una buona notizia perché smette di essere parola edulcorata per anime in cerca di facile rassicurazione: insiste per esempio sulla libertà, inoltre commenta il brano evangelico delle tentazioni… «La cosa peggiore che possiamo fare nella vita cristiana – spiega – è “metaforizzare” le cose, non renderci conto che si tratta di realtà»; «Questo è il problema: pensare che la Croce sia una specie di genere letterario […]. Ma non è così».

Insiste allora su ciò che si vorrebbe mettere per ultimo, inverte l’ordine e obbliga ad affrontare quel che fa più paura: la vita cristiana infatti «non è facile […]; ha le croci, ma è bellissima». Il punto sta nel prenderla sul serio, nel viverla in ogni aspetto. Don Pablo dice: «Ogni dettaglio è meraviglia». Ammonisce a non abituarsi alle cose sante, a ricordarsi che «fare un viaggio da soli è piuttosto noioso, mentre farlo con una persona sorprendente […] è meraviglioso. Penserai sempre: “Che cosa accadrà oggi?”»: ed è questo che avviene con Dio.

Dedica uno spazio anche alla riflessione sulla morte, quell’argomento così serio che spesso se ne scherza per esorcizzarlo, mentre vi si dovrebbe familiarizzare.

Le trappiste ricordano come agli Esercizi don Pablo ne abbia parlato in modo nuovo: «La morte non è un tema. La morte è la porta e la cosa importante è quello che c’è oltre: la vita eterna». Importante è il regalo nascosto dietro, anche se aprire quella porta accade in modi diversi, alcuni più dolorosi di altri: solo una vita che desideri ardentemente il dono dietro la porta e si disponga ad accoglierlo diventa piena nell’oggi, senza sciupare un solo istante.

Forse per questo la vita di don Pablo è stata tutta una corsa, tutta un camminare senza rinviare né rinunciare, vivendo un grande “sì”, predicando il Vangelo senza interruzione, impegnandosi nella pastorale, attuando la frase pronunciata il giorno della sua ordinazione sacerdotale: «Io non mi appartengo più». Allora anche la presenza alla Trappa di Tulebras non può essere sciupata: dà lì il Moncayo – l’ultima vetta che gli manca di salire nell’area – è troppo vicino per rinviarne l’ascesa.

Così il 15 febbraio mattina, recitata una parte del Breviario con la comunità monastica, si raccoglie in preghiera silenziosa. Salirà sulla vetta: ad accompagnarlo la consacrata laica, amica, alpinista, medico, docente universitaria Sara de Jesús Gómez, quel giorno l’unica presente di un gruppo con cui condivideva la passione per la montagna. Chiede alle Trappiste il Pane e il Vino per celebrare la Messa in quota, come era solito fare. C’è ancora il tempo di scherzare, di qualche saluto: Pablo adora il cioccolato e le suore non possono certo farglielo mancare. A una di loro raccomanda di pregare per lui e lei lo farà, rasserenandosi solo a sera quando dice: «Sarà a casa, non gli è successo nulla». Ma Pablo non era tornato a casa…: aveva “aperto la porta”.

Sul Moncayo, raggiunta la vetta, l’avviso alla famiglia era stata la sua ultima telefonata. La Santa Messa, senz’altro celebrata, l’ultimo atto essenziale della sua vita. Con Sara – come dirà l’esame medico obiettivo – era precipitato, sul duro ghiaccio. Molto probabilmente la prima a scivolare mentre camminava in un tratto esposto era stata lei: don Pablo è verosimile abbia provato ad aiutare, senza farcela né per lei né per sé. Una persona lo rivedrà col volto sereno e pieno di bellezza, sperimentando senso di reverenza verso quel corpo che era stato tempio dello Spirito Santo e in cui tutto parlava della consacrazione.

Il giorno prima, predicando gli Esercizi, Pablo aveva detto: «Di solito, nei passi più difficili, il primo è il più debole. […] il più umile va per ultimo […] perché se uno inciampa, immediatamente deve aggrapparsi al suolo e così si salva. Per questo motivo, nei passi più difficili, si cambia la direzione della cordata, e si mette il più forte per ultimo e il più debole – o perlomeno il meno esperto – per primo». «Nella vita come nella cordata, gli ultimi posti sono i più importanti. In effetti, è nostro Signore Gesù Cristo che ci assicura; per questo procediamo tranquilli. Ma insieme a Lui c’è la Vergine Maria».

Per tutta la sua vita sacerdotale, egli aveva inteso portare le anime con ogni mezzo – la preghiera e lo studio, il calore umano e la simpatia – al dolce vincolo di quell’unica cordata dove si è al sicuro, perché Gesù e Maria, all’ultimo posto, regalano la libertà del cammino e la certezza di non essere mai soli.

Al funerale partecipano, con 3.000 fedeli, ben 26 vescovi. Dall’ultimo posto, oggi don Pablo Domínguez indica la strada che conduce “alla vetta”: l’incontro con Gesù.

