La bellezza del vivere
Mercoledì 27 novembre, nell’aula magna della Scuola Colombo, il Serra club di Taranto ha presentato il tema del Concorso scolastico nazionale indetto anche quest’anno dal CNIS. La presidente Maria Cristina Scapati ha ringraziato il preside Giovangualberto Carducci ed i docenti presenti, lasciando a Mariangela Tarantino, responsabile del progetto, le indicazioni relative allo svolgimento del concorso.
“Il coraggio di vivere in bellezza” tema particolarmente coinvolgente è stato il diapason per entrare in un percorso di conoscenza sul senso della vita che ha profondamente coinvolto tutti noi. Il professor Luigi Ricciardi, appassionato docente di storia e filosofia e teologo, ci ha accompagnato in un percorso di profonda spiritualità tessendo la complessità del vivere, la sua bellezza, i suoi interrogativi attraverso la letteratura e la filosofia.

“Parlare della vita è impossibile – è stato l’incipit del relatore – perché di essa conosciamo solo quello che è stato, e sappiamo che un giorno finirà. Il nostro vivere è un processo in cui la morte è solo la porta di un’altra metà della vita che ci chiama all’eternità come perfetto possesso di una vita senza fine”. In questo procedere, costantemente ci interroghiamo sul significato del nostro vivere. La celebre citazione di Dostoevskij “Amare la vita più del senso della vita…amarla prima di ogni logica…” risponde a questo interrogativo con il non senso dell’uso della ragione là dove l’essere vivi è un continuo confronto con sé stessi e con la ricerca della propria vocazione.
Quando scopriamo l’essenza della nostra vocazione incontriamo la bellezza del vivere. La bellezza è quindi uno strumento potente per conoscere e comprendere il mondo che ci circonda. Ci permette di superare le limitazioni della ragione e delle emozioni per entrare in contatto con una dimensione più profonda della realtà. La bellezza ci invita a fermarci, ad osservare e a contemplare il mondo, a stupirci di fronte alla varietà che ci distingue e che ci chiama a completarci attraverso la conoscenza ed il dialogo. La bellezza è un richiamo, un risveglio improvviso, una ferita che apre un varco nella quotidiana gestione delle cose. E non è senza dolore, senza compassione, senza sfinimento. Si raggiunge con fatica e difficoltà perché è la via per la felicità, una felicità che non si esaurisce in un lampo ma costruisce armonia, quiete, profonda serenità. Ogni giorno, vivendo pienamente e consapevolmente il nostro rapporto con il mondo, scopriamo la bellezza nascosta nelle pieghe del quotidiano, scopriamo che l’essenza della vita conosciuta, che passa, consiste nel formarci per la vita ignota che è eterna.














