“Credere, sperare, amare” : il Giubileo del Distretto 73
Sabato 10 maggio è stata una giornata speciale, un Serra Day che abbiamo voluto festeggiare vivendo insieme un momento giubilare nel Santuario dedicato alla Vergine Maria detta “Dell’Incoronata”. La splendida organizzazione curata dal comune impegno dei Serra club di Cerignola, Foggia e Lucera ha consentito a tutti i serrani di Puglia e Basilicata di ritrovarsi insieme nel momento gioioso in cui la Chiesa tutta ringraziava il Signore per il dono di un nuovo Pastore il Santo Padre Leone XIV. E’ stata davvero una grazia. Il luogo isolato e silenzioso in cui si trova il santuario ci ha accolto come in un abbraccio a cui la presenza di S.E. Mons. Giorgio Ferretti Arcivescovo della Diocesi di Foggia-Bovino ed il nostro Presidente Nazionale Giuliano Faralli hanno dato una particolare solennità.
“Credere, sperare, amare” questo il messaggio della 62° Giornata Mondiale delle Vocazioni che i due relatori hanno declinato come servizio ad una cultura vocazionale che accompagni i giovani nel loro cammino di scoperta personale e spirituale.” Il nostro compito di serrani – ha detto Giuliano Faralli – è smuovere il terreno dell’indifferenza e dell’apatia religiosa, che è purtroppo nel tessuto sociale che ci circonda, attraverso occasioni di confronto ed approfondimento sui temi del nostro presente e pregare per favorire vocazioni alla vita cristiana, una vita piena dell’amore per Dio e per il prossimo”. Mons. Ferretti, raccontando alcuni momenti della sua vocazione sacerdotale e la sua esperienza in Mozambico ha sottolineato che la vocazione è sentirsi partecipi di un progetto universale, ognuno nel proprio specifico ambito, ognuno con i doni che il Signore ci ha dato, una chiamata a uscire da sé stessi per intraprendere un cammino di amore e di servizio.
Ogni vocazione nella Chiesa è segno della speranza che Dio nutre per il mondo e per ciascuno dei suoi figli e speranza è anche la parola che risuona forte in questo Giubileo. “Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé”. Nella Bolla di indizione si dice che dall’ intreccio di speranza e pazienza appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la speranza, insostituibile compagna che fa intravedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù. Con questi sentimenti nel cuore siamo entrati, cantando e pregando nel Santuario dell’Incoronata, sotto lo sguardo materno della Vergine bruna. Davanti al grande portale ci siamo ritrovati all’uscita, chiamati da mons. Ferretti ad immortalare con uno scatto la nostra corale presenza. E come nelle nostre tradizioni abbiamo concluso la giornata con le gustose prelibatezze di un agriturismo.