 

 

[…] ogni giorno veniamo indirizzati dallo Spirito
in situazioni molto diverse da quelle che sceglieremmo. […].
Ogni giorno della nostra vita significa decidere di dire sì a Dio,
scegliere Lui in differenti circostanze.

 

Un monastero è il cuore dell’evangelizzazione […].
Non è necessario vedere i frutti perché questi esistano.

 

Dagli Esercizi spirituali predicati da don Pablo
alle Trappiste poco prima di morire

 

 

Pablo Domínguez Prieto nasce a Madrid il 3 luglio 1966 in una famiglia aperta al dono della vita e della fede. Plasmato sin da bambino dall’esperienza di Dio, è ordinato sacerdote il 20 aprile 1991 a 24 anni. Filosofo e teologo, decano del Centro di studi teologici “San Damaso” di Madrid, Pablo è anzitutto un prete, uomo di relazione con Dio e i fratelli. Appassionato di montagna, muore sul Moncayo il 15 febbraio 2009 a 42 anni. Oggi è ricordato come sacerdote esemplare, vero amico, testimone di eccezionale valore di Cristo e del suo vangelo. Per conoscerlo: Testamento spirituale. Fino alla cima (San Paolo, Cinisello Balsamo [MI] 2014); il DVD La última cima (a cura di Juan Manuel Cotelo). Numerosi i filmati disponibili in rete. Emilia Flocchini ne parla su santiebeati.it.

 

DAL SITO    https://rivistavocazioni.chiesacattolica.it/2023/04/10

 

03/05/2023
Tags: Primo Piano, rubrica serrana cultura e società
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Vk
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://www.serraclubitalia.it/wp-content/uploads/2023/05/maxresdefault.jpg 720 1280 Serra Club Italia https://www.serraclubitalia.it/wp-content/uploads/2023/11/logo-serra-club-italia.png Serra Club Italia2023-05-03 13:41:512023-11-26 07:57:39Il dono di una porta che si apre: vocazione alla vita eterna
Potrebbero interessarti
Nuove ordinazioni nella splendida cornice della Cattedrale di Grosseto
Regno Unito. Per la prima volta una suora nominata Direttrice dell’Ufficio Nazionale Vocazioni
Verso il Natale, la Messa col Vescovo Giuliano
Il 7 marzo il Distretto 77 si incontra ad Acireale. ‘Insieme: sostenere la Chiesa per aiutare tutti’
Cena degli auguri di Natale organizzata dal Serra Club di Grosseto
Club di Caltagirone. Consegna credenziali Cammino di Santiago a due seminaristi
Il Serra Club di Reggio Calabria compie 20 anni, una festa per la Città
Un tempo opportuno per ritrovare se stessi e gli altri

News

  • A L’Aquila il Consiglio Nazionale Italiano di Serra International: fede, cultura e arte nel segno di san Francesco. Gran finale a Palazzetto dei Nobili con “Arte e Spiritualità”08/07/2026 - 13:01
  • Riprende il suo cammino il Premio letterario Penna dello Spirito.03/07/2026 - 21:48
  • I Vincitori del Contest fotografico “Luce sulle Periferie” – 202602/07/2026 - 11:27
  • Chiusura dell’anno sociale per il Serra Club Lucera-Troia02/07/2026 - 09:29
  • Club di Albenga. Rinnovo delle cariche e presentazione del programma29/06/2026 - 13:41
  • Serra Club di Roma: chiusura di fine anno sociale tra grandi emozioni29/06/2026 - 12:46
  • Chiusura dell’anno sociale del Serra Club Oppido Mamertina-Palmi24/06/2026 - 20:52
  • L’Aquila festeggia i 50 anni del Serra Club con Sindaco, Arcivescovo e Presidente Nazionale21/06/2026 - 19:34
  • Passaggio di testimone al Serra club di Taranto20/06/2026 - 20:06
  • Felicità e speranza nel cuore dei giovani11/06/2026 - 20:47

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter SerraNews e rimani aggiornato sul mondo Serra!

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

LINK UTILI

  • Santa Sede
  • Serra International – Ufficio centrale Chicago
  • Serra International – U.S.A
  • Chiesa Cattolica
  • Avvenire

Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni

Logo Ufficio Nazionale Pastorale Vocazioni - CEI
Serra International Italia
  • Facebook
  • Instagram
  • Youtube
E-mail: segreteria@serraitalia.eu

©2023 Serra International Italia
PIVA/CF 01781980568
Powered by Factordev
  • Informativa Newsletter
  • Privacy
  • Privacy Iubenda
  • Cookie Policy
Collegamento a: Intimamente uniti di Don Michele Gianola Collegamento a: Intimamente uniti di Don Michele Gianola Intimamente uniti di Don Michele Gianola Collegamento a: Il ricordo della Serrana Mirella Cavallino Collegamento a: Il ricordo della Serrana Mirella Cavallino Il ricordo della Serrana Mirella Cavallino
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto