Club di Cascina. Riflessione del vice direttore della pastorale vocazionale

Con una riflessione di don Dal Canto Bryan, vice direttore della pastorale vocazionale della diocesi di Pisa, si è praticamente conclusa l’attività del Serra Club di Cascina, ancorché la chiusura ufficiale sia rimandata a metà Giugno con la S. Messa officiata dal Cappellano del Club e con la consueta conviviale per i saluti di fine anno sociale.

Tema della riflessione di don Bryan è stato “parlare delle vocazioni oggi”: oggi, ovvero, come sostenuto dallo stesso don Bryan, non in un cambiamento di epoca ma in una epoca di cambiamento. Siamo, ormai, nell’epoca del provvisorio in cui è prassi, parafrasando il sociologo Zygmunt Bauman, vivere in maniera “liquida”, frutto di un soggettivismo che ritiene di poter fare a meno di punti di riferimento certi.

In un simile contesto diventa fisiologica la crisi delle vocazioni, di qualsiasi vocazione, da quella al matrimonio alla vocazione sacerdotale. In antitesi, per certi versi, sembrano riproporsi in maniera pressante le dottrine del pelagianesimo e dello gnosticismo: dottrine secondo le quali sono sufficienti la volontà e la conoscenza per raggiungere la “salvezza” senza la necessità della Fede.

In definitiva, siamo in una epoca che soffre una crisi di Fede. Ed è questo, secondo don Bryan, il punto focale: una crisi di fede a causa della quale la “crisi” dei chiamati diventa conseguenza e frutto della crisi dei “chiamanti”. Manca, in altre parole, la vocazione alla santità da parte di tutti i battezzati, e conseguentemente, manca chi accompagni “i chiamati” al discernimento, chi si metta in ascolto dei giovani, dei loro dubbi, delle loro crisi, dei loro combattimenti interiori. Siamo, come dicono alcuni sociologi, in una società senza Padri e senza Madri.

Ed è a causa di queste assenze, che secondo don Bryan, il Serra diventa soggetto importante: una presenza che con una prossimità affettiva e con una testimonianza di vita personale e di impegno comunitario, possa porsi come riferimento per il discernimento da parte dei chiamati.

Paolo Chiellini

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