Incontro Serrano: le emozioni di una giovane amica

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a cura di Lina Giovinazzo
Sono stati tre giorni, travolgenti e ricchi di emozioni, nei quali mi sono sentita, sin da subito, parte integrante di questa “grande famiglia”. Un fiume in piena di contenuti e interazioni, dove la formazione si è arricchita grazie alle testimonianze e agli interventi da parte di ciascun Presidente e Governatore del Serra Club Italia.
Un’intensa attività formativa, vissuta durante il “Consiglio Nazionale Serra Italia e il corso di formazione per Governatori e Presidenti” a Roma il 26-27-28 Gennaio 2024, che mi ha restituito qualcosa di prezioso e unico, un posto speciale dove vivere e condividere emozioni.
Un’esperienza molto bella e vissuta a pieno e tutto questo solo grazie al mio carissimo Don PierPaolo Lippo, Parroco e amico esemplare, che ha sempre creduto in me e nelle mie qualità e capacità, alla fiducia e all’appoggio del mio grande “Pastore” Monsignor Stefano Rega, che Papa Francesco, attraverso la volontà di Dio, ha nominato “Vescovo” assegnandogli, quale immenso dono per me e per tutti i miei conterranei, la Diocesi “San Marco Argentano – Scalea”, i quali, con grande passione, hanno saputo suscitare in me curiosità e interesse, e alla mia “Maestra di fede”, che mi ha sostenuta e supportata in questi giorni, la Prof.ssa Maria Luisa Coppola, che ha saputo, con il suo sapere e voglia di mettere a disposizione e a servizio degli altri la propria conoscenza ed esperienza, inculcarmi e spiegarmi nel migliore dei modi, le nozioni per poter intraprendere con gioia ed entusiasmo il viaggio intorno e nel mondo del Serra Club Italia.
Con immenso piacere, posso solo confermare la positività dell’esperienza meravigliosa che ho vissuto.
Ci si confronta e ci si aiuta in un modo unico e nuovo, senza le solite frasi che non si vogliono più ascoltare, ci si libera anche di macigni che non era facile lasciar andare e, inoltre, ci si diverte e scherza e anche tanto. Ho anche capito, in questi pochissimi giorni, che entrare a fare parte di questa “grande famiglia”, può anche dare un senso profondo alla propria vita, ribaltando i ruoli e riscoprendo se stessi.
Le persone che per fare volontariato sono disposte a mettersi in gioco, a dare la propria disponibilità disinteressata spesso rinunciano a qualcosa, ma trovano molto di più. Ancora una volta voglio ringraziare, tutti i Presidenti, Governatori e Soci, che ho avuto l’onore di conoscere e con i quali ho instaurato rapporti di amicizia, che appartengono sicuramente a questa schiera di persone e il loro lavoro, che a volte diamo per scontato, li coinvolge non solo nelle azioni, ma anche nel modo di essere e affrontare la vita. Quando ad esempio dedichiamo il nostro tempo libero agli altri, quando rinunciamo a una parte delle nostre giornate per sostenere, supportare e lavorare gratuitamente per il bene collettivo e di qualche singolo che ne ha più bisogno, lo si fa per scelta e perché ci si sente chiamati a dare il proprio contributo. Quasi tutte le persone che lavorano, compresa me e tutte quelle umili che ho conosciuto in questi giorni, ma che amano trovare il tempo per gli altri, quando tornano a casa sono cariche di una ricchezza che illumina la loro vita e quella di chi ha la fortuna di condividerla con loro. La formazione inculcatami in questi giorni, mi ha dato ulteriormente la possibilità di scoprire la gioia di imparare a stare insieme anche con persone di età e provenienza diverse e soprattutto mi ha fatto riflettere sul valore aggiunto che la solidarietà dà ad ognuno di noi. Questi sono tutti i frutti maturati durante questi brevi e intensi giorni… per cui, adesso, è il momento di gioire, ma con il cuore e la mente rivolti al futuro, perché ancora tanto resta da fare e i bisogni non sono esauriti.
Torno a casa con un bagaglio in più, ricco di speranze e di sogni per la mia Diocesi e consapevole che la nuova alba mi attende con una semina da curare e seguire giorno per giorno affinché i nuovi frutti siano ancora migliori.