IL GIUBILEO DEL SERRA CLUB DI TARANTO
Il 2 Novembre, il Serra club di Taranto ha partecipato alla commemorazione dei defunti e celebrato il Giubileo, nella Chiesa Madre “Maria SS.ma Annunziata” di Grottaglie, distante pochi metri dal Santuario, del patrono della città, S. Francesco De Geronimo, e dal Convento delle Clarisse. Un “concentrato”, dunque, di luoghi santi che ha dato alla giornata un’impronta di intensa spiritualità.

Affabilmente accolti dal parroco, Mons. Eligio Grimaldi, e accompagnati dall’ assistente spirituale, Don Francesco Maranò (grottagliese di nascita e ordinato diacono proprio in questa Chiesa), abbiamo dapprima ammirato la pregevole facciata della Basilica, composta da un portone, un rosone, una cuspide e abbellita da tre edicole raffiguranti l’arcangelo Gabriele, la Vergine Maria e il Cristo in trono. Accanto alla cuspide svetta una cupola rivestita con maioliche realizzate dai ceramisti grottagliesi.
Prima della celebrazione eucaristica, Don Eligio ci ha illustrato la storia di questa Chiesa “Collegiata”, gioiello architettonico, indicata come “figlia primogenita” perché la più antica della diocesi insieme alla Cattedrale di Taranto. Costruita nel 1379 su una Chiesa preesistente, risalente all’anno Mille, si articola in una grande navata centrale con una serie di cappelle laterali che ospitano pregevoli statue e ben 38 tele, donate dalla Confraternita del Rosario. Tutto l’interno è stato sottoposto nei secoli a profanazioni, furti e atti vandalici, per cui solo dal ‘500 in poi è stato possibile arricchirla con le opere d’arte che oggi ammiriamo. Questo spiega anche la molteplicità degli stili architettonici interni che si sono mescolati tra loro per i vari ampliamenti e restauri operati nel tempo: elementi gotici, rinascimentali, barocchi, neoclassici. Tra le magnifiche opere che abbiamo ammirato, segnaliamo la grande tela del 1674, posta sull’abside, raffigurante l’Annunciazione, che richiama il mistero dell’Incarnazione. Particolarmente pregevole è, infine, la cantoria in legno intarsiato con lo splendido organo a canne, il più antico di Puglia, che di recente è tornato a risuonare dopo oltre 60 anni.

A questo interessante momento artistico – culturale, è seguita la celebrazione eucaristica, presieduta dal nostro assistente spirituale. Le letture si sono concentrate sui temi della speranza (Giobbe), della resurrezione (S. Paolo) e della vita eterna (S. Giovanni) . Nella sua omelia, don Francesco ha ripreso questi temi esortandoci a celebrare il 2 novembre come una giornata di preghiera che ci aiuti a credere nel Cristo risorto. Gesù è vivo e, con Lui, lo sono anche i nostri defunti. La liturgia ci chiede di pregare anche per il passaggio che attende tutti, perché si rafforzi la speranza di ricongiungerci ai nostri cari in unione eterna con Dio. Anche se il corpo si consuma, l’anima vive nell’amore di Cristo.

A conclusione della S. Messa, abbiamo arricchito spiritualmente la mattinata con una breve sosta nella splendida Cappella del Monastero delle Clarisse che, nella totale e serena dedizione a Dio, trasmettono a noi, distratti dalle “ cose del mondo”, un profondo e sincero desiderio di raccoglimento e di preghiera.
Un momento conviviale, durante il quale abbiamo festeggiato il compleanno di Don Francesco, ha concluso questa esperienza che ha lasciato nei cuori un senso di pace, di fede e di speranza nel Cristo Salvatore.
Teresa Catanese














