Desiderio Desideravi: riscoprire la liturgia anche attraverso la musica

“Continuiamo a stupirci per la bellezza della liturgia”: a lanciare l’invito è papa Francesco, nella Lettera apostolica sulla liturgia “Desiderio desideravi”, pubblicata lo scorso 29 giugno per richiamare il significato profondo della Celebrazione Eucaristica, così come è emersa dal Concilio Vaticano II, ed invitare alla formazione liturgica, a partire dai seminari. “A noi non serve un vago ricordo dell’ultima Cena: noi abbiamo bisogno di essere presenti a quella Cena”, esordisce Francesco: “Vorrei che la bellezza del celebrare cristiano e delle sue necessarie conseguenze nella vita della Chiesa non venisse deturpata da una superficiale e riduttiva comprensione del suo valore o, ancor peggio, da una sua strumentalizzazione a servizio di una qualche visione ideologica, qualunque essa sia”. No alla “mondanità spirituale”, ribadisce il Papa, secondo il quale la liturgia “non è la ricerca di un estetismo rituale che si compiace solo nella cura della formalità esteriore di un rito o si appaga di una scrupolosa osservanza rubricale”, e neanche l’atteggiamento opposto, “che confonde la semplicità con una sciatta banalità, l’essenzialità con una ignorante superficialità, la concretezza dell’agire rituale con un esasperato funzionalismo pratico”.

“Ogni aspetto del celebrare va curato (spazio, tempo, gesti, parole, oggetti, vesti, canto, musica, …) e ogni rubrica deve essere osservata”, l’appello di Francesco, che si sofferma su un elemento essenziale della celebrazione liturgica: “lo stupore per il mistero pasquale”.

In quest’ottica, ben si inserisce il concorso musicale attivato da Serra Italia durante quest’ultimo anno sociale per tutti i seminaristi d’Italia, il cui fine è appunto quello di promuovere e valorizzare le potenzialità dei futuri sacerdoti, affinché ogni aspetto della celebrazione sia curato. D’altronde, è proprio attraverso la musica – sostiene mons. Marco Frisina, nostro giurato – che “si può comunicare il Vangelo nella sua verità di Buona Notizia, di gioiosa notizia che libera il cuore dell’uomo dalle meschinità del peccato e lo innalza fino a Dio”.

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