La pace nelle Sacre Scritture

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Il Serra Club di Taranto, il 15 ottobre 2025, nella suggestiva atmosfera francescana della chiesa dedicata a San Pasquale Baylon, ha accolto e seguito con grande interesse la lectio magistralis di Mons. Alessandro Greco, Vicario Generale della Diocesi.

L’argomento trattato, “La Pace nelle Sacre Scritture”, si inserisce nel tema dell’anno proposto dal Serra Club International Italia: “Tutti dicono Pace ma la Pace non c’è”.

La Presidente della sezione, Signora M. Cristina Prampolini Scapati, dopo i saluti e la presentazione del relatore, ha sottolineato la viva attualità dell’argomento.

Mons. Greco ha iniziato la sua trattazione esaltando la straordinarietà degli insegnamenti contenuti nell’Antico Testamento (A. T.) che, come  cita  Sant’ Agostino, confluiscono nel Nuovo Testamento (N. T.), proiettandoli nella prospettiva cristologica.

La connessione tra le  Sacre Scritture è evidenziata nel passo evangelico in cui Gesù,  nella Sinagoga di Nazaret, legge il brano di Isaia che annuncia la Sua venuta e il Suo Regno di Giustizia e Pace. La lettura di tale testo dell’ A. T. si conclude con la frase  :

Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”.

“L’oggi” non si riferisce a un singolo giorno del passato, ma è anche il tempo presente e quello di ogni epoca: l’ “Oggi” è Gesù Cristo, è quella Speranza che porterà Giustizia e Pace

Il termine ebraico Shalom va oltre il semplice significato di “pace”: indica completezza, prosperità, benessere e integrità. Non è solo l’assenza di conflitto, ma uno stato di armonia tra le persone.

Il salmo 85 rappresenta l’unione di due concetti fondamentali: la Pace che si ottiene grazie al perdono e la Giustizia che è dono di Dio. Questo  Salmo è stato spesso ripreso per esprimere la speranza che, attraverso la Giustizia,  si possa raggiungere una vera Pace globale.

Nell’ A. T.  questo principio è esplicato dalla cosiddetta “legge del taglione”, concetto di giustizia che mira a limitare la vendetta e ad adottare pene proporzionate al danno subito, nel N. T. Gesù rovescerà il principio del taglione, indicando un percorso di amore e perdono.

In più messaggi, i Pontefici hanno indicato il Perdono come via della Pace. Paolo VI   afferma  che “Predicare il Vangelo del perdono sembra assurdo alla politica umana”, San Giovanni Paolo II parla spesso del Perdono come “Premessa indispensabile per camminare verso una Pace autentica e stabile” e papa Francesco dichiara che “Dio non sta in Pace fino a quando non perdona”.

Per riflettere sul tema della Pace nel N. T., fondamentale è il Discorso della Montagna:

Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio

Tale “Buona Novella” oggi è di grande attualità per le ben note ragioni che inducono molti ad interessarsi a tale tema e altri ad essere operativi sul campo .

La Pace ritorna ancora nel momento dell’ingresso di Gesù nella città santa di Gerusalemme dove si compirà il Suo sacrificio.

Negli insegnamenti del Messia è chiarita la differenza fra la Sua Pace e quella del mondo.

Di fronte a Cristo che si rivela bisogna fare una scelta tra la pace falsa del mondo e la Pace vera che è in Lui. Coloro che rispettano la Pace di Cristo sono i veri costruttori di Pace.

I riferimenti alla Pace nel N. T.  sono presenti pienamente nelle lettere di San Paolo, aperte e chiuse sempre con un augurio di Pace.

Nelle sue conclusioni don Alessandro ha sottolineato che la Pace è un bene che può mettere insieme tutti i popoli della Terra. E’, dunque, un valore universale non estraneo neanche al mondo classico. La Pace è l’irradiazione dei valori spirituali presenti in noi, infatti San Giovanni Crisostomo afferma che: “La Pace è la madre di tutti i beni e il fondamento della Gioia”.

Purtroppo da anni quotidianamente vengono compiuti atroci crimini contro la Pace: chi segue Cristo non può rendersi responsabile di questi comportamenti nè di fronte alla Storia né di fronte a Dio.

 

Teresa Catanese